Azitromicina Teva Sosp 37,5ml Azitromicina diidrato

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Azitromicina diidrato (37 equivalenti)
Prezzo: 7.08 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 7.08
Classe: A
ATC: J01FA10 Azitromicina
Azienda: Teva Italia Srl info@tevaitalia.it (11654150157)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Polvere per sospensione orale
Contenitore: Flacone
Conservazione: Inferiore a +25 gradi
Scadenza: 24 mesi

Domande: qual è il nome commerciale di Azitromicina Teva?

AZITROMICINA TEVA ITALIA 200 MG/5 ML POLVERE PER SOSPENSIONE ORALE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Azitromicina Teva?



Ogni 5 ml di sospensione orale ricostituita contengono 200 mg di azitromicina come diidrato.

Ogni 1 ml di sospensione orale ricostituita contiene 40 mg di azitromicina come diidrato.



Eccipienti con effetto noto
: 5 ml di sospensione orale ricostituita contengono 3,75 g di saccarosio. 1 ml di sospensione orale ricostituita contiene 0,75 g di saccarosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere il paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Azitromicina Teva? Azitromicina Teva contiene lattosio o glutine?

Silice colloidale anidra (E551) Saccarosio Gomma xantana (E415) Sodio fosfato tribasico anidro Idrossipropilcellulosa Aroma di ciliegia Aroma di vaniglia Aroma di banana

Domande: a cosa serve Azitromicina Teva? Per quali malattie si prende Azitromicina Teva?

Azitromicina Teva Italia è indicata per le seguenti infezioni batteriche indotte da microrganismi sensibili all’azitromicina (vedere i paragrafi 4.4 e 5.1): – Infezioni a carico delle vie respiratorie inferiori: bronchite acuta e polmonite acquisita in comunità, da lieve a moderata. – Infezioni a carico delle vie respiratorie superiori: sinusite e faringite/tonsillite – Otite media acuta – Infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata, per esempio follicolite, cellulite, erisipela. – Uretrite e cervicite da

Chlamydia trachomatis non complicate. Si devono tenere in considerazione le indicazioni ufficiali relative all’uso appropriato degli agenti antibatterici. L’azitromicina non è il medicinale di prima scelta per il trattamento empirico delle infezioni in aree in cui la prevalenza di isolati resistenti è pari o superiore al 10% (vedere il paragrafo 5.1).

Domande: quando non bisogna prendere Azitromicina Teva?

Ipersensibilità all’azitromicina, all’eritromicina, a qualsiasi antibiotico macrolide o chetolide o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 (Elenco degli eccipienti).

Domande: come si prende Azitromicina Teva? qual è il dosaggio raccomandato di Azitromicina Teva? Quando va preso nella giornata Azitromicina Teva



Posologia La durata del trattamento per ciascuna patologia infettiva è indicata di seguito.



Popolazione pediatrica di peso corporeo superiore a 45 kg, adulti e anziani
: La dose totale di azitromicina è 1500 mg distribuiti nell’arco di 3 giorni (500 mg una volta al giorno). In alternativa, la dose può essere distribuita nell’arco di 5 giorni (500 mg in dose singola il primo giorno e successivamente 250 mg una volta al giorno). Per uretrite e cervicite da

Chlamydia trachomatis non complicate, la dose è 1000 mg in dose singola orale. Per la sinusite, il trattamento è riservato ad adulti e adolescenti al di sopra di 16 anni di età. Sono disponibili altre forme farmaceutiche per pazienti con peso corporeo superiore a 45 kg.



Popolazione pediatrica di peso corporeo inferiore a 45 kg
: La sospensione di azitromicina va utilizzata per i bambini con peso corporeo inferiore a 45 kg. Le raccomandazioni che seguono si riferiscono alla sospensione ricostituita con 40 mg/ml (200 mg/5 ml). Con l’unica eccezione del trattamento della faringite da streptococco, la dose totale nei bambini di età pari o superiore a 1 anno è 30 mg/kg, da somministrarsi come singola dose giornaliera di 10 mg/kg per 3 giorni. In alternativa, l’azitromicina può essere somministrata anche nell’arco di un periodo di 5 giorni, con una singola dose di 10 mg/kg il primo giorno, seguita da una singola dose giornaliera di 5 mg/kg dal secondo al quinto giorno. Per i bambini con un peso corporeo compreso fra 10 e 15 kg, la sospensione di azitromicina va misurata il più attentamente possibile utilizzando la siringa dosatrice inclusa nella confezione, che è graduata con tacche da 0,5 ml; ciascuna tacca contiene 20 mg di azitromicina. Per i bambini con peso corporeo superiore ai 15 kg, la sospensione di azitromicina va somministrata utilizzando il cucchiaio dosatore, in grado di contenere dosi da 2,5 3,75 o 5 ml, corrispondenti rispettivamente a 100,150 o 200 mg di azitromicina, secondo lo schema posologico seguente:


Peso (kg)


Trattamento di 3 giorni*


Trattamento di 5 giorni*


Contenuto del flacone
10–15 10 mg/kg una volta al giorno dal 1° al 3° giorno 10 mg/kg una volta al giorno il 1° giorno, seguiti da 5 mg/kg una volta al giorno dal 2° al 5° giorno 15 ml
16–25 200 mg (5 ml) una volta al giorno dal 1° al 3° giorno 200 mg (5 ml) una volta al giorno il 1° giorno, seguiti da 100 mg (2,5 ml) una volta al giorno dal 2° al 5° giorno 15 ml
26–35 300 mg (7,5 ml) una volta al giorno dal 1° al 3° giorno 300 mg (7,5 ml) una volta al giorno il 1° giorno, seguiti da 150 mg (3,75 ml) una volta al giorno dal 2° al 5° giorno 22,5 ml
35–45 400 mg (10 ml) una volta al giorno dal 1° al 3° giorno 400 mg (10 ml) una volta al giorno il 1° giorno, seguiti da 200 mg (5 ml) una volta al giorno dal 2° al 5° giorno 30 ml
>45 Dosaggio come per gli adulti   37,5 ml
* Alla faringite da streptococco si applicano raccomandazioni posologiche differenti che sono descritte qui di seguito. Per il trattamento della faringite da streptococco nei bambini di età pari o superiore a 2 anni: azitromicina in dose singola di 10 mg/kg o di 20 mg/kg per tre giorni, nel corso dei quali non deve essere superata la dose giornaliera massima di 500 mg. Comunque, la penicillina resta il medicinale di prima scelta per il trattamento della faringite da

Streptococcus pyogenes e per la profilassi del reumatismo acuto (vedere il paragrafo 4.1). La dose massima nei bambini è correlata alla dose comune per gli adulti, pari a 1500 mg di azitromicina.

Sinusite Sono disponibili dati limitati relativamente alla cura della sinusite in bambini sotto i 16 anni di età.

Anziani Negli anziani viene usato lo stesso dosaggio dei pazienti adulti. Poiché i pazienti anziani possono essere pazienti con condizioni proaritmiche in corso, si raccomanda particolare cautela a causa del rischio di sviluppare aritmia cardiaca e torsioni di punta.

(vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego)



Pazienti con compromissione renale
Non sono necessarie correzioni della dose per i pazienti con compromissione renale da lieve a moderata (VFG 10–80 ml/min) (vedere il paragrafo 4.4).



Pazienti con compromissione epatica
Non sono necessarie correzioni della dose per i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (classe di Child–Pugh A o B) (vedere il paragrafo 4.3 e 4.4).



Modo di somministrazione
La sospensione di azitromicina deve essere data come dose singola giornaliera. La sospensione può essere assunta con o senza cibo.

Domande: Azitromicina Teva va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Azitromicina Teva entro quanto tempo va consumato?



Flacone integro: conservare a temperatura inferiore a 25°C

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Azitromicina Teva? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Azitromicina Teva?





Reazioni allergiche
Come con l’eritromicina e altri macrolidi sono state riportate rare reazioni allergiche gravi, incluse angioedema e anafilassi (raramente fatale). Alcune di queste reazioni con azitromicina hanno causato sintomi ricorrenti e richiesto un periodo più lungo di osservazione e trattamento.



Danno renale
In pazienti che presentano grave compromissione renale (GFR < 10 ml/min) è stato osservato un aumento del 33% nell’esposizione sistemica dell’azitromicina (vedere paragrafo 5.2).



Compromissione della funzione epatica
Poiché il fegato è la principale via di eliminazione dell’azitromicina, occorre cautela nell’uso di azitromicina in pazienti con disturbi epatici. Con azitromicina, sono stati segnalati casi di epatite fulminante potenzialmente in grado di portare a un’insufficienza epatica pericolosa per la vita (vedere il paragrafo 4.8). Alcuni pazienti potevano aver avuto epatite preesistente o aver preso altri medicinali epatotossici. In caso di segni e sintomi di disfunzione epatica, come il rapido sviluppo di astenia associata a ittero, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica, occorre effettuare immediatamente esami/test della funzionalità epatica. Se è emersa una disfunzione epatica la somministrazione di azitromicina deve essere interrotta.



Alcaloidi della segale cornuta e azitromicina
In pazienti in trattamento con derivati dell’ergotamina la co–somministrazione di alcuni antibiotici macrolidi ha precipitato crisi di ergotismo. Non vi sono dati sulla possibilità di un’interazione tra ergotamina e azitromicina. Tuttavia, a causa della possibilità teorica di ergotismo, azitromicina e derivati dell’ergotamina non devono essere somministrati contemporaneamente. Così come con ogni altra preparazione antibiotica, è raccomandata una particolare osservazione per l’eventuale insorgenza di superinfezioni con microrganismi non sensibili inclusi i funghi.



Prolungamento dell’intervallo QT
Durante il trattamento con altri macrolidi, inclusa azitromicina (vedere paragrafo 4.8 "Effetti indesiderati") è stato osservato prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell’intervallo QT che crea il rischio di sviluppare aritmia cardiaca e tachicardia ventricolare a torsione di punta. Pertanto, poiché le seguenti situazioni possono portare ad un aumento del rischio di aritmie ventricolari (incluse torsioni di punta) che possono portare ad arresto cardiaco, l’azitromicina deve essere usata con cautela in pazienti con condizioni proaritmiche in corso (soprattutto donne e pazienti anziani) come i pazienti:
• Con prolungamento dell’intervallo QT congenito o accertato
• Attualmente in trattamento con altri principi attivi che notoriamente prolungano l’intervallo QT quali gli antiaritmici di classe IA (chinidina e procainamide) e di classe III (dofetilide, amiodarone e sotalolo), cisapride e terfenadina; agenti antipsicotici come pimozide; antidepressivi come citalopram; e fluorochinoloni qauli moxifloxacina e levofloxacina
• Con disturbo degli elettroliti, in particolare nei casi di ipokaliemia e ipomagnesiemia
• Con bradicardia clinicamente rilevante, aritmia cardiaca o insufficienza cardiaca grave.



Prima di prescrivere l’azitromicina, va tenuto in considerazione quanto segue
: La polvere di azitromicina per sospensione orale non è idonea per il trattamento delle infezioni gravi in cui sia necessario ottenere rapidamente una concentrazione elevata dell’antibiotico nel sangue. Nelle aree con una elevata incidenza di resistenza all’eritromicina A, è particolarmente importante tenere in considerazione l’evoluzione del tipo di suscettibilità all’azitromicina e ad altri antibiotici. Come per gli altri macrolidi, in alcuni Paesi europei sono stati osservati per azitromicina alti tassi (>30%) di resistenza di

Streptococcus pneumoniae (vedere il paragrafo 5.1). Questo deve essere tenuto in considerazione durante il trattamento di infezioni causate da

Streptococcus pneumoniae. Lo

Staphylococcus aureus, agente che prevalentemente causa infezioni ai tessuti molli, è frequentemente resistente all’azitromicina. Pertanto un test di sensibilità è considerato un prerequisito per il trattamento delle infezioni dei tessuti molli con azitromicina.



Faringite/tonsillite
L’azitromicina non è la sostanza di prima scelta per il trattamento di faringite e tonsillite causate da

Streptococcus pyogenes. Per questo disturbo e per la profilassi della febbre reumatica acuta, il trattamento di prima scelta è la penicillina.



Sinusite
Spesso l’azitromicina non è il medicinale di prima scelta per il trattamento della sinusite.

Otite media acuta Spesso l’azitromicina non è il medicinale di prima scelta per il trattamento dell’otite media acuta.



Ferite da ustioni infette
L’azitromicina non è indicata per il trattamento delle ferite infette provocate da ustioni.



Malattie sessualmente trasmissibili
In caso di malattie a trasmissione sessuale, va esclusa un’infezione concomitante da

T. pallidum.



Superinfezioni
Come per ogni preparazione antibiotica, è raccomandata l’osservazione di segni di superinfezione con organismi non sensibili, compresi i funghi.



Disturbi neurologici o psichiatrici
L’azitromicina va somministrata con cautela ai pazienti affetti da disturbi neurologici o psichiatrici.



Miastenia gravis
Nei pazienti trattati con azitromicina (vedere il paragrafo 4.8), sono state segnalate esacerbazioni dei sintomi di miastenia gravis e casi di nuova insorgenza di sindrome miastenica.



Diarrea da Clostridium difficile
Con l’uso di quasi tutti gli antibatterici, inclusa l’azitromicina, è stata segnalata diarrea da

Clostridium difficile (CDAD) con diversi gradi di gravità, dalla diarrea lieve alla colite fatale. Il trattamento con gli antibatterici altera la normale flora del colon determinando un’eccessiva proliferazione di

C. difficile. Il

C. difficile produce le tossine A e B, che contribuiscono allo sviluppo di CDAD. I ceppi di

C. difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilità e mortalità, poiché queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e possono richiedere una colectomia. Occorre prendere in considerazione la CDAD in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito dell’uso di antibiotici. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi, dal momento che casi di CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibatterici.



Uso a lungo termine
Non vi sono esperienze relative alla sicurezza e all’efficacia dell’impiego a lungo termine di azitromicina per le indicazioni menzionate. In caso di infezioni rapide ricorrenti, deve essere preso in considerazione il trattamento con un altro antibiotico. Nei bambini di età inferiore a 6 mesi, i dati sulla sicurezza dell’azitromicina sono limitati. La sicurezza e l’efficacia dell’azitromicina per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da

Mycobacterium avium complesso (MAC) non è stata stabilita nei bambini.



Saccarosio
Cautela nei pazienti con diabete: 5 ml di sospensione ricostituita contengono 3,75 g di saccarosio. Azitromicina Teva Italia 200 mg/5 ml polvere per sospensione orale contiene saccarosio (3,75 g/5 ml di sospensione ricostituita). I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio–galattosio o carenza di saccarasi–isomaltasi non devono assumere il medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Azitromicina Teva? Quali alimenti possono interferire con Azitromicina Teva?





Antiacidi
Nel corso di uno studio di farmacocinetica sugli effetti derivanti dalla somministrazione contemporanea di antiacidi e azitromicina, non è stato rilevato nessun effetto sulla biodisponibilità dell’azitromicina, sebbene sia stata osservata una riduzione di circa il 25% delle massime concentrazioni sieriche. I pazienti in terapia con azitromicina e antiacidi non devono assumere i due farmaci contemporaneamente. La co–somministrazione di azitromicina granuli a rilascio prolungato per sospensione orale con una dose singola di 20 ml di co–magaldrox (allunio idrossido e magnesio idrossido) non ha influenzato la velocità e l’entità dell’assorbimento di azitromicina.



Cetirizina
In volontari sani, la cosomministrazione per un periodo di 5 giorni di azitromicina con 20 mg di cetirizina allo stady–state non ha comportato interazioni farmacocinetiche e nessun cambiamento significativo dell’intervallo QT.



Digossina (substato della gp–P)
E’ stato osservato che la somministrazione concomitante di antibiotici macrolidi, inclusa azitromicina, con substrati della glicoproteina–P come la digossina, aumentano i livelli sierici del substrato della glicoproteina–P. Pertanto in caso di somministrazione concomitante di azitromicina e substrati della gp–P come la digossina, deve essere considerata la possibilità di aumentate concentrazioni sieriche del substato.



Zidovudina
Dosi singole da 1000 mg e dosi ripetute da 1200 mg o 600 mg di azitromicina hanno avuto solo un lieve effetto sulla farmacocinetica della zidovudina o del suo metabolita glucuronide nel plasma o sull’escrezione attraverso l’urina. Tuttavia, la somministrazione di azitromicina ha aumentato la concentrazione di zidovudina fosforilata, il metabolita clinicamente attivo, nelle cellule ematiche mononucleate della circolazione periferica. La significatività clinica di questo riscontro non è chiara, ma i pazienti potrebbero trarne beneficio.



Didanosina (dideossinosina)
La co–somministrazione giornalieria di azitromicina 1200 mg con didanosina 400 mg in 6 volontari HIV–positivi non sembra aver mostrato alcun effetto sulla farmacocinetica allo steady–state della didanosina rispetto al placebo. L’azitromicina non interagisce in maniera significativa con il sistema epatico del citocromo P450. Non si ritiene che sia soggetta alle interazioni farmacocinetiche osservate con eritromicina e altri macrolidi. L’induzione o l’inattivazione del citocromo epatico P450 attraverso il complesso citocromo–metabolita non si verifica con azitromicina.



Ergot
A causa della possibile insorgenza di crisi di ergotismo, l’uso concomitante di azitromicina e derivati dell’ergotamina è sconsigliato (vedere paragrafo 4.4 "

Avvertenze speciali e precauzioni di impiego"). Sono stati condotti studi di farmacocinetica tra azitromicina e le sostanze seguenti che notoriamente sono soggette a un significativo metabolismo mediato dal citocromo P450.



Atorvastatina
La co–somministrazione di atorvastatina (10 mg al giorno) e di azitromicina (500 mg al giorno) non ha alterato la concentrazione plasmatica di atorvastatina (sulla base del test di inibizione della HMG‑CoA riduttasi). Tuttavia, sono stati riportati casi post–marketing di rabdomiolisi nei pazienti trattati con azitromicina con statine.



Carbamazepina
In uno studio d’interazione farmacocinetica condotto su volontari sani, non sono stati osservati effetti significativi sui livelli plasmatici di carbamazepina o del suo metabolita attivo nei pazienti trattati contemporaneamente con azitromicina.



Cimetidina
In uno studio di farmacocinetica sugli effetti di una dose singola di cimetidina, somministrata 2 ore prima di azitromicina, sulla farmacocinetica di azitromicina, non sono state osservate alterazioni della farmacocinetica di azitromicina.



Anticoagulanti orali simil–cumarinici
In uno studio sulle interazioni farmacocinetiche, azitromicina non ha alterato l’effetto anticoagulante della dose singola di 15 mg di warfarin somministrata a volontari sani. Nel periodo successivo all’immissione in commercio, vi sono state segnalazioni di anticoagulazione potenziata dopo la co–somministrazione di azitromicina e anticoagulanti orali di tipo cumarinico. Sebbene non sia stato stabilito alcun nesso causale, occorre prendere in considerazione la frequenza di monitoraggio del tempo di protrombina quando si usa azitromicina in pazienti che ricevono anticoagulanti orali di tipo cumarinico.



Ciclosporina
In uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani che hanno ricevuto azitromicina orale 500 mg/die per 3 giorni e poi una dose orale singola di 10 mg/kg di ciclosporina, la Cmax e AUC0–5 di ciclosporina derivanti sono risultate significativamente elevate. Di conseguenza, occorre usare cautela prima di considerare la somministrazione concomitante di questi medicinali. Se il trattamento combinato è necessario, è opportuno monitorare attentamente i livelli di ciclosporina e adattare la dose di conseguenza.



Efavirenz
La co–somministrazione giornaliera di una dose singola di 600 mg di azitromicina e di 400 mg di efavirenz per 7 giorni non ha comportato alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa.



Fluconazolo
La co–somministrazione di una dose singola di 1200 mg di azitromicina non ha alterato la farmacocinetica di una dose singola di 800 mg di fluconazolo. L’esposizione totale e l’emivita di azitromicina sono rimaste inalterate dalla co–somministrazione di fluconazolo, tuttavia è stata osservata una diminuzione clinicamente non significativa della Cmax (18%) di azitromicina.



Indinavir
La co–somministrazione di una dose singola di 1200 mg di azitromicina non ha avuto alcun effetto statisticamente significativo sulla farmacocinetica di indinavir somministrato a una dose di 800 mg tre volte al giorno per 5 giorni.



Metilprednisolone
In uno studio sulle interazioni farmacocinetiche condotto su volontari sani, azitromicina non ha avuto alcun effetto significativo sulla farmacocinetica di metilprednisolone.



Midazolam
In volontari sani, la co–somministrazione di azitromicina 500 mg/die per 3 giorni non ha provocato alterazioni clinicamente significative della farmacocinetica e della farmacodinamica di una dose singola di 15 mg di midazolam.



Nelfinavir
La co–somministrazione di azitromicina (1200 mg) e nelfinavir allo steady–state (750 mg tre volte al giorno) ha comportato concentrazioni di azitromicina aumentate. Non sono stati osservati effetti avversi clinicamente significativi e non sono necessari adeguamenti della dose.



Rifabutina
La co–somministrazione di azitromicina e rifabutina non ha influito sulle concentrazioni sieriche di nessuna delle due sostanze. Nei soggetti che hanno ricevuto il trattamento concomitante di azitromicina e rifabutina è stata osservata neutropenia. Sebbene all’uso di rifabutina sia stata associata neutropenia, non è stato stabilito alcun nesso causale con l’associazione di azitromicina (vedere paragrafo 4.8

Effetti indesiderati).



Sildenafil
In volontari maschi sani normali, non è stata riscontrata alcuna evidenza di un effetto di azitromicina (500 mg al giorno per tre giorni) su AUC e Cmax di sildenafil o sul suo principale metabolita in circolo.

Terfenadina Negli studi di farmacocinetica condotti, non vi sono state segnalazioni di interazioni tra azitromicina e terfenadina. Sono stati segnalati rari casi in cui non è stato possibile escludere del tutto tale interazione, tuttavia non sussistevano prove specifiche che tale interazione si fosse verificata. Come gli altri macrolidi, l’azitromicina deve essere somministrata con cautela in associazione con la terfenadina.



Teofillina
Non sussiste alcuna evidenza di interazioni farmacocinetiche clinicamente significative quando azitromicina e teofillina vengono somministrate in concomitanza a volontari sani.



Triazolam
In 14 volontari sani, la co–somministrazione di 500 mg di azitromicina il giorno 1 e 250 mg il giorno 2 con 0,125 mg di triazolam il giorno 2 non ha avuto alcun effetto significativo su nessuna delle variabili farmacocinetiche per triazolam a confronto con l’associazione di triazolam al placebo.



Trimetoprim/sulfametoxazolo
La co–somministrazione di trimetoprim/sulfametoxazolo DS (160 mg/800 mg) per 7 giorni con azitromicina 1200 mg il giorno 7 non ha avuto alcun effetto significativo su concentrazioni di picco, esposizione totale o escrezione urinaria di trimetoprim o sulfametoxazolo. Le concentrazioni sieriche di azitromicina sono state simili a quelle osservate in altri studi.



Cisapride
La cisapride è metabolizzata nel fegato dall’enzima CYP3A4. Poiché i macrolidi inibiscono questo enzima, la somministrazione concomitante di cisapride può causare incremento del prolungamento dell’intervallo QT, aritmie ventricolari e torsioni di punta.



Astemizolo, alfentanil
Non sono disponibili dati relativi alle interazioni con astemizolo e alfentanil. È opportuno usare cautela nella somministrazione concomitante di questi agenti e azitromicina in considerazione del potenziamento descritto del suo effetto durante l’uso concomitante dell’antibiotico macrolide eritromicina.



Sostanze che prolungano l’intervallo QT
L’azitromicina non va usata contemporaneamente ad altri principi attivi che prolungano l’intervallo QT (vedere il paragrafo 4.4).

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Azitromicina Teva? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Azitromicina Teva?

La tabella sottostante elenca le reazioni avverse identificate nel corso dell’esperienza negli studi clinici e nella sorveglianza post–marketing per sistemi e organi e frequenza. Le reazioni avverse identificate nell’esperienza post–marketing sono incluse in italico. La classe di frequenza viene definita utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (

1/10); Comune (

1/100, <1/10); Non comune (

1/1.000, <1/100); Raro (

1/10.000, <1/1.000); Molto raro (<1/10.000); e Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità. In circa il 13% dei pazienti che hanno partecipato a studi clinici sono stati segnalati effetti indesiderati, più comunemente disturbi gastrointestinali.

Reazioni avverse possibilmente o probabilmente correlate all’azitromicina in base all’esperienza degli studi clinici e alla sorveglianza post–marketing:


Classificazione di sistemi e organi


Molto comune

≥1/10


Comune

≥1/100, <1/10


Non comune

≥1/1.000, <1/100


Raro

≥1/10.000, <1/1.000


Non nota


Infezioni ed infestazioni
    Candidosi, infezione vaginale, polmonite, infezione micotica, infezione batterica, faringite, gastroenterite, disturbi respiratori, rinite, candidosi orale   Colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)


Patologie del sistema emolinfopoie–tico
    Leucopenia, Neutropenia, eosinofilia   Trombocitopenia, anemia emolitica


Disturbi del sistema immunitario
    Angioedema, Ipersensibilità   Reazione anafilattica (vedere paragrafo 4.4)


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
    Anoressia    


Disturbi psichiatrici
    Nervosismo, insonnia Agitazione, depersonalizzazione Aggressività, ansia, delirio, allucinazione


Patologie del sistema nervoso
  Cefalea Capogiri, sonnolenza, disgeusia, parestesia  

Sincope, convulsioni, ipoestesia, iperattività psicomotoria, anosmia, ageusia, parosmia, miastenia grave (vedere paragrafo 4.4)


Patologie dell’occhio
    Disturbi della vista    


Patologie dell’orecchio e del labirinto
    Disturbi dell’udito, vertigini   Compromissione dell’udito inclusa sordità e/o tinnito


Patologie cardiache
    Palpitazioni   Torsioni di punta (vedere paragrafo 4.4), aritmia (vedere paragrafo 4.4) compresa tachicardia ventricolare, elettrocardiogramma con QT prolungato (vedere paragrafo 4.4)


Patologie vascolari
    Vampate di calore   Ipotensione


Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
    Dispnea, epistassi    


Patologie gastrointestinali
Diarrea Vomito, dolori addominali, nausea Gastrite, costipazione, flatulenza, dispepsia, disfagia, distensione addominale, secchezza delle fauci, eruttazione, ulcerazione della bocca, ipersecrezione salivare, feci molli Alterazione del colore dei denti Pancreatite, alterazione del colore della lingua


Patologie epatobiliari
    Epatite Funzionalità epatica anormale, ittero colestatico Insufficienza epatica che raramente ha portato a decesso (vedere paragrafo 4.4), epatite fulminante, necrosi epatica


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
    Eruzione, prurito, orticaria, dermatite, cute secca, iperidrosi Reazione di fotosensibilità Sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme, eruzione cutanea maculopapulare


Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
    Osteoartrite, mialgia, mal di schiena, dolore al collo   Artralgia


Patologie renali e urinarie
    Disuria, dolore renale   Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale


Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
    Metrorragia, disturbo testicolare, vaginite    


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministra–zione
    Edema, astenia, malessere, affaticamento, edema del volto, dolore al petto, piressia, dolore, edema periferico    


Esami diagnostici
  Conta linfocitaria diminuita, conta eosinofila aumentata, bicarbonato ematico diminuito, basofili aumentati, monociti aumentati, neutrofili aumentati Aspartato amino transferasi aumentata, alanina aminotransferasi aumentata, bilirubina nel sangue aumentata, urea nel sangue aumentata, creatinina ematica aumentata, potassio ematico anormale, fosfatasi alcalina ematica aumentata, cloruro aumentato, glucosio aumentato, piastrine aumentate, ematocrito diminuito, bicarbonato aumentato, sodio anormale    


Traumatismo ed avvelenamento
    Complicazione post–procedurale    
Reazioni avverse possibilmente o probabilmente correlate alla profilassi e al trattamento di Mycobacterium avium Complex sulla base di studi clinici e dell’esperienza e della sorveglianza post–marketing. Queste reazioni avverse differiscono da quelle riportate per le formulazioni a rilascio immediato e a rilascio prolungato, sia nel tipo che nella frequenza:
  Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100)


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
  Anoressia  


Patologie del sistema nervoso
  Capogiri, mal di testa, parestesia, disgeusia Ipoestesia


Patologie dell’occhio
  Disturbo della vista  


Patologie dell’orecchio e del labirinto
  Sordità Disturbi dell’udito, tinnito


Patologie cardiache
    Palpitazioni


Patologie gastrointestinali
Diarrea, dolori addominali, nausea, flatulenza, disagio addominale, feci molli    


Patologie epatobiliari
    Epatiti


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
  Eruzione, prurito Sindrome di Stevens–Johnson, reazione di fotosensibilità


Patologie del sistema muscolo–scheletrico e del tessuto connettivo
  Artralgia  


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
  Affaticamento Astenia, malessere


Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Azitromicina Teva? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Azitromicina Teva?

Gli eventi avversi verificatisi con dosi superiori rispetto a quelle consigliate sono stati simili a quelli osservati con dosi normali.

Sintomi I sintomi tipici di un sovradosaggio con antibiotici macrolidi includono perdita reversibile dell’udito, grave sensazione di nausea, vomito e diarrea.

Trattamento In caso di sovradosaggio, ove necessario sono indicate somministrazione di carbone medicinale e le misure generali sintomatiche e di supporto.

Domande: Azitromicina Teva si può prendere in gravidanza? Azitromicina Teva si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Non esistono dati adeguati sull’uso di azitromicina nelle donne in gravidanza. In studi di tossicità sulla riproduzione negli animali l’azitromicina ha mostrato di attraversare la placenta, ma non sono stati osservati effetti teratogeni. La sicurezza di azitromicina non è stata confermata relativamente all’uso del principio attivo durante la gravidanza. Pertanto l’azitromicina deve essere usata durante la gravidanza solo se i benefici superano i rischi.

Allattamento È stato segnalato che l’azitromicina viene escreta nel latte materno, ma non vi sono studi adeguati e ben controllati in donne che allattano che abbiano caratterizzato la farmacocinetica dell’escrezione di azitromicina nel latte materno.

Fertilità In studi sulla fertilità condotti nei ratti, in seguito alla somministrazione di azitromicina è stata osservata una riduzione nell’incidenza di gravidanze. La rilevanza di queste osservazioni nell’uomo non è nota.
Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico; macrolidi. Codice ATC: J01FA10. L’azitromicina è un antibiotico macrolide che appartiene al gruppo degli azalidi. La molecola è prodotta incorporando un atomo di azoto all’anello lattonico dell’eritromicina A. Il nome chimico dell’azitromicina è 9–deossi–9a–aza–9a–metil–9a–omoeritromicina A. Il peso molecolare è 749,0.

Meccanismo d’azione Il meccanismo di azione dell’azitromicina si basa sulla soppressione della sintesi proteica batterica, effettuata legandosi alla subunità 50 S e inibendo in tal modo la traslocazione dei peptidi.

Resistenza (crociata) Generalmente è stato segnalato che la resistenza di diverse specie batteriche ai macrolidi si manifesta conseguentemente a tre meccanismi associati all’alterazione del sito bersaglio, alla modificazione dell’antibiotico o al trasporto alterato dell’antibiotico (efflusso). L’efflusso negli streptococchi è conferito dai geni

mef e determina una resistenza macrolide–limitata (fenotipo M). La modificazione del bersaglio è controllata da metilasi codificate dai geni

erm. Esiste una resistenza crociata completa tra eritromicina, azitromicina, altri macrolidi e lincosamidi per

Streptococcus pneumoniae, streptococchi beta–emolitici di gruppo A,

Enterococcus spp. e

Staphylococcus aureus, tra cui

S. aureus resistente alla meticillina (MRSA). Esiste una probabilità maggiore che i ceppi di

S. pneumoniae sensibili alla penicillina siano sensibili all’azitromicina, rispetto ai ceppi di

S. pneumoniae resistenti alla penicillina; è meno probabile che

S. aureus resistente alla meticillina (MRSA) sia sensibile all’azitromicina rispetto a

S. aureus sensibile alla meticillina (MSSA). L’induzione di una resistenza significativa in modelli sia

in vivo sia

in vitro è ≤ 1 incremento della diluizione della MIC per

S. pyogenes, H. influenzae ed

Enterobacteriaceae dopo nove passaggi sub–letali del principio attivo, e pari a 3 incrementi della diluizione per

S. aureus, mentre lo sviluppo di resistenza

in vitro dovuta a mutazione è raro.

Valori soglia Valori soglia di sensibilità all’azitromicina per tipici agenti patogeni batterici: EUCAST (2009):
• Staphylococcus spp.: sensibile ≤1 mg/l e resistente >2 mg/l


Haemophilus

influenzae: sensibile ≤0,12 mg/l e resistente >4 mg/l


Moraxella catarrhalis: sensibile ≤0,5 mg/l e resistente >0,5 mg/l


Steptococcus spp

. inclusi gruppi A, B, C, G e

Streptococcus pneumonie: sensibile ≤0,25 mg/l e resistente >0,5 mg/l. La prevalenza della resistenza acquisita per alcune specie selezionate può differire sia da un punto di vista geografico sia da un punto di vista temporale. Dati locali relativi alla resistenza sono opportuni, in particolare per il trattamento di infezioni gravi. In base alle necessità, è opportuno richiedere la consulenza di un esperto quando la prevalenza locale della resistenza è tale che l’utilità dell’agente in almeno alcuni tipi di infezione è dubbia. Specie per le quali la resistenza acquisita può rappresentare un problema: la prevalenza della resistenza è pari o superiore al 10% in almeno 1 Paese dell’Unione Europea. Tabella: spettro antibatterico dell’azitromicina


Specie


Specie comunemente sensibili


Aerobi Gram–positivi




Corynebacterium diphteriae




Streptococcus pneumoniae
Sensibili all’eritromicina
Sensibili alla penicillina




Streptococcus pyogenes
Sensibile all’eritromicina


Aerobi Gram–negativi




Bordetella pertussis




Escherichia coli–
ETEC




Escherichia coli–
EAEC




Haemophilus influenzae




Haemophilus ducreyi




Legionella spp.




Moraxella catarrhalis
Sensibili all’eritromicina
Mediamente sensibili all’eritromicina




Pasteurella multocida


Anaerobi




Fusobacterium nucleatum




Fusobacterium necrophorum




Prevotella spp.




Porphyromonas spp.




Propionibacterium spp.


Altri microrganismi




Chlamydophila pneumoniae




Chlamydia trachomatis




Listeria spp.
Complesso



Mycobacterium avium




Mycoplasma pneumoniae




Ureaplasma urelyticum


Specie per le quali la resistenza acquisita può costituire un problema


Aerobi Gram–positivi




Staphylococcus aureus
Sensibile alla meticillina


Stafilococchi coagulasi negativi
Sensibili alla meticillina+




Streptococcus pneumoniae
Mediamente sensibile alla penicillina
Resistente alla penicillina
Mediamente sensibile all’eritromicina




Streptococcus pyogenes
Mediamente sensibile a eritromicina


Gruppo

Streptococchi viridans
Mediamente sensibile alla penicillina


Aerobi Gram–negativi




Moraxella catarrhalis
Resistente all’eritromicina


Anaerobi




Peptostreptococcus spp.


Organismi intrinsecamente resistenti


Aerobi Gram–positivi




Corynebacterium spp.




Enterococcus spp.


Stafilococchi MRSA, MRSE




Streptococcus pneumoniae
Resistenti all’eritromicina
Resistenti a penicillina ed eritromicina




Streptococcus pyogenes
Resistente all’eritromicina


Gruppo

Streptococchi viridans
Resistente alla penicillina
Resistente all’eritromicina


Aerobi Gram–negativi




Pseudomonas aeruginosa


Anaerobi


Gruppo

Bacteroides fragilis
+Resistenza superiore al 50%.




Assorbimento
Dopo la somministrazione orale, la biodisponibilità dell’azitromicina è di circa il 37%. I livelli plasmatici massimi sono raggiunti dopo 2–3 ore.



Distribuzione
L’azitromicina somministrata per via orale è ampiamente distribuita in tutto l’organismo. Studi farmacocinetici hanno evidenziato concentrazioni di azitromicina nei tessuti molto più elevate (fino a 50 volte la concentrazione massima osservata nel plasma) rispetto a quelle plasmatiche. Ciò indica che la sostanza è ampiamente legata nei tessuti (volume di distribuzione allo stato stazionario pari a circa 31 l/kg). La concentrazione massima media osservata (Cmax) dopo una singola dose di 500 mg è circa 0,4 mcg/ml, 2–3 ore dopo la somministrazione. Alle dosi consigliate, non si verifica alcun accumulo nel siero/plasma. L’accumulo si verifica nei tessuti in cui i livelli sono molto più elevati rispetto a quelli riscontrati nel siero/plasma. Tre giorni dopo la somministrazione di 500 mg in dose singola o in dosi suddivise, concentrazioni di 1,3–4,8 mcg/g, 0,6–2,3 mcg/g, 2,0–2,8 mcg/g e 0–0,3 mcg/ml sono osservate rispettivamente in polmoni, prostata, tonsille e siero. Le concentrazioni massime medie misurate nei leucociti periferici sono superiori alla MIC90 dei patogeni più comuni. Negli studi sperimentali

in vitro e

in vivo, l’azitromicina si accumula nei fagociti; il rilascio è indotto mediante fagocitosi attiva. Nei modelli animali tale processo sembra aver contribuito all’accumulo di azitromicina nel tessuto. Il legame dell’azitromicina alle proteine plasmatiche è variabile e oscilla tra il 52% a 0,005 mcg/ml e il 18% a 0,5 mcg/ml, in base alla concentrazione nel siero.



Biotrasformazione ed Eliminazione
L’emivita terminale di eliminazione plasmatica segue di 2–4 giorni l’emivita di deplezione dai tessuti. In volontari anziani (>65 anni) sono stati sempre osservati valori di AUC più elevati (29%) dopo un trattamento di 5 giorni rispetto a volontari più giovani (<45 anni). Tuttavia, tali differenze non sono considerate clinicamente rilevanti, perciò non si consiglia alcun aggiustamento della dose. Circa il 12% di una dose somministrata per via endovenosa è escreto in forma invariata nell’urina nell’arco di 3 giorni, la percentuale maggiore nelle prime 24 ore. Due giorni dopo un trattamento della durata di 5 giorni, sono state osservate concentrazioni fino a 237 mcg/ml di azitromicina nella bile umana insieme a 10 metaboliti (formati mediante N– e O–demetilazione, idrossilazione degli anelli desosaminico e agliconico, e scissione dei cladinosio–coniugati). Un confronto tra il metodo di determinazione HPLC e quello microbiologico indica che i metaboliti non rivestono alcun ruolo nell’attività microbiologica di azitromicina.

Farmacocinetica in popolazioni particolari

Danno renale Dopo la somministrazione di una singola dose di azitromicina da 1 g, la Cmax media e l’AUC0–120 media sono aumentate rispettivamente del 5,1% e del 4,2%, in soggetti con una compromissione renale da lieve a moderata (velocità di filtrazione glomerulare pari a 10–80 ml/min) rispetto a quelli con una funzionalità renale normale (GFR > 80 ml/min). In soggetti con una grave compromissione della funzionalità renale (GFR < 10 ml/min), la Cmax media e l’AUC0–120 media sono aumentate rispettivamente del 61% e del 35% rispetto ai valori normali.

Insufficienza epatica In pazienti con una compromissione epatica da lieve a moderata, non vi sono prove di una variazione marcata della farmacocinetica dell’azitromicina nel siero rispetto a pazienti con una funzionalità epatica normale. In questi pazienti il recupero urinario di azitromicina sembra aumentare, forse per compensare la clearance epatica ridotta. Non esistono dati sull’impiego di azitromicina nei casi di compromissione epatica più grave.

Anziani La farmacocinetica dell’azitromicina negli anziani di sesso maschile era simile a quella dei giovani adulti; tuttavia, negli anziani di sesso femminile, sebbene siano state osservate concentrazioni massime più elevate (aumentate del 30–50%), non si è verificato alcun accumulo significativo.

Popolazione pediatrica La farmacocinetica è stata studiata nei bambini di età compresa tra 4 mesi e 15 anni che assumevano capsule, granuli o sospensioni. Con una dose di 10 mg/kg il 1° giorno, seguita da 5 mg/kg dal secondo al quinto giorno, la Cmax raggiunta è lievemente inferiore rispetto agli adulti con 224 mcg/l nei bambini di età compresa tra 0,6 e 5 anni e dopo 3 giorni di somministrazione e 383 mcg/l in quelli di età compresa tra 6 e 15 anni. Il t½ di 36 ore nei bambini più grandi rientrava nell’intervallo previsto per gli adulti.
Negli studi condotti sugli animali, che hanno utilizzato esposizioni pari a 40 volte quelle raggiunte con i dosaggi terapeutici clinici, è stato riscontrato che l’azitromicina causava fosfolipidosi reversibile, ma di regola non vi erano conseguenze tossicologiche associate. La rilevanza di tali riscontri per gli esseri umani che assumono l’azitromicina in conformità alle indicazioni non è nota. Studi elettrofisiologici hanno dimostrato che l’azitromicina prolunga l’intervallo QT.

Potenziale carcinogeno Non sono stati condotti studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale carcinogeno.

Potenziale mutageno In modelli di test

in vivo e

in vitro non si sono ottenute prove di potenziali mutazioni genetiche e cromosomiche.

Tossicità riproduttiva Non sono stati osservati effetti teratogeni negli studi di embriotossicità condotti sui ratti dopo la somministrazione orale di azitromicina. Nei ratti, dosi di azitromicina pari a 100 e 200 mg/kg di peso corporeo al giorno hanno provocato un lieve ritardo dell’ossificazione fetale e dell’aumento ponderale per le madri. Nell’ambito di studi peri– e post–natali condotti sui ratti, sono stati osservati lievi ritardi dopo il trattamento con 50 mg/kg al giorno e oltre di azitromicina.