Amoxicillina Ac Cla Te Os 35ml Amoxicillina triidrato/Potassio clavulanato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Amoxicillina triidrato/Potassio clavulanato (52 equivalenti)
Prezzo: 3.20 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 3.2
Classe: A
ATC: J01CR02 Amoxicillina ed inibitori enzimatici
Azienda: Ratiopharm Italia Srl (12582960154)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Polvere per sospensione orale
Contenitore: Flacone
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 24 mesi

Domande: qual è il nome commerciale di Amoxicillina Ac Cla Te?

AMOXICILLINA E ACIDO CLAVULANICO TEVA GROUP 80 MG/ML + 11, 4 MG/ML POLVERE PER SOSPENSIONE ORALE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Amoxicillina Ac Cla Te?

1 ml di sospensione ricostituita (pari a 0,160 g di polvere) contiene: amoxicillina 80 mg corrispondente a 91,8 mg di amoxicillina triidrato; acido clavulanico 11,4 mg corrispondente a 13,6 mg di potassio clavulanato. Eccipienti: aspartame. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Amoxicillina Ac Cla Te? Amoxicillina Ac Cla Te contiene lattosio o glutine?

Acido citrico, trisodio citrato, aspartame (e951), talco, guar galattomannano, diossido di silicio, aroma limone (aromatizzanti naturali, aromatizzanti simili ai naturali, destrosio, maltodestrina, butilidrossianisolo e320; sorbitolo sciroppo e420). Aroma pesca–albicocca (aromatizzanti naturali, aromatizzanti simili ai naturali, maltodestrina, butilidrossianisolo E320; sorbitolo sciroppo E420). Aroma arancia.

Domande: a cosa serve Amoxicillina Ac Cla Te? Per quali malattie si prende Amoxicillina Ac Cla Te?

Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni negli adulti e nei bambini (vedere paragrafi 4.2, 4.4 e 5.1)
• Sinusite acuta batterica (adeguatamente diagnosticata)
• Otite media acuta
• Esacerbazione acuta della bronchite cronica (adeguatamente diagnosticata)
• Polmonite acquisita in comunità
• Cistite
• Pielonefrite
• Infezioni cutanee e dei tessuti molli, in particolare cellulite, morsi di animali, gravi ascessi dentali con cellulite diffusa
• Infezioni osteoarticolari, in particolare osteomielite Si devono tenere in considerazione le linee–guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

Domande: quando non bisogna prendere Amoxicillina Ac Cla Te?


• Ipersensibilità ai principi attivi, ad una qualsiasi penicillina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
• Anamnesi di reazione di ipersensibilità immediata grave (per es. anafilassi) ad altri beta–lattamici (per es. cefalosporine, carbapenem o monobactam).
• Anamnesi di ittero/compromissione della funzione epatica associati ad amoxicillina/acido clavulanico (vedere paragrafo 4.8).

Domande: come si prende Amoxicillina Ac Cla Te? qual è il dosaggio raccomandato di Amoxicillina Ac Cla Te? Quando va preso nella giornata Amoxicillina Ac Cla Te

Le dosi sono espresse in termini di contenuto di amoxicillina/acido clavulanico, tranne quando le dosi sono definite nei termini di un singolo componente La dose di amoxicillina/acido clavulanico che viene scelta per il trattamento di ogni singola infezione deve tenere conto di:
• Patogeni attesi e loro probabile suscettibilità agli agenti antibatterici (vedere paragrafo 4.4)
• Gravità e sito dell’infezione
• Età, peso e funzionalità renale del paziente, come descritto di seguito. L’uso di formulazioni alternative di amoxicillina/acido clavulanico (ad esempio quelle che forniscono dosi più alte di amoxicillina e/o di differenti rapporti di amoxicillina – acido clavulanico) deve essere considerato come necessario (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Per adulti e bambini di peso ≥ 40 kg questa formulazione di amoxicillina/acido clavulanico fornisce una dose totale giornaliera di 1750 mg di amoxicillina/250 mg di acido clavulanico con dosaggio di due volte al giorno e di 2625 mg di amoxicillina/375 mg di acido clavulanico per il dosaggio di tre volte al giorno, quando somministrato come raccomandato di seguito. Per i bambini di peso <40 kg, questa formulazione di amoxicillina/acido clavulanico fornisce un massimo di dose giornaliera di 1000–2800 mg di amoxicillina/143–400 mg di acido clavulanico, quando somministrata alla dose raccomandata. Se si considera necessario aumentare la dose giornaliera di amoxicillina, si raccomanda di identificare un’altra formulazione di amoxicillina/acido clavulanico per evitare la somministrazione di dosi elevate non necessarie di acido clavulanico (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). La durata della terapia deve essere definita in base alla risposta del paziente. Alcune infezioni (ad esempio le osteomieliti) richiedono periodi di trattamento più lunghi. Il trattamento non deve essere proseguito oltre 14 giorni senza un controllo medico (vedere paragrafo 4.4 relativamente alla terapia prolungata). Adulti e bambini di peso ≥ 40 kg Dosi raccomandate:
• dose standard: (per tutte le indicazioni) 875 mg/125 mg due volte al giorno.
• dose più alta – (in particolare per infezioni quali otite media, sinusite, infezioni del tratto respiratorio inferiore ed infezioni del tratto urinario): 875 mg/125 mg tre volte al giorno. Bambini di peso < 40 kg Dosi raccomandate:
• da 25 mg/3,6 mg/kg/die a 45 mg/6,4 mg/kg/die somministrati in due dosi separate
• per alcune infezioni possono essere considerate dosi fino a 70 mg/10mg/kg/die in due dosi separate (come otite media, sinusite, infezioni del tratto respiratorio inferiore). Non sono disponibili dati clinici su dosaggi di formulazioni di amoxicillina/acido clavulanico con rapporto 7:1 superiori a 45 mg/6,4 mg/kg/die nei bambini al di sotto dei 2 anni di età. Non sono disponibili dati clinici su dosaggi di formulazioni di amoxicillina/acido clavulanico con rapporto 7:1 nei pazienti al di sotto dei 2 mesi di età. Pertanto non è possibile fornire delle raccomandazioni di dosaggio per questa popolazione di pazienti.

Anziani Non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio.

Compromissione della funzionalità renale Non è richiesto un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con clearance della creatinina (CrCl) superiore a 30 ml/min. Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min, l’uso di presentazioni con rapporto amoxicillina/acido clavulanico pari a 7:1 non è raccomandato, poiché non sono disponibili raccomandazioni per aggiustamenti del dosaggio.

Compromissione della funzionalità epatica La posologia deve essere stabilita con cautela e la funzionalità epatica deve essere monitorata ad intervalli regolari (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).

Modo di somministrazione Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group è per uso orale. Somministrare il prodotto all’inizio di un pasto, in modo da ridurre una potenziale intolleranza gastrointestinale e ottimizzare l’assorbimento di amoxicillina/acido clavulanico. La terapia può iniziare per via parenterale e proseguire con una preparazione orale. Dopo l’apertura del flacone, rimuovere completamente e con cura la membrana e gettarla prima di ricostituire il prodotto. Riempire il flacone con l’acqua fino a poco prima della tacca sull’etichetta e immediatamente agitare bene. Dopo aggiungere acqua fino a raggiungere la tacca e agitare nuovamente con vigore Prima di ogni prelievo agitare bene il flacone.

Domande: Amoxicillina Ac Cla Te va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Amoxicillina Ac Cla Te entro quanto tempo va consumato?

La sospensione una volta ricostituita deve essere conservata in frigorifero (2 – 8° C) ed utilizzata entro 7 giorni.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Amoxicillina Ac Cla Te? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Amoxicillina Ac Cla Te?

Prima di iniziare la terapia con amoxicillina/acido clavulanico si deve svolgere un’accurata indagine su pregresse reazioni di ipersensibilità verso le penicilline, le cefalosporine o altri antibiotici beta–lattamici (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità (anafilattoidi) gravi e talvolta fatali in pazienti in terapia con penicilline. Queste reazioni hanno una maggiore probabilità di insorgenza in soggetti con un’anamnesi di ipersensibilità alle penicilline e nei soggetti atopici. Se si verifica una reazione allergica, si deve essere interrompere la terapia con amoxicillina/acido clavulanico ed istituire una terapia alternativa idonea. Qualora venga accertato che l’infezione è dovuta ad un organismo(i) sensibile(i) all’amoxicillina, si deve prendere in considerazione il passaggio dalla terapia con amoxicillina/acido clavulanico a quella con amoxicillina, secondo le linee guida ufficiali. Questa formulazione di amoxicillina/acido clavulanico non è adatta quando sussista un elevato rischio che i presunti patogeni coinvolti presentino una sensibilità ridotta o una resistenza agli antibiotici beta–lattamici, non mediata dalla beta–lattamasi sensibili all’inibizione di acido clavulanico. Questa presentazione non deve essere utilizzata per il trattamento di S. pneumoniae resistente alla penicillina. Nei pazienti con funzione renale compromessa o trattati con dosi elevate possono manifestarsi convulsioni (vedere paragrafo 4.8). La somministrazione di amoxicillina/acido clavulanico deve essere evitata qualora si sospetti mononucleosi infettiva, poiché in questa condizione l’utilizzo di amoxicillina è stato associato alla comparsa di rash morbilliforme. L’uso concomitante di allopurinolo durante il trattamento con amoxicillina può aumentare la probabilità di insorgenza di reazione allergiche cutanee. L’uso prolungato può occasionalmente causare uno sviluppo eccessivo di microorganismi non sensibili. L’insorgenza all’inizio del trattamento di un eritema febbrile generalizzato associato a pustole può essere il sintomo di una pustolosi esantematosa generalizzata (AGEP) (vedere paragrafo 4.8). Questa reazione richiede l’interruzione del trattamento con amoxicillina/acido clavulanico e costituisce una controindicazione ad ogni successiva somministrazione di amoxicillina. Amoxicillina/acido clavulanico deve essere utilizzato con cautela in pazienti con evidenza di compromissione della funzione epatica (vedere paragrafo 4.2, 4.3 e 4.8). Eventi epatici sono stati riportati prevalentemente in pazienti di sesso maschile e anziani, e possono essere associati al trattamento prolungato. Tali eventi sono stati osservati molto raramente nei bambini. In tutte le popolazioni, segni e i sintomi si manifestano generalmente durante o poco dopo l’interruzione del trattamento, ma in alcuni casi possono non palesarsi fino a parecchie settimane dopo la conclusione del trattamento. Questi eventi sono solitamente di natura reversibile. Gli eventi epatici possono essere di seria entità e, in casi estremamente rari, riportato sono stati riportati decessi. Questo tipo di manifestazione è stato quasi sempre osservato in pazienti con gravi patologie di base o trattati con terapie concomitanti a base di farmaci noti per produrre potenziali effetti epatici (vedere paragrafo 4.8). Colite associata agli antibiotici è stata segnalata con quasi tutti gli agenti antibatterici e può essere di gravità da lieve a pericolosa per la vita (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, è importante considerare questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di qualsiasi tipo di antibiotico. Qualora si manifesti colite associata all’uso di antibiotici si deve immediatamente interrompere la somministrazione di amoxicillina/acido clavulanico, consultare un medico ed istituire una terapia appropriata. I medicinali antiperistaltici sono controindicati in questa situazione. Nei trattamenti prolungati, sono raccomandabili controlli periodici delle funzioni organico–sistemiche, inclusi i controlli della funzionalità renale, epatica e della crasi ematica. Raramente è stato osservato un prolungamento del tempo di protrombina nei pazienti trattati con amoxicillina/acido clavulanico. In caso di prescrizione concomitante di anticoagulanti è richiesto un adeguato monitoraggio. Può rendersi necessario effettuare degli aggiustamenti del dosaggio degli anticoagulanti orali per mantenere il livello desiderato di anticoagulazione (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). Nei pazienti con insufficienza renale la dose deve essere aggiustata in base al grado di compromissione renale (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti con ridotta emissione di urina, è stata osservata molto raramente cristalluria, soprattutto in seguito a terapia parenterale. Durante la somministrazione di amoxicillina a dosi elevate è consigliabile mantenere un apporto di liquidi e una produzione di urina adeguati, al fine di ridurre la possibilità di cristalluria dovuta ad amoxicillina. Nei pazienti con catetere vescicale deve essere eseguito un regolare controllo della pervietà del catetere (vedere paragrafo 4.9). Durante il trattamento con amoxicillina devono essere impiegati metodi enzimatici che utilizzano la glucosio ossidasi per eseguire il controllo della presenza di glucosio nelle urine, poichè l’impiego di metodi non enzimatici può dar luogo a risultati falsi positivi. La presenza di acido clavulanico in Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group può causare un legame non specifico delle IgG e dell’albumina da parte delle membrane dei globuli rossi, che può produrre un falso positivo nel test di Coombs. Sono stati riportati risultati di test positivi utilizzando il test Bio–Rad Laboratories Platelia Aspergillus EIA in pazienti che ricevevano amoxicillina/acido clavulanico e che sono stati conseguentemente trovati esenti da infezioni da Aspergillus. Con il test bio–Rad Laboratories Platelia Aspergillus EIA, sono state riportate reazioni incrociate con polisaccaridi non–Aspergillus e polifuranosio. Pertanto risultati positivi nei test in pazienti che ricevono amoxicillina/acido clavulanico devono essere interpretati con cautela e confermati da altri metodi diagnostici. Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group contiene 1,7 mg di aspartame (E951) per ml, che è una fonte di fenilalanina. Questo medicinale deve essere usato con cautela nei pazienti con fenilchetonuria. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio o cattivo assorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo farmaco.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Amoxicillina Ac Cla Te? Quali alimenti possono interferire con Amoxicillina Ac Cla Te?

Anticoagulanti orali

Gli anticoagulanti orali e le penicilline sono stati ampiamenti utilizzati nella pratica clinica senza segnalazioni di interazioni. Tuttavia, in letteratura vi sono casi di rapporto internazionale normalizzato aumentato in pazienti trattati con acenocumarolo o warfarin sottoposti ad un ciclo di amoxicillina. Qualora sia ritenuta necessaria la somministrazione concomitante, si devono monitorare attentamente il tempo di protrombina o il rapporto normalizzato internazionale, con l’aggiunta o la sospensione di amoxicillina. Inoltre, possono essere necessari aggiustamenti delle dosi degli anticoagulanti orali (vedere paragrafi 4.4 e 4.8). Metotrexato

Le penicilline possono ridurre l’escrezione di metotrexato causando un potenziale aumento della sua tossicità. Probenecid L’uso concomitante di probenecid non è raccomandato. Il probenecid diminuisce la secrezione tubulare renale dell’amoxicillina. La contemporanea somministrazione di probenecid può indurre un aumento ed un prolungamento nel tempo dei livelli ematici di amoxicillina ma non di acido clavulanico.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Amoxicillina Ac Cla Te? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Amoxicillina Ac Cla Te?

Le reazioni avverse al farmaco (ADR) più comunemente riportate sono state diarrea, nausea e vomito. Le ADR provenienti da studi clinici e di sorveglianza post–marketing, classificate per sistemi e organi secondo MedDRA, sono elencate di seguito. Per classificare l’insorgenza di effetti indesiderati sono state utilizzate le seguenti convenzioni sulla frequenza: Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1000, <1/100) Raro (≥1/10000, <1/1000) Molto raro (<1/10000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)


Classificazione per sistemi e organi


Frequenza


Infezioni ed infestazioni
Candidosi mucocutanea Comune
Sviluppo eccessivo di microorganismi non sensibili Non nota


Patologie del sistema emolinfopoietico
Leucopenia reversibile (compresa neutropenia) Rara
Trombocitopenia Rara
Agranulocitosi reversibile Non nota
Anemia emolitica Non nota
Prolungamento del tempo di sanguinamento e del tempo di protrombina¹ Non nota


Disturbi del sistema immunitario10
Edema angioneurotico Non nota
Anafilassi Non nota
Sindrome tipo malattia da siero Non nota
Vasculite da ipersensibilità Non nota


Patologie del sistema nervoso
Capogiri Non comune
Cefalea Non comune
Iperattività reversibile Non nota
Convulsioni² Non nota


Patologie gastrointestinali
Diarrea Comune
Nausea³ Comune
Vomito Comune
Indigestione Non comune
Colite associata ad antibiotici4 Non nota
Lingua nera villosa Non nota
Variazione del colore dei denti11 Non nota


Patologie epatobiliari
Innalzamenti dei livelli di AST e/o ALT5 Non comune
Epatite6 Non nota
Ittero colestatico6 Non nota


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo7
Rash cutaneo Non comune
Prurito Non comune
Orticaria Non comune
Eritema multiforme Raro
Sindrome di Stevens–Johnson Non nota
Necrolisi epidermica tossica Non nota
Dermatite esfoliativa bollosa Non nota
Pustolosi esantematosa acuta generalizzata (AGEP)9 Non nota


Patologie renali ed urinarie
Nefrite interstiziale Non nota
Cristalluria8 Non nota
¹Vedere paragrafo 4.4
² Vedere paragrafo 4.4
³La nausea è più spesso associata ad elevate dosi orali. Se si manifestano evidenti reazioni di tipo gastrointestinale, queste possono essere ridotte assumendo Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group all’inizio di un pasto.
4Comprese colite pseudomembranosa e colite emorragica (vedere paragrafo 4.4).
5Un moderato innalzamento dei valori di AST e/o ALT è stato notato in pazienti trattati con antibiotici della classe dei beta–lattamici, ma la significatività di questo dato non è nota.
6Questi eventi sono stati osservati con altre penicilline e cefalosporine (vedere paragrafo 4.4).
7Se si verificano reazioni di ipersensibilità di tipo dermatologico, il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.4).
8Vedere paragrafo 4.9
9Vedere paragrafo 4.4
10Vedere paragrafi 4.3 e 4.4
11Variazione del colore della superficie dei denti è stata segnalata molto raramente nei bambini. una buona igiene orale può aiutare nel prevenire la variazione del colore dei denti in quanto di solito può essere eliminata con lo spazzolamento.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Amoxicillina Ac Cla Te? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Amoxicillina Ac Cla Te?

Sintomi e segni di sovradosaggio Possono manifestarsi sintomi gastrointestinali e alterazioni dell’equilibrio idroelettrolitico. È stata osservata cristalluria da amoxicillina, che in alcuni casi può causare insufficienza renale (vedere paragrafo 4.4). Si possono manifestare convulsioni in pazienti con funzione renale compromessa o trattati con alti dosaggi. È stato segnalato che l’amoxicillina precipita nei cateteri vescicali, prevalentemente dopo somministrazione endovenosa di dosi elevate. Deve essere mantenuto un regolare controllo della pervietà del catetere (vedere paragrafo 4.4). Trattamento dell’intossicazione I sintomi gastrointestinali possono essere trattati con misure sintomatiche, prestando attenzione all’equilibrio idroelettrolitico. L’associazione amoxicillina/acido clavulanico può essere rimossa dal circolo mediante emodialisi.

Domande: Amoxicillina Ac Cla Te si può prendere in gravidanza? Amoxicillina Ac Cla Te si può prendere durante l'allattamento?

Gravidanza Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza, lo sviluppo embrionale/fetale, il parto o lo sviluppo post–natale (vedere paragrafo 5.3). Dati limitati sull’uso di amoxicillina/acido clavulanico durante la gravidanza umana non indicano un aumento del rischio di malformazioni congenite. Nel corso di uno studio singolo in donne con rottura prematura pretermine delle membrane fetali è stato osservato che il trattamento profilattico con amoxicillina/acido clavulanico può essere associato ad un aumento del rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati. L’uso deve quindi essere evitato in gravidanza, a meno che non sia ritenuto essenziale dal medico. Allattamento Entrambe le sostanze sono escrete nel latte materno (non si sa nulla sugli effetti dell’acido clavulanico sul neonato allattato al seno). Conseguentemente, nel bambino allattato al seno si possono manifestare diarrea ed infezione micotiche delle mucose ed in tal caso può essere necessario sospendere l’allattamento. L’associazione amoxicillina/acido clavulanico si deve usare durante l’allattamento dopo attenta valutazione del rapporto rischi/benefici da parte del medico curante.
Categoria farmacoterapeutica: associazione di penicilline incl. inibitori della beta–lattamasi. Codice ATC: J01CR02. Meccanismo d’azione L’amoxicillina è una penicillina semisintetica (antibiotico beta–lattamico) che inibisce uno o più enzimi (spesso definiti come proteine leganti le penicilline, PBP) nel percorso biosintetico del peptidoglicano batterico, che è un componente integrale strutturale della parete cellulare dei batteri. L’inibizione della sintesi dei peptidoglicani porta all’indebolimento della parete cellulare batterica, seguito generalmente da morte cellulare per lisi. L’amoxicillina è suscettibile alla degradazione indotta dalle beta–lattamasi prodotte da batteri resistenti e pertanto lo spettro di attività dell’amoxicillina da sola non comprende organismi che producono questi enzimi. L’acido clavulanico è un beta–lattamico strutturalmente correlato alle penicilline. È in grado di inattivare alcuni enzimi delle beta–lattamasi, prevenendo così l’inattivazione dell’amoxicillina. L’acido clavulanico da solo non esercita un effetto antibatterico clinicamente utile.

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica Il tempo al di sopra della minima concentrazione inibente (T > MIC) è considerato essere la determinante maggiore dell’efficacia dell’amoxicillina.

Meccanismi di resistenza I due principali meccanismi di resistenza ad amoxicillina/acido clavulanico sono:
  • Inattivazione da parte di quelle beta–lattamasi batteriche che non sono inibite dall’acido clavulanico, comprese quelle di classe B, C e D
  • Alterazioni delle PBP, che riducono l’affinità dell’antibiotico per il bersaglio. L’impermeabilità dei batteri o i meccanismi delle pompe di efflusso possono causare o contribuire alla resistenza batterica, specialmente dei batteri Gram–negativi.

    Breakpoints I valori di breakpoint della MIC per amoxicillina/acido clavulanico sono quelli definiti dall’European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST)
    Organismo Breakpoint di sensibilità (mcg/ml)
      Sensibile Intermedio Resistente


    Haemophilus influenzae

    ¹
    ≤1 > 1


    Moraxella catarrhalis

    ¹
    ≤1 > 1


    Stafilococcus aureus

    ²
    ≤2 > 2
    Stafilococchi coagulasi–negativi

    ²
    ≤0,25   > 0,25


    Enterococcus

    ¹
    ≤4 8 > 8


    Streptococcus A, B, C, G

    5
    ≤0,25 > 0,25


    Streptococcus pneumoniae

    ³
    ≤0,5 1–2 > 2
    Enterobacteriaceae

    1,4
    > 8
    Anaerobi Gram–negativi

    ¹
    ≤4 8 > 8
    Anaerobi Gram–positivi

    ¹
    ≤4 8 > 8


    Breakpoint non specie–correlati

    ¹
    ≤2 4–8 > 8
    ¹I valori riportati si riferiscono alle concentrazioni di amoxicillina. Ai fini dei test di sensibilità, la concentrazione di acido clavulanico è fissata a 2 mg/l.
    ²I valori riportati si riferiscono alle concentrazioni di oxacillina.
    ³I valori di breakpoint elencati in tabella sono basati sui breakpoint dell’ampicillina.
    4Il valore di breakpoint resistente pari a R>8 mg/l assicura che tutti gli isolati con meccanismi di resistenza sono riportati come resistenti.
    5I valori di breakpoint elencati in tabella sono basati sui breakpoint della benzilpenicillina.
    La prevalenza di resistenza acquisita, per specie selezionate, può variare in base all’area geografica ed in base al tempo ed è pertanto opportuno conoscere i dati locali di resistenza, soprattutto per il trattamento di infezioni gravi. Quando necessario, si dovrebbe ricorrere al parere di un esperto nei casi in cui la prevalenza di resistenza locale sia tale da rendere discutibile l’utilità del farmaco, per lo meno in alcuni tipi di infezione.


    Specie comunemente sensibili


    Microorganismi aerobi Gram–positivi


    Enterococcous faecalis


    Gardnerella vaginalis


    Staphylococcus aureus (sensibile alla meticillina) £


    Stafilococchi coagulasi–negativi (sensibili alla meticillina)


    Streptococcus agalactiae


    Streptococcus pneumoniae¹


    Streptococcus pyogenes ed altri streptococchi beta–emolitici
    Gruppo dello Streptococcus viridans


    Microorganismi aerobi Gram–

    negativi


    Capnocytophaga spp.


    Eikenella corrodens


    Haemophilus influenzae²


    Moraxella catarrhalis
     


    Pasteurella multocida
     


    Microorganismi anaerobi


    Bacteroides fragilis


    Fusobacterium nucleatum


    Prevotella spp.


    Specie per le quali la resistenza acquisita può costituire un problema


    Microorganismi aerobi Gram–positivi


    Enterococcus faecium §
     


    Microorganismi aerobi Gram–negativi


    Escherichia coli

    *


    Klebsiella oxytoca


    Klebsiella pneumoniae


    Proteus mirabilis


    Proteus vulgaris
     


    Microrganismi intrinsecamente resistenti
     




    Microorganismi

    aerobi Gram–negativi


    Acinetobacter sp.


    Citrobacter freundii


    Enterobacter sp.


    Legionella pneumophila


    Morganella morganii


    Providencia spp.


    Pseudomonas sp.


    Serratia sp.


    Stenotrophomonas maltophilia


    Altri microorganismi


    Chlamydophila pneumoniae


    Chlamydophila psittaci


    Coxiella burnetti


    Mycoplasma pneumoniae
    § Sensibilità naturale intermedia in assenza di meccanismo di resistenza acquisito. £ Tutti gli stafilococchi meticillina–resistenti sono resistenti ad amoxicillina/acido clavulanico ¹ Lo Streptococcus pneumoniae resistente alla penicillina non deve essere trattato con questa presentazione di amoxicillina/acido clavulanico (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). ² In alcuni paesi dell’UE sono state osservate colonie con una diminuita sensibilità ad una frequenza superiore al 10%.
  • Assorbimento L’amoxicillina e l’acido clavulanico si dissociano completamente in soluzione acquosa a pH fisiologico. Entrambi sono rapidamente e ben assorbiti dopo somministrazione per via orale. L’assorbimento di amoxicillina/acido clavulanico è ottimizzato quando il farmaco viene assunto all’inizio di un pasto. Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità di amoxicillina e acido clavulanico è di circa il 70%. I profili plasmatici di entrambi i componenti sono simili ed il tempo alla concentrazione plasmatica di picco (Tmax) in ogni caso è di circa un’ora. I risultati farmacocinetici di uno studio nel quale amoxicillina/acido clavulanico (875 mg/125 mg compresse somministrate due volte al giorno) è stata somministrata a digiuno in gruppi di volontari sani sono presentati di seguito.
    Parametri farmacocinetici medi (±DS)
    Principio(i) attivo(i) somministrato Dose Cmax Tmax * AUC (0–24h) T ½
    (mg) (mcg/ml) (h) (mcg.h/ml) (h)
    Amoxicillina
     
    AMX/CA 875/125 mg 875 11,64 ±2,78 1,50 (1,0–2,5) 53,52 ±12,31 1,19 ±0,21
    Acido clavulanico
    AMX/CA 875 mg/125 mg 125 2,18 ±0,99 1,25 (1,0–2,0) 10,16 ±3,04 0,96 ±0,12
    AMX – amoxicillina, CA – acido clavulanico
    * Mediana (intervallo)
    Le concentrazioni sieriche di amoxicillina ed acido clavulanico raggiunte con l’associazione amoxicillina/acido clavulanico sono simili a quelle prodotte tramite somministrazione orale di dosi equivalenti di amoxicillina o acido clavulanico in monoterapia. Distribuzione Circa il 25% dell’acido clavulanico plasmatico totale ed il 18% dell’amoxicillina plasmatica totale si lega alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione apparente varia da 0,3 a 0,4 l/kg per l’amoxicillina e 0,2 l/kg per l’acido clavulanico. A seguito di somministrazione per via endovenosa, concentrazioni sia di amoxicillina che di acido clavulanico sono state rinvenute nella colecisti, nel tessuto addominale, nella cute, nel tessuto adiposo, nel tessuto muscolare, nei liquidi sinoviali e peritoneali, nella bile e nel pus. L’amoxicillina non si distribuisce adeguatamente nel liquido cerebrospinale. Dagli studi sugli animali non si rilevano evidenze tali da indicare accumuli di uno dei componenti in alcuna sede. L’amoxicillina, come la maggior parte delle penicilline, può essere rinvenuta nel latte materno, dove è possibile osservare anche tracce di acido clavulanico (vedere paragrafo 4.6). È stato dimostrato che sia l’amoxicillina che l’acido clavulanico attraversano la barriera placentare (vedere paragrafo 4.6).

    Biotrasformazione L’amoxicillina viene eliminata in parte nell’urina come acido penicilloico inattivo in quantità equivalenti al 10–25% della dose iniziale. L’acido clavulanico è estesamente metabolizzato nell’uomo, e viene eliminato nelle urine e nelle feci e come anidride carbonica nell’aria espirata.

    Eliminazione La via principale di eliminazione dell’’amoxicillina è quella renale, mentre l’acido clavulanico subisce anche un’eliminazione per via non renale. L’associazione amoxicillina/acido clavulanico ha un’emivita di eliminazione media di circa un’ora e la clearance totale media è di circa 25 l/h nei soggetti sani. Circa il 60–70% dell’amoxicillina ed il 40–65% dell’acido clavulanico vengono escreti immodificati nelle urine durante le prime 6 ore successive alla somministrazione di una singola compressa da 250 mg/125 mg o da 500 mg/125 mg. Vari studi hanno dimostrato che l’escrezione urinaria nelle 24 ore è pari al 50–85% per l’amoxicillina e al 27–60% per l’acido clavulanico. Nel caso dell’ acido clavulanico, la maggiore quantità di farmaco viene escreta nelle prime 2 ore successive alla somministrazione. L’uso concomitante di probenecid ritarda l’escrezione renale dell’amoxicillina ma non rallenta l’eliminazione renale di acido clavulanico (vedere paragrafo 4.5). Età L’emivita di eliminazione dell’amoxicillina è simile tra i bambini di età compresa tra circa 3 mesi e 2 anni e i bambini più grandi e gli adulti. Nei bambini molto piccoli (inclusi i neonati pretermine), nella prima settimana di vita l’intervallo di somministrazione non deve superare le due dosi giornaliere, a causa dell’immaturità del percorso renale di eliminazione. Poiché è più probabile che i pazienti anziani abbiano una funzionalità renale ridotta, è necessaria cautela nella scelta del dosaggio, e può essere utile monitorare la funzione renale. Sesso Dopo somministrazione per via orale di amoxicillina/acido clavulanico in soggetti sani di sesso maschile e femminile, non è stata osservata alcuna differenza significativa nel profilo farmacocinetico di amoxicillina o acido clavulancio correlata al sesso del soggetto. Insufficienza renale La clearance sierica totale di amoxicillina/acido clavulanico si riduce in modo proporzionale con la riduzione della funzionalità renale. La riduzione della clearance del farmaco è più pronunciata per l’amoxicillina che per l’acido clavulanico, in quanto una maggior quantità di amoxicillina è escreta per

    via renale. Pertanto la posologia nell’insufficienza renale deve prevenire l’eccessivo accumulo di amoxicillina, mantenendo adeguati livelli di acido clavulanico (vedere paragrafo 4.2). Insufficienza epatica La scelta del dosaggio nei pazienti con funzione epatica compromessa richiede cautela ed un monitoraggio della funzionalità epatica ad intervalli regolari.
    I dati preclinici non rivelano un particolare rischio per l’uomo sulla base degli studi di farmacologia di sicurezza, di genotossicità e di tossicità riproduttiva. Gli studi di tossicità a dosi ripetute di amoxicillina/acido clavulanico condotti nei cani hanno dimostrato irritazione gastrica e vomito, e della cambiamento di colorazione della lingua. Non sono stati condotti studi di cancerogenicità con Amoxicillina e Acido Clavulanico Teva Group o sue componenti.