Anastrozolo Act 28cpr Riv 1mg Anastrozolo

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Anastrozolo (18 equivalenti)
Prezzo: 35.80 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 35.8
Classe: A
ATC: L02BG03 Anastrozolo
Azienda: Aurobindo Pharma Italia Srl (06058020964)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 48 mesi
Lattosio: Si

Domande: qual è il nome commerciale di Anastrozolo Act?

ANASTROZOLO ACTAVIS COMPRESSE 1 mg

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Anastrozolo Act?

Ogni compressa contiene 1 mg di anastrozolo. Eccipiente: ogni compressa contiene 93 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Anastrozolo Act? Anastrozolo Act contiene lattosio o glutine?



Nucleo della compressa Lattosio monoidrato Sodio amido glicolato (di tipo A) Povidone (K31) (E1201) Magnesio stearato (E572)

Rivestimento con film Macrogol 400 Ipromellosa (E464)Titaniodiossido (E171)

Domande: a cosa serve Anastrozolo Act? Per quali malattie si prende Anastrozolo Act?

Trattamento del carcinoma della mammella in fase avanzata in donne in postmenopausa. L'efficacia non è stata dimostrata in pazienti con tumore negativo per il recettore degli estrogeni a meno che avessero mostrato precedentemente una risposta clinica positiva al tamoxifene.

Domande: quando non bisogna prendere Anastrozolo Act?

L’anastrozolo è controindicato in: – Donne in premenopausa. – Donne in stato di gravidanza o donne che allattano al seno. – Pazienti con compromissione renale grave (ossia clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min) – Pazienti con patologia epatica moderata o grave. – Pazienti con ipersensibilità nota all’anastrozolo o a uno qualsiasi degli eccipienti indicati al paragrafo 6.1. Non somministrare terapie contenenti estrogeni in concomitanza ad anastrozolo perché ne annullano l'azione farmacologica.Terapia concomitante con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5).

Domande: come si prende Anastrozolo Act? qual è il dosaggio raccomandato di Anastrozolo Act? Quando va preso nella giornata Anastrozolo Act



Adulti, inclusi gli anziani Una compressa (1 mg) da prendere per via orale una volta al giorno.

Bambini L’uso dell’anastrozolo non è raccomandato nei bambini.

Compromissione renale Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose in pazienti con compromissione renale lieve o moderata.

Compromissione epatica Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose in   pazienti con compromissione epatica lieve.

Domande: Anastrozolo Act va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Anastrozolo Act entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Anastrozolo Act? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Anastrozolo Act?

L’uso dell’anastrozolo non è raccomandato nei bambini, poiché in questo gruppo di pazienti la sicurezza e l’efficacia non sono state determinate. La menopausa deve essere accertata biochimicamente in qualsiasi paziente in cui lo stato ormonale sia dubbio. Non vi sono dati sulla sicurezza d’uso dell’anastrozolo in pazienti con compromissione epatica moderata o grave, né in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min). Le donne con osteoporosi o a rischio di osteoporosi devono essere sottoposte a valutazione della densità minerale ossea mediante densitometria ossea, ad esempio scansione DEXA, all'inizio del trattamento e successivamente a intervalli regolari. Il trattamento o la profilassi dell’osteoporosi deve essere iniziato in modo opportuno e monitorato attentamente. Non sono disponibili dati sull'uso di anastrozolo con gli analoghi dell'LHRH. Questa associazione non deve essere usata al di fuori degli studi clinici. Poiché l’anastrozolo diminuisce i livelli di estrogeno circolante, può causare una riduzione della densità minerale ossea. Attualmente non sono disponibili dati adeguati che mostrino l'effetto dei bifosfonati sulla perdita di densità minerale ossea causata dall’anastrozolo o la loro utilità come profilassi. Questo medicinale contiene lattosio e non deve essere somministrato ai pazienti che presentano rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o un malassorbimento di glucosio-galattosio.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Anastrozolo Act? Quali alimenti possono interferire con Anastrozolo Act?

L’anastrozolo ha inibito il citocromo P450 1A2, 2C8/9 e 3A4

in vitro, ma uno studio di interazione clinica con il warfarin ha indicato che l’anastrozolo a una dose di 1 mg non inibisce significativamente il metabolismo delle sostanze metabolizzate dal citocromo P450. Non sono state identificate interazioni clinicamente significative tra l’anastrozolo e i bifosfonati. Il tamoxifene non deve essere somministrato in concomitanza con l’anastrozolo perché può ridurne l'azione farmacologica (vedere paragrafo 4.3).

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Anastrozolo Act? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Anastrozolo Act?

I seguenti effetti indesiderati possono essere molto comuni (≥ 1/10), comuni (≥1/100, < 1/10), non comuni (≥1/1000, ≤ 1/100), rari (≥1/10.000, ≤ 1/1000), molto rari (≤ 1/10.000), non noti (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema nervoso Comune: cefalea, principalmente di entità lieve o moderata. Sindrome del tunnel carpale. Non comune: sonnolenza, principalmente di entità lieve o moderata.

Patologie gastrointestinali Comune: nausea e diarrea, principalmente di entità lieve o moderata. Non comune: vomito, principalmente di entità lieve o moderata.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comuni: assottigliamento dei capelli ed eruzione cutanea, principalmente di entità lieve o moderata. Molto rari: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e reazioni allergiche tra cui angioedema, orticaria e anafilassi

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune: dolore alle articolazioni/rigidità delle articolazioni, principalmente di entità lieve o moderata. Poiché l’anastrozolo diminuisce i livelli di estrogeno circolante, può causare una riduzione della densità minerale ossea ponendo alcune pazienti a maggior rischio di fratture (vedere paragrafo 4.4).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comuni: anoressia, principalmente di entità lieve, e ipercolesterolemia, principalmente di entità lieve o moderata

Patologie vascolari Molto comuni: vampate di calore, principalmente di entità lieve o moderata

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, principalmente di entità lieve o moderata

Patologie epatobiliari

Comuni: Aumenti della fosfatasi alcalina, dell’alanina aminotransferasi e dell’aspartato aminotransferasi Non comuni: gamma GT e fosfatasi alcalina elevate, epatite

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comuni: secchezza vaginale, principalmente di entità lieve o moderata Non comune: sanguinamento vaginale, principalmente di entità lieve o moderata Il sanguinamento vaginale è stato segnalato con frequenza non comune, principalmente in pazienti con tumore mammario in fase avanzata durante le prime settimane dopo il passaggio dalla terapia ormonale in atto al trattamento con anastrozolo. Se il sanguinamento persiste, devono essere prese in considerazione ulteriori valutazioni. Poiché l’anastrozolo abbassa i livelli circolanti di estrogeno, può causare una riduzione della densità minerale ossea, ponendo alcune pazienti a un più elevato rischio di fratture (vedere il paragrafo 4.4).La tabella seguente riporta la frequenza degli eventi avversi prespecificati nello studio ATAC, indipendentemente dalla causalità, segnalati in pazienti trattate con terapia sperimentale e fino a 14 giorni dopo la sospensione della terapia sperimentale.
Effetto indesiderato anastrozolo (n=3092) tamoxifene (n=3094)
Vampate di calore 1104 (35,7%) 1264 (40,9%)
Dolore/rigidità delle articolazioni 1100 (35,6%) 911 (29,4%)
Alterazioni dell’umore 597 (19,3%) 554 (17,9%)
Affaticamento /astenia 575 (18,6%) 544 (17,6%)
Nausea e vomito 393 (12,7%) 384 (12,4%)
Fratture 315 (10,2%) 209 (6,8%)
Fratture della colonna vertebrale, dell'anca o del polso/di Colles 133 (4,3%) 91 (2,9%)
Fratture del polso/di Colles 67 (2,2%) 50 (1,6%)
Fratture della colonna vertebrale 43 (1,4%) 22 (0,7%)
Fratture dell'anca 28 (0,9%) 26 (0,8%)
Cataratte 182 (5,9%) 213 (6,9%)
Sanguinamento vaginale 167 (5,4%) 317 (10,2%)
Patologia cardiovascolare ischemica 127 (4,1%) 104 (3,4%)
Angina pectoris 71 (2,3%) 51 (1,6%)
Infarto del miocardio 37 (1,2%) 34 (1,1%)
Coronaropatia 25 (0,8%) 23 (0,7%)
Ischemia miocardica 22 (0,7%) 14 (0,5%)
Perdite vaginali 109 (3,5%) 408 (13,2%)
Eventi tromboembolici venosi 87 (2,8%) 140 (4,5%)
Eventi tromboembolici venosi profondi tra cui EP 48 (1,6%) 74 (2,4%)
Eventi cerebrovascolari ischemici 62 (2,0%) 88 (2,8%)
Tumore dell’endometrio 4 (0,2%) 13 (0,6%)
Dopo un follow up mediano di 68 mesi si sono osservati incidenze di fratture di 22 per 1000 pazienti-anno e 15 per 1000 pazienti-anno rispettivamente per i gruppi anastrozolo e tamoxifene. L’incidenza di fratture osservata per l’anastrozolo è simile all'intervallo riferito per le popolazioni in postmenopausa di età corrispondente. Non è stato determinato se le incidenze di fratture e osteoporosi osservate nello studio ATAC nelle pazienti trattate con l’anastrozolo riflettano un effetto protettivo del tamoxifene, un effetto specifico dell’anastrozolo o entrambi. L’incidenza dell’osteoporosi è stata del 10,5% in pazienti trattate con l’anastrozolo e del 7,3% in pazienti trattate con il tamoxifene.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Anastrozolo Act? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Anastrozolo Act?

È disponibile una limitata esperienza clinica di sovradosaggio accidentale. Negli studi condotti sull’animale, l’anastrozolo ha mostrato bassa tossicità acuta. Sono stati condotti studi clinici con varie dosi di anastrozolo, fino a 60 mg in dose singola nei volontari maschi sani e fino a 10 mg al giorno nelle donne in postmenopausa affette da carcinoma della mammella in fase avanzata; questi dosaggi sono stati ben tollerati. Non è stata stabilita la dose singola di anastrozolo che provoca sintomi potenzialmente letali. Non esiste un antidoto specifico in caso di sovradosaggio e il trattamento deve essere sintomatico. Nella gestione di un sovradosaggio, va tenuta in considerazione anche la possibilità che siano stati assunti diversi farmaci contemporaneamente. Se il paziente è cosciente, si raccomanda di indurre il vomito. Poiché anastrozolo non si lega altamente alle proteine, la dialisi può essere di aiuto. Sono indicate misure di supporto generale, incluso il monitoraggio frequente dei segni vitali e una attenta osservazione del paziente.

Domande: Anastrozolo Act si può prendere in gravidanza? Anastrozolo Act si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Non sono disponibili dati sull'uso di anastrozolo nelle donne in stato di gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il potenziale rischio nella specie umana non è noto. L’anastrozolo è controindicato nelle donne in stato di gravidanza.

Allattamento Non è noto se l’anastrozolo sia escreto nel latte umano. L’anastrozolo è controindicato nelle donne che allattano al seno.
Categoria farmacoterapeutica: Inibitori enzimatici Codice ATC: L02B G03 L’anastrozolo è un potente inibitore dell'aromatasi non steroideo e altamente selettivo. Nelle donne in postmenopausa, l'estradiolo viene prodotto prevalentemente nei tessuti periferici a seguito della conversione dell'androstendione in estrone mediante il complesso dell'enzima aromatasi. L'estrone viene successivamente convertito in estradiolo. La riduzione dei livelli di estradiolo circolante ha mostrato di produrre un effetto benefico nelle donne affette da tumore mammario. Nelle donne in postmenopausa, una dose giornaliera di 1 mg di anastrozolo ha determinato una soppressione dell'estradiolo di oltre l'80%. Tali concentrazioni sono state misurate con un dosaggio altamente sensibile. L'anastrozolo non possiede attività progestogenica, androgenica o estrogenica. Dosi giornaliere di anastrozolo fino a 10 mg non hanno dimostrato alcun effetto sulla secrezione di cortisolo o di aldosterone, misurati prima o dopo test standard di stimolazione con ACTH, pertanto non è necessaria la somministrazione aggiuntiva di corticosteroidi.

Trattamento adiuvante primario del carcinoma della mammella allo stadio iniziale In un ampio studio di fase III condotto in 9366 donne in postmenopausa affette da carcinoma della mammella operabile trattate per 5 anni, l’anastrozolo ha dimostrato di essere statisticamente superiore al tamoxifene in termini di sopravvivenza libera da malattia. Per la popolazione definita prospetticamente con recettori ormonali positivi si è osservato un beneficio maggiore in termini di sopravvivenza libera da malattia a favore dell’anastrozolo rispetto al tamoxifene. L’anastrozolo era statisticamente superiore al tamoxifene in termini di tempo alla recidiva. La differenza era ancora maggiore che per la sopravvivenza libera da malattia sia per la popolazione “Intention To Treat” (ITT) che per la popolazione con recettori ormonali positivi. L’anastrozolo era statisticamente superiore al tamoxifene in termini di tempo alla recidiva a distanza. L'incidenza di tumore mammario controlaterale era statisticamente inferiore per l’anastrozolo rispetto al tamoxifene. Dopo 5 anni di terapia, l’anastrozolo è efficace almeno quanto il tamoxifene in termini di sopravvivenza globale. Tuttavia, in considerazione dei bassi tassi di decesso, è necessario un ulteriore follow up per determinare con maggiore precisione la sopravvivenza a lungo termine per l’anastrozolo rispetto al tamoxifene. Con 68 mesi di follow up mediano, dopo 5 anni di trattamento le pazienti dello studio ATAC non sono state seguite per un tempo sufficiente a permettere un confronto degli effetti a lungo termine post-trattamento dell’anastrozolo rispetto al tamoxifene.
Riepilogo degli endpoint dello studio ATAC: analisi al completamento del trattamento della durata di 5 anni
Endpoint di efficacia Numero di eventi (frequenza)
  Popolazione “Intention to treat” Stato del tumore con recettori ormonali positivi
  anastrozolo (n=3125) tamoxifene (n=3116) anastrozolo (n=2618) tamoxifene (n=2598)
Sopravvivenza libera da malattiaa 575 (18,4) 651 (20,9) 424 (16,2) 497 (19,1)
Rapporto di rischio 0,87 0,83
IC bilaterale al 95% Da 0,78 a 0,97 Da 0,73 a 0,94
Valore di p 0,0127 0,0049
Sopravvivenza libera da malattia a distanzab 500 (16,0) 530 (17,0) 370 (14,1) 394 (15,2)
Rapporto di rischio 0,94 0,93
IC bilaterale al 95% Da 0,83 a 1,06 Da 0,80 a 1,07
Valore di p 0,2850 0,2838
Tempo alla recidivac 402 (12,9) 498 (16,0) 282 (10,8) 370 (14,2)
Rapporto di rischio 0,79 0,74
IC bilaterale al 95% Da 0,70 a 0,90 Da 0,64 a 0,87
Valore di p 0,0005 0,0002
Tempo alla recidiva a distanzad 324 (10,4) 375 (12,0) 226 (8,6) 265 (10,2)
Rapporto di rischio 0,86 0,84
IC bilaterale al 95% Da 0,74 a 0,99 Da 0,70 a 1,00
Valore di p 0,0427 0,0559
Tumore mammario controlaterale primario 35 (1,1) 59 (1,9) 26 (1,0) 54 (2,1)
Odds ratio 0,59 0,47
IC bilaterale al 95% Da 0,39 a 0,89 Da 0,30 a 0,76
Valore di p 0,0131 0,0018
Sopravvivenza globale 411 (13,2) 420 (13,5) 296 (11,3) 301 (11,6)
Rapporto di rischio 0,97 0,97
IC bilaterale al 95% Da 0,85 a 1,12 Da 0,80 a 1,14
Valore di p 0,7142 0,7339
a - La sopravvivenza libera da malattia include tutti gli eventi di recidiva ed è definita come il tempo al primo evento di recidiva loco-regionale, allo sviluppo di nuovo tumore mammario controlaterale, alla recidiva a distanza o al decesso (per qualsiasi causa). b - La sopravvivenza libera da malattia a distanza è definita come il tempo al primo evento di recidiva a distanza o al decesso (per qualsiasi causa). c - Il tempo alla recidiva è definito come il tempo al primo evento di recidiva loco-regionale, allo sviluppo di nuovo tumore mammario controlaterale, alla recidiva a distanza o al decesso dovuto a tumore mammario. d - Il tempo alla recidiva a distanza è definito come il tempo al primo evento di recidiva a distanza o al decesso dovuto a tumore mammario. e - Numero (%) di pazienti decedute. Come per tutte le decisioni terapeutiche, le donne affette da tumore mammario e i loro medici devono valutare i rischi e i benefici relativi del trattamento. Quando anastrozolo e tamoxifene sono stati co-somministrati, l'efficacia e la sicurezza erano sovrapponibili a quelle di tamoxifene in monoterapia, indipendentemente dallo stato dei recettori ormonali. Non ne è ancora chiaro il meccanismo esatto. Non si ritiene che sia dovuto a una riduzione del livello di soppressione dell'estradiolo determinata da anastrozolo.

Trattamento adiuvante del tumore mammario allo stadio iniziale per pazienti trattate con tamoxifene adiuvante In uno studio di fase III (ABCSG 8) condotto in 2579 donne in postmenopausa affette da carcinoma della mammella in stadio precoce con recettori ormonali positivi, sottoposte a intervento chirurgico con o senza radioterapia e senza chemioterapia, il passaggio all’anastrozolo dopo 2 anni di trattamento adiuvante con il tamoxifene è risultato, dopo un follow up mediano di 24 mesi, statisticamente superiore in termini di sopravvivenza libera da malattia rispetto alle pazienti trattate ancora con il tamoxifene. Il tempo a qualsiasi recidiva, il tempo alla recidiva locale o a distanza e il tempo alla recidiva a distanza hanno confermato un vantaggio statistico a favore dell’anastrozolo, compatibile con i risultati della sopravvivenza libera da malattia. L'incidenza del cancro della mammella controlaterale era molto bassa nei due bracci di trattamento, con un vantaggio numerico a favore di anastrozolo. La sopravvivenza globale era simile per i due gruppi di trattamento.
Riassunto degli endpoint e dei risultati dello studio ABCSG 8
Endpoint di efficacia Numero di eventi (frequenza)
anastrozolo (n=1297) tamoxifene (n=1282)
Sopravvivenza libera da malattia 65 (5,0) 93 (7,3)
Rapporto di rischio 0,67
IC bilaterale al 95% Da 0,49 a 0,92
Valore di p 0,014
Tempo a qualsiasi recidiva 36 (2,8) 66 (5,1)
Rapporto di rischio 0,53
IC bilaterale al 95% Da 0,35 a 0,79
Valore di p 0,002
Tempo alla recidiva locale o a distanza 29 (2,2) 51 (4,0)
Rapporto di rischio 0,55
IC bilaterale al 95% Da 0,35 a 0,87
Valore di p 0,011
Tempo alla recidiva a distanza 22 (1,7) 41 (3,2)
Rapporto di rischio 0,52
IC bilaterale al 95% Da 0,31 a 0,88
Valore di p 0,015
Nuovo carcinoma della mammella controlaterale 7 (0,5) 15 (1,2)
Odds ratio 0,46
IC bilaterale al 95% Da 0,19 a 1,13
Valore di p 0,090
Sopravvivenza globale 43 (3,3) 45 (3,5)
Rapporto di rischio 0,96
IC bilaterale al 95% Da 0,63 a 1,46
Valore di p 0,840
Questi risultati sono sostenuti da altri due studi simili (GABG/ARNO 95 e ITA), in uno dei quali le pazienti sono state sottoposte a intervento chirurgico e chemioterapia, nonché da un'analisi combinata degli studi ABCSG 8 e GABG/ARNO 95. Il profilo di sicurezza dell’anastrozolo in questi 3 studi era compatibile con il profilo di sicurezza noto, stabilito nelle donne in postmenopausa affette da carcinoma della mammella in stadio precoce con recettori ormonali positivi.
Nelle donne in postmenopausa la farmacocinetica dell’anastrozolo è indipendente dall'età. Non è stata studiata la farmacocinetica nei bambini.

Assorbimento L'assorbimento dell’anastrozolo è rapido e le concentrazioni plasmatiche massime si ottengono generalmente entro due ore dalla somministrazione (a digiuno). Il cibo riduce lievemente la velocità di assorbimento, ma non l’entità. Si ritiene che tale lieve variazione della velocità di assorbimento non determini un effetto clinicamente significativo sulle concentrazioni plasmatiche allo steady-state durante la monosomministrazione giornaliera di Anastrozolo Actavis 1 mg compresse. Circa il 90%-95% delle concentrazioni plasmatiche di anastrozolo allo steady-state sono ottenute dopo 7 dosi giornaliere. Non vi è evidenza di tempo- o dose-dipendenza dei parametri farmacocinetici dell’anastrozolo.

Distribuzione L’anastrozolo si lega soltanto per il 40% alle proteine del plasma.

Biotrasformazione L’anastrozolo è ampiamente metabolizzato nelle donne in postmenopausa: meno del 10% della dose è escreta in forma immodificata nelle urine entro 72 ore dall'assunzione. Il metabolismo dell’anastrozolo si verifica mediante N-dealchilazione, idrossilazione e glucuronidazione. I metaboliti vengono escreti principalmente tramite le urine. Il triazolo, uno dei principali metaboliti presenti nel plasma e nelle urine, non inibisce l'enzima aromatasi.

Eliminazione L’anastrozolo è eliminato lentamente con un'emivita plasmatica di 40-50 ore. La clearance apparente dell’anastrozolo dopo una dose orale nei volontari affetti da cirrosi epatica stabile o da compromissione renale è rimasta nell'intervallo osservato nei volontari sani.
Negli studi condotti sugli animali si è osservata tossicità correlata all'azione farmacodinamica solo a dosi elevate. Negli studi di tossicità sulla riproduzione si sono osservati eventi avversi (riduzione del numero di gravidanze valide e infertilità reversibile). Questi effetti sono correlati all'effetto farmacologico della sostanza. Il margine di sicurezza è sufficiente rispetto alla dose terapeutica somministrata all'uomo. Non si sono osservati effetti teratogeni nei ratti e nei conigli. Gli studi di tossicologia genetica condotti con l’anastrozolo hanno mostrato che la sostanza non è né mutagena né clastogena. Uno studio di carcinogenesi condotto nei ratti ha evidenziato un aumento dell'incidenza di neoplasie epatiche e di polipi stromali uterini nelle femmine e di adenomi tiroidei nei maschi a una dose che corrisponde a un'esposizione 100 volte superiore a quella che si verifica con le dosi terapeutiche nell'uomo. Queste alterazioni non sono considerate clinicamente rilevanti. Uno studio di oncogenesi di due anni nei topi ha evidenziato induzione di tumori ovarici benigni e un'alterazione dell'incidenza di neoplasie linforeticolari (un minor numero di sarcomi istiocitici nelle femmine e un maggior numero di decessi dovuti a linfoma). Queste alterazioni sono considerate specie-specifiche dell'inibizione dell’aromatasi nel topo e non sono ritenute clinicamente rilevanti.