Atiten Os Gtt 15ml 1mg/ml Diidrotachisterolo

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Diidrotachisterolo
Prezzo: 16.42 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: A11CC02 Diidrotachisterolo
Azienda: Teofarma Srl amministrazione@teofarma.it (01423300183)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Non concedibile
Forma: Gocce orali soluzione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Da +2 a +8 gradi
Scadenza: 24 mesi
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Atiten?

ATITEN 1 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Atiten?

100 ml di soluzione oleosa contengono: 100 mg di diidrotachisterolo. 1 ml di soluzione (circa 26 gocce) corrisponde a 1 mg di diidrotachisterolo. Eccipiente con effetti noti: olio di arachidi. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Atiten? Atiten contiene lattosio o glutine?

Olio di arachidi.

Domande: a cosa serve Atiten? Per quali malattie si prende Atiten?

Ipoparatiroidismo (idiopatico e postoperatorio). Pseudoipoparatiroidismo.

Domande: quando non bisogna prendere Atiten?

Ipersensibilità al principio attivo o all’olio di arachidi. Ipercalcemia, sovradosaggio di Vitamina D. Il diidrotachisterolo non è indicato nel trattamento della tetania da iperventilazione.

Domande: come si prende Atiten? qual è il dosaggio raccomandato di Atiten? Quando va preso nella giornata Atiten

Il dosaggio dev’essere personalizzato sul singolo paziente in base al livello sierico di calcio. L’obiettivo terapeutico è quello di raggiungere i valori compresi nella parte bassa del range di normalità. Qualsiasi aumento ai valori medi, pur nell’ambito dei valori normali, richiede già una riduzione della dose ed è, quindi, necessario un controllo regolare della calcemia durante il periodo di trattamento. Il dosaggio medio giornaliero di diidrotachisterolo è di 0,5 – 1,5 mg che corrispondono a 13 – 39 gocce di soluzione. È preferibile assumere la soluzione di diidrotachisterolo con una piccola quantità di liquido a stomaco vuoto oppure dopo i pasti. Dosi maggiori di diidrotachisterolo possono essere mescolate senza problemi al cibo. Nel versare le gocce, per ottenere la dose desiderata, il flacone deve essere tenuto in posizione verticale al fine di assicurare l’erogazione di un volume costante.

Domande: Atiten va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Atiten entro quanto tempo va consumato?

Prima dell’apertura conservare in frigorifero (2 – 8° C). Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura, vedere paragrafo 6.3.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Atiten? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Atiten?

Non esiste un antidoto specifico. L’ipercalcemia può risultare molto pericolosa per la vita e persistere per alcune settimane dopo la sospensione del diidrotachisterolo. Il corretto trattamento dell’ipercalcemia si avvale della diuresi forzata con un diuretico dell’ansa, di una dieta priva di calcio, di corticosteroidi e della calcitonina. I segni precoci di sovradosaggio, che precedono qualsiasi manifestazione clinica, sono rappresentati da alterazioni ossee radiologicamente evidenziabili e da caratteristiche calcificazioni renali. Nei pazienti con precedenti anamnestici di calcolosi renale sono necessari controlli più frequenti del livello del calcio sierico. Nella soluzione di diidrotachisterolo gli oli sintetici impiegati precedentemente nella soluzione di diidrotachisterolo come eccipiente, sono stati sostituiti dall’olio naturale di arachide. Tale modifica aumenta la biodisponibilità del diidrotachisterolo per cui, nei pazienti che già facessero uso di diidrotachisterolo e che ora proseguano la terapia con la soluzione di diidrotachisterolo così modificata, l’aggiustamento della dose dev’essere realizzato attraverso controlli più frequenti del calcio sierico.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Atiten? Quali alimenti possono interferire con Atiten?

Può verificarsi ipercalcemia in caso di concomitante somministrazione di diidrotachisterolo e di diuretici tiazidici. La somministrazione associata di diidrotachisterolo e di Vitamina D o dei relativi metaboliti dovrebbe essere evitata, data l’analogia del meccanismo d’azione.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Atiten? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Atiten?

Il diidrotachisterolo può causare ipercalcemia, particolarmente a seguito di sovradosaggio, i cui segni sono rappresentati da perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, pallore al volto, cefalea, palpitazioni e sete (vedere paragrafi 4.4 e 4.9).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Atiten? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Atiten?

Particolarmente a seguito di sovradosaggio, il diidrotachisterolo può causare ipercalcemia, i cui segni sono rappresentati da perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, pallore al volto, cefalea, palpitazioni e sete. In tali casi la dose dev’essere ridotta oppure la somministrazione di diidrotachisterolo dev’essere sospesa per 2 – 3 giorni. L’ipercalcemia cronica può causare danno renale o provocare deposito di calcio nei tessuti molli (vedere paragrafo 4.4).

Domande: Atiten si può prendere in gravidanza? Atiten si può prendere durante l'allattamento?

Non esiste evidenza di alcun rischio di teratogenicità legata all’uso di diidrotachisterolo. Il passaggio del principio attivo attraverso la barriera placentare e nel latte non è stato studiato ma si presume sia sovrapponibile a quello dei metaboliti della Vitamina D. Il livello sierico del calcio dev’essere rigorosamente controllato in caso di somministrazione di diidrotachisterolo durante la gravidanza e l’allattamento. Il farmaco non va sospeso e, se necessario, il dosaggio deve essere adattato alle singole esigenze.
Categoria farmacoterapeutica: vitamina D e analoghi. Codice ATC: A11CC02.

Meccanismo d’azione Il diidrotachisterolo appartiene al gruppo degli ormoni paratiroidei/regolatori del metabolismo del calcio. Il diidrotachisterolo è un 5,6 – trans analogo della Vitamina D e grazie alla sua configurazione stereochimica, è attivo senza necessità di attivazione da parte dell’ormone paratiroideo presente nel tessuto renale. Il diidrotachisterolo produce un incremento del calcio sierico mediante l’aumento dell’assorbimento intestinale e della mobilizzazione ossea del calcio.
Come per i 5,6 – trans analoghi della Vitamina D3, si ritiene che il diidrotachisterolo, dopo assunzione orale, venga assorbito nell’intestino tenue e sia idrossilato nel fegato. Le massime concentrazioni plasmatiche di 24 – 27 mcg/l si raggiungono dopo 6 – 8 ore dalla somministrazione di 1 mg. L’emivita plasmatica risulta compresa tra 16,28 e 18,15 ore. Dopo una singola dose orale i massimi livelli sierici di calcio si osservano dopo 7 giorni e l’effetto persiste per 28 giorni.

Biodisponibilità La seguente tabella riporta, come medie geometriche, le massime concentrazioni plasmatiche (cmax), i tempi corrispondenti (tmax) e le aree sotto la curva concentrazione – tempo (AUC) dopo una singola dose orale di 1 mg.
Formulazione cmax (mcg/l) tmax (h) AUC (mcgh/l)
Soluzione 27,83 6,00 478,78


Tossicità acuta Negli animali da esperimento, il sovradosaggio acuto, analogamente alla somministrazione endovenosa di alte dosi di calcio, provoca apatia, perdita dell’appetito, vomito, diarrea, disturbi circolatori, emorragia gastrica, sintomatologia paralitica, alterazioni renali, deposito patologico di calcio e, quindi, la morte.

Tossicità cronica La somministrazione cronica di alte dosi di diidrotachisterolo provoca danni renali con la comparsa nelle urine di eritrociti e proteine e la formazione renale di cristalli e calcoli di calcio. La perdita di calcio provoca un considerevole depauperamento minerale dello scheletro che viene contrastato solo parzialmente dalla somministrazione orale di calcio in quanto la sua deposizione a livello renale risulta più rapida e di maggiori proporzioni. Nei casi di ipercalcemia cronica il calcio può depositarsi in altri apparati quali, ad esempio, la parete del tratto gastroenterico, i polmoni, il tessuto connettivo interstiziale del miocardio e le pareti vascolari.