Acarphage 40cpr 50mg Acarbosio

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Acarbosio (4 equivalenti)
Prezzo: 5.63 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 5.63
Classe: A
ATC: A10BF01 Acarbosio
Azienda: Merck Serono Spa (00399800580)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse divisibili
Contenitore: Blister
Conservazione: Non superiore a +25, conservare il prodotto nella confezione originale
Scadenza: 36 mesi

Domande: qual è il nome commerciale di Acarphage?

ACARPHAGE COMPRESSE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Acarphage?

Ogni compressa contiene 50 mg di acarbosio. Ogni compressa contiene 100 mg di acarbosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Acarphage? Acarphage contiene lattosio o glutine?

Cellulosa microcristallina (E460) Amido di mais Silice colloidale anidra (E551) Magnesio stearato (E572)

Domande: a cosa serve Acarphage? Per quali malattie si prende Acarphage?

Acarphage è indicato negli adulti e negli adolescenti di età superiore ai 18 anni. Acarphage è raccomandato per il trattamento di pazienti con diabete mellito non insulino–dipendente (NIDDM) quando la sola dieta e l’esercizio fisico non sono sufficienti a controllare in modo adeguato la glicemia. Acarphage può essere somministrato in concomitanza con metformina, sulfonilurea o insulina.

Domande: quando non bisogna prendere Acarphage?


• Ipersensibilità all’acarbosio o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
• Enteropatie croniche associate a forte dispepsia e malassorbimento.
• Malattia infiammatoria intestinale, ulcere del colon, ostruzione intestinale parziale o predisposizione all’ostruzione intestinale.
• Stati patologici che possono essere aggravati da un aumento della produzione di gas a livello intestinale (ad es. sindrome di Roemheld, grosse ernie).
• Grave insufficienza della funzione renale (clearance della creatinina < 25 mL/min).

Domande: come si prende Acarphage? qual è il dosaggio raccomandato di Acarphage? Quando va preso nella giornata Acarphage



Posologia Il dosaggio deve essere stabilito dal medico curante in quanto l’efficacia e la tollerabilità variano per ogni singolo paziente. La dose può essere aumentata ad intervalli di 4–8 settimane, se il paziente mostra una risposta clinica inadeguata, o anche più tardi nel corso della terapia.

Adulti La dose iniziale è 3 x 1 compressa di Acarphage 50 mg/die o 3 x ½ compressa di Acarphage 100 mg/die (corrispondente a 150 mg di acarbosio al giorno). In alcuni pazienti, un aumento graduale del dosaggio di acarbosio è stato utile per ridurre gli effetti indesiderati gastrointestinali, iniziando lentamente con 1–2 x 1 compressa di Acarphage da 50 mg/die (corrispondente a 50–100 mg di acarbosio al giorno). La dose può essere gradualmente aumentata a seconda dei livelli glicemici del paziente e anche se la terapia non è abbastanza efficace, fino a 3 x 2 compresse di Acarphage da 50 mg/die o 3 x 1 compressa di Acarphage 100 mg/die (equivalente a 300 mg di acarbosio al giorno). Se sono necessarie dosi più elevate, devono essere usate compresse a dosaggio maggiore. La dose media di acarbosio varia da 150 a 300 mg al giorno a seconda delle necessità del singolo paziente. In casi eccezionali, può essere necessario aumentare la dose fino a 3 x 2 compresse di Acarphage da 100 mg al giorno (corrispondente a 600 mg di acarbosio al giorno). Qualora si manifestino effetti indesiderati, nonostante il rispetto scrupoloso della dieta prescritta, la dose non deve essere aumentata e se necessario deve essere ridotta (vedere paragrafo 4.8).

Durata d’uso Acarphage 50 mg e 100 mg è inteso per un trattamento continuo a lungo termine.

Pazienti anziani Non è necessaria alcuna modifica del dosaggio normale per gli adulti.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia dell’acarbosio nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni di età non sono state ancora stabilite. Acarphage 50 mg e 100 mg non sono raccomandati nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni.

Modo di somministrazione Si raggiunge l’effetto massimo di Acarphage 50 mg e 100 mg, se le compresse vengono assunte intere assieme ad una piccola quantità di liquido direttamente prima dei pasti oppure ingerite con il primo boccone di cibo.

Domande: Acarphage va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Acarphage entro quanto tempo va consumato?

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Acarphage? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Acarphage?



Ipoglicemia L’acarbosio ha un effetto antiperglicemico, ma di per sé non induce l’ipoglicemia. Se l’acarbosio è prescritto in associazione con altri farmaci ipoglicemizzanti (ad es. sulfoniluree, metformina o insulina), una caduta dei valori glicemici nell’intervallo ipoglicemico può rendere necessario un adattamento della dose del farmaco assunto in combinazione. Poiché l’acarbosio rallenta l’assorbimento e la digestione del saccarosio, nel caso dovesse verificarsi ipoglicemia acuta, deve essere usato il glucosio per la rapida correzione dell’ipoglicemia (vedere paragrafo 4.5).

Compromissione epatica Durante il trattamento con l’acarbosio sono stati riportati casi di epatite fulminante. Il meccanismo è sconosciuto, ma l’acarbosio può contribuire alla fisiopatologia multifattoriale della lesione al fegato. In alcuni casi sono stati osservati aumenti asintomatici degli enzimi epatici, incluso variazioni rilevanti dal punto di vista clinico (fino a tre volte oltre il limite superiore dei valori normali). Gli aumenti degli enzimi epatici eranodi solito reversibili dopo l’interruzione del trattamento. Se si osservano aumenti degli enzimi epatici, può essere indicata una riduzione del dosaggio o l’interruzione della terapia, soprattutto se l’aumento persiste. Di conseguenza nei primi 6–12 mesi della terapia è necessario monitorare regolarmente gli enzimi epatici (vedere paragrafo 4.8).

Compromissione gastrointestinale Se si sospetta ileo o subileo, il trattamento deve essere interrotto immediatamente (vedere paragrafo 4.8). In pazienti con resezione gastrica l’acarbosio può giungere nel piccolo intestino più rapidamente del solito causando una risposta farmacologica più rapida. Non è stato segnalato un aumento di effetti indesiderati in questi pazienti.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia dell’acarbosio in pazienti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite. Durante l’assunzione dell’acarbosio è necessario seguire una dieta antidiabetica stretta. La regolare assunzione dell’acarbosio non deve essere sospesa senza il parere del medico curante, poiché può manifestarsi un aumento della glicemia.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Acarphage? Quali alimenti possono interferire con Acarphage?


• Il saccarosio (zucchero di canna) come anche gli alimenti contenenti saccarosio sono spesso causa di disturbi intestinali o perfino diarrea per l’aumentata fermentazione dei carboidrati nel colon durante il trattamento con l’acarbosio (vedere paragrafo 4.8).
• L’acarbosio ha un effetto antiperglicemico ma di per sé non provoca ipoglicemia. Se l’acarbosio è prescritto in associazione con sulfonilurea, metformina o insulina, una caduta dei valori glicemici nell’intervallo ipoglicemico può rendere necessaria una diminuzione della dose di sulfonilurea, metformina o insulina. Sono stati riportati casi isolati di shock ipoglicemico. In caso di ipoglicemia acuta, occorre considerare che la biotrasformazione del saccarosio in fruttosio e glucosio è più lenta durante il trattamento, perciò il saccarosio non è adatto per una rapida ripresa dall’ipoglicemia e si deve invece usare il

glucosio.
• Acarphage può influire sulla biodisponibilità della digossina in casi isolati, rendendo necessario un aggiustamento della dose di digossina.
• Deve essere evitata la somministrazione simultanea di antiacidi, colestiramina, assorbenti dei gas intestinali (carbone vegetale) e medicinali con enzimi digestivi (ad es. amilasi, pancreatina), in quanto possono influenzare l’azione dell’acarbosio.
• Alcuni agenti terapeutici inclusi tiazide e altri diuretici, corticosteroidi, fenotiazine, ormoni della tiroide, estrogeni, contraccettivi orali, fenitoina, acido nicotinico, calcioantagonisti e isoniazide possono causare iperglicemia, che può attenuare gli effetti farmacodinamici dell’acarbosio. Devono essere strettamente monitorati i livelli glicemici nei pazienti ai quali è stata aggiunta anche l’assunzione di uno qualsiasi di questi medicinali in concomitanza con l’acarbosio, o se il trattamento con l’acarbosio viene proposto a pazienti che stanno già assumendo uno di questi medicinali.
• La somministrazione concomitante di acarbosio e neomicina orale può provocare riduzioni più spiccate della glicemia postprandiale e aumento della frequenza e della gravità degli effetti indesiderati gastrointestinali. Se i sintomi sono gravi, è possibile considerare un riduzione temporanea della dose di acarbosio.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Acarphage? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Acarphage?

Gli effetti indesiderati dell’acarbosio, riscontrati in sperimentazioni cliniche controllate con placebo, e classificati in base alle categorie di frequenza CIOMS III (studi controllati con placebo nel database delle sperimentazioni cliniche: acarbosio N = 8.595; placebo N = 7.278; stato: 10 febbraio 2006), sono descritti sotto. All’interno di ogni raggruppamento di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite come molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, <1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) e rara (≥ 1/10.000, < 1/1.000). Le ADR identificate solo durante la sorveglianza dopo l’immissione in commercio (stato: 31 dic 2005) e per cui non è stato possibile definire la frequenza sono elencate nella categoria di frequenza "non nota".
Classificazione sistemica–organica Molto comune (≥ 1/10) Comune (≥ 1/100, < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000, < 1/100) Rare (≥ 1/10.000, < 1/1000) Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico         Trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario         Ipersensibilità al medicinale e ipersensibilità (eruzione cutanea, eritema, esantemi, orticaria)
Patologie vascolari       Edema  
Patologie gastrointestinali (1) Flatulenza, borborigmi, distensione addominale Diarrea, dolori gastrointestinali e addominali Nausea,  vomito, dispepsia   Subileo/Ileo, costipazione, pneumatosi cistoide intestinale
Patologie epatobiliari (2)     Transaminasi aumentate Ittero Epatiti
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo         Pustolosi esantematica acuta generalizzata
(1) Diarrea e dolori gastrointestinali e addominali possono comparire dopo l’ingestione di alimenti contenenti saccarosio. Se non viene osservata la dieta antidiabetica prescritta, gli effetti indesiderati intestinali possono intensificarsi. Qualora i sintomi si manifestino con particolare intensità nonostante l’osservanza della dieta prescritta, si deve consultare il medico e la dose deve essere ridotta in via transitoria o permanente. Nel caso la diarrea dovesse persistere, i pazienti devono essere strettamente monitorati, il dosaggio deve essere ridotto oppure la terapia deve essere abbandonata, se necessario. (2) Sono stati segnalati raramente valori di funzionalità epatica anormale clinicamente significativi (tre volte oltre il limite superiore dei valori normali) in pazienti trattati con la dose giornaliera raccomandata da 150 mg a 300 mg di acarbosio. Valori anormali possono essere transitori durante la terapia con l’acarbosio (vedere paragrafo 4.4). Dopo l’immissione in commercio sono stati segnalati casi di patologie epatiche, funzione epatica anormale e lesioni al fegato, specialmente in Giappone. Casi isolati di epatite fulminante con esito fatale sono stati riportati in Giappone. Non è chiaro se siano provocati dall’assunzione di acarbosio. Se si sospetta ileo o subileo, è necessario sospendere immediatamente il trattamento.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Acarphage? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Acarphage?

Quando l’acarbosio viene assunto in concomitanza con bevande e/o alimenti contenenti carboidrati (polisaccaridi, oligosaccaridi o disaccaridi), un sovradosaggio può causare meteorismo, flatulenza e diarrea. Se un sovradosaggio di acarbosio viene assunto senza cibo, non dovrebbero essere previsti sintomi intestinali eccessivi. In caso di sovradosaggio, si deve evitare l’ingestione di bevande e/o alimenti contenenti carboidrati nelle 4–6 ore successive.

Domande: Acarphage si può prendere in gravidanza? Acarphage si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Acarphage non deve essere somministrato durante la gravidanza perché non sono disponibili dati di studi clinici sul suo uso in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali non hanno evidenziato effetti pericolosi diretti o indiretti in relazione alla tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Allattamento Dopo la somministrazione di acarbosio marcato radioattivamente a femmine di ratti durante l’allattamento, nel latte si sono riscontrate piccole quantità di radioattività. Finora non sono stati ottenuti dati simili nell’uomo. Tuttavia, poiché non possono essere esclusi possibili effetti indotti dal farmaco in lattanti allattati al seno, la prescrizione di acarbosio durante l’allattamento non è raccomandata.
Categoria farmacoterapeutica: inibitori alfa–glucosidasi. Codice ATC: A10BF01. Grazie alla inibizione reversibile della α–glucosidasi, l’acarbosio ritarda la rottura enzimatica dei disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi nel piccolo intestino causando un ritardo dose–dipendente nella loro digestione. Il glucosio derivato dai carboidrati viene rilasciato e assorbito nel sangue più lentamente. In questo modo l’acarbosio ritarda e riduce l’aumento dei valori glicemici postprandiali. L’acarbosio non stimola la secrezione di insulina, ma riduce il carico sulle cellule beta riducendo l’aumento della glicemia. In questo modo si evita l’iperinsulinemia post–prandiale compensatoria. Il trattamento con acarbosio non causa un aumento del peso corporeo. Nei pazienti con diabete manifesto, si è osservato un miglioramento della sensibilità all’insulina. A seguito dell’assunzione di acarbosio, diminuiscono in modo significativo la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata (HbA1, HbA1c). Il momento di assunzione dell’acarbosio determina la sua efficacia: raggiunge l’effetto massimo se viene assunto con i primi bocconi del pasto principale, mentre si riduce in modo significativo se assunto anche solo 30 minuti prima dell’inizio del pasto. In studi effettuati nel corso degli anni, l’acarbosio conserva i suoi effetti durante tutto il periodo di trattamento. Gli enzimi nel piccolo intestino non riducono la loro attività, mantenendo quindi l’effetto dell’acarbosio. In una meta–analisi di 7 studi in doppio cieco controllati verso placebo su 2.180 pazienti con diabete di tipo 2, l’acarbosio ha ridotto in modo significativo gli episodi cardiovascolari, in modo particolare l’attacco cardiaco, nel corso di una terapia durata almeno 52 settimane.
La farmacocinetica dell’acarbosio è stata studiata dopo somministrazione orale della sostanza radio–marcata (200 mg) in volontari sani.

Assorbimento Poiché il 35% in media della radioattività totale (sostanza inibitoria unita ai prodotti di degradazione) è stata escreta dalle vie renali in 96 ore, si può presumere che il livello di assorbimento sia compreso almeno in questo intervallo. L’andamento della concentrazione totale di radioattività nel plasma ha mostrato due picchi. Il primo picco con una concentrazione media acarbosio–equivalente di 52,2 ± 15,7 mcg/l dopo 1,1 ± 0,3 ore era in accordo con i dati corrispondenti al decorso di concentrazione della sostanza inibitoria (49,5 ± 26,9 mcg/l dopo 2,1 ± 1,6 ore). Il secondo picco ha raggiunto 586,3 ± 282,7 mcg/l in media dopo 20,7 ± 5,2 ore. Il secondo picco era più elevato dopo approssimativamente 14–24 ore in seguito all’assorbimento dei prodotti di degradazione batterica nelle sezioni inferiori dell’intestino. In contrapposizione alla radioattività totale, la concentrazione massima plasmatica della sostanza inibitoria era inferiore di un fattore di 10–20.

Distribuzione È stato calcolato un volume di distribuzione relativo di 0,32 l/kg di peso corporeo in volontari sani dall’andamento di concentrazione nel plasma (somministrazione endovenosa di 0,4 mg/kg di peso corporeo).

Escrezione L’emivita di eliminazione plasmatica della sostanza inibitoria era 3,7 ± 2,7 ore per la fase di distribuzione e 9,6 ± 4,4 ore per la fase di eliminazione. La proporzione della sostanza inibitoria escreta nelle urine era 1,7 % della dose somministrata. Il 51 % è stato eliminato nelle feci entro 96 ore.

Biodisponibilità La biodisponibilità è dell’1 – 2 %. Questa percentuale estremamente bassa della sostanza inibitoria nel sangue viene apprezzata e non influenza l’effetto terapeutico.
I dati non–clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno e tossicità riproduttiva, oltre quelli già descritti in altri paragrafi di questo riassunto delle caratteristiche del prodotto. Una marcata riduzione di peso corporeo nei ratti e cani dopo somministrazione ripetuta di acarbosio è stata considerata un effetto farmacodinamico (perdita di carboidrati) e potrebbe essere compensata aumentando l’ingestione di alimenti o integrando l’alimentazione con glucosio. È stata studiata la cancerogenicità nei ratti Sprague–Dawley, Wistar e nei criceti. È stata riscontrata una incidenza maggiore di tumori in certi tessuti (rene, testicoli) quando l’apporto nutritivo ridotto dovuto all’acarbosio non era stato correttamente integrato. Non è stato osservato alcun aumento nella percentuale di tumori se il peso corporeo è stato mantenuto normale integrando l’alimentazione con glucosio o aumentando l’ingestione di alimenti.