Azitromicina My 3cpr Riv 500mg Azitromicina monoidrato

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Azitromicina monoidrato (4 equivalenti)
Prezzo: 6.32 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 6.32
Classe: A
ATC: J01FA10 Azitromicina
Azienda: Mylan Spa (13179250157)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister opaco
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi

Domande: qual è il nome commerciale di Azitromicina My?

AZITROMICINA MYLAN 500 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Azitromicina My?

Azitromicina Mylan 500 mg compresse rivestite con film: Ogni compressa rivestita con film contiene 500 mg di azitromicina (come azitromicina monoidrato).

Eccipienti: Azitromicina Mylan 500 mg compresse rivestite con film: ogni compressa rivestita con film contiene 0,36 mg di lecitina di soia. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Azitromicina My? Azitromicina My contiene lattosio o glutine?



Nucleo della compressa: Cellulosa microcristallina (E460) Amido di mais pregelatinizzato Amido di sodio glicolato (tipo A) Silice colloidale anidra (E551) Sodio laurilsolfato Magnesio stearato (E470b)

Film di rivestimento della compressa: Alcol polivinilico (parzialmente idrolizzato) Titanio Diossido (E171) Talco (E553b) Lecitina di soia Gomma xantana (E415)

Domande: a cosa serve Azitromicina My? Per quali malattie si prende Azitromicina My?

Per il trattamento delle seguenti infezioni, quando indotte da microrganismi sensibili all’azitromicina (vedere paragrafi 4.4 e 5.1):
• Sinusite batterica acuta (adeguatamente diagnosticata)
• Otite media batterica acuta (adeguatamente diagnosticata)
• Faringite, tonsillite
• Esacerbazione acuta della bronchite cronica (adeguatamente diagnosticata)
• Polmonite acquisita in comunità di entità da lieve a moderata
• Infezioni della cute e dei tessuti molli di entità da lieve a moderata, es. follicolite, cellulite, erisipela
• Uretrite e cervicite non complicate da Chlamydia trachomatis. Deve essere prestata attenzione alle istruzioni ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

Domande: quando non bisogna prendere Azitromicina My?

L’uso di questo prodotto è controindicato nei pazienti con ipersensibilità all’azitromicina, eritromicina o a un qualsiasi antibiotico macrolide o ketolide, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Azitromicina Mylan contiene olio di soia. Se è allergico alle arachidi o alla soia, non usi questo medicinale.

Domande: come si prende Azitromicina My? qual è il dosaggio raccomandato di Azitromicina My? Quando va preso nella giornata Azitromicina My

Per uso orale. L’azitromicina compresse deve essere somministrata in una singola dose giornaliera. Le compresse possono essere assunte indipendentemente dall’assunzione di cibo. La durata del trattamento per ciascuna patologia infettiva viene riportata qui di seguito.



Adulti, anziani, bambini e adolescenti di peso corporeo superiore a 45 kg
La dose totale di azitromicina è 1500 mg suddivisa in tre giorni (500 mg una volta al dì). In alternativa, il dosaggio può essere suddiviso in cinque giorni (500 mg come singola do se il primo giorno e successivamente 250 mg una volta al dì).

In uretriti e cerviciti non complicate da

Chlamydia trachomatis il dosaggio è 1.000 mg in una singola dose giornaliera.


Per il trattamento della sinusite l’azitromicina è indicata in pazienti adulti e adolescenti di 16 anni e oltre.



Bambini e adolescenti di peso corporeo di 45 kg o inferiore
Le compresse non sono indicate per questi pazienti. Possono essere impiegate altre forme farmaceutiche di azitromicina, es. sospensioni.



Anziani
Nessun adeguamento del dosaggio è necessario nei pazienti anziani. Poiché i pazienti anziani possono presentare condizioni pro–aritmiche, si raccomanda particolare cautela a causa del rischio di sviluppare aritmia cardiaca e "torsione di punta" (vedere paragrafo 4.4).



Pazienti con insufficienza renale
Nessun adeguamento del dosaggio è necessario in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (GFR 30–80 ml/min/1.73 m²) (vedere paragrafo 4.4).



Pazienti con insufficienza epatica
Un adeguamento del dosaggio non è necessario per pazienti con funzione epatica da lievemente a moderatamente danneggiata (classe Child–Pugh A o B) (vedere paragrafo 4.4).

Domande: Azitromicina My va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Azitromicina My entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede alcuna precauzione particolare per la conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Azitromicina My? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Azitromicina My?





Reazioni allergiche
Con azitromicina e con altri macrolidi, sono state riportate rare gravi reazioni allergiche (raramente fatali) quali edema angioneurotico e anafilassi. Alcune di queste reazioni con azitromicina hanno causato sintomi ricorrenti necessitando un periodo di osservazione e di trattamento più lungo.



Insufficienza renale
Nessun adeguamento del dosaggio risulta necessario in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (GFR 30–80 ml/min/1.73 m²). Si consiglia cautela in pazienti con grave insufficienza renale (GFR < 30 ml/min/1.73 m²) poiché l’esposizione sistemica potrebbe aumentare (vedere paragrafo 5.2).



Insufficienza epatica
Dal momento che il fegato è la principale via di eliminazione dell’azitromicina, nei pazienti con una significativa malattia epatica è necessaria cautela durante l’uso di azitromicina. In concomitanza all’utilizzo di azitromicina sono stati riportati casi di epatite fulminante che possono causare un’insufficienza epatica che può portare alla morte (vedere paragrafo 4.8). Alcuni pazienti possono aver avuto una malattia epatica pre–esistente o possono aver assunto altri medicinali epatotossici. In caso di segni e sintomi di disfunzione epatica, come il rapido instaurarsi di astenia associata ad itterizia, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica, devono essere immediatamente effettuati esami diagnostici della funzionalità epatica. La somministrazione di azitromicina deve essere interrotta alla comparsa di disfunzione epatica.



Alcaloidi dell’ergot e azitromicina
L’uso concomitante di alcaloidi dell’ergot e di antibiotici macrolidi ha dimostrato di accelerare lo sviluppo dell’ergotismo. Le interazioni tra alcaloidi dell’ergot ed azitromicina non sono state studiate. Lo sviluppo dell’ergotismo è comunque possibile; l’azitromicina ed i derivati degli alcaloidi dell’ergot non devono quindi essere somministrati simultaneamente.



Prolungamento dell’intervallo QT
Il prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e degli intervalli di QT con il rischio di sviluppare aritmia cardica e "torsione di punta" sono stati osservati nel trattamento con altri macrolidi, compresa l’azitromicina (vedere paragrafo 4.8). Di conseguenza le seguenti situazioni possono portare a un aumento del rischio. A causa di aritmie ventricolari (compresa la "torsione di punta") che possono portare ad arresto cardiaco, l’azitromicina deve essere usata con cautela in pazienti con presenza di condizioni pro–aritmiche (particolarmente donne e pazienti anziani), quali i pazienti:
• con prolungamento dell’intervallo QT acquisito documentato o congenito.
• in trattamento concomitante con altre sostanze attive che prolungano l’intervallo QT, quali medicinali antiaritmici di classe IA (chinidina e procainamide) e classe III (dofetilide, amiodarone e sotalolo), cisapride e terfenadina, agenti antipsicotici come pimozide, antidepressivi come citalopram e fluochinoloni come maxifloxacina e levofloxacina (vedere paragrafo 4.5).
• con disturbi elettrolitici, in particolare in casi di ipocalcemia e ipomagnesemia
• con bradicardia clinicamente rilevante, aritmia cardiaca o grave insufficienza cardiaca. Miastenia gravis e azitromicina Nei pazienti trattati con azitromicina (vedere paragrafo 4.8), sono state segnalate esacerbazioni dei sintomi di miastenia gravis e casi di nuova insorgenza di sindrome miastenica. Superinfezioni Come con altre preparazioni antibiotiche, è necessario prestare attenzione a possibili sintomi di superinfezioni provocate da agenti causali non sensibili, per esempio funghi. Clostridium difficile associato a diarrea Con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, inclusa l’azitromicina, è stata segnalata diarrea da

Clostridium difficile (CDAD) con diversi gradi di gravità, dalla diarrea lieve alla colite fatale. Il trattamento con gli antibatterici altera la normale flora del colon determinando un’eccessiva proliferazione di

C. difficile Il

C. difficile produce le tossine A e B, che contribuiscono allo sviluppo di CDAD. I ceppi di

C. difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilità e mortalità, poiché queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e possono richiedere una colectomia. Occorre prendere in considerazione la CDAD in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito dell’uso di antibiotici. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi, dal momento che casi di CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibatterici.



Prima di prescrivere l’azitromicina è necessario considerare quanto segue
: Le compresse di azitromicina non sono adeguate per il trattamento di gravi infezioni che richiedono rapidamente una concentrazione elevata di antibiotico nel plasma. Come per gli altri macrolidi, nel caso dell’azitromicina in alcuni paesi Europei sono stati osservati livelli elevati di resistenza dello

Streptococcus pneumoniae (vedere paragrafo 5.1). Tale aspetto deve essere preso in considerazione nel trattamento delle infezioni causate da

Streptococcus pneumoniae. Il principale agente causativo delle infezioni dei tessuti molli, lo

Staphylococcus aureus, risulta spesso resistente all’azitromicina. Di conseguenza, il test di suscettibilità viene considerato una precondizione per il trattamento delle infezioni dei tessuti molli mediante azitromicina.



Faringite/tonsillite
L’azitromicina non rappresenta la sostanza di prima scelta per il trattamento di faringiti e tonsilliti causate da Streptococcus pyogenes. In questo caso e per la profilassi della febbre reumatica acuta, la penicillina rappresenta il trattamento di prima scelta.



Sinusite
Spesso l’azitromicina non rappresenta la sostanza di prima scelta nel trattamento della sinusite.



Otite media acuta
Spesso l’azitromicina non rappresenta la sostanza di prima scelta nel trattamento dell’otite media acuta.



Lesioni da ustioni infette
L’azitromicina è sconsigliata nel trattamento delle lesioni da ustioni infette.



Malattie sessualmente trasmissibili
In caso di malattie sessualmente trasmissibili deve essere esclusa un’infezione concomitante da T. pallidum.



Disturbi neurologici e psichiatrici
L’azitromicina deve essere somministrata con cautela in pazienti affetti da disturbi neurologici o psichiatrici.



Uso a lungo termine
Non vi è esperienza sulla sicurezza ed efficacia a lungo termine dell’azitromicina per le indicazioni menzionate. In caso di infezioni rapide ricorrenti, deve essere preso in considerazione il trattamento con un altro antibiotico. A causa della resistenza incrociata tra macrolidi, nelle zone con elevata incidenza di resistenza all’eritromicina, è particolarmente importante prendere in considerazione l’evoluzione del modello di suscettibilità all’azitromicina ed agli altri macrolidi (vedere paragrafo 5.1). L’azitromicina non costituisce la prima scelta per il trattamento empirico delle infezioni nelle aree dove la prevalenza di ceppi resistenti isolati è del 10% o più (vedere paragrafo 5.1).



Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia nella prevenzione o nel trattamento del

Mycobacterium avium Complex nei bambini non sono state stabilite.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Azitromicina My? Quali alimenti possono interferire con Azitromicina My?





Antiacidi
Nel corso di studi sugli effetti della somministrazione concomitante di un antiacido sulla farmacocinetica dell’azitromicina, non sono state osservate nel complesso variazioni della biodisponibilità sebbene, le concentrazioni di picco dell’azitromicina misurate nel plasma fossero diminuite di circa il 25%. In pazienti trattati sia con azitromicina che con antiacidi, i farmaci non devono essere assunti contemporaneamente. L’azitromicina deve essere assunta almeno 1 ora prima o 2 ore dopo l’assunzione dell’antiacido.



Cetirizina
In volontari sani, la cosomministrazione per un periodo di 5 giorni di azitromicina con 20 mg di cetirizina allo stady state non ha comportato interazioni farmacocinetiche e nessun cambiamento significativo dell’intervallo QT.

Didanosina (dideossinosina) Dosi giornaliere da 1200 mg di azitromicina somministrate in concomitanza con 400 mg/die di didanosina in 6 volontari positivi all’HIV non sembrano aver avuto effetti sulla farmacocinetica allo steady state della didanosina rispetto al placebo.



Digossina (substati P–gp)
E’ stato riportato che la somministrazione concomitante di antibiotici macrolidi, inclusa l’azitromicina, con substrati della P–glicoproteina come la digossina, causa un aumento dei livelli sierici del substrato della P–glicoproteina. Pertanto, se l’azitromicina ed i substrati delle P–gp come la digossina, vengono co–somministrati, deve essere considerata la possibilità di un aumento delle concentrazioni sieriche del substrato.



Zidovudina
Dosi singole da 1.000 mg e dosi multiple da 1.200 mg o 600 mg di azitromicina hanno determinato solo un effetto moderato sulla farmacocinetica plasmatica o sull’escrezione urinaria della zidovudina o del suo metabolita glucuronide. Tuttavia, la somministrazione dell’azitromicina aumentava la concentrazione della zidovudina fosforilata, il metabolita clinicamente attivo, nelle cellule mononucleari della circolazione periferica. Il significato clinico di questa scoperta non è chiaro, ma i pazienti potrebbero trarne beneficio. L’azitromicina non interagisce in maniera significativa con il sistema epatico del citocromo P450. Non si ritiene che sia soggetta alle interazioni farmacocinetiche osservate con eritromicina e altri macrolidi. L’induzione o l’inattivazione del citocromo epatico P450 attraverso il complesso citocromo–metabolita non si verifica con azitromicina.



Ergot
L’uso associato di ergot–derivati e azitromicina può in teoria causare ergotismo e di conseguenza il loro uso combinato non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4). Sono stati condotti studi di farmacocinetica tra azitromicina e le sostanze seguenti che notoriamente sono soggette a un significativo metabolismo mediato dal citocromo P450.



Astemizolo e alfentanil
Non ci sono dati disponibili sulle interazioni con astemizolo e alfentanil. E’ opportuno prestare cautela nella somministrazione concomitante di questi agenti e azitromicina a causa del potenziamento degli effetti dell’azitromicina durante l’uso concomitante dell’antibiotico macrolide eritromicina.



Atorvastatina
La co–somministrazione di atorvastatina (10 mg al giorno) e di azitromicina (500 mg al giorno) non ha alterato la concentrazione plasmatica di atorvastatina (sulla base del test di inibizione della HMG–CoA riduttasi). Tuttavia dopo l’inizio della commercializzazione, sono stati riportati casi di rabdomiolisi in pazienti trattati con azitromicina e statine.



Carbamazepina
In uno studio d’interazione farmacocinetica condotto su volontari sani, non sono stati osservati effetti significativi sui livelli plasmatici di carbamazepina o del suo metabolita attivo nei pazienti trattati con azitromicina.



Cisapride
La cisapride è metabolizzata nel fegato dall’enzima CYP 3A4. Poiché i macrolidi inibiscono questo enzima, la somministrazione concomitante di cisapride può causare l’incremento del prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari e torsioni di punta.



Cimetidina
In uno studio di farmacocinetica sugli effetti di una dose singola di cimetidina – somministrata 2 ore prima di azitromicina – sulla farmacocinetica di azitromicina, non sono state osservate alterazioni della farmacocinetica di azitromicina.



Anticoagulanti orali simil–cumarinici
In uno studio sulle interazioni farmacocinetiche, azitromicina non ha alterato l’effetto anticoagulante della dose singola di 15 mg di warfarin somministrata a volontari sani. Nel periodo successivo all’immissione in commercio, vi sono state segnalazioni di anticoagulazione potenziata dopo la co–somministrazione di azitromicina e anticoagulanti orali di tipo cumarinico. Sebbene non sia stato stabilito alcun nesso causale, occorre prendere in considerazione la frequenza di monitoraggio del tempo di protrombina quando si usa azitromicina in pazienti che ricevono anticoagulanti orali di tipo cumarinico.



Ciclosporina
In uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani che hanno ricevuto azitromicina orale 500 mg/die per 3 giorni e poi una dose orale singola di 10 mg/kg di ciclosporina, la Cmax e AUC0–5 di ciclosporina derivanti sono risultate significativamente elevate. Di conseguenza, occorre usare cautela prima di considerare la somministrazione concomitante di questi farmaci. Se il trattamento in combinazione è necessario, è opportuno monitorare attentamente i livelli della ciclosporina e conseguentemente adattare la dose.



Efavirenz
La co–somministrazione giornaliera di una dose singola di 600 mg di azitromicina e di 400 mg di efavirenz per 7 giorni non ha comportato alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa.



Fluconazolo
La co–somministrazione di una dose singola di 1200 mg di azitromicina non ha alterato la farmacocinetica di una dose singola di 800 mg di fluconazolo. L’esposizione totale e l’emivita di azitromicina sono rimaste inalterate dalla co–somministrazione di fluconazolo, tuttavia è stata osservata una diminuzione clinicamente non significativa della Cmax (18%) di azitromicina.



Indinavir
La co–somministrazione di una dose singola di 1.200 mg di azitromicina non ha avuto alcun effetto statisticamente significativo sulla farmacocinetica di indinavir somministrato a una dose di 800 mg tre volte al giorno per 5 giorni.



Metilprednisolone
In uno studio sulle interazioni farmacocinetiche condotto su volontari sani, azitromicina non ha avuto alcun effetto significativo sulla farmacocinetica di metilprednisolone.



Midazolam
In volontari sani, la co–somministrazione di azitromicina 500 mg/die per 3 giorni non ha provocato alterazioni clinicamente significative della farmacocinetica e della farmacodinamica di una dose singola di 15 mg di midazolam.



Nelfinavir
La co–somministrazione di azitromicina (1200 mg) e nelfinavir allo steady state (750 mg tre volte al giorno) ha comportato concentrazioni di azitromicina aumentate. Non sono stati osservati effetti avversi clinicamente significativi e non sono necessari adeguamenti della dose.



Rifabutina
La somministrazione concomitante di azitromicina e rifabutina non influenza i livelli nel siero di entrambi i principi attivi. Nei soggetti che hanno ricevuto il trattamento concomitante di azitromicina e rifabutina è stata osservata neutropenia. Sebbene all’uso di rifabutina sia stata associata neutropenia, non è stato stabilito alcun nesso causale con l’associazione di azitromicina (vedere paragrafo 4.8).



Sildenafil
In volontari maschi sani normali, non è stata riscontrata alcuna evidenza di un effetto di azitromicina (500 mg al giorno per tre giorni) su AUC e Cmax di sildenafil o sul suo principale metabolita in circolo.



Terfenadina
Negli studi di farmacocinetica condotti, non sono state registrate segnalazioni di interazioni tra l’azitromicina e la terfenadina. Sono stati segnalati rari casi in cui non è stato possibile escludere del tutto tale interazione, tuttavia non vi erano specifiche evidenze che tale interazione si fosse verificata.



Teofillina
Non sussiste alcuna evidenza di interazioni farmacocinetiche clinicamente significative quando azitromicina e teofillina vengono somministrate in concomitanza a volontari sani.



Triazolam
In 14 volontari sani, la co–somministrazione di 500 mg di azitromicina il giorno 1 e 250 mg il giorno 2 con 0,125 mg di triazolam il giorno 2 non ha avuto alcun effetto significativo su nessuna delle variabili farmacocinetiche per triazolam a confronto con l’associazione di triazolam al placebo.



Trimetoprim/sulfametossazolo
La co–somministrazione di trimetoprime/sulfametossazolo DS (160 mg/800 mg) per 7 giorni con azitromicina 1.200 mg il giorno 7 non ha avuto alcun effetto significativo su concentrazioni di picco, esposizione totale o escrezione urinaria di trimetoprim o sulfametossazolo. Le concentrazioni sieriche di azitromicina sono state simili a quelle osservate in altri studi.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Azitromicina My? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Azitromicina My?

La tabella che segue elenca le reazioni avverse identificate mediante gli studi clinici e l’esperienza successiva alla commercializzazione, classificate per classe sistemica organica e frequenza. Le reazioni avverse mediante l’esperienza successiva alla commercializzazione sono riportate in corsivo. La classificazione delle frequenze è definita mediante la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); Comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1,000, <1/100); rara (≥1/10,000, <1/1,000); molto raro (<1/10,000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Entro ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità.

Reazioni avverse con correlazione possibile o probabile con l’azitromicina, in base agli studi clinici ed all’esperienza successiva alla commercializzazione.


Classe sistemica organica


Molto comune (≥1/10)


Comune (≥ 1/100, <1/10)


Non comune (≥1/1,000, <1/100)


Raro (≥1/10,000, <1/1,000)


Frequenza non nota


Infezioni ed infestazioni
    Candidosi, infezioni vaginali, polmonite, micosi, infezioni batteriche, faringite, gastroenterite, disturbi respiratori, rinite, candidosi orale   Colite pseudo membranosa (vedere paragrafo 4.4)


Patologie del sistema emolinfopoietico
    Leucopenia, neutropenia, eosinofilia   Trombocitopenia, anemia emolitica


Disturbi del sistema immunitario
    Angioedema, ipersensibilità   Reazione anafilattica (vedere paragrafo 4.4)


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
    Anoressia    


Disturbi psichiatrici
    Nervosismo, insonnia Agitazione Aggressività, ansia, delirio, allucinazioni


Patologie del sistema nervoso
  Cefalea Capogiri, sonnolenza, disgeusia, parestesia   Sincope, convulsioni, ipoestesia, iperattività psicomotoria, anosmia, ageusia, parosmia, miastenia gravis (vedere paragrafo 4.4)


Patologie dell’occhio
    Disturbi della vista    


Patologie dell’orecchio e del labirinto
    Disturbi dell’udito, vertigini   Alterazioni dell’udito, inclusi sordità e/o tinnito


Patologie cardiache
    Palpitazioni   Torsioni di punta (vedere paragrafo 4.4), aritmia (vedere paragrafo 4.4) compresa tachicardia ventricolare, Elettrocardiogramma con QT prolungato (vedere paragrafo 4.4)


Patologie vascolari
    Vampate di calore   Ipotensione


Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche
    Dispnea, epistassi    


Patologie gastrointestinali
Diarrea Vomito, dolori addominali, nausea Stipsi, flatulenza, dispepsia, gastrite, disfagia, distensione addominale, sechezza delle fauci, eruttazione, ulcere orali, scialorrea   Pancreatite, scolorimento della lingua


Patologie epatobiliari
    Epatite Funzionalità epatica anormale, ittero colestatico Insufficienza epatica (che raramente può essere fatale) (vedere paragrafo 4.4), epatite fulminante, necrosi epatica


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Rash, prurito, orticaria, dermatite, pelle secca, iperidrosi Reazioni di fotosensibilità Sindrome di Steven–Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme


Patologie del sistema muscolo–scheletrico e del tessuto connettivo
    Osteoartrosi, mialgia, dolore alla schiena, dolore al collo   Artralgia


Patologie renali urinarie
    Disuria, dolore ai reni   Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale


Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
    Metrorragia, disturbi testicolari    


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
    Edema, astenia, malessere, stanchezza, edema del viso, dolore toracico, piressia, dolore, edema periferico    


Esami diagnostici
  Diminuzione della conta leucocitaria, aumento della conta degli eosinofili, diminuzione del bicarbonato nel sangue, aumento dei basofili, aumento dei monociti, aumento dei neutrofili Aumento dell’aspartato aminotrasferasi, aumento dell’alanina aminotrasferasi, aumento della bilirubina nel sangue, aumento dell’urea nel sangue, aumento della creatinina nel sangue, valore del potassio nel sangue anormale, aumento della fosfatasi alcalina nel sangue, aumento dei cloruri, aumento del glucosio, aumento delle piastrine, diminuzione dell’ematocrito, aumento del bicarbonato nel sangue, sodio anormale    


Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
    Complicazione post–procedurale    
Reazioni avverse con correlazione possibile o probabile in relazione alla profilassi e al trattamento del Mycobacterium avium Complex in base all’esperienza degli studi clinici e di Post–marketing surveillance. Queste reazioni avverse differiscono da quelle riportate con le formulazioni a rilascio immediato o prolungato, sia come tipo sia come frequenza.
 

Molto comune (≥1/10)


Comune (≥1/100, <1/10)


Non comune (≥1/1,000, <1/100)


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
  Anoressia  


Patologie del sistema nervoso
  Capogiri, cefalea, parestesia, disgeusia Ipoestresia


Patologie dell’occhio
  Alterazione visiva  


Patologie dell’orecchio e del labirinto
  Sordità Alterazione uditiva, tinnito


Patologie cardiache
    Palpitazioni


Patologie gastrointestinali
Diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, disagio addominale, perdita delle feci    


Patologie epatobiliari
    Epatite


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
  Rash, prurito Sindrome di Stevens–Johnson, reazione da fotosensibilità


Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
  Artralgia  


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
  Affaticamento Astenia, malessere


Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Azitromicina My? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Azitromicina My?

Gli eventi avversi osservati a dosaggi superiori alla dose consigliata sono stati simili agli effetti causati a seguito di somministrazioni di dosaggi normali. In caso di sovradosaggio sono indicate se necessario, misure sintomatiche generali e di supporto.

Domande: Azitromicina My si può prendere in gravidanza? Azitromicina My si può prendere durante l'allattamento?





Gravidanza
Non vi sono dati adeguati dell’uso di azitromicina nelle donne in gravidanza. In studi sulla tossicità riproduttiva negli animali si è dimostrato il passaggio attraverso la placenta ma non sono stati osservati effetti teratogeni. Non vi sono dati adeguati riguardanti la sicurezza dell’azitromicina durante la gravidanza. Pertanto, l’azitromicina deve essere usata durante la gravidanza solo se il beneficio supera il rischio.



Allattamento
L’azitromicina viene escreta nel latte materno umano, ma non si dispone di studi clinici adeguati e ben controllati in donne che allattano, che abbiano caratterizzato la farmacocinetica dell’escrezione dell’azitromicina nel latte umano. Poiché non è noto se l’azitromicina possa avere effetti indesiderati sul bambino allattato al seno, è opportuno interrompere l’allattamento durante il trattamento con azitromicina. Nel bambino allattato al seno, è possibile riscontrare l’insorgenza, tra gli altri effetti, di diarrea, infezioni fungine delle membrane mucose e sensibilizzazione. Si raccomanda di eliminare il latte durante il trattamento e fino a 2 giorni dopo l’interruzione del trattamento stesso. L’allattamento può essere poi ripreso.



Fertilità
Negli studi di fertilità condotti nei ratti, è stata notata una riduzione di gravidanze dopo somministrazione di azitromicina. La rilevanza di questi risultati per la specie umana non è nota.
Categoria farmacoterapeutica: antibatterici per uso sistemico; macrolidi. Codice ATC: J01FA10. L’azitromicina è un antibiotico macrolide appartenente alla categoria degli azalidi. La molecola è prodotta tramite aggiunta di un atomo di azoto all’anello lattonico dell’eritromicina A. Il nome chimico dell’azitromicina è 9–deossi–9a–aza–9a–metil–9a–omo–eritromicina A. Il peso molecolare è 749,0.



Meccanismo di azione
Il meccanismo di azione dell’azitromicina si basa sulla soppressione della sintesi proteica batterica, effettuata legando la subunità 50 S e inibendo in tal modo la traslocazione dei peptidi.



Meccanismo di resistenza
In generale, la resistenza delle diverse specie batteriche ai macrolidi si manifesta con tre meccanismi: alterazione del sito target, modificazione dell’antibiotico o alterato trasporto dell’antibiotico (efflusso). L’efflusso negli streptococchi è dovuto alla presenza del gene

mef e determina una resistenza macrolide–limitata (fenotipo M). La modificazione del target è controllata da metilasi codificate dal gene

erm. Esiste una resistenza crociata completa tra l’eritromicina, l’azitromicina, altri macrolidi e i lincosamidi nei confronti di Streptococcus pneumoniae, streptococchi beta–emolitici di gruppo A, Enterococcus spp. e Staphylococcus aureus, tra cui S. aureus meticillina–resistente (MRSA). Esiste una maggiore probabilità che i ceppi di S. pneumoniae sensibili alla penicillina siano sensibili all’azitromicina rispetto ai ceppi di S. pneumonite penicillina–resistenti; è meno probabile che lo S. aureus meticillina–resistente (MRSA) sia sensibile all’azitromicina rispetto allo S. aureus sensibile alla meticillina (MSSA). L’induzione di resistenza significativa sia in modelli in vivo sia in vitro si riscontra con aumenti della diluizione ≤1 della MIC per S. pyogenes, H. influenzae ed Enterobacteriaceae dopo nove passaggi sub–letali del principio attivo e con tre incrementi della diluizione per S. aureus, mentre è raro lo sviluppo di resistenza in vitro dovuta a mutazione.

Valori soglia: Valori soglia (breakpoints) di sensibilità all’azitromicina per tipici agenti patogeni batterici: EUCAST (European Commitee on Antimicrobial Susceptibility Testing, version 3.1, 11–02–2013)
  MIC breakpoint (mg/L)  
Patogeni Suscettibili (mg/L) Resistenti (mg/L)
Staphylococcus spp. ≤ 1 > 2
Streptococcus spp. inclusi gruppi A, B, C, G ≤ 0.25 > 0.5
Streptococcus pneumoniae ≤ 0.25 > 0.5
Haemophilus influenzae ≤ 0.12 > 4
Moraxella catarrhalis ≤ 0.25 > 0.5
Neisseria gonorrhoeae ≤ 0.25 > 0.5
Suscettibilità La prevalenza della resistenza acquisita per alcune specie selezionate può differire, sia da un punto di vista geografico sia da un punto di vista temporale. Di conseguenza, è opportuno basarsi su dati locali relativi alla resistenza, in particolare per il trattamento di infezioni gravi. Laddove necessario il parere di un esperto deve essere richiesto quando la prevalenza della resistenza locale è tale da rendere discutibile l’utilità dell’agente almeno per quanto riguarda alcuni tipi di infezione. Patogeni per i quali la resistenza potrebbe rappresentare un problema: prevalenza della resistenza pari o maggiore del 10% in almeno un paese dell’Unione Europea. Tabella 1: spettro antibatterico dell’azitromicina


Specie


Specie suscettibili comuni


Aerobi Gram–positivi


Corynebacterium diphteriae


Streptococcus pneumoniae
Eritromicina sensibile
Penicillina sensibile


Streptococcus pyogenes
Eritromicina sensibile


Aerobi Gram–negativi


Bordetella pertussis


Escherichia coli–ETEC


Escherichia coli–EAEC


Haemophilus influenzae


Haemophilus ducreyi


Legionella spp.


Moraxella catarrhalis
Eritromicina sensibile
Eritromicina intermedie


Pasteurella multocida


Anaerobi


Fusobacterium nucleatum


Fusobacterium necrophorum


Prevotella spp.


Porphyromonas spp.


Propionibacterium spp.


Altri microrganismi


Chlamydia pneumoniae
 


Chlamydia trachomatis


Listeria spp.


Mycobacterium avium Complex


Mycoplasma pneumoniae


Specie per le quali la resistenza acquisita potrebbe rappresentare un problema


Aerobi Gram–positivi


Staphylococcus aureus
Meticillino–sensibile
Stafilococco coagulase negativo
Meticillino–sensibile+


Streptococcus pneumoniae
Penicillina intermedie
Penicillina resistenti
Eritromicina intermedie


Streptococcus pyogenes
Eritromicina intermedie


Streptococci viridans group
Penicillina intermedie


Aerobi Gram–negativi


Moraxella catarrhalis
Eritromicina resistenti


Anaerobi


Peptostreptococcus spp.


Organismi resistenti


Aerobi Gram positivi


Corynebacterium spp.


Enterococcus spp.


Staphylococci MRSA, MRSE


Streptococcus pneumoniae
Eritromicina resistenti
Penicillina & Eritromicina resistenti


Streptococcus pyogenes
Eritromicina resistenti


Streptococci viridans group
Penicillina resistenti
Eritromicina resistenti


Aerobi Gram–negativi


Pseudomonas aeruginosa


Anaerobi


Gruppo Bacteroides fragilis
+Resistenza maggiore del 50%.




Assorbimento
Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità dell’azitromicina è del 37% circa. Il picco plasmatico viene raggiunto dopo 2–3 ore. La concentrazione massima media osservata (Cmax) dopo una singola dose di 500 mg è approssimativamente 0,4 mcg/ml.



Distribuzione
L’azitromicina somministrata per via orale si distribuisce ampiamente in tutto l’organismo. Studi di farmacocinetica hanno evidenziato livelli tissutali dell’azitromicina molto più elevati (fino a 50 volte la concentrazione massima osservata nel plasma) rispetto a quelli plasmatici. Ciò indica che la sostanza si lega fortemente nei tessuti (volume di distribuzione in stato stazionario di circa 31 l/kg). Alle dosi consigliate, non si verifica accumulo nel siero/plasma. Nei tessuti, in cui i livelli sono molto più elevati rispetto a quelli riscontrati nel siero/plasma, si verifica accumulo. Le concentrazioni nei tessuti bersaglio quali polmoni, tonsille e prostata sono superiori alle MIC90 dei patogeni più comuni per una singola dose da 500 mg. Negli studi sperimentali

in vitro e

in vivo, l’azitromicina si accumula nei fagociti e il rilascio è promosso dalla fagocitosi attiva. Nei modelli animali tale processo sembra contribuire all’accumulo dell’azitromicina nel tessuto. Il legame dell’azitromicina alle proteine del plasma è variabile e oscilla tra 52% a 0,005 mcg/ml e tra 18% a 0,5 mcg/ml.



Biotrasformazione e eliminazione
L’emivita di eliminazione terminale nel plasma segue di 2–4 giorni l’emivita di eliminazione del farmaco dai tessuti. Il 12% circa di una dose somministrata per via endovenosa viene escreto in forma invariata tramite le urine nell’arco di 3 giorni, la percentuale maggiore nelle prime 24 ore. Nella bile umana sono state osservate concentrazioni pari a 237 mcg/ml di azitromicina, 2 giorni dopo un trattamento terapeutico di 5 giorni, assieme a 10 metaboliti (formati da N–e O–demetilazione, da idrossilazione della desosamina e degli anelli agliconici e mediante scissione dei cladinosio–coniugato). Investigazioni hanno suggerito che i metaboliti non rivestono alcun ruolo nell’attività microbiologica dell’azitromicina.



Proprietà farmacocinetiche in popolazioni particolari


Compromissione renale Dopo la somministrazione di una singola dose di azitromicina da 1g, la Cmax media e l’AUC0–120 sono risultate aumentate rispettivamente del 5,1% e 4,2%, in soggetti con compromissione renale da lieve a moderata (velocità di filtrazione glomerulare di 30–80 ml/min/1.73 m²) rispetto a soggetti con funzionalità renale normale (GFR>80 ml/min). In soggetti con grave compromissione della funzionalità renale (GFR < 30 ml/min/1.73 m²), la Cmax media e l’AUC0–120 sono risultate aumentate rispettivamente del 61% e 35% rispetto al normale.

Compromissione epatica In pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata, non vi sono evidenze di una variazione marcata della farmacocinetica dell’azitromicina nel siero rispetto ai pazienti con funzionalità epatica normale. Non esistono dati sull’impiego dell’azitromicina in caso di compromissione epatica più grave.

Anziani La farmacocinetica dell’azitromicina negli anziani di sesso maschile è risultata simile a quella dei giovani adulti; tuttavia, nelle donne anziane, sebbene siano state osservate concentrazioni di picco più elevate (aumento del 30–50%), non si è verificato un accumulo significativo. In volontari anziani (> 65 anni) sono stati osservati valori di AUC più alti (29%) dopo un trattamento di 5 giorni rispetto ai volontari più giovani (< 45 anni). Comunque, queste differenze non sono considerate clinicamente rilevanti; pertanto non è raccomandato alcun aggiustamento della dose.

Popolazione pediatrica La farmacocinetica è stata studiata nei bambini di età compresa tra 4 mesi e 15 anni che assumevano capsule, granuli o sospensioni. Con la somministrazione di 10 mg/kg il 1° giorno, seguiti da 5 mg/kg dal 2° al 5° giorno, la Cmax ottenuta risulta lievemente inferiore rispetto a quella degli adulti, con valori di 224 ug/l nei bambini di età compresa tra 0,6–5 anni dopo 3 giorni di assunzione del farmaco, e 383 ug/l in bambini di età compresa tra 6–15 anni. Il t½ di 36 ore nei bambini più grandi rientrava negli intervalli previsti per gli adulti.
Negli studi condotti su animali ad esposizioni 40 volte superiori rispetto a quelle ottenute a dosi terapeutiche cliniche, è stato riscontrato che l’azitromicina causava fosfolipidosi reversibile, ma di norma non provocava conseguenze di tipo tossicologico associate. La rilevanza di tali scoperte per gli esseri umani trattati con azitromicina, in base a quanto raccomandato, non è nota. Studi elettrofisiologici hanno dimostrato che l’azitromicina prolunga l’intervallo QT.



Potenziale carcinogenico
Non sono stati condotti studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale carcinogenico.



Potenziale mutagenico
Non sono emerse evidenze di potenziali mutazioni genetiche e cromosomiche in modelli di test

in vivo e

in vitro.



Tossicità riproduttiva
Non sono stati osservati effetti teratogeni negli studi di embriotossicità condotti sui ratti dopo la somministrazione orale dell’azitromicina. Nei ratti, dosi giornaliere di azitromicina pari a 100 e 200 mg/kg di peso corporeo hanno provocato un lieve ritardo dell’ossificazione fetale e dell’aumento ponderale delle madri. Nell’ambito di studi peri e post natali condotti sui ratti, sono stati osservati lievi ritardi dopo il trattamento con 50 mg/kg/al dì e oltre di azitromicina.