Bicalutamide Rat 28cpr Riv 150 Bicalutamide

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Bicalutamide (18 equivalenti)
Prezzo: 126.48 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 126.48
Classe: A
ATC: L02BB03 Bicalutamide
Azienda: Ratiopharm Italia Srl (12582960154)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: Si
Glutine: No
Nota: A7 Nota CUF A7

Domande: qual è il nome commerciale di Bicalutamide Rat?

BICALUTAMIDE RATIOPHARM 150 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Bicalutamide Rat?

Una compressa contiene 150 mg di bicalutamide. Eccipiente con effetto noto: una compressa contiene 105 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Bicalutamide Rat? Bicalutamide Rat contiene lattosio o glutine?



Nucleo della compressa Lattosio Monoidrato Cellulosa microcristallina Povidone (K30) Croscarmellosa sodica Magnesio stearato Silice colloidale anidra Solfato laurilsolfato

Rivestimento della compressa Ipromellosa 15cP (E464) Polidestrosio (E1200) Macrogol 4000 Titanio diossido (E171)

Domande: a cosa serve Bicalutamide Rat? Per quali malattie si prende Bicalutamide Rat?



Bicalutamide 150 mg è indicata in monoterapia o come adiuvante alla prostatectomia radicale o radioterapia, in pazienti affetti da carcinoma della prostata localmente avanzato ad alto rischio di progressione della patologia (vedere paragrafo 5.1).

Domande: quando non bisogna prendere Bicalutamide Rat?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. La bicalutamide è controindicata nei soggetti di sesso femminile e nei bambini (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione concomitante con terfenadina, astemizolo o cisapride è controindicata. (vedere paragrafo 4.5).

Domande: come si prende Bicalutamide Rat? qual è il dosaggio raccomandato di Bicalutamide Rat? Quando va preso nella giornata Bicalutamide Rat



Uomini adulti e anziani: Una compressa da 150 mg una volta al giorno. Bicalutamide 150 mg deve essere assunto ininterrottamente per almeno due anni oppure fino alla progressione della malattia.

Bambini ed adolescenti: La bicalutamide è controindicata nei bambini e negli adolescenti.

Compromissione della funzione renale: Per i pazienti con funzione renale compromessa non è necessario correggere la dose. Non c’è esperienza sull’uso di bicalutamide nei pazienti affetti da grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina <30 ml/min) (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione della funzione

epatica: Nei pazienti con lieve compromissione della funzione epatica non è necessario correggere la dose. Il medicinale si può accumulare in pazienti con compromissione della funzione epatica moderata o grave (vedere paragrafo 4.4.).



Metodo di somministrazione
: Via: orale Le compresse devono essere ingerite intere con del liquido.

Domande: Bicalutamide Rat va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Bicalutamide Rat entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Bicalutamide Rat? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Bicalutamide Rat?

Il trattamento deve essere iniziato sotto il diretto controllo di uno specialista. La bicalutamide è metabolizzata estesamente nel fegato. I dati mostrano che la sua eliminazione può essere più lenta nei soggetti con grave compromissione della funzione epatica, con conseguente incremento dell’accumulo di bicalutamide. Pertanto, la bicalutamide deve essere usata con cautela nei pazienti con compromissione della funzione epatica moderata o grave. Si deve prendere in considerazione un’analisi periodica della funzione del fegato, a causa della possibilità dimodificazioni a livello epatico. La maggior parte delle modificazioni è prevista entro i primi 6 mesi di terapia con bicalutamide. Raramente durante il trattamento con la bicalutamide sono state osservate gravi alterazioni epatiche ed insufficienza epatica, e sono stati riportati esiti fatali (vedere paragrafo 4.8). La terapia con bicalutamide deve essere interrotta in presenza di gravi alterazioni. È stato dimostrato che la bicalutamide inibisce il citocromo P450 (CYP 3A4), quindi si richiede cautela in caso di co–somministrazione con medicinali metabolizzati principalmente dal CYP 3A4 (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT. Nei pazienti con una storia di prolungamento dell’intervallo QT o con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT e nei pazienti che ricevono medicinali concomitanti che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5), prima di iniziare il trattamento con Bicalutamide ratiopharm i medici devono valutare il rapporto rischio–beneficio, inclusa la possibilità di Torsioni di punta. Dal momento che non c’è esperienza sull’uso di bicalutamide in pazienti con grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina <30 ml/min), si richiede cautela nell’uso della bicalutamide in questi pazienti. Nei pazienti cardiopatici è consigliabile il monitoraggio periodico della funzione cardiaca. Nei pazienti con una progressione oggettiva della malattia associata ad un PSA elevato, occorre considerare l’interruzione della terapia con bicalutamide. Il prodotto contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Bicalutamide Rat? Quali alimenti possono interferire con Bicalutamide Rat?

Gli studi

in vitro hanno mostrato che la bicalutamide è un inibitore del CYP3A4 con minori effetti inibitori sulle attività del CYP 2C9, 2C19 e 2D6. Sebbene gli studi clinici che hanno utilizzato antipirina come marcatore dell’attività del citocromo P450 (CYP) non abbiano mostrato evidenze di possibili interazioni medicinali con la bicalutamide, l’esposizione media al midazolam (AUC) è risultata aumentata fino all’80%, dopo somministrazione concomitante di bicalutamide per 28 giorni. Per i medicinali con un basso indice terapeutico tale aumento può assumere rilevanza clinica. Per questo motivo, l’uso concomitante di terfenadina, astemizolo e cisapride è controindicato (vedere paragrafo 4.3) e si deve usare cautela con la somministrazione concomitante di bicalutamide con composti come ciclosporina e inibitori dei canali del calcio. Può essere necessaria una riduzione della dose di questi medicinali, particolarmente se si evidenziano effetti del medicinale eccessivi o avversi. Nel caso della ciclosporina si raccomanda un attento monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche e delle condizioni cliniche soprattutto all’inizio e alla fine del trattamento con bicalutamide. Si deve usare cautela quando si prescrive la bicalutamide con altri medicinali che possono inibire l’ossidazione del medicinale, per es. cimetidina e ketoconazolo. In teoria ciò può tradursi in un incremento delle concentrazioni plasmatiche della bicalutamide, che può causare un aumento degli effetti indesiderati. Gli studi

in vitro hanno evidenziato che la bicalutamide può spostare l’anticoagulante cumarinico warfarin dai suoi siti di legame alle proteine. Pertanto, se si inizia la somministrazione di bicalutamide in pazienti già in trattamento con un anticoagulante cumarinico, il tempo di protrombina deve essere attentamente monitorato. Poiché il trattamento di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT, deve essere attentamente valutato l’uso concomitante di Bicalutamide ratiopharm con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o con medicinali in grado di indurre Torsioni di punta come i medicinali antiaritmici di classe IA (ad esempio chinidina, disopiramide) o di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici, ecc. (vedere paragrafo 4.4).

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Bicalutamide Rat? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Bicalutamide Rat?

In questo paragrafo, gli effetti indesiderati sono definiti come segue: Molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); raro (≥1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella 1: Frequenza delle reazioni avverse


Classificazione per sistemi e organi


Frequenza


Bicalutamide 150 mg/die (monoterapia)
Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Anemia
Disturbi del sistema immunitario Non comune Ipersensibilità, Angioedema e Orticaria
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune Anoressia, Diabete mellito, Diminuzione dell’appetito
Non comune Iperglicemia
Disturbi psichiatrici Comune Diminuzione della libido, Depressione
Patologie cardiache Non nota Prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.4 e 4.5)
Patologie del sistema nervoso Comune Capogiri, Sonnolenza
Patologie vascolari Comune Vampate di calore
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Dispnea, Malattia polmonare interstizialee(sono stati riportati esiti fatali)
Patologie gastrointestinali Comune Dolore addominale, Stipsi, Diarrea, Dispepsia, Flatulenza, Nausea
Raro Vomito
Patologie epatobiliari Comune Epatotossicità, Ittero, Ipertransaminasemiaa
Raro Insufficienza epaticab(sono stati riportati esiti fatali)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Rash
Comune Alopecia, Irsutismo/ricrescita dei capelli, Secchezza della pelled, Prurito, Sudorazione
Raro Reazioni di fotosensibilità
Patologie del tessuto muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Dolore muscoloscheletrico
Patologie renali e urinarie Comune Ematuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto comune Ginecomastia e dolorabilità della mammellac
Comune Disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni della sede di somministrazione Molto comune Astenia
Comune Dolore toracico, Edema
Esami diagnostici Comune Aumento di peso
a Raramente le modificazioni epatiche sono gravi; sono spesso transitorie e si risolvono o migliorano nel corso del trattamento o in seguito all’interruzione della terapia. b Elencata come reazione avversa al farmaco in seguito alla revisione dei dati di post–commercializzazione. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi riportati di insufficienza epatica in pazienti che hanno ricevuto il trattamento nel braccio bicalutamide 150 mg negli studi EPC in aperto. c La maggior parte dei pazienti trattati con bicalutamide 150 mg in monoterapia riporta ginecomastia e/o dolore alla mammella. Negli studi clinici, questi sintomi sono stati classificati come seri nel 5% dei pazienti. La ginecomastia può non risolversi spontaneamente dopo l’interruzione della terapia, specie dopo trattamento prolungato. d Date le convenzioni di codifica usate negli studi EPC, gli eventi avversi di "secchezza della pelle" sono stati codificati con il termine COSTART come "rash". Non può quindi essere determinato alcun descrittore di frequenza separato per la dose di 150 mg di bicalutamide, tuttavia viene presunta la stessa frequenza utilizzata per la dose da 50 mg. e Elencata come una reazione avversa al farmaco in seguito alla revisione dei dati di post–commercializzazione. La frequenza è stata determinata dall’incidenza degli eventi avversi riportati di polmonite interstiziale durante il periodo di trattamento randomizzato con 150 mg negli studi EPC.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Bicalutamide Rat? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Bicalutamide Rat?

Non c’è esperienza di sovradosaggio nell’uomo. Non esiste un antidoto specifico; il trattamento deve essere sintomatico. La dialisi può non essere utile, in quanto la bicalutamide ha un legame elevato con le proteine e non è recuperata inalterata nelle urine. Sono indicate misure di supporto generali, incluso un monitoraggio frequente dei segni vitali.

Domande: Bicalutamide Rat si può prendere in gravidanza? Bicalutamide Rat si può prendere durante l'allattamento?





Gravidanza
La bicalutamide è controindicata nelle donne e non deve essere somministrata nelle donne in stato di gravidanza o alle madri che allattano.



Fertilità
In studi sugli animali è stata osservata una compromissione reversibile della fertilità (vedere paragrafo 5.3). Un periodo di fertilità ridotta o di infertilità può essere presunto negli uomini.
Categoria farmacoterapeutica: antagonisti ormonali ed agenti connessi, anti–androgeni. Codice ATC: L02BB03. La Bicalutamide è un antiandrogeno non steroideo senza altra attività endocrina. Si lega ai recettori degli androgeni senza attivare l’espressione genica, e quindi inibisce la stimolazione degli androgeni. Tale inibizione determina a sua volta la regressione dei tumori prostatici. In alcuni pazienti l’interruzione della terapia può provocare la sindrome da sospensione di antiandrogeno. La Bicalutamide è un racemato, il cui enantiomero–(R) è responsabile della maggior parte dell’attività anti–androgena.



Efficacia clinica
La Bicalutamide 150 mg è stata valutata come trattamento di pazienti affetti da carcinoma della prostata localizzato (T1–T2, N0 o NX, M0) o localmente avanzato (T3–T4, qualsiasi N, M0; T1–T2, N+, M0) non metastatico in un’analisi congiunta di 3 studi controllati verso placebo in doppio cieco su 8113 pazienti, nei quali il prodotto è stato somministrato come terapia ormonale di prima scelta o come trattamento adiuvante alla prostatectomia radicale o alla radioterapia, (principalmente radiazioni a fasci esterni). A 7,4 anni di follow up mediano, il 27,4% e il 30,7% di tutti i pazienti trattati rispettivamente con bicalutamide e con placebo, hanno mostrato progressione obiettiva della patologia. Una riduzione del rischio di progressione obiettiva della malattia è stata osservata nella maggior parte dei gruppi di pazienti, ma è stata più evidente in quelli con il più alto rischio di progressione della malattia. Pertanto, i medici possono decidere che la strategia terapeutica ottimale per un paziente con un basso rischio di progressione della patologia, particolarmente nel contesto di terapia adiuvante a seguito di prostatectomia radicale, possa essere quella di rimandare la terapia ormonale fino alla comparsa di segnali di progressione della malattia. Non è stata osservata alcuna differenza nella sopravvivenza globale al follow up mediano di 7,4 anni con il 22,9% di mortalità (HR= 0,99; 95% IC 0,91–1,09). Tuttavia, alcuni andamenti sono stati evidenziati per i pazienti in analisi esploratorie di sottogruppi. I dati di sopravvivenza libera da progressione e di sopravvivenza globale per i pazienti con malattia localmente avanzata sono riportati nelle tabelle qui di seguito:


Tabella 2 Sopravvivenza libera da progressione nella malattia localmente avanzata per sottogruppo di terapia


Popolazione analizzata


Eventi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide


Eventi (%) nei pazienti trattati con placebo


Rapporto di rischio

(95% IC)
Attenta sorveglianza 193/335 (57,6) 222/322 (68,9) 0,60 (0,49–0,73)
Radioterapia 66/161 (41,0) 86/144 (59,7) 0,56 (0,40–0,78)
Prostatectomia radicale 179/870 (20,6) 213/849 (25,1) 0,75 (0,61–0,91)
 


Tabella 3 Sopravvivenza globale nella malattia localmente avanzata per sottogruppo di terapia


Popolazione analizzata


Decessi (%) nei pazienti trattati con bicalutamide


Decessi (%) nei pazienti trattati con placebo


Rapporto di rischio

(95% IC)
Attenta sorveglianza 164/335 (49,0) 183/322 (56,8) 0,81 (0,66–1,01)
Radioterapia 49/161 (30,4) 61/144 (42,4) 0,65 (0,44–0,95)
Prostatectomia radicale 137/870 (15,7) 122/849 (14,4) 1,09 (0,85–1,39)
Nei pazienti con malattia localizzata trattati con bicalutamide in monoterapia, non vi è stata una differenza significativa nella sopravvivenza libera da progressione. In questi pazienti vi è stata inoltre una tendenza verso una ridotta sopravvivenza in confronto ai pazienti trattati con placebo (HR= 1,16; 95% IC 0,99–1,37). In base a ciò, il profilo rischio–beneficio per l’uso di bicalutamide non viene considerato favorevole in questo gruppo di pazienti. L’efficacia di bicalutamide 150 mg per il trattamento di pazienti affetti da carcinoma prostatico localmente avanzato e non metastatico, per i quali era indicata una terapia ormonale di prima linea, è stata valutata separatamente, utilizzando la meta–analisi di 2 studi condotti su un totale di 480 pazienti affetti da carcinoma prostatico non metastatico (M0) e mai trattati in precedenza. Non è stata rilevata alcuna differenza significativa nel tasso di sopravvivenza (HR = 1.05 (IC 0.81–1.36), p =0,699) o nel tempo alla progressione (HR = 1.20 (IC 0.96–1.51) p=0,107) fra il gruppo trattato con la bicalutamide in formulazione da 150 mg ed il gruppo sottoposto a castrazione. Per quanto riguarda la qualità della vita, è stata osservata una tendenza complessiva in favore della bicalutamide nella formulazione da 150 mg, rispetto alla castrazione; i sottogruppi che hanno evidenziato questi dati dimostravano un desiderio sessuale (p=0,029) e una forma fisica (p=0,046) significativamente migliori. L’analisi combinata di 2 studi clinici condotti su 805 pazienti affetti da carcinoma prostatico metastatico, mai trattati in precedenza e con un tasso di mortalità previsto pari al 43%, ha dimostrato che la terapia con la bicalutamide nella formulazione da 150 mg risulta essere meno efficace rispetto alla castrazione per quanto concerne il tempo di sopravvivenza (HR=1.30 [intervallo di confidenza 1.04–1.65]). La differenza stimata è di 42 giorni, mentre il tempo di sopravvivenza medio è pari a 2 anni.
In seguito alla somministrazione orale, la bicalutamide è ben assorbita. Non ci sono evidenze di alcun effetto clinicamente rilevante del cibo sulla biodisponibilità. L’enantiomero–(S) è eliminato più rapidamente rispetto all’enantiomero–(R), e quest’ultimo ha una emivita di eliminazione plasmatica di circa una settimana. In seguito a una somministrazione a lungo termine di bicalutamide, la concentrazione plasmatica massima dell’enantiomero (R) è circa 10 volte maggiore rispetto ai livelli misurati dopo una singola dose di bicalutamide 50 mg. Uno schema di dosaggio che preveda l’assunzione di 150 mg di bicalutamide al giorno produrrà una concentrazione allo stato stazionario dell’enantiomero R pari a 22 mcg/ml e, come conseguenza della sua lunga emivita, lo stato stazionario verrà raggiunto dopo circa un mese di terapia. La farmacocinetica dell’enantiomero (R) non viene influenzata dall’età, da una disfunzione renale o da una lieve o moderata disfunzione epatica. È stato dimostrato che l’enantiomero (R) è eliminato più lentamente dal plasma nei pazienti affetti da disfunzione epatica grave.La bicalutamide è estesamente legata alle proteine (come racemo per il 96%, come enantiomero (R) >99%) ed è ampiamente metabolizzata (tramite ossidazione e glucuronidazione). I suoi metaboliti sono eliminati attraverso i reni e la bile in proporzioni quasi uguali. In uno studio clinico, la concentrazione media dell’enantiomero (R) nel liquido seminale degli uomini trattati con bicalutamide 150 mg era di 4,9 mcg/ml. La quantità di bicalutamide potenzialmente trasmessa alla donna durante un rapporto sessuale è minima ed equivale a circa 0,3 mcg/kg. Questo quantitativo è inferiore a quello richiesto per indurre cambiamenti nelle progenie degli animalida laboratorio.
La bicalutamide è un antagonista del recettore degli androgeni sia negli animali sia nell’uomo. La principale azione farmacologica secondaria è l’induzione delle ossidasi a funzione mista dipendenti dal CYP450 nel fegato. L’induzione enzimatica non è stata osservata nell’uomo. Le modificazioni degli organi bersaglio negli animali sono chiaramente collegate all’azione farmacologica primaria e secondaria della bicalutamide. Queste includono l’involuzione di tessuti androgeno–dipendenti; adenomi follicolari tiroidei, iperplasie e neoplasie o cancro epatico e delle cellule di Leydig, disturbi della differenziazione sessuale della prole di sesso maschile; compromissione reversibile della fertilità maschile. Gli studi di genotossicità non hanno rivelato alcun potenziale mutageno della bicalutamide. Tutti gli effetti indesiderati osservati negli studi animali, non sono considerati essere rilevanti nel trattamento di pazienti con carcinoma della prostata in stadio avanzato. Atrofia dei tubuli seminiferi è prevista come effetto di classe con gli antiandrogeni ed è stata osservata per tutte le specie esaminate. Reversibilità totale dell’atrofia testicolare è stata osservata 24 settimane dopo 12 mesi di dosi ripetute in uno studio di tossicità nei ratti, benché una reversibilità funzionale era evidente in studi riproduttivi 7 settimane dopo la fine di un periodo di trattamento di 11 settimane. Nell’uomo si deve presumere un periodo di sub–fertilità o di infertilità.