Allespray Spray Nas 10mg 10ml Azelastina cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco da banco
Principio Attivo: Azelastina cloridrato (5 equivalenti)
Prezzo: 13.50 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: R01AC03 Azelastina
Azienda: Meda Pharma Spa (00846530152)
Ricetta: OTC - libera vendita
SSN: Non concedibile
Forma: Spray nasale soluzione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Non congelare ne' mettere in frigorifero
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Allespray?

ALLESPRAY 1MG/ML SPRAY NASALE, SOLUZIONE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Allespray?

1 flacone da 10 ml pari a 10,05 g di soluzione contiene: Principio attivo: azelastina cloridrato 0,01 g. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Allespray? Allespray contiene lattosio o glutine?

Metilidrossipropilcellulosa, sodio edetato, acido citrico anidro, sodio fosfato dodecaidrato, sodio cloruro, acqua depurata.

Domande: a cosa serve Allespray? Per quali malattie si prende Allespray?

Trattamento sintomatico a breve termine della rinite allergica.

Domande: quando non bisogna prendere Allespray?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Bambini al di sotto dei sei anni di età.

Domande: come si prende Allespray? qual è il dosaggio raccomandato di Allespray? Quando va preso nella giornata Allespray

Uno spruzzo (0,14 mg) dosato in ogni narice 1 o 2 volte al giorno, pari a 0,28 – 0,56 mg di azelastina cloridrato al giorno. Il flaconcino da 10 ml assicura l’erogazione totale di 72 spruzzi. Durante l’applicazione la testa va mantenuta in posizione eretta.

Domande: Allespray va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Allespray entro quanto tempo va consumato?

Non refrigerare o congelare

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Allespray? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Allespray?

Non utilizzare il medicinale dopo 6 mesi dalla prima apertura del flaconcino.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Allespray? Quali alimenti possono interferire con Allespray?

Non sono state osservate interazioni con altri farmaci frequentemente impiegati contemporaneamente.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Allespray? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Allespray?

È stata descritta una sensazione di sapore amaro, tipico del farmaco in sè, che può verificarsi soprattutto per una posizione non corretta del capo, rovesciato all’indietro, durante la somministrazione. In rari casi si è osservata una irritazione della mucosa nasale con possibile modesto sanguinamento.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziadelfarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Allespray? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Allespray?

Finora non sono stati riferiti casi di intossicazione da sovradosaggio. In base agli studi sperimentali, dosi tossiche possono portare a sintomi a carico del sistema nervoso centrale (malessere, eccitamento, convulsioni, sedazione); in questi casi deve essere attuato un trattamento sintomatico. Non si conosce un antidoto specifico per l’azelastina.

Domande: Allespray si può prendere in gravidanza? Allespray si può prendere durante l'allattamento?

Allespray non deve essere impiegato durante la gravidanza e l’allattamento.
Categoria farmacoterapeutica: decongestionanti ed altre preparazioni nasali per uso topico – sostanze antiallergiche esclusi i corticosteroidi. Codice ATC: R01AC03. Azelastina è il primo di una serie di composti chimici appartenenti ad una nuova classe di farmaci caratterizzati da un potente e prolungato effetto antiallergico. Azelastina (chimicamente: 4 – (p–clorobenzil)–2–(esaidro–1metil–1HAzepin 4–il)–1(2H)–ftalazinone) oltre ad effetti antagonizzanti le azioni di alcuni mediatori chimici – quali leucotrieni, istamina e serotonina – sui loro siti bersaglio, presenta un effetto bloccante i canali del Ca++ e un marcato effetto anti–PAF. Quale conseguenza di tali proprietà farmacologiche ci si può attendere una diminuzione della iperreattività del sistema bronchiale che si associa all’infiammazione. Azelastina presenta anche un effetto broncodilatante. Gli studi preclinici sull’animale non hanno in pratica evidenziato effetti anti–colinergici.
Azelastina è assorbita rapidamente dopo somministrazione orale nell’animale e nell’uomo dove si distribuisce nei tessuti periferici; le concentrazioni più elevate sono state rilevate a livello del fegato, del polmone, delle surrenali, del pancreas, del rene e della milza. La biodisponibilità assoluta dell’azelastina si aggira attorno al 20%; il cibo non modifica i parametri cinetici relativi all’assorbimento e alla biodisponibilità. Sia nell’animale che nell’uomo azelastina è largamente metabolizzata. Il principale metabolita a livello fecale e – in condizioni di equilibrio – nel plasma, è apparso l’N– desmetil azelastina, farmacologicamente attivo. Il tempo di emivita plasmatica di eliminazione è di circa 20 ore per azelastina e di circa 45 ore per la N–desmetil azelastina. Le più elevate concentrazioni plasmatiche si riscontrano dopo 4 ore dalla somministrazione. Il 75% dell’azelastina e dei suoi metaboliti è eliminato con le feci; il 25% con le urine. Nell’uomo il legame proteico è pari all’80%. Per impiego topico endonasale, anche in considerazione della ridotta quantità di principio attivo nella soluzione pronta per l’uso e della scarsa permeabilità della mucosa nasale, l’assorbimento di azelastina è molto modesto, con concentrazioni plasmatiche 100 volte inferiori che dopo somministrazione per os.
Le prove di tossicità acuta sono state condotte sul cane, sulla cavia e sul topo. I valori di DL50, dopo somministrazione per os, sono apparsi compresi, a seconda della specie animale, tra 820 e 4460 volte la dose quotidiana proposta nell’uomo. Dopo somministrazioni ripetute fino ad 1 anno, gli studi tossicologici (condotti nel ratto, nel coniglio e nel cane) hanno dimostrato che i primi segni riferibili a tossicità si avevano con dosi superiori a 75 volte la dose proposta in terapia umana. Non si sono osservati fenomeni riferibili ad effetti mutageni della sostanza; anche dal punto di vista degli effetti sulla riproduzione, nell’animale a dosi non tossiche, non sono state osservate proprietà teratogene.