Bicalutamide Ran 28cpr Riv150m Bicalutamide

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Bicalutamide (18 equivalenti)
Prezzo: 126.48 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 126.48
Classe: A
ATC: L02BB03 Bicalutamide
Azienda: Ranbaxy Italia Spa info.italia@ranbaxy.com (04974910962)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: Si
Nota: A7 Nota CUF A7

Domande: qual è il nome commerciale di Bicalutamide Ran?

BICALUTAMIDE RANBAXY 150 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Bicalutamide Ran?

Ogni compressa rivestita con film contiene 150 mg di bicalutamide. Eccipienti con effetti noti: una compressa contiene 188,0 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere il paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Bicalutamide Ran? Bicalutamide Ran contiene lattosio o glutine?



Nucleo della compressa: lattosio monoidrato povidone (K 25) sodio amido glicolato magnesio stearato.

Rivestimento della compressa: Opadry OY–S–9622 costituito da: ipromellosa titanio diossido (E171) propilenglicole.

Domande: a cosa serve Bicalutamide Ran? Per quali malattie si prende Bicalutamide Ran?

Bicalutamide Ranbaxy è indicato da solo o come coadiuvante nella prostatectomia radicale o nella radioterapia in pazienti con carcinoma della prostata in fase localmente avanzata, ad alto rischio a causa della progressione della malattia (vedere paragrafo 5.1).

Domande: quando non bisogna prendere Bicalutamide Ran?

Bicalutamide Ranbaxy è controindicato nelle donne e nei bambini (vedere paragrafo 4.6). Bicalutamide Ranbaxy è controindicato in pazienti con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. La co–somministrazione di terfenadina, astemizolo o cisapride con Bicalutamide Ranbaxy è controindicata (vedere paragrafo 4.5).

Domande: come si prende Bicalutamide Ran? qual è il dosaggio raccomandato di Bicalutamide Ran? Quando va preso nella giornata Bicalutamide Ran

Uomini adulti inclusi gli anziani: una compressa rivestita con film (150 mg) al giorno con o senza cibo. Via di somministrazione: orale. Le compresse devono essere deglutite intere con del liquido. Il trattamento con Bicalutamide Ranbaxy deve essere continuato per almeno 2 anni o fino alla progressione della malattia. Bambini e adolescenti: Bicalutamide Ranbaxy non è indicato nei bambini e negli adolescenti. Compromissione renale: non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale. Non vi è esperienza nell’uso di bicalutamide nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.4). Compromissione epatica: non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve. Il medicinale può accumularsi nei pazienti con compromissione da moderata a grave (vedere paragrafo 4.4).

Domande: Bicalutamide Ran va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Bicalutamide Ran entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede speciali condizioni per la conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Bicalutamide Ran? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Bicalutamide Ran?

Bicalutamide Ranbaxy viene ampiamente metabolizzata dal fegato. I dati clinici suggeriscono che l’eliminazione può essere più lenta nei soggetti con grave compromissione epatica e questo può portare a un accumulo della bicalutamide. Pertanto, Bicalutamide Ranbaxy deve essere somministrata con cautela ai pazienti con compromissione della funzione epatica da moderata a grave. Gravi alterazioni epatiche e compromissione epatica sono state osservate raramente con Bicalutamide Ranbaxy e sono stati segnalati esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). Se le alterazioni sono gravi, la terapia con Bicalutamide Ranbaxy deve essere sospesa. A causa della possibilità di alterazioni epatiche devono essere eseguiti esami regolari della funzionalità epatica. La maggior parte delle alterazioni sono previste entro i primi 6 mesi della terapia con Bicalutamide Ranbaxy. Per i pazienti che presentano un’obiettiva progressione della malattia assieme ad elevati valori di PSA, deve essere considerata la cessazione della terapia con Bicalutamide Ranbaxy. È stato dimostrato che Bicalutamide Ranbaxy inibisce il citocromo P450 (CYP3A4), pertanto si deve usare cautela quando si somministrano in concomitanza medicinali metabolizzati prevalentemente dal CYP3A4 (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Bicalutamide Ranbaxy contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza della lattasi di Lapp o malassorbimento del glucosio–galattosio non devono prendere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Bicalutamide Ran? Quali alimenti possono interferire con Bicalutamide Ran?

Studi

in vitro hanno mostrato che la R–bicalutamide è un inibitore dell’attività del CYP3A4 e in minor misura dell’attività dei CYP2C9, 2C19 e 2D6. Benché gli studi clinici che hanno usato l’antipirina come marker dell’attività del citocromo P450 (CYP) non abbiano mostrato evidenza di una potenziale interazione tra farmaci con la Bicalutamide Ranbaxy, l’esposizione media (AUC) del midazolam è aumentata fino all’80% dopo somministrazione di bicalutamide per 28 giorni. Per i medicinali con un indice terapeutico ristretto, tale aumento potrebbe essere rilevante. Come tale, l’uso concomitante di terfenadina, astemizolo e cisapride è controindicato (vedere paragrafo 4.3) e si deve usare cautela nella somministrazione concomitante di Bicalutamide Ranbaxy con composti come la ciclosporina e bloccanti del canale del calcio. Per questi medicinali possono essere richieste riduzioni del dosaggio, particolarmente quando vi è evidenza di un potenziamento dell’effetto o di effetti avversi. Per la ciclosporina, si raccomanda che le concentrazioni plasmatiche e le condizioni cliniche siano attentamente monitorate dopo l’inizio o la sospensione della terapia con Bicalutamide Ranbaxy. Si deve usare particolare cautela quando Bicalutamide Ranbaxy viene prescritta con altri medicinali che possono inibire l’ossidazione del farmaco, per esempio cimetidina e ketoconazolo. In teoria, questo può aumentare la concentrazione plasmatica della bicalutamide che teoricamente può portare a un’aumentata incidenza di effetti indesiderati. Studi

in vitro hanno dimostrato che Bicalutamide Ranbaxy può spostare il warfarin, un anticoagulante di tipo cumarinico, dai suoi siti di legame alle proteine. Pertanto, si raccomanda che il tempo di protrombina venga attentamente monitorato se si inizia il trattamento con Bicalutamide Ranbaxy nei pazienti già in trattamento con anticoagulanti di tipo cumarinico.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Bicalutamide Ran? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Bicalutamide Ran?

In questo paragrafo gli effetti indesiderati sono definiti come segue: Molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).


Tabella 1 – Frequenza delle reazioni avverse


Classificazione per organi e sistemi


Frequenza


Bicalutamise 150 mg (monoterapia)


Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune Anemia


Patologie del sistema nervoso
Comune Capogiri, sonnolenza


Patologie vascolari
Comune Vampate di calore


Patologie gastrointestinali
Comune Dolore addominale, costipazione, dispepsia, flatulenza, nausea


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune Eruzione cutanea
Comune Alopecia, irsutismo/ricrescita dei capelli, pelle seccaa, prurito


Patologie renali e urinarie
Comune Ematuria


Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Molto comune Ginecomastia e tensione mammariab
Comune Disfunzione erettile


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune Astenia
Comune Dolore al petto, edema


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune Diminuzione dell’appetito


Disturbi psichiatrici
Comune Diminuzione della libido, depressione


Patologie epatobiliari
Comune Epatotossicità, ittero, ipertransaminasemiac
Raro Insufficienza epaticad (sono stati segnalati esiti fatali)


Esami diagnostici
Comune Aumento del peso


Disturbi del sistema immunitario
Non comune Ipersensibilità, angioedema e orticaria


Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune Malattia polmonare interstizialee (sono stati segnalati esiti fatali)
aDai codici convenzionali usati negli studi EPC (Early Prostate Cancer), gli eventi avversi di "pelle secca" sono stati codificati secondo i termini COSTART di "eruzione cutanea". Pertanto non può essere determinata una descrizione di frequenza separata per la dose di 150 mg di bicalutamide anche quando viene assunta con la stessa frequenza la dose di 50 mg. bLa maggior parte dei pazienti trattati con Bicalutamide 150 mg come monoterapia hanno manifestato ginecomastia e/o dolore al seno. Negli studi questi sintomi sono stati considerati gravi fino al 5% dei pazienti. La ginecomastia non si risolve spontaneamente con l’interruzione della terapia, in particolare dopo un trattamento prolungato. cLe alterazioni epatiche sono raramente gravi e di solito sono transitorie e scompaiono o migliorano anche con la continuazione o l’interruzione della terapia. dElencato come reazione avversa in seguito alla revisione dei dati riportati di post–marketing. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi segnalati di insufficienza epatica nei pazienti trattati con bicalutamide nel braccio in aperto degli Studi EPC di 150 mg. eElencato come reazione avversa al farmaco in seguito alla revisione dei dati riportati di post–marketing. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi segnalati di polmonite interstiziale nel periodo di trattamento randomizzato degli studi EPC di 150 mg.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Bicalutamide Ran? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Bicalutamide Ran?

Non vi è esperienza di sovradosaggio nell’uomo. Non esiste un antidoto specifico; il trattamento deve essere sintomatico. La dialisi non può essere utile poiché Bicalutamide Ranbaxy è fortemente legata alle proteine plasmatiche e non viene recuperata immutata nelle urine. Si consiglia terapia generale di supporto, compreso un frequente monitoraggio dei segni vitali.

Domande: Bicalutamide Ran si può prendere in gravidanza? Bicalutamide Ran si può prendere durante l'allattamento?

Bicalutamide Ranbaxy è controindicata nelle donne e non deve essere somministrata a donne in gravidanza o che allattano al seno.
Gruppo farmacoterapeutico: antiandrogeni non steroidei. Classificazione ATC: L02BB03. La bicalutamide è un antiandrogeno non steroideo, privo di altre attività endocrine. Essa si lega ai recettori degli androgeni senza attivare l’espressione dei geni e di conseguenza inibisce lo stimolo androgeno. La regressione dei tumori prostatici è la conseguenza di questa inibizione. Dal punto di vista clinico, la sospensione della bicalutamide può portare a una sindrome antiandrogena da sospensione in un certo numero di pazienti. La bicalutamide è un racemo con un’attività antiandrogena dovuta quasi elusivamente all’enantiomero R.La bicalutamide 150 mg è stata studiata come trattamento nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato (T1–T2, N0 o NX, M0) o localmente avanzato non metastatico (T3–T4, tutti gli N, M0, T1–T2, N+, M0) in una analisi combinata di 3 studi in doppio cieco, controllati verso placebo su 8113 pazienti in cui la bicalutamide era stata somministrata come terapia ormonale immediata o come adiuvante nella prostatectomia radicale o nella radioterapia (principalmente con irradiazione esterna). Ad un follow–up con una mediana di 7,4 anni, rispettivamente il 27,4% ed il 30,7% di tutti i pazienti trattati con bicalutamide e con placebo, aveva presentato un’obiettiva progressione della malattia. Una riduzione del rischio di una progressione obiettiva è stata osservata nella maggior parte dei gruppi di pazienti ma è stata più evidente in quelli a più alto rischio di progressione della malattia. Pertanto, i clinici possono decidere che la strategia medica ottimale per un paziente a basso rischio di progressione della malattia, particolarmente nell’uso come adiuvante dopo prostatectomia radicale, può consistere nel differire la terapia ormonale fino a che compaiono segni che la malattia sta progredendo. Al follow–up con una mediana di 7,4 anni non è stata osservata una differenza sulla sopravvivenza globale, con una mortalità del 22,9% (HR= 0,99, IC 95%: 0,91–1,09). Tuttavia, alcuni trend erano evidenti nell’analisi esplorativa di alcuni sottogruppi. I dati di sopravvivenza senza progressione e di sopravvivenza globale per i pazienti con malattia localizzata in fase avanzata, sono riassunti nelle tabelle seguenti:


Tabella 1 Sopravvivenza senza progressione nella malattia localizzata in fase avanzata per sottogruppi terapeutici


Analisi della popolazione


Eventi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide


Eventi (%) nei pazienti trattati con placebo


HR (95% IC)
Attesa vigile 193/335 (57,6) 222/322 (68,9) 0,60 (0,49 – 0,73)
Radioterapia 66/161 (41,0) 86/144 (59,7) 0,56 (0,40 – 0,78)
Prostatectomia radicale 179/870 (20,6) 213/849 (25,1) 0,75 (0,61 – 0,91)


Tabella 2 Sopravvivenza globale nella malattia localizzata in fase avanzata per sotto–gruppi terapeutici


Analisi della popolazione


Decessi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide


Decessi (%) nei pazienti trattati con placebo


HR (95% IC)
Attesa vigile 164/335 (49,0) 183/322 (56,8) 0,81 (0,66 – 1,01)
Radioterapia 49/161 (30,4) 61/144 (42,4) 0,65 (0,44 – 0,95)
Prostatectomia radicale 137/870 (15,7) 122/849 (14,4) 1,09 (0,85 – 1,39)
Nei pazienti con malattia localizzata trattati con bicalutamide da sola, non vi è stata una significativa differenza della sopravvivenza libera da progressione. In questi pazienti vi è stata inoltre una tendenza verso una diminuzione della sopravvivenza rispetto ai pazienti trattati con placebo (rapporto di rischio = 1,16; IC 95% 0,99–1,37). In considerazione di ciò il rapporto beneficio–rischio dell’uso della bicalutamide non è considerato favorevole in questo gruppo di pazienti.
La bicalutamide viene ben assorbita dopo somministrazione orale. Non vi è evidenza di effetti clinici rilevanti del cibo sulla sua biodisponibilità. L’enantiomero S viene eliminato più rapidamente rispetto all’enantiomero R, avendo quest’ultimo una emivita di eliminazione plasmatica di circa 1 settimana. Dopo somministrazione a lungo termine di bicalutamide, la concentrazione massima dell’enantiomero R si accumula fino a circa 10 volte nel plasma, rispetto ai livelli misurati dopo una dose singola di 50 mg di bicalutamide. Uno schema posologico di 150 mg di bicalutamide al giorno darà luogo a una concentrazione allo stadio stazionario dell’enantiomero R di 22 mcg /ml e come conseguenza della sua emivita, lo stadio stazionario viene raggiunto dopo circa un mese di terapia. La farmacocinetica dell’enantiomero R non viene influenzata dell’età del paziente, dalla funzionalità renale o da una lieve o moderata compromissione epatica. È dimostrato che in soggetti con grave compromissione epatica, l’enantiomero R viene eliminato più lentamente dal plasma. La bicalutamide è fortemente legata alle proteine (racemo 96%, bicalutamide R >99%) e viene ampiamente metabolizzata (attraverso ossidazione e glucuronidazione): i suoi metaboliti vengono eliminati attraverso i reni e la bile in proporzioni all’incirca uguali. In uno studio clinico la concentrazione media della bicalutamide R nel seme di uomini trattati con 150 mg è stata di 4,9 mcg /ml. La quantità di bicalutamide potenzialmente trasmessa alla partner femminile durante un rapporto è bassa ed equivale a circa 0,3 mcg /kg, che è inferiore a quella richiesta per indurre alterazioni nei neonati di animali da laboratorio.
Negli animali da esperimento e nell’uomo, la bicalutamide è un antagonista puro e potente dei recettori degli androgeni. La principale azione farmacologica secondaria è l’induzione dipendente dal CYP450 delle ossidasi a funzione mista del fegato. L’induzione enzimatica osservata negli animali non è stata segnalata nell’uomo. I cambiamenti negli organi bersaglio negli animali sono chiaramente correlati all’azione primaria e secondaria della bicalutamide. Questi comprendono l’involuzione dei tessuti androgeno–dipendenti; adenomi follicolari della tiroide, iperplasia delle cellule epatiche e di Leydig e neoplasie o cancro, disturbi della differenziazione sessuale dei neonati maschi; compromissione reversibile della fertilità maschile. Nessuno degli effetti avversi osservati in studi sugli animali è ritenuto avere rilevanza per il trattamento di pazienti con cancro della prostata in fase avanzata. Atrofia dei tubuli seminiferi è prevista come effetto di classe con gli antiandrogeni ed è stata osservata per tutte le specie esaminate. Reversibilità totale dell’atrofia testicolare è stata osservata 24 settimane dopo 12 mesi di dosi ripetute in uno studio di tossicità nei ratti, benché una reversibilità funzionale era evidente in studi riproduttivi 7 settimane dopo la fine di un periodo di trattamento di 11 settimane. Nell’uomo si deve presumere un periodo di sub–fertilità o di infertilità. Studi di genotossicità non hanno rivelato un potenziale mutageno per la bicalutamide.