Zuglimet 40cpr Riv 850mg Metformina cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Metformina cloridrato (17 equivalenti)
Prezzo: 2.53 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 2.53
Classe: A
ATC: A10BA02 Metformina
Azienda: Zentiva Italia Srl (11388870153)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Zuglimet?



ZUGLIMET 850 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Zuglimet?

Ogni compressa rivestita con film contiene 850 mg di metformina cloridrato equivalente a 662,9 mg di metformina base. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Zuglimet? Zuglimet contiene lattosio o glutine?



Nucleo della compressa: Ipromellosa Povidone K25 Magnesio stearato

Rivestimento: Ipromellosa Macrogol 6000 Titanio diossido (E171)

Domande: a cosa serve Zuglimet? Per quali malattie si prende Zuglimet?

Trattamento del diabete mellito di tipo 2, in particolare in pazienti in sovrappeso, nei casi in cui il regime alimentare e l’esercizio fisico non siano da soli sufficienti a ottenere un controllo adeguato della glicemia.
• Negli adulti, la metformina può essere utilizzata in monoterapia o in combinazione con altri farmaci antidiabetici orali, oppure con insulina.
• Nei bambini a partire dai 10 anni di età e negli adolescenti, la metformina può essere utilizzata in monoterapia o in combinazione con insulina. Una riduzione delle complicanze del diabete è stata dimostrata nei pazienti adulti in sovrappeso affetti da diabete di tipo 2 trattati con metformina come terapia di prima linea in seguito ad insuccesso della dieta (vedere paragrafo 5.1).

Domande: quando non bisogna prendere Zuglimet?


• Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1;
• Chetoacidosi diabetica, pre–coma diabetico;
• Insufficienza renale moderata (stadio 3b) e grave o disfunzione renale (CrCl < 45 ml/min o eVFG < 45 ml/min/1,73 m²);
• Condizioni acute con potenziale alterazione della funzione renale, come disidratazione, infezione grave, shock;
• Malattie che possono provocare ipossia tessutale (specialmente malattia acuta o peggioramento della malattia cronica), come: insufficienza cardiaca scompensata o insufficienza respiratoria, recente infarto miocardico, shock;
• Insufficienza epatica, intossicazione acuta da alcol, alcolismo.

Domande: come si prende Zuglimet? qual è il dosaggio raccomandato di Zuglimet? Quando va preso nella giornata Zuglimet



Posologia Adulti:

Monoterapia e in combinazione con altri agenti antidiabetici orali Normalmente, la dose iniziale è di 500 mg oppure 850 mg di metformina cloridrato 2 o 3 volte al giorno durante o dopo i pasti. Dopo 10 – 15 giorni la dose deve essere adeguata sulla base del tasso ematico di glucosio. Un aumento graduale della dose può migliorare la tollerabilità gastrointestinale. La dose massima raccomandata di metformina cloridrato è di 3 g al giorno divisi in 3 dosi. Se si intende passare da un altro farmaco antidiabetico orale alla metformina, sospendere il trattamento con l’altro farmaco e iniziare il trattamento con metformina alle dosi sopra indicate.

Combinazione con insulina La metformina e l’insulina possono essere usate in associazione al fine di raggiungere un migliore controllo del tasso ematico di glucosio. La metformina cloridrato viene somministrata solitamente con una dose iniziale di 500 mg o 850 mg 2 o 3 volte al giorno, mentre il dosaggio dell’insulina viene definito in base al tasso ematico di glucosio. Anziani: Data la potenziale riduzione della funzione renale nei soggetti anziani, il dosaggio della metformina deve essere adattato sulla base della funzione renale. È necessaria una valutazione regolare della funzione renale (vedere paragrafo 4.4). Danno renale Metformina può essere usata in pazienti con danno renale moderato, di stadio 3a (clearance della creatinina [CrCl] 45–59 ml/min o velocità di filtrazione glomerulare stimata [eVFG] 45 –59 ml/ min/1,73 m²) solo in assenza di altre condizioni che possono aumentare il rischio di acidosi lattica e con i seguenti aggiustamenti di dose: La dose iniziale è di 500 mg o 850 mg di metformina cloridrato una volta al giorno. La dose massima è 1000 mg al giorno, suddivisa in 2 dosi. Deve essere attentamente monitorata la funzione renale (ogni 3–6 mesi). Se CrCl o eVFG diminuisce a < 45 ml/min o < 45 ml/min/1,73 m² rispettivamente, metformina deve essere interrotta immediatamente. Popolazione pediatrica: Monoterapia e combinazione con insulina
• Metformina può essere usata in bambini dai 10 anni di età e negli adolescenti.
• Normalmente, la dose iniziale è di una compressa da 500 mg oppure 850 mg di metformina cloridrato una volta al giorno, durante o dopo i pasti. Dopo 10 – 15 giorni la dose deve essere adattata in base alle misurazioni della glicemia. Un aumento graduale della dose può migliorare la tollerabilità gastrointestinale. La dose massima raccomandata di metformina è di 2 g al giorno suddivisa in due o tre dosi.

Modo di somministrazione Le compresse si possono rompere a metà per semplificare la somministrazione, ma le due metà devono essere prese insieme alla stessa ora.

Domande: Zuglimet va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Zuglimet entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede alcuna particolare condizione di conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Zuglimet? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Zuglimet?



Acidosi lattica: L’acidosi lattica è una complicanza metabolica molto rara, ma grave (alto tasso di mortalità in assenza di un trattamento immediato), che può verificarsi in seguito all’accumulo della metformina. Sono stati riferiti casi di acidosi lattica in pazienti trattati con la metformina verificatasi principalmente in pazienti diabetici affetti da insufficienza renale o peggioramento acuto della funzione renale. Attenzione speciale deve essere presa per le situazioni in cui la funzione renale può essere compromessa, per esempio in caso di disidratazione (grave diarrea o vomito), o quando si inizia una terapia antiipertensiva o terapia diuretica e quando si inizia una terapia con un antiinfiammatorio non steroideo (FANS). Nelle condizioni acute elencate, metformina deve essere temporaneamente sospesa. Devono essere considerati altri fattori di rischio associati per evitare l’acidosi lattica come un diabete controllato male, chetosi, digiuno prolungato, assunzione eccessiva di alcool, insufficienza epatica e qualunque condizione associata a ipossia (come insufficienza cardiaca scompensata, infarto acuto del miocardio) (vedere anche paragrafo 4.3). Il rischio di acidosi lattica deve essere considerata nei casi di segni non specifici come crampi muscolari, disturbi digestivi come dolori addominali e grave astenia. I pazienti devono essere istruiti sulla necessità di comunicare immediatamente questi segni al proprio medico se si verificano, in particolare se i pazienti hanno avuto in passato una buona tollerabilità alla metformina. Metformina deve essere sospesa almeno temporaneamente, fino a quando non sia chiarita la situazione. La reintroduzione deve essere discussa prendendo in considerazione il rapporto beneficio/rischio su base individuale così come la funzione renale.

Diagnosi: L’acidosi lattica è caratterizzata da dispnea acidotica, dolore addominale e ipotermia seguita da coma. Gli esami diagnostici di laboratorio evidenziano un diminuito pH ematico, livelli di lattato plasmatico superiori a 5 mmol/l, e un aumento del deficit anionico e del rapporto lattato/piruvato. In caso di acidosi lattica, il paziente deve essere ospedalizzato immediatamente (vedere paragrafo 4.9). Il medico deve avvisare il paziente sui rischi e sintomi dell’acidosi lattica.


Funzione renale: Poiché la metformina è escreta dal rene, la clearance della creatinina (che può essere valutata dai livelli serici della creatinina usando la formula di Cockcroft–Gault) o eVFG deve essere determinata prima di iniziare il trattamento e in seguito verificate con regolarità: * almeno una volta l’anno in pazienti con normale funzione renale, * almeno da due a quattro volte l’anno in pazienti con clearance della creatinina ai limiti più bassi della norma e nei pazienti anziani. Nel caso in cui la CrCl sia < 45 ml/min (eVFG < 45 ml/min/1,73 m²) metformina è controindicata (vedere paragrafo 4.3). Una diminuita funzione renale nei pazienti anziani è frequente e asintomatica. Si deve prestare particolare cautela in situazioni di probabile alterazione della funzione renale, ad esempio in caso di disidratazione o quando si inizia una terapia antipertensiva o una terapia diuretica o quando si inizia un trattamento con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS). In questi casi si raccomanda anche un controllo della funzione renale prima di iniziare il trattamento con metformina.

Funzione cardiaca I pazienti con insufficienza cardiaca sono maggiormente a rischio di ipossia e insufficienza renale. In pazienti con insufficienza cardiaca cronica stabile, metformina può essere usata con un controllo regolare della funzione cardiaca e renale. Per i pazienti con insufficienza cardiaca acuta instabile la metformina è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Somministrazione di mezzi di contrasto iodati: La somministrazione endovasale di mezzi di contrasto iodati nel corso di esami radiologici può portare a insufficienza renale. Questo può portare ad accumulo di metformina e può aumentare il rischio di acidosi lattica. In pazienti con eVFG > 60 ml/min/1,73 m², metformina deve essere interrotta prima o al momento della somministrazione di mezzi di contrasto iodati e non deve essere reintrodotta fino almeno a 48 ore dopo e solo dopo che la funzione renale sia stata rivalutata e non ci sia ulteriore deterioramento (vedere paragrafo 4.5). In pazienti con danno renale moderato (eGFR tra 45 e 60 ml/min/1,73 m²), metformina deve essere interrotta 48 ore prima della somministrazione di mezzi di contrasto iodati e non deve essere ripresa prima delle 48 ore successive, e solo dopo che la funzione renale sia stata nuovamente rivalutata e non ulteriormente deteriorata (vedere paragrafo 4.5).

Chirurgia: Il trattamento con la metformina deve essere interrotto 48 ore prima di un intervento di chirurgia elettiva in anestesia generale, spinale o peridurale. La terapia deve essere ripresa non prima di 48 ore dall’intervento o del ripristino dell’alimentazione orale e solo se è stata stabilita la normale funzione renale.

Popolazione pediatrica: Prima di iniziare il trattamento con la metformina, deve essere confermata la diagnosi di diabete mellito di tipo 2. Nel corso di studi clinici controllati della durata di un anno, non sono stati rilevati effetti della metformina sulla crescita o la pubertà; tuttavia non si dispone di dati a lungo termine riguardo queste specifiche situazioni. Pertanto, si raccomanda un attento follow–up in relazione a questi parametri nei bambini trattati con la metformina, in particolare nei bambini in età pre–puberale.

Bambini di età compresa tra i 10 e 12 anni: Negli studi clinici controllati, condotti su bambini e adolescenti, sono stati inclusi solo 15 soggetti di età compresa tra 10 e 12 anni. Anche se i dati di efficacia e sicurezza della metformina per questi bambini non si siano discostati da quelli rilevati per gli adolescenti, si raccomanda particolare cautela nel prescrivere il medicinale ai bambini di età compresa tra i 10 e i 12 anni.

Altre precauzioni: – Tutti i pazienti devono continuare la loro dieta con una regolare distribuzione di assunzione di carboidrati durante il giorno. I pazienti in sovrappeso devono continuare la loro dieta a restrizione energetica. – I normali esami di laboratorio per il monitoraggio del diabete devono essere eseguiti regolarmente. – Metformina da sola non causa ipoglicemia, ma si deve prestare cautela quando è usata in combinazione con insulina o altri antidiabetici orali (come ad esempio sulfoniluree o meglitinidi). – Si raccomanda un controllo regolare dei livelli dell’ormone stimolante la tiroide (TSH) nei pazienti con ipotiroidismo (vedere paragrafo 4.8). – Il trattamento a lungo termine con metformina è stato associato a una diminuzione dei livelli serici di vitamina B12 che può causare neuropatia periferica. Si raccomanda un controllo dei livelli serici di vitamina B12 (vedere paragrafo 4.8).

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Zuglimet? Quali alimenti possono interferire con Zuglimet?



Associazioni non raccomandate:

Alcol L’intossicazione acuta da alcol è associata ad un aumentato rischio di acidosi lattica, in particolare nei seguenti casi:
• digiuno o malnutrizione,
• insufficienza epatica. Evitare il consumo di alcol e di prodotti medicinali contenenti alcol.

Mezzi di contrasto iodati La somministrazione endovena di mezzi di contrasto iodati può provocare insufficienza renale, con conseguente accumulo di metformina e aumento del rischio di acidosi lattica. Nei pazienti con eVFG > 60 ml/min/1,73 m², metformina deve essere interrotta prima o al momento del test e non deve essere reintrodotta fino a 48 ore dopo, e solo dopo che la funzione renale sia stata nuovamente valutata e non sia ulteriormente deteriorata (vedere paragrafo 4.4). In pazienti con danno renale moderato (eGFR tra 45 e 60 ml/min/1,73 m²), metformina deve essere interrotta 48 ore prima della somministrazione di mezzi di contrasto iodati e non deve essere ripresa prima delle 48 ore successive, e solo dopo che la funzione renale sia stata nuovamente rivalutata e non ulteriormente deteriorata.

Associazioni che richiedono precauzioni per l’uso:

Medicinali con attività iperglicemica intrinseca (ad esempio glucocorticoidi (via sistemica e locale), e simpaticomimetici): Può essere richiesto un più frequente controllo del glucosio nel sangue in particolare all’inizio del trattamento con questi medicinali; potrebbe anche rendersi necessario l’adeguamento della dose di metformina durante la terapia con questi medicinali e a seguito della loro sospensione.

Diuretici, soprattutto diuretici dell’ansa: Possono aumentare il rischio di acidosi lattica data la loro capacità di ridurre la funzionalità renale.

Fenprocumone La metformina può diminuire l’effetto anticoagulante di fenprocumone. Si raccomanda quindi uno stretto controllo dell’INR.

Levotiroxina La levotiroxina può diminuire l’effetto ipoglicemizzante di metformina. Si raccomanda un controllo dei livelli di glucosio, soprattutto quando la terapia con l’ormone tiroideo viene iniziata o sospesa, e se necessario il dosaggio della metformina deve essere modificato.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Zuglimet? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Zuglimet?

All’inizio del trattamento, le reazioni avverse più comuni sono nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e perdita dell’appetito che si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi. Per prevenirli si raccomanda di prendere la metformina in 2 o 3 dosi giornaliere e aumentarle lentamente. Le seguenti reazioni avverse possono verificarsi nel trattamento con metformina. Le frequenze sono definite di seguito: molto comune: >1/10; comune: >1/100, <1/10; non comune: >1/1.000, <1/100; raro: >1/10.000, <1/1.000; molto raro: <1/10.000, non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascun gruppo di frequenze, le reazioni avverse sono indicate in ordine di gravità decrescente.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Non nota:
• Anemia emolitica.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto raro:
• Acidosi lattica (vedere paragrafo 4.4);
• Riduzione dell’assorbimento della vitamina B12 con riduzione dei suoi livelli serici durante l’uso a lungo termine di metformina. Si raccomanda di prendere in considerazione l’eziologia se un paziente presenta anemia megaloblastica.

Non nota:
• Nell’esperienza post commercializzazione sono stati segnalati casi di neuropatia periferica in pazienti con deficit di vitamina B12 (vedere paragrafo 4.4).

Patologie del sistema nervoso

Comune:
• Disturbi del gusto.

Non nota:
• Encefalopatia.

Patologie gastrointestinali

Molto comune:
• Patologie gastrointestinali così come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e perdita di appetito. Questi effetti indesiderati si manifestano con maggiore frequenza all’inizio della terapia e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Per prevenirli, si raccomanda di assumere la metformina in due o tre dosi giornaliere durante o dopo i pasti. Un aumento progressivo della dose può anche favorire la tollerabilità gastrointestinale.

Patologie epatobiliari

Molto raro:
• Casi isolati di test di funzionalità epatica anormale o epatiti risolte dopo interruzione di metformina.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Molto raro:
• Reazioni cutanee come eritema, prurito e orticaria.

Non nota:
• Fotosensibilità.

Esami diagnostici

Non nota:
• Riduzione dei livelli di tireotropina in pazienti con ipotiroidismo;
• Ipomagnesemia nell’ambito della diarrea.

Popolazione pediatrica I dati pubblicati e post–commercializzazione e quelli risultati da studi clinici controllati condotti su una popolazione pediatrica limitata di età compresa tra 10 e 16 anni trattata per un anno, indicano eventi avversi di natura e gravità simili a quelli riportati per gli adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Zuglimet? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Zuglimet?

Non è stata osservata ipoglicemia con dosi di metformina cloridrato fino a 85 g, nonostante in tali circostanze si sia verificata acidosi lattica. Un sovradosaggio elevato di metformina o rischi concomitanti possono provocare acidosi lattica. L’acidosi lattica è un’emergenza medica e deve essere trattata in ospedale. Il metodo più efficace per rimuovere il lattato e la metformina è l’emodialisi. Si possono verificare pancreatiti nel contesto di un sovradosaggio da metformina.

Domande: Zuglimet si può prendere in gravidanza? Zuglimet si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Diabete non controllato durante la gravidanza (gestazionale o permanente) è associato ad un aumento del rischio di anormalità congenite e mortalità perinatale. Una limitata quantità di dati sull’uso di metformina in donne in gravidanza non ha indicato un aumento del rischio di anomalie congenite. Gli studi su animali non indicano effetti dannosi sulla gravidanza, lo sviluppo embrionale o fetale, il parto o lo sviluppo postnatale (vedere paragrafo 5.3). Se una donna affetta da diabete pianifica una gravidanza o è già in gravidanza, il diabete non deve essere trattato con la metformina, ma si raccomanda di passare all’insulina al fine di mantenere i livelli di glicemia il più possibile vicini a quelli normali e ridurre il rischio di malformazioni fetali.

Allattamento La metformina è escreta nel latte umano. Non sono stati osservati eventi avversi in neonati o bambini allattati al seno. Tuttavia, poichè i dati disponibili sono limitati l’allattamento al seno non è raccomandato durante il trattamento con metformina. La decisione di interrompere l’allattamento al seno deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento e il potenziale rischio di eventi avversi sul bambino.

Fertilità La metformina non ha avuto effetti sulla fertilità dei ratti maschi e femmine quando somministrata ad alte dosi, 600 mg/Kg/die, che è la dose approssimativamente tre volte superiore la dose giornaliera massima raccomandata confrontando la superficie corporea.
Categoria farmacoterapeutica: farmaci ipoglicemizzanti, escluse le insuline; Biguanidi. Codice ATC: A10BA02. Meccanismo d’azione La metformina è una biguanide con effetti antiperglicemici che riduce sia il glucosio plasmatico basale sia il glucosio postprandiale. Non stimola la secrezione di insulina e quindi non causa ipoglicemia. La metformina può agire mediante 3 meccanismi: (1) riducendo la produzione di glucosio epatico attraverso l’inibizione della gluconeogenesi e della glicogenolisi; (2) nei muscoli, incrementando la sensibilità all’insulina, migliorando l’assorbimento e l’utilizzo di glucosio periferico; (3) e ritardando l’assorbimento del glucosio intestinale. La metformina stimola la sintesi del glicogeno intracellulare agendo sulla glicogeno–sintetasi. La metformina aumenta la capacità di trasporto di tutti i tipi di trasportatori di membrana del glucosio (GLUT) conosciuti fino ad oggi. Effetti farmacodinamici Negli studi clinici l’uso della metformina è stato associato a una stabilizzazione del peso corporeo o modesta perdita di peso. Nell’uomo indipendentemente dal meccanismo d’azione, metformina favorisce l’effetto sul metabolismo dei lipidi. Questo è stato visto in studi clinici controllati a medio e lungo termine a dosi terapeutiche: metformina riduce il colesterolo totale, colesterolo LDL e i livelli dei trigliceridi.

Efficacia clinica Lo studio prospettico randomizzato (UKPDS) ha dimostrato il beneficio a lungo termine del controllo intensivo della glicemia nei pazienti adulti con diabete di tipo 2. L’analisi dei risultati per i pazienti in sovrappeso trattati con metformina, in seguito all’insuccesso della sola dieta, ha dimostrato:
• una riduzione significativa del rischio assoluto di qualsiasi complicanza collegata al diabete nel gruppo metformina cloridrato (29,8 eventi/1.000 pazienti/anno) rispetto alla sola dieta (43,3 eventi/1.000 pazienti/anno), p=0,0023, e rispetto ai gruppi in terapia combinata con sulfoniluree e in monoterapia con insulina (40,1 eventi/1.000 pazienti/anno), p=0,0034;
• una riduzione significativa del rischio assoluto di mortalità collegata al diabete: metformina cloridrato: 7,5 eventi/1.000 pazienti/anno; dieta da sola: 12,7 eventi/1.000 pazienti/anno, p=0,017;
• una riduzione significativa del rischio assoluto di mortalità complessiva: metformina cloridrato: 13,5 eventi/1.000 pazienti/anno rispetto alla sola dieta: 20,6 eventi/1.000 pazienti/anno (p=0,011), e rispetto ai gruppi in terapia combinata con sulfoniluree e in monoterapia con insulina: 18,9 eventi/1.000 pazienti/anno (p=0,021);
• una riduzione significativa del rischio assoluto di infarto miocardico: metformina: 11 eventi/1.000 pazienti/anno; dieta da sola: 18 eventi/1.000 pazienti/anno (p=0,01). Non sono stati riscontrati benefici riguardo all’esito clinico della metformina cloridrato utilizzata come terapia di seconda linea in associazione con una sulfonilurea. Nel diabete di tipo 1, l’associazione di metformina e insulina è stata somministrata a pazienti selezionati, tuttavia non è stato formalmente stabilito il beneficio clinico di tale combinazione.

Popolazione pediatrica Studi clinici controllati, condotti su una popolazione pediatrica limitata di età compresa fra 10 e 16 anni trattati per un anno, hanno dimostrato una risposta nel controllo glicemico simile a quella riscontrata negli adulti.




Assorbimento
: Dopo una dose orale di metformina cloridrato compresse, la concentrazione plasmatica massima (Cmax) si raggiunge in approssimativamente 2,5 ore (Tmax). La biodisponibilità assoluta di una compressa da 500 mg o 850 mg di metformina cloridrato è circa del 50–60 % nei soggetti sani. Dopo una dose orale, la frazione non assorbita rilevata nelle feci è stata del 20–30%. Dopo la somministrazione orale, l’assorbimento della metformina è saturabile e incompleto. Si presume che la farmacocinetica dell’assorbimento della metformina sia di tipo non lineare. Alle dosi raccomandate di metformina e ai programmi di dosaggio definiti, le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario si raggiungono entro 24–48 ore e generalmente sono inferiori a 1 mcg/ml. In sperimentazioni cliniche controllate, i livelli plasmatici massimi di metformina (Cmax) non superano i 5 mcg/ml, anche alle dosi massime. Il cibo riduce l’entità dell’assorbimento della metformina e lo ritarda leggermente. In seguito alla somministrazione orale di una dose da 850 mg in compressa, si sono osservati una riduzione del 40 % della concentrazione del picco del plasma, una diminuzione del 25 % dell’AUC (area sotto la curva) e un allungamento di 35 minuti del tempo necessario per arrivare al picco delle concentrazioni plasmatiche. Non è nota la rilevanza clinica di tali riduzioni.



Distribuzione
: Il legame alle proteine plasmatiche è trascurabile. La metformina si distribuisce negli eritrociti. Il picco ematico è inferiore al picco plasmatico e si verifica pressoché contemporaneamente. I globuli rossi rappresentano probabilmente un comparto di distribuzione secondaria. Il volume medio di distribuzione (Vd) va da 63 a 276 l.



Metabolismo
: La metformina è escreta invariata nell’urina. Non sono stati identificati metaboliti nell’uomo.



Eliminazione
: La clearance renale della metformina è > 400 ml/min, ciò indica che la metformina viene eliminata mediante filtrazione glomerulare e secrezione tubulare. In seguito a una dose orale, l’emivita apparente di eliminazione terminale è di circa 6,5 ore. Nei casi di funzione renale alterata, la clearance renale diminuisce proporzionalmente alla clearance della creatinina, ciò prolunga l’emivita di eliminazione, con conseguente aumento dei livelli di metformina nel plasma. Caratteristiche in gruppi specifici di pazienti

Danno renale I dati disponibili nei soggetti con insufficienza renale moderata sono scarse e non è fattibile una stima sull’esposizione sistemica alla metformina in questo sottogruppo rispetto ai soggetti con funzione renale normale. Quindi l’adattamento della dose deve essere fatto considerando l’efficacia clinica/tollerabilità (vedere paragrafo 4.2).



Popolazione pediatrica
: Studi su dosi singole: in seguito alla somministrazione di singole dosi di metformina cloridrato 500 mg, i pazienti pediatrici hanno dimostrato profili farmacocinetici simili a quelli osservati negli adulti sani. Studi su dosi multiple: i dati si limitano a un solo studio. In seguito a dosi da 500 mg ripetute due volte al giorno (BID) per 7 giorni in pazienti pediatrici, la concentrazione del picco plasmatico (Cmax) e l’esposizione sistemica (AUC0–t) si sono ridotte rispettivamente del 33 % e 40 % circa, rispetto ad adulti diabetici che hanno assunto dosi ripetute da 500 mg BID per 14 giorni. Poiché la dose è titolata singolarmente in base al controllo della glicemia, questo ha scarsa rilevanza clinica.
Sulla base di studi convenzionali riguardanti la sicurezza farmacologica, tossicità di dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva, i dati preclinici non mostrano particolari pericoli per l’uomo.