Ambramicina 16cps 250mg Tetraciclina cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Tetraciclina cloridrato
Prezzo: 6.50 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: J01AA07 Tetraciclina
Azienda: Scharper Spa gen@scharper.it (09098120158)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Non concedibile
Forma: Capsule rigide
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 48 mesi
Lattosio: No
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Ambramicina?

AMBRAMICINA 250 MG CAPSULE RIGIDE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Ambramicina?

Principio attivo: una capsula contiene: tetraciclina cloridrato 250 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Ambramicina? Ambramicina contiene lattosio o glutine?

Magnesio stearato; amido di mais; titanio biossido; indigotina; gelatina.

Domande: a cosa serve Ambramicina? Per quali malattie si prende Ambramicina?

Infezioni da microrganismi sensibili alla tetraciclina ed in particolare: – Polmoniti e broncopolmoniti batteriche – infezioni acute e riacutizzate dell’apparato urogenitale; – infezioni chirurgiche (infezioni dei tessuti molli, osteomieliti) – infezioni acute e subacute del tratto intestinale, dissenterie batteriche ed amebiche, sindromi dissenteriformi dell’adulto e del bambino; – endocarditi acute e subacute; – meningite cerebrospinale epidemica e meningiti purulente in genere; – brucellosi; – rickettsiosi; – in otorinolaringologia (tonsilliti, otiti, sinusiti, mastoiditi); in oculistica (congiuntiviti, blefariti, tracoma); in ginecologia (annessiti, metriti, cerviciti, vulvovaginiti); in dermatologia (foruncolosi, impetigini).

Domande: quando non bisogna prendere Ambramicina?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1..

Domande: come si prende Ambramicina? qual è il dosaggio raccomandato di Ambramicina? Quando va preso nella giornata Ambramicina

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni Si consiglia una dose orale giornaliera che varia fra 15 e 25 mg/Kg di peso corporeo; in casi di particolare gravità il dosaggio può essere aumentato secondo il parere del medico. In pratica, nell’adulto di peso medio, 4–6 capsule da mg 250 al giorno e quindi una capsula ogni 6–4 ore. La durata del trattamento è in rapporto alla scomparsa della febbre ed al miglioramento dello stato generale. Cessato il periodo febbrile acuto è consigliabile prolungare, riducendo eventualmente le dosi, la somministrazione dell’antibiotico ancora per alcuni giorni, al fine di evitare la possibilità di ricadute. Nelle infezioni stafilococciche acute e nelle brucellosi è bene protrarre più a lungo il trattamento (circa 2 settimane); nelle endocarditi batteriche subacute il trattamento dovrà essere ulteriormente prolungato (almeno 6 settimane). Popolazione pediatrica Nei bambini di età inferiore a 12 anni, questo medicinale va somministrato solo nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico. Questo vale soprattutto nel periodo neonatale e nell’infanzia , in quanto questo medicinale durante il periodo della formazione dei denti può causare colorazione dentaria permanente (giallo–bruna) (vedere paragrafo "Effetti indesiderati aggiuntivi nei bambini"). (vedere paragrafo 4.4 e 4.8).

Domande: Ambramicina va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Ambramicina entro quanto tempo va consumato?

Non sono previste speciali precauzioni per la conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Ambramicina? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Ambramicina?

Nel tessuto osseo in via di formazione, le tetracicline possono dare luogo ad un complesso stabile di calcio senza che peraltro siano stati riportati nell’uomo particolari effetti dannosi. Reazioni di fotosensibilizzazione possono manifestarsi in corso di trattamento in soggetti predisposti; è opportuno tenere presente questa eventualità ed interrompere il trattamento non appena compare eritema cutaneo. In soggetti con presenza di insufficienza renale, anche dosi normali delle tetracicline possono dare luogo ad accumulo in circolo con possibili danni epatici; in questi casi è necessario adattare la posologia al grado di funzionalità renale, ricorrendo, se del caso, a controlli dei livelli ematici (che non dovrebbero mai superare 15 mcg/ml) e della funzionalità epatica. Inoltre è da tenere presente che le tetracicline esplicano un’azione antianabolica che può aggravare stati di insufficienza renale. Per evitare irritazioni esofagee, assumere il prodotto con un’adeguata quantità d’acqua. L’uso del prodotto può occasionalmente dare luogo a superinfezioni da organismi insensibili. Tenuto conto della possibilità di germi resistenti quando non è sicura la nozione di sensibilità del germe stesso verso l’antibiotico è necessario procedere ad opportuni tests batteriologici. Le tetracicline non rappresentano farmaci di prima scelta nelle infezioni da Stafilococchi o in quelle delle prime vie aeree (faringotonsilliti, ecc.) da Streptococco beta emolitico A. Le tetracicline degradate (scadute) possono produrre poliuria, glicosuria, aminociduria, proteinuria. L’invecchiamento in ambiente caldo umido può favorire la formazione di derivati tetraciclinici nefrotossici. Popolazione pediatrica L’uso delle tetracicline durante il periodo della formazione dei denti (seconda metà della gravidanza, periodo neonatale e prima infanzia) può causare pigmentazione dentaria permanente (giallo–bruna); ciò si verifica soprattutto in seguito all’uso protratto di questi antibiotici ma è stato osservato anche dopo periodi di trattamento brevi ma ripetuti. Nel periodo neonatale e nell’infanzia (fino a 12 anni) il medicinale va somministrato solo nei casi di effettiva necessità sotto diretto controllo del medico.

Precauzioni d’impiego Come altri antibiotici, il trattamento con tetracicline può dar luogo a superinfezioni da agenti batterici resistenti o da miceti. È da tenere presente la possibilità di enterocoliti da Stafilococchi resistenti o da Clostridium diffìcile. Nel trattamento delle infezioni gonococciche va posta attenzione al rischio di mascherare le manifestazioni di una sifilide consistente: è opportuno, in questi casi, effettuare i controlli sierologici per almeno 4 mesi. Dato che le tetracicline possono deprimere l’attività protrombinica, si può rendere necessario un adeguamento dei dosaggi degli anticoagulanti che vanno eventualmente usati durante la somministrazione delle tetracicline. Cicli di trattamento a lungo termine richiedono periodici controlli della crasi ematica e della funzionalità epatica e renale Se le tetracicline vengono impiegate nelle infezioni da Streptococco beta emolitico del gruppo A il trattamento deve durare non meno di dieci giorni.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Ambramicina? Quali alimenti possono interferire con Ambramicina?

È opportuno evitare l’associazione con penicilline data la possibilità di interferenze tra le rispettive attività antibatteriche. Preparati antiacidi con alluminio, calcio o magnesio, nonché alimenti a base di latte o latticini riducono l’assorbimento orale delle tetracicline, per cui è opportuno evitare assunzioni contemporanee.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Ambramicina? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Ambramicina?

In corso di trattamento con tetracicline possono manifestarsi alcuni fra i seguenti effetti indesiderati: – Patologie gastrointestinali: anoressia, nausea, vomito, diarrea, glossite e altre mucositi cutanee – Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: eruzioni di tipo eritematoso o maculopapulare; ipersensibilità – Disturbi del sistema immunitario: eruzioni orticarioidi, porpora anafìlattoide, edema angioneurotico; – Patologie del sistema linfopoietico: rarissimi casi di anemia emolitica, neutropenia, trombocitopenia ed eosinofilia Popolazione pediatrica L’uso delle tetracicline nel periodo neonatale e nell’infanzia fino a 12 anni può causare colorazione dentaria permanente (giallo–bruna); ciò si verifica soprattutto in seguito all’uso prolungato (di almeno 1 mese) di questi antibiotici ma è stato osservato anche dopo periodi di trattamento brevi ma ripetuti (vedere paragrafo 4.4) Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Ambramicina? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Ambramicina?

Non sono stati segnalati sintomi di sovradosaggio.

Domande: Ambramicina si può prendere in gravidanza? Ambramicina si può prendere durante l'allattamento?

Nelle donne in stato di gravidanza e durante l’allattamento il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico.
Categoria farmaco terapeutica: antibatterico per uso sistemico, tetracicline. Codice ATC: J01AA07. La tetraciclina è dotata di un ampio spettro d’azione che include microorganismi Gram–positivi e Gram–negativi, rickettsie, actinomiceti, micoplasmi, clamidie ed alcuni protozoi quali spirochete ed amebe. L’attività antibatterica è sostanzialmente simile a quella di tutti gli altri componenti del gruppo delle tetracicline, i quali possono presentare fra di loro fenomeni di resistenza crociata, anche multipla nei confronti di antibiotici appartenenti a famiglie diverse, e differenti livelli di sensibilità a seconda del tipo dell’agente patogeno. Le tetracicline, alle concentrazioni raggiunte nel sangue durante la terapia antibiotica, esplicano un’azione batteriostatica, mentre a concentrazioni più elevate possono svolgere anche un’attività battericida. Gli antibiotici di questo gruppo agiscono sulla sintesi proteica bloccando la formazione della catena peptidica attraverso l’inibizione del trasporto dell’aminoacido attivato dall’aminoacil–t– RNA ai ribosomi. Le tetracicline svolgono "in vivo" una maggiore attività di quella evidenziata "in vitro" e ciò è stato riferito sia ad una più difficile inattivazione che ad un’azione stimolante sui leucociti. Gli studi di farmacologia generale hanno dimostrato, infine, che le tetracicline non determinano particolari effetti sui diversi apparati, con speciale riferimento a quello respiratorio e cardiovascolare.
L’assorbimento delle tetracicline risulta buono e rapido dopo somministrazione per via orale; esso avviene, nella maggior parte, nello stomaco e nel tratto superiore dell’intestino. La quota legata alle proteine plasmatiche è stata stimata intomo al 50%, mentre il tempo di emivita risulta di circa 6 ore. La presenza nell’intestino di ioni bivalenti o trivalenti, come calcio, alluminio, magnesio e ferro, riduce l’assorbimento dell’antibiotico per la formazione di complessi insolubili. Le tetracicline si diffondono con rapidità nei tessuti e liquidi organici dopo somministrazione orale; le concentrazioni nei fluidi sinoviali e nella mucosa dei seni mascellari raggiungono quella sierica, mentre nel liquido cerebrospinale la concentrazione trovata risulta del 10–20% di quella sierica. L’antibiotico è presente nel fegato e nei reni per un periodo transitorio dopo il trattamento, mentre può rimanere legato alle ossa nella loro fase di formazione od incorporato nei denti durante il loro periodo di crescita. Le tetracicline vengono escrete con la bile e le feci; la quota eliminata attraverso le urine viene stimata intomo al 10–25% della dose somministrata.
La tossicità per somministrazione singola della tetraciclina risulta relativamente bassa con valori della DL50 che per via orale, endoperitoneale ed endovenosa sono stati stimati rispettivamente nel topo in 2130, 198 e 160 mg/Kg e nel ratto in >1500, 321 e 129 mg/kg. L’antibiotico è risultato ben tollerato, a dosi notevolmente superiori a quelle d’impiego clinico, sia nelle prove di tossicità per trattamenti ripetuti nel topo, ratto e cane che nelle esperienze di tossicità fetale eseguite nel ratto e nel coniglio. La tetraciclina, infine, non ha dimostrato di possedere alcuna attività potenziale genotossica come è risultato dal test di Ames e dal test di riparazione del DNA batterico in assenza di attivazione metabolica.