Amlodipina Teva 28cpr 5mg Amlodipina besilato

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Amlodipina besilato (37 equivalenti)
Prezzo: 3.74 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 3.74
Classe: A
ATC: C08CA01 Amlodipina
Azienda: Teva Italia Srl info@tevaitalia.it (11654150157)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse divisibili
Contenitore: Blister
Conservazione: Non superiore a +25, conservare il prodotto nella confezione originale
Scadenza: 60 mesi

Domande: qual è il nome commerciale di Amlodipina Teva?

AMLODIPINA TEVA COMPRESSE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Amlodipina Teva?

Ogni compressa contiene amlodipina besilato equivalente a 5 mg di amlodipina Ogni compressa contiene amlodipina besilato equivalente a 10 mg di amlodipina Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Amlodipina Teva? Amlodipina Teva contiene lattosio o glutine?

Cellulosa microcristallina Calcio fosfato dibasico Carbossimetilamido sodico (Tipo A) Magnesio stearato.

Domande: a cosa serve Amlodipina Teva? Per quali malattie si prende Amlodipina Teva?

Ipertensione. Angina pectoris cronica stabile Angina vasospastica (di Prinzmetal).

Domande: quando non bisogna prendere Amlodipina Teva?

– ipersensibilità all’amlodipina, ai derivati diidropiridinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 – ipotensione grave – shock (incluso shock cardiogeno) – occlusione del tratto di efflusso ventricolare sinistro (ad es. stenosi aortica di grado elevato) – insufficienza cardiaca emodinamicamente instabile dopo infarto miocardico acuto

Domande: come si prende Amlodipina Teva? qual è il dosaggio raccomandato di Amlodipina Teva? Quando va preso nella giornata Amlodipina Teva



Posologia

Adulti Sia per l’ipertensione che per l’angina, generalmente la dose iniziale è di 5 mg di amlodipina una volta al giorno che può essere aumentato fino a una dose massima di 10 mg in base alla risposta individuale del paziente. Nei pazienti ipertesi, l’amlodipina è stata usata in associazione con un diuretico tiazidico, un alfa bloccante, un beta bloccante, o un inibitore dell’ezima di conversione dell’angiotensina. Nei casi di angina, l’amlodipina può essere utilizzata come monoterapia o in combinazione con farmaci antianginosi, nei casi di angina refrattaria al trattamento con nitrati e/o con beta–bloccanti a dosaggi adeguati. Non sono richiesti adattamenti del dosaggio di amlodipina in caso di somministrazione concomitante di diuretici tiazidici, beta–bloccanti o inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina. Popolazioni speciali

Anziani L’ amlodipina usata a dosaggi analoghi in pazienti anziani o giovani è ugualmente ben tollerata. Negli anziani si raccomandano i dosaggi normalmente utilizzati, ma l’aumento del dosaggio deve essere effettuato con cautela (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica Non sono state stabilite raccomandazioni riguardanti la posologia nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a moderata; pertanto la scelta del dosaggio deve essere effettuata con cautela e si deve partire dal dosaggio più basso disponibile (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). La farmacocinetica di amlodipina non è stata studiata in presenza di funzionalità epatica gravemente compromessa. Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica, il trattamento con amlodipina deve essere iniziato con il dosaggio più basso, seguito da un graduale aggiustamento del dosaggio.

Compromissione della funzionalità renale Il grado di compromissione renale non è correlato a variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina, quindi si consiglia il dosaggio normale. L’amlodipina non è dializzabile.

Popolazione pediatrica Bambini e adolescenti con ipertensione dai 6 ai 17 anni di età La dose orale antipertensiva raccomandata nei pazienti di età pediatrica compresa tra 6 e 17 anni è di 2,5 mg una volta al giorno come dose iniziale, aumentata a 5 mg una volta al giorno se il controllo della pressione sanguigna non è ottenuto dopo 4 settimane. Dosi superiori ai 5 mg al giorno non sono state studiate in pazienti pediatrici (vedi paragrafo 5.1 e 5.2).

Bambini di età inferiore ai 6 anni Non ci sono dati disponibili.

Domande: Amlodipina Teva va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Amlodipina Teva entro quanto tempo va consumato?

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Conservare il prodotto nella confezione originale per proteggerlo dalla luce e dall’umidità.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Amlodipina Teva? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Amlodipina Teva?

La sicurezza e l’efficacia dell’amlodipina nelle crisi ipertensive non sono state valutate.

Pazienti con insufficienza cardiaca I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con prudenza. In uno studio a lungo termine, controllato verso il placebo, in pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca (Classe NYHA III e IV) l’incidenza registrata di edema polmonare è stata maggiore nel gruppo trattato con amlodipina rispetto a quello trattato con placebo (vedere paragrafo 5.1). I bloccanti dei canali del calcio, inclusa l’amlodipina, devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, poiché possono far aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e di mortalità.

Uso in pazienti con compromissione della funzionalità epatica L’emivita della amlodipina è prolungata e i valori dell’AUC sono maggiori nei pazienti con funzionalità epatica compromessa; non sono state stabilite raccomandazioni riguardanti la posologia. L’amlodipina deve perciò essere inizialmente assunta al dosaggio più basso ed usata con cautela sia all’inizio del trattamento che all’aumentare del dosaggio. Nei pazienti con insufficienza epatica grave può essere richiesto un graduale aggiustamento del dosaggio e un attento monitoraggio.

Uso nei pazienti anziani Negli anziani l’incremento del dosaggio deve essere effettuato con cautela (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Uso nei pazienti con insufficienza renale L’amlodipina può essere usata in tali pazienti alle dosi normali indicate. Le modifiche delle concentrazioni plasmatiche dell’amlodipina non sono correlate con il grado di insufficienza renale. L’amlodipina non è dializzabile.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Amlodipina Teva? Quali alimenti possono interferire con Amlodipina Teva?



Effetti di altri medicinali sull’amlodipina Inibitori del CYP3A4: l’uso concomitante di amlodipina con inibitori del CYP3A4 potenti o moderati (inibitori della proteasi, antifungini azolici, macrolidi quali eritromicina o claritromicina, verapamil o diltiazem) può causare un aumento significativo dell’esposizione all’amlodipina. Il significato clinico di queste variazioni farmacocinetiche può essere più pronunciato negli anziani. Pertanto possono essere richiesti un monitoraggio clinico e un aggiustamento del dosaggio. Induttori del CYP3A4: non ci sono informazioni sull’effetto degli induttori del CYP3A4 sulla amlodipina. L’uso concomitante di induttori del CYP3A4 (per es. rifampicina, hypericum perforatum) può portare ad una diminuita concentrazione plasmatica dell’amlodipina. Si deve usare prudenza nell’utilizzo di amlodipina in combinazione con induttori del CYP3A4. La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo non è raccomandata poiché in alcuni pazienti la biodisponibilità dell’ amlodipina potrebbe aumentare e potenziare conseguentemente l’effetto antipertensivo dell’ amlodipina. Dantrolene (infusione): negli animali, sono stati osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare associati a iperkaliemia in seguito a somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio, come l’amlodipina, in pazienti soggetti ad ipertermia maligna e nel trattamento dell’ipertermia maligna.

Effetti dell’amlodipina su altri medicinali Gli effetti antipertensivi dell’amlodipina si sommano agli effetti antipertensivi di altri prodotti medicinali con proprietà antipertensive. In studi clinici di interazione l’amlodipina non ha mostrato di influire sulla farmacocinetica della atorvastatina, della digossina, del warfarin o della ciclosporina.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Amlodipina Teva? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Amlodipina Teva?



Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse riportate più comunemente durante il trattamento con amlodipina sono state sonnolenza, capogiri, cefalea, palpitazioni, arrossamento , dolore addominale, nausea, gonfiore alle caviglie, edema e affaticabilità.

Riassunto tabulare delle reazioni avverse I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e riportati durante il trattamento con amlodipina con le seguenti frequenze: molto comune: (≥1/10), comune: (≥1/100, <1/10), non comune: (≥1/1.000, <1/100), raro: (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro: (≤1/10.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli reazioni avverse sono riportati in ordine decrescente di gravità


Classificazione sistemica organica


Frequenza


Reazioni avverse


Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro Leucocitopenia, trombocitopenia


Disturbi del sistema immunitario
Molto raro Reazioni allergiche


Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro Iperglicemia


Disturbi psichiatrici
Non comune Insonnia, alterazioni del tono dell’umore (compresa ansia), depressione
Raro Confusione


Patologie del sistema nervoso
Comune Sonnolenza, capogiri, cefalea (specialmente all’inizio del trattamento)
Non comune Tremore, disgeusia, sincope, ipoestesia, parestesia
Molto raro Ipertonia, neuropatia periferica


Patologie dell’occhio
Non comune Disturbi visivi (incluso diplopia)


Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comune Tinnito


Patologie cardiache
Comune Palpitazioni
Molto raro Infarto miocardio, aritmia (incluso bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale)


Patologie vascolari
Comune Arrossamento
Non comune Ipotensione
Molto raro Vasculite


Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune Dispnea, rinite
Molto raro Tosse


Patologie gastrointestinali
Comune Dolore addominale, nausea
Non comune Vomito, dispepsia, alterata regolarità intestinale (incluso diarrea e stipsi) secchezza delle fauci
Molto raro Pancreatite, gastrite, iperplasia gengivale


Patologie epatobiliari
Molto raro Epatite, ittero, incremento degli enzimi epatici*


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune Alopecia, porpora, decolorazione della pelle, iperidrosi, prurito, rash, esantema
Molto raro Angioedema, eritema multiforme, orticaria, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens–Johnson, edema di Quincke, fotosensibilità


Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune Gonfiore alle caviglie
Non comune Artralgia, mialgia, crampi muscolari, dolore alla schiena


Patologie renali ed urinarie
Non comune Disordini della minzione, nicturia, incremento della frequenza urinaria


Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Non comune Impotenza, ginecomastia


Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune Edema, affaticamento
Non comune Dolore al petto, astenia, dolore, malessere


Esami diagnostici
Non comune Aumento di peso, diminuzione di peso
* in maggioranza compatibili con colestasi Sono stati riportati casi eccezionali di sindrome extrapiramidale

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Amlodipina Teva? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Amlodipina Teva?

L’esperienza di sovradosaggio intenzionale nell’uomo è limitata.

Sintomi I dati disponibili suggeriscono che il sovradosaggio possa portare ad una eccessiva vasodilatazione periferica e possibile tachicardia riflessa. E’ stata riportata una marcata e probabilmente prolungata ipotensione sistemica, fino allo shock con esito fatale.

Trattamento L’ipotensione clinicamente significativa dovuta al sovradosaggio di amlodipina richiede un supporto cardiovascolare attivo incluso frequente monitoraggio della funzione cardiaca e respiratoria, sollevamento delle estremità, attenzione al volume dei liquidi circolanti e all’escrezione di urina. Un vasocostrittore può essere d’aiuto per la riattivazione del tono vascolare e della pressione arteriosa, fatto salvo che non vi siano controindicazioni al suo impiego. Il gluconato calcico per via endovenosa può essere utile per invertire gli effetti dell’inibizione dei canali del calcio. In alcuni casi può essere indicata la lavanda gastrica. In volontari sani l’uso di carbone attivo fino a 2 ore dopo la somministrazione di amlodipina 10 mg ha dimostrato di ridurre il tasso di assorbimento dell’amlodipina. Poiché l’amlodipina è altamente legata alle proteine plasmatiche, non sono verosimilmente attesi benefici dalla dialisi.

Domande: Amlodipina Teva si può prendere in gravidanza? Amlodipina Teva si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza La sicurezza dell’amlodipina nelle donne in gravidanza non è stata stabilita. Negli studi sugli animali sono stati osservati effetti di tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione di dosi elevate (vedere paragrafo 5.3). L’uso in gravidanza è raccomandato solamente se non c’è un’alternativa più sicura e quando la malattia stessa comporta un rischio maggiore per la madre e per il feto.

Allattamento Non è noto se l’amlodipina venga escreta nel latte materno umano. Una decisione se continuare o meno l’allattamento o continuare o meno la terapia con l’amlodipina deve essere fatta tenendo conto del beneficio dell’allattamento per il bambino e del beneficio della terapia con amlodipina per la madre.

Fertilità In pazienti trattati con bloccanti dei canali calcio sono state riportate modificazioni biochimiche reversibili alla testa degli spermatozoi, Non sono disponibili dati clinici sufficienti sul potenziale effetto di amlodipina sulla fertilità. In uno studio sui ratti, sono stati riportati effetti indesiderati sulla fertilità maschile (vedere paragrafo 5.3).
Categoria farmacoterapeutica: Bloccanti dei canali del calcio, Bloccanti selettivi dei canali del calcio con prevalente effetto vascolare, Codice ATC: C08CA01 Amlodipina è un inibitore dell’afflusso degli ioni di calcio del gruppo delle diidropiridine (bloccanti attivi sui canali lenti o antagonisti degli ioni di calcio) e inibisce l’afflusso degli ioni di calcio nella muscolatura liscia cardiaca e vascolare. Il meccanismo dell’azione antipertensiva di amlodipina è dovuto ad un effetto rilassante diretto sulla muscolatura liscia vascolare. L’esatto meccanismo attraverso il quale l’amlodipina migliora l’angina non è stato pienamente determinato, ma l’amlodipina riduce il carico totale ischemico in base alle seguenti due azioni: 1. l’amlodipina dilata le arteriole periferiche e quindi riduce la resistenza periferica totale (post–carico) contro cui lavora il cuore. Poiché la frequenza cardiaca rimane stabile, questa riduzione del carico cardiaco porta a una riduzione del consumo di energia e delle richieste di ossigeno da parte del miocardio. 2. Il meccanismo d’azione dell’amlodipina coinvolge probabilmente anche la dilatazione delle principali arterie coronariche e delle arteriole coronariche, sia nelle regioni normalmente irrorate che in quelle ischemiche. Questa dilatazione aumenta l’apporto di ossigeno al miocardio nei pazienti con spasmo coronarico (angina di Prinzmetal o variante). Nei pazienti con ipertensione, una dose singola giornaliera determina riduzioni clinicamente significative della pressione arteriosa sia in clinostatismo che in ortostatismo che perdura per 24 ore. A causa della graduale insorgenza dell’effetto dell’amlodipina, l’ipotensione acuta non rappresenta un evento legato alla somministrazione del farmaco. Nei pazienti con angina, la monosomministrazione giornaliera di amlodipina aumenta il tempo di esercizio totale, il tempo all’ insorgenza di un attacco anginoso, il tempo alla comparsa del sotto slivellamento di 1 mm del segmento ST, e diminuisce sia la frequenza degli attacchi di angina che il consumo di compresse di nitroglicerina. Il trattamento con amlodipina non si associa ad alcun effetto metabolico indesiderato o ad alterazioni del profilo dei lipidi plasmatici e risulta idoneo per l’impiego in pazienti affetti da malattie concomitanti come asma, diabete e gotta.



Uso in pazienti affetti da coronaropatia (CAD)
È stata valutata l’efficacia di amlodipina nella prevenzione di eventi clinici in pazienti affetti da coronaropatia (CAD) in uno studio clinico indipendente, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su 1997 pazienti: lo studio CAMELOT (

Comparison of Amlodipine vs Enalapril to Limit Occurrences of Thrombosis – Confronto tra amlodipina ed enalapril nel ridurre gli eventi trombotici). Di questi pazienti, 663 sono stati trattati con amlodipina 5–10 mg, 673 pazienti sono stati trattati con enalapril 10–20 mg e 655 pazienti sono stati trattati con placebo, in aggiunta al trattamento standard con statine, beta–bloccanti, diuretici e aspirina, per 2 anni. I principali risultati di efficacia sono riportati nella Tabella 1. Questi risultati indicano che il trattamento con amlodipina è stato associato ad un numero inferiore di ospedalizzazioni per angina e procedure di rivascolarizzazione in pazienti affetti da coronaropatia.


Tabella 1. Incidenza degli outcome clinici significativi dello studio CAMELOT


Tasso di eventi cardiovascolari,

n (%)
Amlopidina vs. Placebo
Esiti Amlopidina Placebo Enalapril Hazard Ratio (IC95%) Valore di P


Endpoint primari
Eventi avversi cardiovascolari 110 (16,6) 151 (23,1) 136 (20,2) 0,69 (0,54–0,88) 0,003


Singole componenti
Rivascolarizzazione coronarica 78 (11,8) 103 (15,7) 95 (14,1) 0,73 (0,54–0,98) 0,03
Ospedalizzazione per angina 51 (7,7) 84 (12,8) 86 (12,8) 0,58 (0,41–0,82) 0,002
IM non fatale 14 (2,1) 19 (2,9) 11 (1,6) 0,73 (0,37–1,46) 0,37
Ictus o TIA 6 (0,9) 12 (1,8) 8 (1,2) 0,50 (0,19–1,32) 0,15
Decesso per cause cardiovascolari 5 (0,8) 2 (0,3) 5 (0,7) 2,46 (0,48–12,7) 0,27
Ospedalizzazione per insufficienza cardiaca congestizia (ICC) 3 (0,5) 5 (0,8) 4 (0,6) 0,59 (0,14–2,47) 0,46
Arresto cardiaco resuscitato 0 4 (0,6) 1 (0,1) NA 0,04
Arteriopatia periferica di nuova insorgenza 5 (0,8) 2 (0,3) 8 (1,2) 2,6 (0,50–13,4) 0,24
Abbreviazioni: ICC, insufficienza cardiaca congestizia; IC, intervallo di confidenza; IM, infarto del miocardio; TIA, attacco ischemico transitorio


Uso in pazienti con insufficienza cardiaca Studi di emodinamica condotti su pazienti affetti da insufficienza cardiaca e studi clinici basati sulla capacità di esercizio di pazienti affetti da insufficienza cardiaca di classe NYHA II–IV, hanno dimostrato che l’amlodipina non provoca alcun deterioramento clinico, come rilevabile dalla tolleranza all’esercizio fisico, dalla frazione di eiezione del ventricolo sinistro e dalla sintomatologia clinica. Uno studio controllato verso placebo (PRAISE), ideato per valutare i pazienti affetti da insufficienza cardiaca di classe NYHA III–IV sottoposti a terapia con digossina, diuretici e ACE–inibitori, ha dimostrato che l’amlodipina non ha determinato un aumento del rischio di mortalità né un rischio combinato di mortalità e morbilità nell’ insufficienza cardiaca. In uno studio sull’amlodipina di follow–up a lungo termine controllato vs placebo (PRAISE 2), in pazienti affetti da scompenso cardiaco di classe NYHA III–IV senza sintomi clinici o riscontri oggettivi o indicativi di patologia ischemica, trattati con dosi fisse di ACE–inibitori, digitalici e diuretici, l’amlodipina non ha prodotto effetti sulla mortalità totale o cardiovascolare. Nell’ambito di questa stessa popolazione, il trattamento con amlodipina è stato associato ad un aumento delle segnalazioni di edema polmonare.



Studio clinico sul trattamento per la prevenzione dell’attacco cardiaco (ALLHAT)
Uno studio clinico di morbilità–mortalità, randomizzato, in doppio cieco denominato ALLHAT (Antihypertensive and Lipid–Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial), è stato condotto per mettere a confronto le due più recenti terapie farmacologiche: amlodipina 2,5–10 mg/die (bloccante dei canali del calcio) o lisinopril 10–40 mg/die (ACE–inibitore) come terapie di prima linea rispetto al trattamento con il diuretico tiazidico clortalidone 12,5–25 mg/die, nell’ipertensione da lieve a moderata. In totale sono stati randomizzati 33.357 pazienti ipertesi di età ≥ 55 anni che sono stati seguiti per una media di 4,9 anni. I pazienti presentavano almeno un fattore di rischio aggiuntivo di coronaropatia, inclusi: pregresso infarto del miocardio o ictus (> 6 mesi prima dell’arruolamento) o altra malattia cardiovascolare aterosclerotica documentata (complessivamente 51,5%), diabete di tipo 2 (36,1%), C–HDL < 35 mg/dl (11,6%), ipertrofia del ventricolo sinistro diagnosticata mediante elettrocardiogramma o ecocardiografia (20,9%), attualmente fumatore (21,9%). L’

endpoint primario consisteva in una combinazione di cardiopatia coronarica fatale o infarto del miocardio non fatale. Non è stata osservata alcuna differenza significativa nell’

endpoint primario tra la terapia a base di amlodipina e quella a base di clortalidone: RR 0,98, IC 95% (0,90–1,07) p=0,65. Tra gli

endpoint secondari, l’incidenza di insufficienza cardiaca (una delle componenti dell’

endpoint cardiovascolare composito) è stata significativamente più elevata nel gruppo amlodipina rispetto al gruppo clortalidone (10,2% vs 7,7%, RR: 1,38, IC95% [1,25–1,52] p<0,001). Tuttavia, non è stata osservata alcuna differenza nella mortalità per tutte le cause tra la terapia a base di amlodipina e quella a base di clortalidone. RR: 0,96 IC95% [0,89–1,02] p=0,20.



Uso pediatrico (bambini ≥ 6 anni di età)
In uno studio su 268 bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni principalmente affetti da ipertensione secondaria, in cui sono stati confrontati amlodipina 2,5 mg e 5,0 mg con placebo, è stato dimostrato che entrambe le dosi di farmaco riducono la pressione arteriosa sistolica in misura significativamente maggiore rispetto al placebo. La differenza tra i due dosaggi non è risultata statisticamente significativa. Non sono stati studiati gli effetti a lungo termine dell’ amlodipina sulla crescita, la pubertà e lo sviluppo generale. Inoltre, non è stata stabilita l’efficacia a lungo termine della terapia con amlodipina in età pediatrica in vista di una riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare in età adulta.


Assorbimento, distribuzione,

legame con le proteine plasmatiche
: Dopo la somministrazione orale di dosi terapeutiche, l’amlodipina è ben assorbita con livelli di picco plasmatico entro le 6–12 ore dalla somministrazione. La biodisponibilità assoluta è stata stimata tra il 64 e l’80%. Il volume di distribuzione è di circa 21 l/kg. Studi

in vitro hanno dimostrato che l’amlodipina si lega alle proteine plasmatiche per circa il 97,5%. L’assunzione di cibo non altera la biodisponibità di amlodipina.

Biotrasformazione/eliminazione L’emivita di eliminazione plasmatica terminale varia tra 35 – 50 ore, ed è coerente con la monosomministrazione giornaliera. L’amlodipina è ampiamente metabolizzata dal fegato in metaboliti inattivi e il 10% viene eliminato con le urine come molecola base e il 60% in forma metabolizzata.

Uso nella compromissione epatica Sono disponibili dati clinici molto limitati relativi alla somministrazione di amlodipina in pazienti con insufficienza epatica. I pazienti con insufficienza epatica presentano una diminuzione della clearance dell’ amlodipina, con un conseguente prolungamento dell’ emivita ed un aumento dell’AUC di circa il 40–60%

Uso negli anziani Il tempo necessario per raggiungere le concentrazioni plasmatiche di picco dell’amlodipina è analogo a quello per i pazienti più giovani. Nei pazienti anziani la clearance dell’amlodipina tende a ridursi con conseguenti aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione terminale. Gli aumenti dell’AUC e dell’emivita di eliminazione nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia erano attesi per i pazienti di questa fascia di età.

Uso nei bambini Uno studio di farmacocinetica sulla popolazione è stato condotto su 74 bambini ipertesi, di età compresa tra 1 e 17 anni (con 34 pazienti di età compresa tra 6 e 12 anni e 28 pazienti di età compresa tra 13–17 anni), che hanno ricevuto una dose di amlodipina compresa tra 1,25 e 20 mg somministrati una o due volte al giorno. Nei bambini tra i 6 e i 12 anni di età e negli adolescenti di età compresa tra 13e17 anni, la tipica clearance orale (CL/F) è stata rispettivamente 22,5 e 27,4 l/h nei maschi e 16,4 e 21,3 l/h nelle femmine. E’ stata osservata una grande variabilità nell’esposizione tra gli individui. I dati riportati nei bambini di età inferiore ai 6 anni sono limitati.




Tossicologia riproduttiva:
Studi sulla riproduzione in ratti e topi hanno mostrato parto ritardato, travaglio prolungato e ridotta sopravvivenza dei neonati a dosaggi circa 50 volte superiori rispetto alla dose massima raccomandata nell’uomo in base al rapporto mg/kg.

Compromissione della fertilità Non è stato rilevato alcun effetto sulla fertilità dei ratti trattati con amlodipina (i maschi per 64 giorni e le femmine per 14 giorni prima dell’accoppiamento) a dosi fino a 10 mg/Kg/die (pari a 8 volte la dose massima di 10 mg su base mgm² raccomandata nell’uomo*). Un altro studio condotto su ratti maschi trattati con amlodipina besilato per 30 giorni ad una dose comparabile a quella somministrata nell’uomo (mg/kg), ha mostrato una diminuzione di testosterone e di ormoni follicolo–stimolanti nel plasma, così come diminuzioni di densità dello sperma e del numero di cellule spermatiche mature e cellule di Sertoli.



Carcinogenesi, Mutagenesi
Ratti e topi trattati per due anni con amlodipina nella dieta, a concentrazioni calcolate in modo da fornire livelli giornalieri di 0,5, 1,25 e 2,5 mg/kg/die, non hanno dimostrato alcuna evidenza di carcinogenicità. La dose più alta (per i ratti pari a due volte la dose clinica massima di 10 mg su base mgm² raccomandata nell’uomo* e per i topi simile a tale dose massima raccomandata) era vicina alla massima dose tollerata dai topi ma non dai ratti. Studi sulla mutagenesi non hanno rilevato effetti collegati al farmaco né a livello genetico né cromosomico. *Calcolata su un paziente del peso di 50 kg