Bicalutamide Tec 28cpr Riv50mg Bicalutamide

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Bicalutamide (18 equivalenti)
Prezzo: 29.83 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 29.83
Classe: A
ATC: L02BB03 Bicalutamide
Azienda: Tecnimede Soc.Tecnico-Med.S.A. gtm@tecnimede.pt ()
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Non conservare al di sopra di +30 gradi
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: Si
Nota: A7 Nota CUF A7

Domande: qual è il nome commerciale di Bicalutamide Tec?

BICALUTAMIDE TECNIGEN 50 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Bicalutamide Tec?

Ogni compressa contiene 50 mg di bicalutamide. Eccipiente con effetto noto: ogni compressa contiene 62.25 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere sezione 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Bicalutamide Tec? Bicalutamide Tec contiene lattosio o glutine?



Nucleo: lattosio monoidrato, crospovidone (Tipo A), povidone (K25), magnesio stearato.

Rivestimento: OPADRY II 85F28751 (alcol polivinilico, macrogol 3000, titanio diossido (E171), talco).

Domande: a cosa serve Bicalutamide Tec? Per quali malattie si prende Bicalutamide Tec?

Trattamento del carcinoma della prostata in fase avanzata in associazione con analoghi LHRH o castrazione chirurgica. Alla dose giornaliera di 150 mg, Bicalutamide TecniGen è usato da solo o come adiuvante alla prostatectomia radicale o alla radioterapia in pazienti affetti da carcinoma della prostata localmente avanzato ad alto rischio di progressione della malattia (vedere sezione 5.1).

Domande: quando non bisogna prendere Bicalutamide Tec?

Ipersensibilità al principio attivo ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 Bicalutamide TecniGen è controindicato nelle donne e nei bambini (vedere sezione 4.6). La co–somministrazione di terfenadina, astemizolo o cisapride con Bicalutamide TecniGen è controindicata (vedere sezione 4.5).

Domande: come si prende Bicalutamide Tec? qual è il dosaggio raccomandato di Bicalutamide Tec? Quando va preso nella giornata Bicalutamide Tec



Posologia

Adulti di sesso maschile compresi gli anziani:

Terapia in associazione: Una compressa (50 mg) al giorno. Via di somministrazione: orale. Le compresse devono essere deglutite intere con del liquido. Il trattamento con bicalutamide deve essere iniziato almeno 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con l’analogo LHRH, o contemporaneamente alla castrazione chirurgica.

Monoterapia: Tre compresse da 50 mg (150 mg) al giorno. Via di somministrazione: orale. Le compresse devono essere deglutite intere con del liquido. Le compresse devono essere assunte continuativamente per almeno 2 anni o fino alla progressione della malattia.

Compromissione

renale Non sono necessarie modifiche della dose in pazienti con compromissione renale. Non vi è esperienza con l’uso di bicalutamide in pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere sezione 4.4).

Compromissione epatica Non sono necessarie modifiche della dose in pazienti affetti da compromissione epatica lieve. Il medicinale può essere accumulato in pazienti con compromissione epatica da moderata a grave (vedere sezione 4.4).

Bambini e adolescenti Bicalutamide TecniGen non è indicato nei bambini e negli adolescenti.

Domande: Bicalutamide Tec va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Bicalutamide Tec entro quanto tempo va consumato?

Non conservare al di sopra di 30°C se confezionato in blister PVC/PVDC/Alluminio. Non richiede alcuna particolare condizione di conservazione se confezionato in blister OPA/Alluminio/PVC/Alluminio.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Bicalutamide Tec? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Bicalutamide Tec?

L’inizio del trattamento deve avvenire sotto la diretta supervisione di uno specialista. La bicalutamide è ampiamente metabolizzata nel fegato. I dati clinici suggeriscono che la sua eliminazione può essere rallentata in soggetti con grave compromissione epatica, che può dare luogo a un maggior accumulo di bicalutamide. Pertanto, la bicalutamide deve essere impiegata con cautela in pazienti con compromissione epatica da moderata a grave. Si raccomanda di monitorare periodicamente la funzione epatica a causa della possibile insorgenza di modificazioni epatiche. La maggioranza di questi casi dovrebbe manifestarsi entro i primi 6 mesi di terapia con bicalutamide. Con bicalutamide sono state osservate raramente gravi alterazioni epatiche ed insufficienza epatica e sono stati segnalati esiti fatali (vedere sezione 4.8). La terapia con bicalutamide deve essere interrotta se le alterazioni sono gravi. Si è osservata una riduzione della tolleranza al glucosio in uomini in trattamento con agonisti dell’LHRH. Ciò si può manifestare sotto forma di diabete o di perdita del controllo glicemico in pazienti con diabete preesistente. Si deve perciò prendere in considerazione il monitoraggio della glicemia nei pazienti in trattamento con bicalutamide in associazione ad agonisti dell’LHRH. È stato riscontrato che la bicalutamide inibisce il citocromo P450 (CYP 3A4); pertanto, deve essere usata cautela quando il prodotto è co–somministrato con farmaci metabolizzati prevalentemente dal CYP 3A4 (vedere sezioni 4.3 e 4.5). La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT. Nei pazienti con una storia di prolungamento dell’intervallo QT o con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT e nei pazienti che ricevono medicinali concomitanti che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5), prima di iniziare il trattamento con Bicalutamide TecniGen i medici devono valutare il rapporto rischio–beneficio inclusa la possibilità di Torsioni di punta. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp–lattasi o da malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Bicalutamide Tec? Quali alimenti possono interferire con Bicalutamide Tec?

Non sono state identificate interazioni farmacodinamiche o farmacocinetiche fra la bicalutamide e gli analoghi LHRH. Studi

in vitro hanno mostrato che l’R–enantiomero della bicalutamide è un inibitore del CYP 3A4, con minori effetti inibitori sull’attività di CYP 2C9, 2C19 e 2D6. Sebbene gli studi clinici che hanno utilizzato antipirina come marcatore dell’attività del citocromo P450 non abbiano mostrato alcuna evidenza di potenziale interazione con bicalutamide, l’esposizione media al midazolam (AUC) è aumentata fino all’80%, dopo la somministrazione concomitante di bicalutamide per 28 giorni. Per i farmaci con un indice terapeutico stretto, un simile aumento potrebbe essere rilevante. Perciò, l’uso concomitante di terfenadina, astemizolo e cisapride è controindicato (vedere sezione 4.3) e deve essere usata cautela quando si somministra bicalutamide in concomitanza a composti quali la ciclosporina e i bloccanti dei canali del calcio. Per questi farmaci può essere richiesta una riduzione della dose, particolarmente se vi è evidenza di un effetto aumentato o di effetti indesiderati. Per la ciclosporina, si raccomanda di monitorare attentamente le concentrazioni plasmatiche e la condizione clinica dopo l’inizio o la cessazione della terapia con bicalutamide. Deve essere usata cautela quando si prescrive bicalutamide a pazienti che assumono medicinali che inibiscono i processi di ossidazione a livello epatico, p.es. cimetidina e ketoconazolo. In teoria ciò potrebbe dar luogo ad aumentate concentrazioni plasmatiche di bicalutamide che in teoria potrebbero causare maggiori effetti indesiderati. Studi

in vitro hanno mostrato che la bicalutamide può spiazzare l’anticoagulante cumarinico warfarin dai suoi siti di legame alle proteine. È pertanto raccomandato un attento monitoraggio del tempo di protrombina se si inizia una terapia con bicalutamide in pazienti che già ricevono anticoagulanti cumarinici. Poiché il trattamento di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT, deve essere attentamente valutato l’uso concomitante di Bicalutamide TecniGen con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o con medicinali in grado di indurre Torsioni di punta come i medicinali antiaritmici di classe IA (ad esempio chinidina, disopiramide) o di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide),metadone, moxiβ oxacina, antipsicotici, ecc (vedere paragrafo 4.4).

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Bicalutamide Tec? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Bicalutamide Tec?

In questo paragrafo gli effetti indesiderati sono definiti come segue: Molto comune: > 1/10 Comune: > 1/100 e < 1/10 Non comune: > 1/1.000 e < 1/100 Raro: > 1/10.000 e < 1/1.000 Molto raro: < 1/10.000, non noto (non valutabile dai dati disponibili). Tabella 1: Frequenza delle reazioni avverse


Classificazione per sistemi e organi


Frequenza


Bicalutamide 50 mg (+LHRH analogo)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Anemia
Disturbi del sistema immunitario Non comune Ipersensibilità, angioedema, e orticaria
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Diminuzione dell’appetito
Disturbi psichiatrici Comune Diminuzione della libido, depressione
Patologie del sistema nervoso Molto comune Capogiri
Comune Sonnolenza
Patologie cardiache Comune Infarto del miocardio (sono stati segnalati esiti fatali)e, insufficienza cardiacae
Non nota* Prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafi 4.4 e 4.5)
Patologie vascolari Molto comune Vampate di calore
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Malattia interstiziale polmonarec(sono stati segnalati esiti fatali)
Patologie gastrointestinali Molto comune Dolore addominale, costipazione, nausea
Comune Dispepsia, flatulenza
Patologie epatobiliari Comune Epatotossicità, ittero, ipertransaminasemiab
Raro Insufficienza epaticad(sono stati segnalati esiti fatali).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Alopecia, irsutismo/ricrescita dei capelli, eruzione cutanea, secchezza cutanea, prurito
Patologie renali e urinarie Molto comune Ematuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto comune Ginecomastia e tensione mammariaa
Comune Disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Astenia, edema
Comune Dolore toracico
Esami diagnostici Comune Peso aumentato
a Può essere ridotta dalla concomitante castrazione. b Le modificazioni epatiche sono di rado severe e sono risultate frequentemente transitorie, scomparendo o migliorando con il proseguimento della terapia o dopo la cessazione della terapia. c Elencata come reazione avversa al farmaco a seguito della revisione di dati di post–commercializzazione. La frequenza è stata determinata in base all’incidenza dei casi di malattia intersitziale polmonare riportati in pazienti nel periodo di trattamento randomizzato negli studi EPC con 150 mg di bicalutamide. d Elencata come reazione avversa al farmaco a seguito della revisione di dati di post–commercializzazione. La frequenza è stata determinata in base all’incidenza dei casi di insufficienza epatica riportati in pazienti in trattamento con bicalutamide 150 mg nel braccio in aperto degli studi EPC. e Osservati in uno studio farmaco–epidemiologico di agonisti dell’LHRH e antiandrogeni utilizzati nel trattamento del carcinoma prostatico. Il rischio appariva essere aumentato quando bicalutamide 50 mg veniva utilizzato in combinazione ad agonisti dell’LHRH ma nessun aumento del rischio era evidente quando bicalutamide 150 mg veniva utilizzato come monoterapia nel trattamento del carcinoma prostatico. * frequenza derivata da studi clinici/ e di sicurezza, se non vi sono dati disponibili di frequenza deve essere classificata come "non nota".

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Bicalutamide Tec? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Bicalutamide Tec?

Non c’è esperienza di sovradosaggio nell’uomo. Non esiste un antidoto specifico ed il trattamento deve essere sintomatico. La dialisi può non essere d’aiuto in quanto bicalutamide è altamente legata alla proteine plasmatiche e non si recupera immodificata nelle urine. Sono indicate misure di supporto generali, incluso il monitoraggio frequente dei segni vitali.

Domande: Bicalutamide Tec si può prendere in gravidanza? Bicalutamide Tec si può prendere durante l'allattamento?

La bicalutamide è controindicata nelle donne e non deve essere somministrata a donne gravide o a madri che allattano.
Categoria farmacoterapeutica: antiandrogeni. Codice ATC: L02BB03. La bicalutamide è un antiandrogeno non–steroideo privo di attività endocrina. Essa si lega al recettore androgeno normale ("wild–type") senza attivazione dell’espressione genica, in tal modo inibendo lo stimolo androgeno. Da questa inibizione deriva la regressione dei tumori prostatici. Clinicamente, l’interruzione del trattamento con bicalutamide può dare luogo alla sindrome da astinenza antiandrogena in una frazione di pazienti. La bicalutamide 150 mg è stata valutata come trattamento di pazienti affetti da carcinoma della prostata localizzato (T1–T2, N0 o NX, M0) o localmente avanzato (T3–T4, qualsiasi N, M0; T1–T2, N+, M0) non metastatico in un’analisi congiunta di 3 studi controllati verso placebo in doppio cieco su 8113 pazienti, nei quali il farmaco è stato somministrato come terapia ormonale di prima scelta o come trattamento adiuvante alla prostatectomia radicale o alla radioterapia (principalmente esterna). A 7,4 anni di follow up mediano, il 27,4% e il 30,7% di tutti i pazienti trattati rispettivamente con bicalutamide e con placebo, hanno mostrato progressione obiettiva della malattia. Una riduzione del rischio di progressione obiettiva della malattia è stata osservata nella maggior parte dei gruppi di pazienti, ma è stata più evidente in quelli con il più alto rischio di progressione della malattia. Pertanto, i medici possono decidere che la strategia medica ottimale per un paziente con un basso rischio di progressione della malattia, particolarmente nel contesto di terapia adiuvante a seguito di prostatectomia radicale, possa essere quella di rimandare la terapia ormonale fino alla comparsa di segnali di progressione della malattia. Non è stata osservata alcuna differenza nella sopravvivenza globale al follow up mediano di 7,4 anni con il 22,9% di mortalità (HR = 0,99; 95% IC 0,91–1,09). Tuttavia, alcuni andamenti sono stati evidenziati in analisi esplorative di sottogruppi. I dati di sopravvivenza libera da progressione e di sopravvivenza globale per i pazienti con malattia localmente avanzata sono riportati nelle tabelle qui di seguito: Tabella 1: Sopravvivenza libera da progressione nella malattia localmente avanzata per sottogruppo di terapia
Popolazione analizzata Eventi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide Eventi (%) nei pazienti trattati con placebo Hazard ratio (95% IC)
Vigile attesa 193/335 (57,6) 222/322 (68,9) 0,60 (0,49 – 0,73)
Radioterapia 66/161 (41,0) 86/144 (59,7) 0,56 (0,40 – 0,78)
Prostatectomia radicale 179/870 (20,6) 213/849 (25,1) 0,75 (0,61 – 0,91)
Tabella 2: Sopravvivenza globale nella malattia localmente avanzata per sottogruppo di terapia
Popolazione analizzata Decessi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide Decessi (%) nei pazienti trattati con placebo Hazard ratio (95% IC)
Vigile attesa 164/335 (49,0) 183/322 (56,8) 0,81 (0,66 – 1,01)
Radioterapia 49/161 (30,4) 61/144 (42,4) 0,65 (0,44 – 0,95)
Prostatectomia radicale 137/870 (15,7) 122/849 (14,4) 1,09 (0,85 – 1,39)
Per i pazienti con malattia localizzata che ricevono bicalutamide da sola, non vi è stata differenza significativa nella sopravvivenza libera da progressione. In questi pazienti si è osservata anche una tendenza alla diminuzione della sopravvivenza rispetto ai pazienti trattati con placebo (HR = 1,16; 95% IC 0,99–1,37). Alla luce di ciò, il profilo rischio–beneficio della bicalutamide non è considerato favorevole in questo gruppo di pazienti. La bicalutamide è una miscela racemica la cui attività antiandrogena risiede quasi esclusivamente nell’enantiomero (R).
La bicalutamide è ben assorbita dopo somministrazione orale. Non vi è evidenza di effetti clinicamente rilevanti del cibo sulla biodisponibilità. L’enantiomero (S) è eliminato rapidamente rispetto all’enantiomero (R), che ha un’emivita di eliminazione plasmatica di circa 1 settimana. Dopo somministrazione giornaliera di bicalutamide, l’enantiomero (R) presenta un accumulo di circa 10 volte nel plasma come conseguenza della sua lunga emivita. Concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario dell’enantiomero (R) di circa 22 mcg /ml sono state osservate durante la somministrazione giornaliera di bicalutamide alle dosi di 50 mg e 150 mg. Allo stato stazionario, l’enantiomero (R) prevalentemente attivo costituisce il 99% degli enantiomeri totali circolanti. La farmacocinetica dell’enantiomero (R) non è influenzata dall’età, dalla compromissione renale o dalla compromissione epatica da lieve a moderata. Vi è evidenza che per i soggetti con compromissione epatica grave l’enantiomero (R) è eliminato più lentamente dal plasma. La bicalutamide è altamente legata alle proteine (miscela racemica 96%, enantiomero (R) > 99%) ed è estensivamente metabolizzata (ossidazione e glucuronidazione); i suoi metaboliti sono eliminati attraverso i reni e la bile in proporzioni approssimativamente uguali.
La bicalutamide è un potente antagonista puro del recettore degli androgeni negli animali sperimentali e nell’uomo. La principale azione farmacologica secondaria è l’induzione delle ossidasi miste CYP450–dipendenti. Non è stata osservata induzione enzimatica nell’uomo. Le modificazioni agli organi bersaglio negli animali sono chiaramente in relazione alle azioni farmacologiche primaria e secondaria della bicalutamide. Esse comprendono l’involuzione dei tessuti androgeno–dipendenti, adenomi follicolari tiroidei, iperplasie epatiche e delle cellule di Leydig e neoplasie o tumori; disturbi della differenziazione sessuale nella prole di sesso maschile, disturbi reversibili della fertilità nei maschi. Gli studi di genotossicità non hanno evidenziato alcun potenziale mutageno della bicalutamide. Tutti gli effetti indesiderati osservati negli studi sull’animale vengono considerati di nessuna rilevanza con il trattamento di pazienti con carcinoma avanzato della prostata.