Abilify Maintena Im Fl 400mg+f Aripiprazolo

Tipo prodotto: Farmaco ospedaliero esitabile in farmacia
Principio Attivo: Aripiprazolo (12 equivalenti)
Prezzo: 440.42 EUR (IVA: 10%)
Classe: H
ATC: N05AX12 Aripiprazolo
Azienda: Otsuka Pharmaceutic.Italy Srl (06516000962)
Ricetta: RNRL - vendibili al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti
SSN: Medicinale ospedaliero dispensabile in farmacia a totale carico del cittadino
Forma: Polvere e solvente per sospensione iniettabile rilascio prolungato
Contenitore: Flacone
Conservazione: Evitare il congelamento
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Abilify Maintena?

ABILIFY MAINTENA 400 MG POLVERE E SOLVENTE PER SOSPENSIONE INIETTABILE A RILASCIO PROLUNGATO

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Abilify Maintena?

Ogni flaconcino contiene 400 mg di aripiprazolo. Dopo la ricostituzione, ogni ml di sospensione contiene 200 mg di aripiprazolo. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Abilify Maintena? Abilify Maintena contiene lattosio o glutine?



Polvere Carbossimetilcellulosa sodica Mannitolo Sodio fosfato monobasico monoidrato Idrossido di sodio

Solvente Acqua per preparazioni iniettabili

Domande: a cosa serve Abilify Maintena? Per quali malattie si prende Abilify Maintena?

Abilify Maintena è indicato per il trattamento di mantenimento della schizofrenia in pazienti adulti stabilizzati con aripiprazolo orale.

Domande: quando non bisogna prendere Abilify Maintena?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Domande: come si prende Abilify Maintena? qual è il dosaggio raccomandato di Abilify Maintena? Quando va preso nella giornata Abilify Maintena



Posologia Per i pazienti che non hanno mai assunto aripiprazolo, la tollerabilità con aripiprazolo orale deve essere accertata prima di iniziare il trattamento con Abilify Maintena. La dose raccomandata iniziale e di mantenimento di Abilify Maintena è pari a 400 mg. Non è richiesta la titolazione della dose di questo medicinale. Esso deve essere somministrato una volta al mese come singola iniezione (non prima di 26 giorni dalla precedente iniezione). Dopo la prima iniezione, il trattamento con 10–20 mg di aripiprazolo orale va proseguito per 14 giorni consecutivi, al fine di mantenere le concentrazioni terapeutiche di aripiprazolo durante l’inizio della terapia. Se con la dose da 400 mg si verificano reazioni avverse, si deve ridurre la dose a 300 mg una volta al mese. Dosi saltate


Dosi saltate


Se si salta la 2 a o la 3 a dose e

dall’ultima iniezione sono passate:


Azione
> 4 settimane e < 5 settimane Si deve somministrare l’iniezione appena possibile, quindi riprendere il programma di iniezioni mensili.
> 5 settimane Si deve riprendere l’uso concomitante di aripiprazolo orale per 14 giorni insieme alla somministrazione dell’iniezione, quindi riprendere il programma di iniezioni mensili.


Se si salta la 4 a dose o quelle

successive (vale a dire, dopo il raggiungimento dello stato stazionario) e dall’ultima iniezione sono passate:


Azione
> 4 settimane e < 6 settimane Si deve somministrare l’iniezione appena possibile, quindi riprendere il programma di iniezioni mensili.
> 6 settimane Si deve riprendere l’uso concomitante di aripiprazolo orale per 14 giorni insieme alla somministrazione dell’iniezione, quindi riprendere il programma di iniezioni mensili.


Popolazioni particolari

Pazienti anziani La sicurezza e l’efficacia di Abilify Maintena nel trattamento della schizofrenia in pazienti di età pari o superiore a 65 anni non sono state stabilite (vedere paragrafo 4.4).

Pazienti con compromissione renale Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 5.2).

Pazienti con compromissione epatica Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve o moderata. Nei pazienti con compromissione epatica grave, i dati disponibili non sono sufficienti a formulare delle raccomandazioni. In questi pazienti, per i quali è richiesta cautela nella somministrazione della dose, è da preferirsi la formulazione orale (vedere paragrafo 5.2).

Metabolizzatori lenti del CYP2D6 noti Nei pazienti noti per essere metabolizzatori lenti del CYP2D6, la dose iniziale e quella di mantenimento devono essere pari a 300 mg. Quando usato in concomitanza con forti inibitori del CYP3A4, la dose deve essere ridotta a 200 mg (vedere paragrafo 4.5).

Aggiustamenti della dose dovuti alle interazioni Nei pazienti che assumono allo stesso tempo forti inibitori del CYP3A4 o del CYP2D6 per più di 14 giorni sono necessari aggiustamenti della dose. Se la somministrazione dell’inibitore del CYP3A4 o del CYP2D6 viene interrotta, può essere necessario aumentare la dose a quella precedente (vedere paragrafo 4.5). In caso di reazioni avverse nonostante gli aggiustamenti della dose di Abilify Maintena, si deve rivalutare la necessità dell’uso concomitante di inibitori del CYP2D6 o del CYP3A4. Si deve evitare l’uso concomitante di induttori del CYP3A4 e Abilify Maintena per più di 14 giorni perché i livelli ematici di aripiprazolo si riducono e possono essere inferiori ai livelli efficaci (vedere paragrafo 4.5).

Aggiustamenti della dose di Abilify Maintena nei pazienti che assumono allo stesso tempo forti inibitori del CYP2D6, forti inibitori del CYP3A4, e/o induttori del CYP3A4 per più di 14 giorni
 

Dose aggiustata


Pazienti che assumono 400 mg di Abilify Maintena
Forti inibitori del CYP2D6 o del CYP3A4 300 mg
Forti inibitori del CYP2D6 e del CYP3A4 200 mg
Induttori del CYP3A4 Evitare l’uso


Pazienti che assumono 300 mg di Abilify Maintena
Forti inibitori del CYP2D6 o del CYP3A4 200 mg
Forti inibitori del CYP2D6 e del CYP3A4 160 mg
Induttori del CYP3A4 Evitare l’uso


Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Abilify Maintena in bambini e adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione Abilify Maintena deve essere utilizzato esclusivamente per via intramuscolare e non deve essere somministrato per via endovenosa o sottocutanea. Deve essere somministrato esclusivamente da un operatore sanitario. La sospensione deve essere iniettata immediatamente dopo la ricostituzione, ma può essere conservata a temperature inferiori a 25° C per un massimo di 4 ore nel flaconcino. La sospensione deve essere iniettata lentamente con una singola iniezione (le dosi non devono essere suddivise) nel muscolo gluteo o deltoide. Prestare attenzione per evitare l’iniezione accidentale in un vaso sanguigno. Le sedi di iniezione devono essere alternate fra i due muscoli glutei o deltoidi. L’ago raccomandato per la somministrazione nel gluteo è un ago di sicurezza ipodermico da 38 mm (1,5 pollici) e 22 gauge. Per i pazienti obesi (indice di massa corporea > 28 kg/m²), deve essere usato un ago di sicurezza ipodermico da 50 mm (2 pollici) e 21 gauge. L’ago raccomandato per la somministrazione nel deltoide è un ago di sicurezza ipodermico da 25 mm (1 pollice) e 23 gauge. Per i pazienti obesi, deve essere usato un ago di sicurezza ipodermico da 38 mm (1,5 pollici) e 22 gauge (vedere paragrafo 6.6). I flaconcini con la polvere e il solvente sono esclusivamente monouso. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Domande: Abilify Maintena va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Abilify Maintena entro quanto tempo va consumato?

Non congelare. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Abilify Maintena? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Abilify Maintena?

Durante il trattamento antipsicotico, il miglioramento delle condizioni cliniche del paziente può richiedere da molti giorni ad alcune settimane. I pazienti devono essere strettamente monitorati per l’intero periodo.

Comportamenti suicidari L’insorgenza di comportamento suicidario è inerente alla malattia psicotica e, in alcuni casi, è stata segnalata subito dopo l’inizio o la sostituzione del trattamento antipsicotico, incluso il trattamento con aripiprazolo (vedere paragrafo 4.8). Il trattamento antipsicotico deve essere accompagnato da una stretta supervisione dei pazienti ad alto rischio.

Disturbi cardiovascolari Abilify Maintena deve essere usato con cautela nei pazienti con malattia cardiovascolare nota (storia di infarto miocardico o cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca o anomalie della conduzione), malattia cerebrovascolare, condizioni che possono predisporre i pazienti all’ipotensione (disidratazione, ipovolemia e trattamento con medicinali antipertensivi) o ipertensione, inclusa la accelerata o maligna. Con l’uso di medicinali antipsicotici sono stati segnalati casi di tromboembolia venosa (TEV). Dal momento che i pazienti trattati con antipsicotici presentano spesso fattori di rischio acquisiti per la TEV, prima e durante il trattamento con Abilify Maintena è necessario identificare tutti i possibili fattori di rischio relativi a questa condizione e adottare le opportune misure preventive (vedere paragrafo 4.8).

Prolungamento dell’intervallo QT Negli studi clinici sul trattamento con aripiprazolo orale, l’incidenza del prolungamento dell’intervallo QT è stata paragonabile a placebo. Aripiprazolo deve essere usato con cautela nei pazienti con storia familiare di prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.8).

Discinesia tardiva In studi clinici della durata di un anno o meno, durante il trattamento con aripiprazolo ci sono state segnalazioni non comuni di discinesia iatrogena. In caso di comparsa di segni e sintomi di discinesia tardiva in pazienti in trattamento con Abilify Maintena, si deve considerare la riduzione della dose o l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.8). Questi sintomi possono peggiorare nel tempo o possono anche manifestarsi dopo la sospensione del trattamento.

Sindrome Maligna da Neurolettici (SMN) La SMN è un complesso di sintomi potenzialmente fatali associato ai medicinali antipsicotici. Negli studi clinici sono stati segnalati rari casi di SMN durante il trattamento con aripiprazolo. Manifestazioni cliniche della SMN sono iperpiressia, rigidità muscolare, alterazione dello stato mentale ed evidenza di instabilità autonomica (polso o pressione arteriosa irregolari, tachicardia, diaforesi e disritmia cardiaca). Ulteriori segni possono includere creatinfosfochinasi aumentata, mioglobinuria (rabdomiolisi) e insufficienza renale acuta. Tuttavia, sono stati anche segnalati livelli elevati di creatinfosfochinasi e rabdomiolisi non necessariamente associati alla SMN. Se un paziente sviluppa segni e sintomi indicativi di SMN, o presenta febbre alta inspiegabile in assenza di ulteriori manifestazioni cliniche di SMN, tutti i medicinali antipsicotici, compreso aripiprazolo, devono essere interrotti (vedere paragrafo 4.8).

Convulsioni Negli studi clinici sono stati segnalati casi non comuni di convulsioni durante il trattamento con aripiprazolo. Per questa ragione, aripiprazolo deve essere usato con cautela nei pazienti con storia di disturbi convulsivi o che mostrano condizioni associate a convulsioni (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza

Mortalità aumentata In tre studi con aripiprazolo orale in pazienti anziani con psicosi associata a malattia di Alzheimer (n = 938, età media: 82,4 anni, intervallo: 56–99 anni), controllati verso placebo, i pazienti trattati con aripiprazolo hanno riportato un aumentato rischio di morte in confronto a quelli che assumevano placebo. La percentuale delle morti nei pazienti trattati con aripiprazolo orale è risultato pari al 3,5% rispetto all’1,7 % del gruppo con placebo. Sebbene le cause dei decessi fossero varie, la maggior parte di essi risultano essere di natura cardiovascolare (per es. insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o infettiva (per es. polmonite) (vedere paragrafo 4.8).

Reazioni avverse cerebrovascolari Negli stessi studi clinici con aripiprazolo orale, nei pazienti sono state segnalate reazioni avverse cerebrovascolari (per es. ictus, attacco ischemico transitorio), inclusi casi ad esito fatale, (età media: 84 anni, intervallo: 78–88 anni). Nel complesso, in questi studi clinici l’1,3 % dei pazienti trattati con aripiprazolo orale ha riportato reazioni avverse cerebrovascolari rispetto allo 0,6 % dei pazienti trattati con placebo. Questa differenza non era statisticamente significativa. Tuttavia, in uno di questi studi, a dose fissa, nei pazienti trattati con aripiprazolo è emersa una relazione dose–risposta significativa per le reazioni avverse cerebrovascolari (vedere paragrafo 4.8). Abilify Maintena non è indicato per il trattamento dei pazienti con psicosi correlata alla demenza.

Iperglicemia e diabete mellito In pazienti trattati con medicinali antipsicotici atipici, incluso aripiprazolo, è stata segnalata iperglicemia, in alcuni casi estrema e associata a chetoacidosi, oppure coma iperosmolare o morte. I fattori di rischio che possono predisporre i pazienti a gravi complicanze includono obesità e anamnesi familiare di diabete. Negli studi clinici con aripiprazolo, non sono state riportate differenze significative nelle percentuali d’incidenza delle reazioni avverse correlate ad iperglicemia (diabete incluso), o nei valori glicemici di laboratorio anomali rispetto al placebo. Nei pazienti trattati conaripiprazolo e con altri medicinali antipsicotici atipici non sono disponibili stime precise del rischio di reazioni avverse correlate ad iperglicemia, tali da permettere confronti diretti. I pazienti trattati con medicinali antipsicotici di qualsiasi tipo, compreso aripiprazolo, devono essere controllati per rilevare eventuali segni e sintomi di iperglicemia (ad esempio polidipsia, poliuria, polifagia e debolezza), e i pazienti con diabete mellito o fattori di rischio per quest’ultima condizione devono essere monitorati regolarmente per rilevare eventuali peggioramenti nel controllo della glicemia (vedere paragrafo 4.8).

Ipersensibilità Reazioni da ipersensibilità caratterizzate da sintomi allergici possono verificarsi con aripiprazolo.

Aumento di peso L’aumento di peso è comunemente osservato nei pazienti schizofrenici dovuto a uso di antipsicotici noti causare incremento ponderale, comorbidità, stile di vita non appropriato, e può condurre gravi complicanze. Nella fase post–marketing sono stati segnalati casi di aumento di peso in pazienti in trattamento con aripiprazolo orale. Quando rilevato, solitamente si trattava di pazienti con fattori di rischio significativi quali storia di diabete, disturbi tiroidei o adenoma ipofisario. Negli studi clinici, aripiprazolo non ha mostrato di indurre un aumento di peso clinicamente rilevante (vedere paragrafo 4.8).

Disfagia Disturbi della motilità esofagea ed aspirazione sono stati associati al trattamento con antipsicotici, incluso aripiprazolo. Aripiprazolo deve essere usato con cautela nei pazienti a rischio di polmonite

ab ingestis.

Gioco d’azzardo patologico Nella fase post–marketing sono stati segnalati casi di gioco d’azzardo patologico tra pazienti cui era stato prescritto aripiprazolo orale, indipendentemente dal fatto che tali pazienti avessero una storia precedente di gioco d’azzardo. I pazienti con una precedente storia di gioco d’azzardo patologico potrebbero essere più a rischio e devono essere monitorati attentamente (vedere paragrafo 4.8).

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Abilify Maintena? Quali alimenti possono interferire con Abilify Maintena?

Non sono stati effettuati studi d’interazione specifici con Abilify Maintena. Le informazioni qui riportate provengono dagli studi con aripiprazolo orale. A causa del suo antagonismo sui recettori α1–adrenergici, aripiprazolo può potenziare l’effetto di alcuni medicinali antipertensivi. Dati gli effetti primari di aripiprazolo sull’SNC, si deve usare cautela quando si somministra aripiprazolo in associazione ad alcol o altri medicinali che agiscono sull’SNC con reazioni avverse sovrapponibili, ad esempio la sedazione (vedere paragrafo 4.8). Si deve usare cautela nella somministrazione concomitante di aripiprazolo e medicinali noti causare prolungamento dell’intervallo QT o squilibrio elettrolitico. Potenziali effetti di altri medicinali su Abilify Maintena Il metabolismo di aripiprazolo avviene attraverso più vie che coinvolgono gli enzimi CYP2D6 e CYP3A4, ma non gli enzimi CYP1A. Non è dunque necessario alcun aggiustamento della dose nei fumatori.

Chinidina e altri forti inibitori del CYP2D6 In uno studio clinico su aripiprazolo orale in soggetti sani, un forte inibitore del CYP2D6 (chinidina) ha aumentato l’AUC di aripiprazolo del 107 %, mentre la Cmax è rimasta invariata. L’AUC e la Cmax di deidro–aripiprazolo, il metabolita attivo, sono diminuite del 32 % e del 47 %, rispettivamente. È prevedibile che altri forti inibitori di CYP2D6, ad esempio fluoxetina e paroxetina, abbiano effetti simili, pertanto la dose deve essere ridotta (vedere paragrafo 4.2).

Ketoconazolo e altri forti inibitori di CYP3A4 In uno studio clinico su aripiprazolo orale in soggetti sani, un forte inibitore di CYP3A4 (ketoconazolo) ha aumentato l’AUC e la Cmax di aripiprazolo del 63 % e del 37 %, rispettivamente. L’AUC e la Cmax di deidro–aripiprazolo, sono aumentate del 77 % e del 43 %, rispettivamente. Nei metabolizzatori lenti di CYP2D6, l’uso concomitante di forti inibitori di CYP3A4 può aumentare le concentrazioni plasmatiche di aripiprazolo rispetto a quelle dei metabolizzatori forti di CYP2D6 (vedere paragrafo 4.2). Quando si considera la somministrazione concomitante di aripiprazolo e ketoconazolo, o altri forti inibitori di CYP3A4, i possibili benefici devono superare i rischi potenziali per il paziente. È prevedibile che altri forti inibitori di CYP3A4, ad esempio itraconazolo e inibitori della proteasi dell’HIV, abbiano effetti simili, pertanto la dose deve essere ridotta (vedere paragrafo 4.2). Se si interrompe l’uso di un inibitore del CYP2D6 o del CYP3A4, la dose di Abilify Maintena deve essere aumentata a quella precedente l’inizio della terapia concomitante. &EGRAVE; prevedibile che l’uso di deboli inibitori del CYP3A4 (per es. diltiazem) o del CYP2D6 (per es. escitalopram) in associazione con questo medicinale, comporti modesti incrementi nelle concentrazioni plasmatiche di aripiprazolo.

Carbamazepina e altri induttori del CYP3A4 Dopo la somministrazione concomitante di carbamazepina, un forte induttore di CYP3A4, e di aripiprazolo orale in pazienti con schizofrenia o disturbo schizoaffettivo, le medie geometriche di Cmax e AUC per aripiprazolo sono risultate inferiori del 68 % e del 73 %, rispettivamente, rispetto alla somministrazione di aripiprazolo orale (30 mg) in monoterapia. Analogamente, per quanto riguarda deidro–aripiprazolo, le medie geometriche di Cmax e AUC dopo la somministrazione concomitante di carbamazepina sono risultate inferiori del 69 % e del 71 %, rispettivamente, rispetto ai valori successivi al trattamento con aripiprazolo orale in monoterapia. È prevedibile che la somministrazione concomitante di Abilify Maintena e altri induttori di CYP3A4 (ad esempio rifampicina, rifabutina, fenitoina, fenobarbital, primidone, efavirenz, nevirapina ed

Hypericum perforatum) abbia effetti simili. L’uso concomitante di induttori del CYP3A4 e Abilify Maintena deve essere evitato perché i livelli ematici di aripiprazolo si riducono e possono essere inferiori ai livelli efficaci.

Valproato e litio La somministrazione concomitante di valproato, o litio, e di aripiprazolo non ha determinato variazioni clinicamente significative nelle concentrazioni di aripiprazolo. Non sono quindi necessari aggiustamenti della dose quando valproato o litio sono somministrati assieme ad Abilify Maintena.

Potenziali effetti di Abilify Maintena su altri medicinali Negli studi clinici, dosi orali di 10–30 mg/die di aripiprazolo non hanno avuto effetti significativi sul metabolismo dei substrati di CYP2D6 (rapporto destrometorfano/3–metossimorfinano), 2C9 (warfarin), 2C19 (omeprazolo) e 3A4 (destrometorfano). Inoltre, aripiprazolo e deidro–aripiprazolo non hanno mostrato alcuna capacità di alterare il metabolismo CYP1A2–mediato

in vitro. È dunque improbabile che Abilify Maintena causi interazioni farmacologiche clinicamente importanti mediate da questi enzimi. Quando aripiprazolo è stato somministrato in concomitanza con lamotrigina, destrometorfano, warfarin, omeprazolo, escitalopram, o venlafaxina, non vi è stata alcuna variazione clinicamente importante nelle concentrazioni di questi medicinali. Non è dunque necessario alcun aggiustamento della dose per questi medicinali quando somministrati in concomitanza con Abilify Maintena.

Sindrome serotoninergica Nei pazienti che prendono aripiprazolo sono stati segnalati casi di sindrome serotoninergica, e possibili segni e sintomi di questa condizione possono comparire soprattutto in caso di uso concomitante con altri medicinali serotoninergici quali ad esempio SSRI/SNRI, o con medicinali noti aumentare le concentrazioni di aripiprazolo (vedere paragrafo 4.8).

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Abilify Maintena? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Abilify Maintena?



Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse da farmaco (ADR) osservate con maggiore frequenza e segnalate in ≥ 5 % dei pazienti in due studi clinici controllati in doppio cieco su Abilify Maintena sono state aumento di peso (9,0 %), acatisia (7,9 %), insonnia (5,8 %), e dolore in sede di iniezione (5,1 %).

Tabella delle reazioni avverse Le incidenze delle reazioni avverse da farmaco (ADR) associate alla terapia con aripiprazolo sono indicate nella tabella sottostante. La tabella si basa sugli eventi avversi segnalati durante gli studi clinici e/o nell’uso post–marketing. Tutte le ADR sono suddivise in base alla classificazione per sistemi e organi e per frequenza: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni classe di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Non è possibile determinare la frequenza delle reazioni avverse segnalate durante l’uso post–marketing poiché i dati derivano da segnalazioni spontanee. Di conseguenza, la frequenza di questi eventi avversi è indicata come "non nota".
 

Comune


Non comune


Non nota


Patologie del sistema emolinfopoietico
  Neutropenia, Anemia, Trombocitopenia, Conta dei neutrofili diminuita, Conta dei leucociti diminuita Leucopenia


Disturbi del

sistema immunitario
  Ipersensibilità Reazione allergica (per es. reazione anafilattica, angioedema comprensivo di gonfiore della lingua, edema della lingua, edema del volto, prurito od orticaria)


Patologie endocrine
  Prolattina ematica diminuita, Iperprolattinemia Coma diabetico iperosmolare, Chetoacidosi diabetica


Disturbi del metabolismo

e della nutrizione
Peso aumentato, Diabete mellito, Peso diminuito Iperglicemia, Ipercolesterolemia, Iperinsulinemia, Iperlipidemia, Ipertrigliceridemia, Disturbo dell’appetito Anoressia, Iponatremia


Disturbi

psichiatrici
Agitazione, Ansia, Irrequietezza, Insonnia Ideazione suicidaria, Disturbo psicotico, Allucinazione, Delirio, Ipersessualità, Reazione di panico, Depressione, Labilità affettiva, Apatia, Disforia, Disturbo del sonno, Bruxismo, Libido diminuita, Umore alterato Suicidio riuscito, Tentato suicidio, Gioco d’azzardo patologico, Nervosismo, Aggressività


Patologie del

sistema nervoso
Disturbo extrapiramidale, Acatisia, Tremore, Discinesia, Sedazione, Sonnolenza, Capogiro, Cefalea Distonia, Discinesia tardiva, Parkinsonismo, Disturbo del movimento, Iperattività psicomotoria, Sindrome delle gambe senza riposo, Rigidità della ruota dentata, Ipertonia, Bradicinesia, Perdita di saliva, Disgeusia, Parosmia Sindrome maligna da Neurolettici, Convulsione da grande male, Sindrome da serotonina, Disturbo del linguaggio


Patologie dell’occhio
  Crisi oculogira, Visione offuscata, Dolore oculare, Diplopia  


Patologie cardiache
  Extrasistoli ventricolari, Bradicardia, Tachicardia Ampiezza ridotta dell’onda T nell’elettrocardiogramma Elettrocardiogramma anormale Inversione dell’onda T dell’elettrocardiogramma Morte inspiegata improvvisa, Arresto cardiaco, Torsioni di punta, Aritmie ventricolari Prolungamento dell’intervallo QT


Patologie vascolari
  Ipertensione, Ipotensione ortostatica, Pressione arteriosa aumentata Sincope, Tromboembolia venosa (incluse embolia polmonare e trombosi venosa profonda)


Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
  Tosse Spasmo orofaringeo, Laringospasmo, Polmonite da aspirazione


Patologie

gastrointestinali
Secchezza delle fauci Malattia da reflusso gastroesofageo, Dispepsia, Vomito, Diarrea, Nausea, Dolore addominale superiore, Fastidio addominale, Costipazione, Evacuazioni frequenti, Ipersecrezione salivare Pancreatite, Disfagia


Patologie epatobiliari
  Test di funzionalità epatica anormale, Enzima epatico aumentato, Alanina aminotransferasi aumentata, Gamma–glutamil transferasi aumentata, Bilirubina ematica aumentata, Aspartato aminotrasferasi aumentata Insufficienza epatica, Ittero, Epatite, Fosfatasi alcalina aumentata


Patologie

della cute e del tessuto sottocutaneo
  Alopecia, Acne, Rosacea, Eczema, Indurimento della cute Eruzione cutanea, Reazione di fotosensibilità Iperidrosi


Patologie del

sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Rigidità muscoloscheletrica Rigidità muscolare, Spasmi muscolari, Contrazione muscolare, Tensione muscolare, Mialgia, Dolore agli arti, Artralgia, Dolore dorsale, Escursione articolare ridotta, Rigidità nucale, Trisma Rabdomiolisi


Patologie

renali e urinarie
  Nefrolitiasi, Glicosuria Ritenzione di urina, Incontinenza urinaria


Condizioni di

gravidanza, puerperio e perinatali
    Sindrome neonatale da astinenza da farmaco (vedere paragrafo 4.6)


Patologie dell’apparato

riproduttivo e della

mammella
Disfunzione erettile Galattorrea, Ginecomastia, Tensione mammaria, Secchezza vulvovaginale Priapismo


Patologie

sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazi one
Dolore in sede di iniezione, Indurimento in sede di iniezione, Affaticamento Piressia, Astenia, Alterazione dell’andatura, Fastidio al torace, Reazione in sede di iniezione, Eritema in sede di iniezione, Tumefazione in sede di iniezione, Fastidio in sede di iniezione, Prurito in sede di iniezione, Sete, Lentezza Disturbo della termoregolazione (per es. ipotermia, piressia), Dolore toracico, Edema periferico


Esami

diagnostici
Creatinfosfochinasi ematica aumentata Glucosio ematico aumentato, Glucosio ematico diminuito, Emoglobina glicosilata aumentata, Aumento della circonferenza della vita, Colesterolo ematico diminuito, Trigliceridi ematici diminuiti Fluttuazione del glucosio ematico


Descrizione di reazioni avverse selezionate

Reazioni in sede di iniezione Durante le fasi controllate in doppio cieco dei due studi clinici, sono state osservate reazioni in sede di iniezione, generalmente di gravità da lieve a moderata, che si sono risolte nel tempo. Il dolore in sede di iniezione (incidenza 5,1 %), ha avuto un esordio mediano il giorno 2 dopo l’iniezione e una durata mediana di 4 giorni. In uno studio in aperto per il confronto della biodisponibilità di Abilify Maintena somministrato nel muscolo deltoide o gluteo, le reazioni legate alla sede di iniezione sono state leggermente più frequenti nel muscolo deltoide. La maggior parte di esse erano reazioni lievi e sono migliorate con le iniezioni successive. Rispetto agli studi in cui Abilify Maintena è stato iniettato nel muscolo gluteo, il dolore ricorrente in sede di iniezione compare con una frequenza superiore nel muscolo deltoide.

Leucopenia Nel programma clinico con Abilify Maintena è stata riportata neutropenia, con esordio tipico intorno al giorno 16 dopo la prima iniezione, e durata mediana di 18 giorni.

Sintomi extrapiramidali (SEP) Negli studi condotti su pazienti stabili con schizofrenia, Abilify Maintena è stato associato con una maggiore frequenza di sintomi extrapiramidali (18,4 %) rispetto al trattamento con aripiprazolo orale (11,7 %). L’acatisia è stato il sintomo osservato più frequentemente (8,2 %), con esordio tipico intorno al giorno 10 dopo la prima iniezione, e durata mediana di 56 giorni. I soggetti con acatisia avevano tipicamente ricevuto un trattamento con medicinali anticolinergici, soprattutto benzatropina mesilato e triesifenidile. Meno frequentemente, per controllare l’acatisia sono state somministrate sostanze come propranololo e benzodiazepine (clonazepam e diazepam). Sono seguiti in ordine di frequenza eventi di parkinsonismo (6,9 % nel gruppo con Abilify Maintena, 4,15 % nel gruppo con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg, e 3,0 % nel gruppo con placebo, rispettivamente).

Distonia Effetto di classe: nei primi giorni di trattamento, i soggetti sensibili possono manifestare sintomi di distonia, cioè contrazioni anomale prolungate di gruppi muscolari. I sintomi distonici includono: spasmo dei muscoli del collo, talvolta progressivo fino alla costrizione della gola, difficoltà di deglutizione, difficoltà di respirazione e/o protrusione della lingua. Sebbene questi sintomi possano verificarsi a basse dosi, la loro frequenza e gravità è maggiore quando si usano medicinali antipsicotici di prima generazione con potenza elevata, e alle dosi più alte. Nei maschi e in gruppi d’età inferiore è stato osservato un rischio elevato di distonia acuta.

Peso Durante la fase controllata con farmaco attivo, in doppio cieco, dello studio da 38 settimane, un aumento di peso del ≥ 7 % tra il valore iniziale e l’ultima visita si è verificato con un’incidenza del 9,5 % per il gruppo con Abilify Maintena e dell’11,7 % nel gruppo con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg. Una perdita di peso ≥ 7 % tra il valore iniziale e l’ultima visita si è verificata con un’incidenza del 10,2 % per il gruppo con Abilify Maintena e del 4,5 % nel gruppo con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg. Durante la fase controllata con placebo, in doppio cieco, dello studio da 52 settimane, un aumento di peso del ≥ 7 % tra il valore iniziale e l’ultima visita si è verificato con un’incidenza del 6,4 % per il gruppo con Abilify Maintena e del 5,2 % nel gruppo con placebo. Una perdita di peso ≥ 7 % tra il valore iniziale e l’ultima visita si è verificata con un’incidenza del 6,4 % per il gruppo con Abilify Maintena e del 6,7 % nel gruppo con placebo. Durante il trattamento in doppio cieco, la variazione media nel peso corporeo tra il valore iniziale e l’ultima visita è stata di –0,2 kg per Abilify Maintena e di circa –0,4 kg per il placebo (p = 0,812).

Iperprolattinemia In studi clinici per le indicazioni approvate e nel post–marketing, con l’uso di aripiprazolo si sono osservati sia un aumento sia un decremento dei valori della prolattina sierica rispetto al basale (paragrafo 5.1).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco. Sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Abilify Maintena? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Abilify Maintena?

Negli studi clinici su Abilify Maintena non sono stati segnalati casi di sovradosaggio associati a reazioni avverse. Si deve usare cautela per evitare l’iniezione accidentale di questo medicinale in un vaso sanguigno. Dopo ogni sovradosaggio accidentale/somministrazione endovenosa non intenzionale, confermati o sospetti, è necessario tenere sotto stretta osservazione il paziente e, nel caso si sviluppino segni o sintomi che potrebbero essere clinicamente gravi, si deve effettuare un controllo costante incluso il monitoraggio elettrocardiografico continuo. Supervisione medica e monitoraggio devono continuare fino alla guarigione del paziente. Una simulazione di dose–dumping ha mostrato che la concentrazione mediana prevista di aripiprazolo raggiunge un picco di 4500 ng/ml, ovvero circa 9 volte l’intervallo terapeutico superiore. In caso didose–dumping, è prevedibile che le concentrazioni di aripiprazolo scendano rapidamente al limite superiore della finestra terapeutica dopo circa 3 giorni. A partire dal giorno 7, le concentrazioni mediane di aripiprazolo declinano ulteriormente fino ai livelli che seguono una dose deposito i.m. senza dose–dumping. Sebbene il sovradosaggio sia meno probabile con i medicinali parenterali rispetto a quelli orali, di seguito sono presentate le informazioni di riferimento per il sovradosaggio da aripiprazolo orale.

Segni e sintomi Negli studi clinici e nell’esperienza post–marketing, è stato identificato un sovradosaggio acuto accidentale o intenzionale di aripiprazolo in monoterapia in pazienti adulti con dosi stimate segnalate fino a 1260 mg (41 volte la dose giornaliera massima raccomandata di aripiprazolo) senza esiti fatali. I segni e sintomi osservati che potrebbero essere clinicamente importanti hanno incluso letargia, ipertensione, sonnolenza, tachicardia, nausea, vomito e diarrea. Inoltre, sono state ricevute segnalazioni di sovradosaggio accidentale con aripiprazolo in monoterapia nei bambini (con dosi fino a 195 mg) non accompagnato da esiti fatali. I segni e sintomi segnalati che potrebbero essere clinicamente gravi hanno incluso sonnolenza, perdita temporanea della coscienza e sintomi extrapiramidali.

Trattamento del sovradosaggio Il trattamento del sovradosaggio deve concentrarsi sulla terapia di supporto, mantenendo la pervietà delle vie respiratorie, ossigenazione e ventilazione adeguate, e trattamento dei sintomi. Si deve considerare il possibile coinvolgimento di più medicinali. Quindi, iniziare immediatamente un monitoraggio cardiovascolare costante, incluso un monitoraggio elettrocardiografico continuo per rilevare possibili aritmie. Dopo ogni sovradosaggio confermato o sospetto con aripiprazolo, si deve proseguire con stretta supervisione medica e monitoraggio fino alla guarigione del paziente.

Emodialisi Sebbene manchino informazioni sull’effetto dell’emodialisi nel trattamento del sovradosaggio da aripiprazolo, è improbabile che sia utile in questa condizione a causa dell’elevato legame di aripiprazolo con le proteine plasmatiche.

Domande: Abilify Maintena si può prendere in gravidanza? Abilify Maintena si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Non esistono studi clinici adeguati e validamente controllati con aripiprazolo in donne in gravidanza. Sono state segnalate anomalie congenite; tuttavia non può essere stabilita una relazione causale con aripiprazolo. Gli studi condotti su animali non permettono di escludere la possibile tossicità sullo sviluppo (vedere paragrafo 5.3). Le pazienti devono essere informate della necessità di informare il medico se ha inizio o si sta pianificando una gravidanza durante il trattamento con Abilify Maintena. Date le insufficienti informazioni sulla sicurezza nell’uomo, e le preoccupazioni emerse dagli studi sulla riproduzione animale, questo medicinale non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che il beneficio atteso non giustifichi chiaramente il potenziale rischio per il feto. I medici prescrittori devono essere consapevoli delle proprietà di lunga durata d’azione di Abilify Maintena. I neonati esposti agli antipsicotici (incluso aripiprazolo) durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di reazioni avverse, tra cui sintomi extrapiramidali e/o da astinenza la cui gravità e durata dopo il parto può variare. Sono stati segnalati casi di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, difficoltà respiratoria, o disturbi dell’alimentazione. Di conseguenza, i neonati devono essere monitorati attentamente (vedere paragrafo 4.8).

Allattamento Aripiprazolo viene escreto nel latte materno umano. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Abilify Maintena, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Aripiprazolo non ha compromesso la fertilità in base ai dati degli studi sulla tossicità riproduttiva.
Categoria farmacoterapeutica: psicolettici, altri antipsicotici.Codice ATC: N05AX12.

Meccanismo d’azione È stato proposto che l’efficacia di aripiprazolo nella schizofrenia sia mediata attraverso una combinazione di agonismo parziale per i recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5–HT1A, e di antagonismo per i recettori serotoninergici 5–HT2A. Aripiprazolo ha mostrato in modelli animali di iperattività dopaminergica proprietà antagoniste e in modelli animali di ipoattività dopaminergica ha mostrato proprietà agoniste. Aripiprazolo mostra elevata affinità di legame

in vitro per i recettori dopaminergici D2 e D3, e serotoninergici 5–HT1A e 5–HT2A, e moderata affinità per i recettori dopaminergici D4, serotoninergici 5–HT2C e 5–HT7, alfa–1 adrenergici e istaminici H1. Aripiprazolo ha mostrato inoltre moderata affinità di legame per il sito di ricaptazione della serotonina e affinità non apprezzabile per i recettori muscarinici colinergici. L’interazione con sottotipi recettoriali diversi da quelli dopaminergici e serotoninergici può spiegare alcuni degli altri effetti clinici di aripiprazolo. Dosi orali di aripiprazolo comprese tra 0,5 e 30 mg somministrate una volta al giorno a soggetti sani per 2 settimane hanno prodotto una riduzione dose–dipendente nel legame di 11C–raclopride, un ligando per i recettori D2/D3, al caudato e al putamen, rilevata mediante tomografia a emissione di positroni. Altre informazioni sugli studi clinici:

Trattamento di mantenimento della schizofrenia negli adulti L’efficacia di Abilify Maintena nel trattamento di mantenimento dei pazienti con schizofrenia è stata stabilita in due studi clinici randomizzati, in doppio cieco. Lo studio pilota è stato uno studio controllato con farmaco attivo, in doppio cieco, randomizzato, della durata di 38 settimane, disegnato per stabilire l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di questo medicinale somministrato mediante iniezioni mensili, rispetto ad aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg una volta al giorno, come trattamento di mantenimento in pazienti adulti affetti da schizofrenia. Lo studio comprendeva una fase di screening e 3 fasi di trattamento: fase di conversione, fase di stabilizzazione orale, e fase controllata con farmaco attivo, in doppio cieco. Seicentosessantadue pazienti idonei per la fase controllata con farmaco attivo, in doppio cieco, della durata di 38 settimane sono stati assegnati in modo randomizzato con rapporto 2:2:1 al trattamento in doppio cieco, in uno di tre gruppi di trattamento: 1) Abilify Maintena 2) dose di stabilizzazione di aripiprazolo orale 10–30 mg, oppure 3) aripiprazolo iniettabile ad azione prolungata 50 mg/25 mg. La dose da 50 mg/25 mg di aripiprazolo iniettabile ad azione prolungata è stata inclusa per avere un gruppo con aripiprazolo a bassa dose, per provare la sensibilità del test per il disegno di non inferiorità.I risultati dell’analisi relativa all’endpoint primario di efficacia, la proporzione stimata di pazienti con recidiva incombente entro la fine della settimana 26 della fase controllata con farmaco attivo, in doppio cieco, hanno mostrato che Abilify Maintena 400 mg/300 mg è non inferiore ad aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg. La percentuale di recidiva stimata entro la fine della settimana 26 era del 7,12 % nel gruppo con Abilify Maintena, e del 7,76 % nel gruppo con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg, che rappresenta una differenza di –0,64 %. L’IC al 95 % (–5,26; 3,99) per la differenza nella percentuale stimata di pazienti con recidiva incombente entro la fine della settimana 26 ha escluso il margine di non inferiorità predefinito, pari a 11,5 %. Pertanto, Abilify Maintena è non inferiore alla formulazione in compresse da 10–30 mg di aripiprazolo orale. La percentuale stimata di pazienti con recidiva incombente entro la fine della settimana 26 per il gruppo con Abilify Maintena è risultata del 7,12 %, un valore statistico significativamente inferiore rispetto al gruppo con aripiprazolo iniettabile ad azione prolungata 50 mg/25 mg (21,80 %; p = 0,0006). È stata quindi stabilita la superiorità di Abilify Maintena rispetto ad aripiprazolo iniettabile ad azione prolungata 50 mg/25 mg, confermando la validità del disegno dello studio. Inoltre, la non inferiorità di Abilify Maintena rispetto ad aripiprazolo orale 10–30 mg è confermata dai risultati dell’analisi della scala PANSS (Positive and Negative Syndrome Scale) per la schizofrenia.

Tabella 1 Punteggio Totale PANSS – Variazione dal valore basale alla settimana 38 (LOCF): Campione randomizzato per l’efficacia a, b

Punteggio Totale PANSS – Variazione dal valore basale alla settimana 38 (LOCF):


Campione randomizzato per l’efficacia a, b
  Abilify Maintena 400 mg/300 mg (n = 263) Aripiprazolo orale 10–30 mg/die (n = 266) Aripiprazolo iniettabile ad azione prolungata 50 mg/25 mg (n = 131)


Valore basale medio (DS)
57,9 (12,94) 56,6 (12,65) 56,1 (12,59)


Variazione media

(DS)
–1,8 (10,49) 0,7 (11,60) 3,2 (14,45)


Valore p
ND 0,0272 0,0002
a: Una variazione negativa del punteggio è indice di miglioramento. b: Sono stati inclusi solo i pazienti per i quali erano disponibili sia il valore basale che almeno un valore post basale. I valori p sono stati ricavati confrontando la variazione rispetto al valore basale nell’ambito dell’analisi del modello di covarianza, utilizzando il trattamento come termine, e il valore basale come covariata. Il secondo studio era uno studio in doppio cieco, con sospensione farmacologica, randomizzato, della durata di 52 settimane, condotto in pazienti adulti statunitensi con diagnosi in corso di schizofrenia. Lo studio comprendeva una fase di screening e 4 fasi di trattamento: conversione, stabilizzazione orale, stabilizzazione con Abilify Maintena, e controllata con placebo in doppio cieco. I pazienti che rispettavano il criterio della stabilizzazione orale nella fase di stabilizzazione orale sono stati assegnati a ricevere Abilify Maintena in singolo cieco e hanno iniziato una fase di stabilizzazione con Abilify Maintena per un minimo di 12 settimane e un massimo di 36 settimane. I pazienti idonei per la fase controllata con placebo, in doppio cieco, sono stati assegnati in modo randomizzato con rapporto 2:1 al trattamento in doppio cieco con Abilify Maintena, o al placebo, rispettivamente. L’analisi finale di efficacia ha incluso 403 pazienti randomizzati e 80 riacutizzazioni dei sintomi psicotici/eventi di recidiva incombente. Nel braccio con placebo il 39,6 % dei pazienti ha progredito verso la recidiva incombente, mentre nel braccio con Abilify Maintena si è avuta recidiva incombentenel 10 % dei pazienti. Quindi i pazienti nel gruppo placebo hanno avuto un rischio 5,03 volte maggiore di avere una recidiva incombente. Durante la fase controllata con farmaco attivo, in doppio cieco, dello studio da 38 settimane, vi è stata una riduzione media nei livelli di prolattina dal valore iniziale all’ultima visita nel gruppo con Abilify Maintena (–0,33 ng/ml) rispetto a un aumento medio nel gruppo con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg (0,79 ng/ml, p < 0,01). L’incidenza dei pazienti trattati con Abilify Maintena con livelli di prolattina > 1 volta il limite superiore dell’intervallo normale (LSN) in qualsiasi valutazione è stata del 5,4 % rispetto al 3,5 % dei pazienti trattati con aripiprazolo orale compresse da 10–30 mg. I pazienti di sesso maschile hanno avuto generalmente un’incidenza maggiore rispetto alle pazienti in ogni gruppo di trattamento. Durante la fase controllata con placebo, in doppio cieco, dello studio da 52 settimane, vi è stata un riduzione media nei livelli di prolattina dal valore iniziale all’ultima visita nel gruppo con Abilify Maintena (–0,38 ng/ml) rispetto a un aumento medio nel gruppo con placebo (1,67 ng/ml). L’incidenza dei pazienti trattati con Abilify Maintena con livelli di prolattina > 1 volta il limite superiore dell’intervallo normale (LSN) in qualsiasi valutazione è stata dell’1,9 % rispetto al 7,1 % dei pazienti trattati con placebo.

Popolazione pediatrica L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Abilify Maintena in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per la schizofrenia (vedere paragrafo 4.2).


Assorbimento L’assorbimento di aripiprazolo nella circolazione sistemica è lento e prolungato dopo la somministrazione di Abilify Maintena, data la bassa solubilità delle particelle di aripiprazolo. L’emivita media di assorbimento di Abilify Maintena è di 28 giorni. L’assorbimento di aripiprazolo dalla formulazione deposito i.m. è risultato completo relativamente alla formulazione i.m. standard (a rilascio immediato). I valori della Cmax aggiustati in base alla dose per la formulazione deposito sono risultati pari al 5 % circa della Cmax ottenuta con la formulazione i.m. standard. Dopo la somministrazione di una singola dose di Abilify Maintena nel muscolo gluteo e deltoide, l’entità dell’assorbimento (AUC) è risultata simile per entrambe le sedi di iniezione, ma la velocità di assorbimento (Cmax) è risultata più elevata con la somministrazione nel deltoide. Dopo ripetute somministrazioni intramuscolari, le concentrazioni plasmatiche di aripiprazolo aumentano gradualmente fino ad una concentrazione plasmatica massima con tmax mediano di 7 giorni per il gluteo e di 3 giorni per il deltoide. Le concentrazioni allo stato stazionario per un soggetto tipo sono state raggiunte entro la quarta dose per entrambe le sedi di somministrazione. Dopo iniezioni mensili di Abilify Maintena da 300 mg a 400 mg sono stati osservati aumenti meno che proporzionali alla dose nelle concentrazioni di aripiprazolo e deidro–aripiprazolo e nei parametri AUC.

Distribuzione In base ai risultati degli studi con somministrazione orale di aripiprazolo, quest’ultimo risulta ampiamente distribuito in tutto il corpo con un volume di distribuzione apparente di 4,9 l/kg, che indica una distribuzione extravascolare estesa. Alle concentrazioni terapeutiche, aripiprazolo e deidro–aripiprazolo sono legati alle proteine sieriche in misura superiore al 99 %, principalmente all’albumina.

Biotrasformazione Aripiprazolo è ampiamente metabolizzato dal fegato, principalmente attraverso tre vie di biotrasformazione: deidrogenazione, idrossilazione e N–dealchilazione. In base agli studi

in vitro, gli enzimi CYP3A4 e CYP2D6 sono responsabili della deidrogenazione e dell’idrossilazione di aripiprazolo, mentre la N–dealchilazione è catalizzata dal CYP3A4. Aripiprazolo è la frazione predominante del medicinale nella circolazione sistemica. Dopo la somministrazione di dosi multiple di Abilify Maintena, il metabolita attivo cioè deidro–aripiprazolo rappresenta circa il 29,1–32,5% dell’AUC di aripiprazolo nel plasma.

Eliminazione Dopo la somministrazione di dosi multiple da 400 mg o 300 mg di Abilify Maintena, l’emivita terminale media di eliminazione per aripiprazolo è rispettivamente di 46,5 e 29,9 giorni presumibilmente a causa della cinetica limitata dalla velocità di assorbimento. Dopo una singola dose orale di 14C–aripiprazolo marcato, circa il 27 % della radioattività somministrata è stata ritrovata nell’urina, e circa il 60 % nelle feci. Meno dell’1 % di aripiprazolo immodificato è stato escreto nell’urina, approssimativamente il 18 % è stato ritrovato immodificato nelle feci.

Farmacocinetica in gruppi speciali di pazienti

Metabolizzatori lenti del CYP2D6 In base alla valutazione della farmacocinetica nella popolazione di Abilify Maintena, la clearance corporea totale di aripiprazolo è stata di 3,71 l/ora nei metabolizzatori forti del CYP2D6 e approssimativamente 1,88 l/ora (approssimativamente del 50 % circa più bassa) nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 (per le raccomandazioni sulla dose, vedere paragrafo 4.2).

Anziani Dopo la somministrazione orale di aripiprazolo, non vi sono differenze nella farmacocinetica tra anziani sani e soggetti adulti più giovani. Allo stesso modo, in un’analisi della farmacocinetica nella popolazione di Abilify Maintena in pazienti con schizofrenia non sono stati rilevati effetti dovuti all’età.

Sesso Dopo la somministrazione orale di aripiprazolo, non vi sono differenze nella farmacocinetica di aripiprazolo tra soggetti sani di entrambi i sessi. Allo stesso modo, l’analisi della farmacocinetica nella popolazione di Abilify Maintena condotta in studi clinici su pazienti con schizofrenia non ha mostrato alcun effetto di genere.

Fumo Una valutazione farmacocinetica nella popolazione di aripiprazolo orale non ha mostrato alcuna evidenza di effetti clinicamente rilevanti del fumo sulla farmacocinetica di aripiprazolo.

Razza Una valutazione farmacocinetica nella popolazione di aripiprazolo orale non ha mostrato alcuna evidenza di differenze correlate alla razza nella farmacocinetica di aripiprazolo.

Pazienti con compromissione renale In uno studio a dose singola con somministrazione orale di aripiprazolo, le caratteristiche farmacocinetiche di aripiprazolo e deidro–aripiprazolo sono risultate simili in pazienti con grave malattia renale, rispetto a quelle di soggetti sani giovani.

Pazienti con compromissione epatica Uno studio a dose singola con somministrazione orale di aripiprazolo a soggetti con vari gradi di cirrosi epatica (Classi di Child–Pugh A, B e C) non ha rivelato alcun effetto significativo di insufficienza epatica sulla farmacocinetica di aripiprazolo e deidro–aripiprazolo. Tuttavia, lo studio ha incluso solo 3 pazienti con cirrosi epatica di classe C, che non è sufficiente a trarre conclusioni sulla loro capacità metabolica.
Il profilo tossicologico di aripiprazolo somministrato ad animali da laboratorio per iniezione intramuscolare è generalmente simile a quello osservato dopo la somministrazione orale a livelli plasmatici comparabili. Con l’iniezione intramuscolare è stata tuttavia osservata in sede di iniezione una risposta infiammatoria consistente in infiammazione granulomatosa, foci (depositi di farmaco), infiltrati cellulari, edema (rigonfiamento) e, nelle scimmie, fibrosi. Questi effetti si sono risolti gradualmente con l’interruzione della somministrazione. I dati preclinici sulla sicurezza di aripiprazolo somministrato per via orale hanno mostrato assenza di rischi particolari sull’uomo sulla base di studi convenzionali di

safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno.

Aripiprazolo orale Nel caso di aripiprazolo orale, sono stati osservati effetti tossici significativi solo a dosi o ad esposizioni sufficientemente superiori alla massima dose umana, indicando che questi effetti erano limitati o di nessuna rilevanza clinica. Questi hanno incluso: tossicità adrenocorticale dose–dipendente nei ratti dopo 104 settimane di somministrazione orale a circa 3–10 volte l’AUC media allo stato stazionario alla dose massima raccomandata nell’uomo e aumento dei carcinomi adrenocorticali e di carcinomi in combinazione con adenomi adrenocorticali in femmine di ratto a circa 10 volte l’AUC media allo stato stazionario alla dose massima raccomandata nell’uomo. La più alta esposizione non cancerogena in femmine di ratto era circa 7 volte l’esposizione umana alla dose raccomandata. Un riscontro aggiuntivo è stata la colelitiasi, come risultato della precipitazione di solfoconiugati degli idrossimetaboliti di aripiprazolo nella bile di scimmie, dopo dosi orali ripetute tra 25 e 125 mg/kg/die, o approssimativamente da 16 a 81 volte la dose massima raccomandata nell’uomo in mg/m². Tuttavia, le concentrazioni di solfoconiugati di idrossi–aripiprazolo nella bile umana alla dose più alta proposta, ovvero 30 mg/die, non sono state superiori al 6 % rispetto alle concentrazioni biliari rilevate nelle scimmie nello studio della durata di 39 settimane, e sono state ben al di sotto (6 %) dei rispettivi limiti di solubilità

in vitro. Negli studi a dosi ripetute in ratti e cani giovani, il profilo di tossicità di aripiprazolo è stato paragonabile a quello osservato in animali adulti, senza alcuna evidenza di neurotossicità o di eventi avversi sullo sviluppo. Sulla base dei risultati di una serie completa di test standard sulla genotossicità, aripiprazolo è stato considerato non genotossico. Aripiprazolo non ha compromesso la fertilità negli studi sulla tossicità riproduttiva. In ratti, a dosi risultanti da esposizioni sub–terapeutiche (in base all’AUC), e in conigli a dosi risultanti da esposizioni circa 3–11 volte l’AUC media allo stato stazionario alla dose clinica massima raccomandata, è stata osservata tossicità sullo sviluppo, compresi ritardata ossificazione fetale dose–dipendente e possibili effetti teratogeni. Tossicità materna si è verificata a dosi simili a quelle scatenanti la tossicità dello sviluppo.