Benazepril Id Sand 14cpr Riv10 Benazepril cloridrato/Idroclorotiazide

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Benazepril cloridrato/Idroclorotiazide (5 equivalenti)
Prezzo: 4.08 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 4.08
Classe: A
ATC: C09BA07 Benazepril e diuretici
Azienda: Sandoz Spa (02689300123)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Non conservare al di sopra di +30 gradi
Scadenza: 24 mesi
Doping: Si
Lattosio: Si

Domande: qual è il nome commerciale di Benazepril Id Sand?

BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Benazepril Id Sand?

BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10 mg/12,5 mg compresse rivestite con film Una compressa rivestita con film contiene: benazepril cloridrato 10 mg e idroclorotiazide 12,5 mg. BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 20 mg/25 mg compresse rivestite con film Una compressa rivestita con film contiene: benazepril cloridrato 20 mg e idroclorotiazide 25 mg. Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Benazepril Id Sand? Benazepril Id Sand contiene lattosio o glutine?



Nucleo: lattosio monoidrato, crospovidone, olio di ricino idrogenato, cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, silice colloidale anidra.

Rivestimento: lattosio monoidrato, ipromellosa, Macrogol 4000, Titanio biossido (E171). In aggiunta per BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10/12,5 mg: ossido di ferro giallo e rosso (E 172).

Domande: a cosa serve Benazepril Id Sand? Per quali malattie si prende Benazepril Id Sand?

Trattamento dei pazienti affetti da ipertensione essenziale, che non abbiano risposto in maniera adeguata al trattamento con benazepril somministrato in monoterapia.

Domande: quando non bisogna prendere Benazepril Id Sand?

- Ipersensibilità ai principi attivi, a qualunque altro ACE-inibitore, alle sulfonamidi, alle tiazidi (possibili reazioni crociate) o ad uno qualsiasi degli eccipienti - anuria - gravi disfunzioni renali (clearance della creatinina < 30 ml/min) o epatiche - ipokaliemia e iponatriemia refrattarie - iperuricemia sintomatica - edema angioneurotico nell’anamnesi - durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza - durante l’allattamento

Domande: come si prende Benazepril Id Sand? qual è il dosaggio raccomandato di Benazepril Id Sand? Quando va preso nella giornata Benazepril Id Sand



Dosaggio negli adulti La somministrazione in associazione fissa di benazepril ed idroclorotiazide viene solitamente raccomandata successivamente a titolazione del dosaggio con componenti utilizzati singolarmente. Qualora clinicamente appropriata, può essere presa in considerazione la diretta conversione dal regime in monoterapia a quello in associazione fissa. Nei pazienti che non rispondono al benazepril in monoterapia (10 o 20 mg una volta al dì), la terapia va convertita in metà compressa di Benazepril Idroclorotiazide Sandoz 10/12,5 mg. Se la pressione arteriosa non riesce ad essere sufficientemente controllata dopo 3-4 settimane, si può instaurare un incremento di dose fino a 10 mg di benazepril cloridrato e 12,5 mg di idoclorotiazide. Se la pressione arteriosa non risulta ancora sotto controllo, una volta trascorso un periodo di tempo della stessa durata del precedente, l’incremento di dose può essere portato a 20 mg di benazepril cloridrato e a 25 mg di idroclorotiazide. In pazienti per i quali tale schema di dosaggio non sia sufficiente e nei pazienti con grave ipertensione nota o con ipertensione difficile da controllare, va considerato uno schema di dosaggio che preveda l’assunzione di Benazepril Idroclorotiazide Sandoz 20/25 mg due volte al giorno. La contemporanea assunzione di un secondo diuretico è sconsigliata.

Pretrattamento con un diuretico I pazienti già trattati con idroclorotiazide o con un diuretico tiazidico senza una riposta soddisfacente, potrebbero ottenere una significativa ulteriore riduzione della pressione arteriosa assumendo in sostituzione BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10/12,5 mg. In tali pazienti, il trattamento con il diuretico va interrotto almeno 3 giorni prima di iniziare la terapia con Benazepril Idroclorotiazide Sandoz 10/12,5 mg. I pazienti sottoposti a trattamento con  idroclorotiazide 25 mg o 50 mg una volta al dì devono assumere in sostituzione BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10/12,5 mg. Il dosaggio deve essere aggiustato in funzione della risposta della pressione arteriosa.

Terapia sostitutiva In pazienti già in trattamento con benazepril e idroclorotiazide separatamente, si può utilizzare il Benazepril Idroclorotiazide Sandoz 10/12,5 mg in sostituzione di questi farmaci. Se la pressione arteriosa è sotto controllo con la somministrazione della combinazione estemporanea, la terapia sostitutiva dovrà essere equivalente alla dose di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10/12,5 mg corrispondente alla quantità di benazepril assunta.

Somministrazione in pazienti con disfunzione renale e in pazienti anziani Sulla base degli studi clinici condotti, BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ risulta efficace e ben tollerato sia nel caso di pazienti anziani, sia nel caso di pazienti giovani. Si raccomanda il dosaggio usuale di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ 10/12,5 mg in pazienti con clearance della creatinina al di sopra dei 30 ml/min (creatinina sierica circa < 3 mg/dl o 265 mcmol/l). Nei pazienti anziani e nei pazienti con disfunzioni renali di grado lieve, (clearance della creatinina 30-60 ml/min), il dosaggio va determinato con cautela, sulla base della risposta clinica (vedere le proprietà farmacocinetiche dell’idroclorotiazide). Qualora nei pazienti con gravi disfunzioni renali (clearance della creatinina < 30 ml/min) si renda necessaria una terapia con diuretici, è raccomandata l’associazione di benazepril a un diuretico dell’ansa e non a un diuretico tiazidico. BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ, quindi, non è raccomandato in caso di pazienti con gravi disfunzioni renali (vedere il paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”).

Dosaggio nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni) Non sono ancora disponibili dati concernenti la somministrazione di Benazepril Idroclorotiazide Sandoz 10 mg/12,5 mg compresse rivestite con film nei bambini e negli adolescenti. Per i regimi posologici non realizzabili con i dosaggi disponibili, sono disponibili altri dosaggi appropriati.

Domande: Benazepril Id Sand va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Benazepril Id Sand entro quanto tempo va consumato?

Conservare a temperatura non superiore ai 30°C

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Benazepril Id Sand? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Benazepril Id Sand?

Reazioni anafilattoidi e simili Poichè gli ACE inibitori influenzano il metabolismo di eicosanoidi e polipeptidi (inclusa la bradichinina endogena), i pazienti in trattamento con ACE inibitori (incluso BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ) potrebbero manifestare diversi effetti indesiderati, in alcuni casi gravi.

Edema angioneurotico Edema angioneurotico del volto, delle labbra, delle corde vocali e della laringe è stato riportato in pazienti trattati con ACE inibitori, incluso il benazepril. Sono disponibili evidenze secondo cui l’incidenza di edema angioneurotico, durante terapia con il benazepril ed altri ACE inibitori, è più elevata nei pazienti di razza nera, rispetto a quelli di razza non-nera. In questi casi, il trattamento con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ va immediatamente interrotto e vanno disposti un’adeguata terapia ed un monitoraggio, finchè i segni ed i sintomi non siano completamente scomparsi. Se il gonfiore è localizzato al volto e alle labbra, di solito si risolve senza trattamento o con l’ausilio di antiistaminici. L’angioedema accompagnato da edema laringeo potrebbe risultare letale.Il gonfiore della lingua, dei legamenti vocali e della laringe va trattato immediatamente, ad esempio tramite iniezione ipodermica di adrenalina 1:1000 (0,3-0,5 ml) e/o altre misure per mantanere le vie aeree del paziente libere.

Reazioni anafilattoidi durante desensibilizzazione Due pazienti sottoposti a trattamento di desensibilizzazione con veleno di Hymenoptera mentre stavano assumendo ACE inibitori, hanno sviluppato sintomi anafilattoidi pericolosi per la vita. In tali pazienti è possibile prevenire detti sintomi interrompendo temporaneamente il trattamento con ACE inibitori.

Reazioni anafilattoidi in corso di emodialisi Reazioni anafilattoidi sono state osservate in pazienti sottoposti a trattamento con ACE inibitori durante emodialisi con membrane ad alto flusso. Reazioni di questo tipo sono state osservate anche in pazienti sottoposti ad aferesi delle lipoproteine a bassa densità con assorbimento di destrano solfato.

Ipotensione secondaria Come nel caso di altri ACE inibitori, in rari casi è stata osservata ipotensione secondaria, soprattutto nei pazienti con deplezione di sodio o ipovolemia, come risultato di terapia a lungo termine con diuretici, dieta iposodica, dialisi, diarrea o vomito. La deplezione di sodio e l’ipovolemia vanno risolte prima di iniziare la terapia con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ.   BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ deve essere assunto con cautela dai pazienti sottoposti a terapia concomitante con altri antiipertensivi. La componente tiazidica presente nel BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ potrebbe, infatti, potenziare l’effetto degli altri antiipertensivi. Se si dovesse verificare ipotensione, il paziente va collocato in posizione supina. Potrebbe rendersi necessaria la sostituzione del volume con soluzione fisiologica salina per via endovenosa. La terapia con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ generalmente, può essere ripresa una volta che la volemia e la pressione arteriosa siano tornati a valori normali. In pazienti affetti da grave scompenso cardiaco, l’utilizzo di ACE inibitori può indurre eccessiva ipotensione, con conseguente oliguria e/o iperazotemia progressiva e (raramente) insufficienza renale acuta. In questi pazienti, il trattamento va iniziato sotto attento controllo medico. I pazienti vanno accuratamente seguiti per le prime 2 settimane di trattamento e dopo l’incremento nel dosaggio del benazepril del diuretico.

Disfunzione renale In pazienti sensibili, come risultato dell’inibizione dell’ACE, potrebbero verificarsi alterazioni nella funzionalità renale. In generale, si richiede cautela in pazienti con insufficienza renale, dal momento che essi richiedono dosaggi meno elevati. La funzionalità renale dei pazienti con insufficienza renale deve essere monitorata durante le prime settimane di trattamento e ad intervalli periodici. Nei pazienti con grave insufficienza cardiaca congestizia o stenosi dell’arteria renale, in cui la funzionalità renale potrebbe dipendere dal sistema renina-angiotensina aldosterone, il trattamento con un ACE inibitore può provocare disfunzioni renali, oliguria e/o iperazotemia progressiva e (soprattutto in caso di stenosi bilaterale dell’arteria renale) insufficienza renale acuta. Il declino è di solito reversibile dopo riduzione del dosaggio o dopo interruzione del trattamento. In caso di stenosi unilaterale dell’arteria renale con due reni funzionanti, potrebbe verificarsi insufficienza acuta reversibile del rene interessato, senza alcuna grave riduzione della funzionalità renale. In casi isolati, i pazienti affetti da ipertensione senza storia nota di nefropatia, hanno manifestato aumento nelle concentrazioni sieriche di urea e creatinina, soprattutto nei casi di associazione tra il benazepril ed un diuretico. Le alterazioni di solito presentavano natura lieve e transitoria. Il rischio di alterazioni è aumentato in pazienti con disfunzione renale. In questi casi, potrebbero rendersi necessari una riduzione nel dosaggio o la sospensione del trattamento con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ. Si raccomanda di monitorare la funzionalità renale dei pazienti ipertesi durante le prime settimane di terapia.

Agranulocitosi, neutropenia Il rischio di neutropenia sembra dipendere dal dosaggio e dal tipo di patologia; inoltre, esso è legato allo stato clinico del paziente. È stata osservata raramente in pazienti senza complicazioni, ma potrebbe manifestarsi in pazienti con insufficienza renale di grado elevato, soprattutto se associata a collagenopatia vascolare in terapia immunosoppressiva. Risulta reversibile una volta terminata l’assunzione dell’ACE inibitore.

Epatiti ed insufficienza epatica Esitono segnalazioni molto rare di epatite colestatica e insufficienza epatica acuta, inclusi diversi casi con esito fatale, in pazienti che stiano assumendo ACE inibitori. Il meccanismo non risulta noto. Nei pazienti in cui si sviluppa ittero o incremento negli enzimi epatici, il trattamento con ACE inibitori andrà interrotto, e i pazienti stessi tenuti sotto stretto controllo medico.

Funzionalità epatica ridotta Nei pazienti con disfunzioni epatiche o con malattia epatica progressiva, BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ va somministrato con cautela, dal momento che alterazioni minori nell’equilibrio idrico ed elettrolitico potrebbero portare ad una progressione del coma epatico (vedere “Insufficienza epatica”).

Lupus eritematoso sistemico È noto che i diuretici tiazidici possono provocare l’esacerbazione o l’attivazione del lupus eritematoso sistemico.

Alterazioni negli elettroliti sierici In corso di trattamento con ACE inibitori, incluso il benazepril, in rari casi è stato osservato incremento del potassio sierico. La terapia a base di diuretici tiazidici è stata associata ad ipokaliemia, iponatriemia ed alcalosi ipocloremica. Questi disturbi possono causare occasionalmente uno o più dei seguenti sintomi: xerostomia, sete, astenia, sonnolenza, irrequietezza, mialgia o miospasmo, miastenia, ipotensione, oliguria, tachicardia e nausea. L’ipokaliemia può sensibilizzare il cuore o intensificare la reazione agli effetti tossici della digitale. Il rischio di ipokaliemia risulta più elevato nei pazienti con epatocirrosi, nei pazienti con diuresi rapida, nei pazienti con un apporto inadeguato di elettroliti o nei pazienti contemporaneamente trattati con corticosteroidi o ACTH. Gli elettroliti sierici vanno monitorati all’inizio del trattamento e poi periodicamente, ad intervalli adeguati, per scoprire eventuali disturbi nell’equilibrio elettrolitico sierico. Il trattamento con sali di potassio o con un diuretico risparmiatore di potassio deve essere evitato – a parte i casi di necessità – nei pazienti trattati con un ACE inibitore e un diuretico tiazidico (incluso BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ) (vedere“Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). Quale conseguenza dell’assunzione di diuretici tiazidici, l’escrezione di calcio risulta ridotta. In casi isolati, in pazienti trattati con tiazidi per un periodo più lungo, si sono verificate alterazioni patologiche della paratiroide, accompagnate da ipercalcemia e ipofosfatemia. Se viene diagnosticata una ipercalcemia, si rende necessaria un’ulteriore valutazione della diagnosi. Non sono state riscontrate complicazioni generali da iperparatirodismo, quali calcoli renali, assorbimento osseo e ulcera peptica. I tiazidi incrementano l’escrezione urinaria di magensio, con possibile ipomagnesiemia.

Altri disturbi metabolici A dosi più elevate, i diuretici tiazidici possono ridurre la tolleranza al glucosio e incrementare i livelli sierici di colesterolo, trigliceridi ed acido urico.

Tosse In associazione con l’utilizzo di ACE inibitori, è stata riportata tosse persistente e non produttiva, presumibilmente quale conseguenza dell’inibita degradazione della bradichinina endogena. La tosse si risolve sempre, una volta interrotta la terapia. La tosse indotta dagli ACE inibitori andrebbe considerata nella diagnosi differenziale della tosse.

Intervento chirurgico/anestesia Prima di un intervento chirurgico, l’anestesista deve essere informato sull’utilizzo di un ACE inibitore da parte del paziente . Durante anestesia con agenti che provocano ipotensione, gli ACE inibitori potrebbero inibire la formazione di agiotensina II secondaria alla secrezione compensatoria di renina. Se si dovesse verificare ipotensione attribuibile a tale meccanismo, è possibile intervenire con espansione del volume.

Stenosi aortica o mitralica Come con altri vasodilatatori, inclusi gli ACE inibitori, si richiede cautela in caso di pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica. Lattosio Il medicinale in oggetto contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al lattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio/galattosio non devono assumere tale farmaco.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Benazepril Id Sand? Quali alimenti possono interferire con Benazepril Id Sand?



Altri agenti antiipertensivi L’uso concomitante di tali agenti può incrementare gli effetti ipotensivi di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ. La contemporanea somministrazione di trinitoglicerina di glicerile e di altri nitrati, ovvero di altri vasodilatatori, può indurre ulteriore riduzione della pressione.

Diuretici risparmiatori di potassio L’impiego contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (come spironolattone, triamterene, amiloride), supplementi di potassio o sostituti dei sali di potassio, non è raccomandato dal momento che può potenziare il rischio di iperkaliemia. Se, nonostante ciò, tale co-medicazione venisse giudicata necessaria, si consiglia di monitorare la concentrazione di potassio sierico.

Litio In pazienti contemporaneamente trattati con litio, sono stati riportati aumento delle concentrazioni sieriche di litio e sintomi di intossicazione da litio. Dal momento che l’eliminazione renale di litio viene ridotta dall’azione dei tiazidi, il rischio di intossicazione da litio risulta presumibilmente ulteriormente incrementato se - come nel caso della somministrazione di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ – un diuretico tiazidico viene impiegato insieme ad un ACE inibitore. Si richiede cautela se BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZviene impiegato contemporaneamente al litio, e si raccomanda un regolare monitoraggio dei livelli sierici di quest’ultimo.

Bloccanti gangliari, antiadrenergici Se insieme al benazepril vengano somministrati i bloccanti gangliari, gli antiadrenergici (come guanetidina e reserpina), il paziente va attentamente monitorato. Assumendo tiazidi, risulta potenziato l’effetto dei derivati del curaro e dei farmaci antiipertensivi (come guanetidina, alfa-metildopa, β-bloccanti, vasodilatatori, calcio antagonisti e ACE inibitori).

Antidepressivi triciclici/antipsicotici/anestetici L’uso concomitante di taluni medicinali anestetici, antidepressivi triciclici ed antipsicotici e di ACE inibitori può indurre ulteriore riduzione della pressione arteriosa.

Ipokaliemia L’effetto ipokaliemico dei diuretici potrebbe essere potenziato dai corticosteroidi, dagli ACTH, dall’amfotericina B e dal carbenexolone (vedere anche il paragrafo4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”).

Digitale Qualora si verificassero effetti indesiderati quali ipokaliemia o ipomagnesiemia in corso di trattamento con idroclorotiazide, potrebbero insorgere aritmie in pazienti che stiano assumendo contemporaneamente glicosidi digitalici (vedere anche "Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego").

Diabete Potrebbe rendersi necessario aggiustare il dosaggio dell’insulina o dell’antidiabetico orale.

Simpaticomimetici La somministrazione di simpaticomimetici può ridurre gli effetti antiipertensivi degli ACE inibitori.

Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) L’efficacia diuretica, natriuretica ed antiipertensiva dei diuretici tiazidici potrebbe risultare ridotta a causa dell’uso contemporaneo di FANS. Una riduzione nell’effetto ipotensivo degli ACE inibitori è stata descritta in caso di utilizzo contemporaneo di indometacina ed altri FANS. Ciò non è stato riscontrato nel caso del benazepril in uno studio clinico controllato. È stato inoltre osservato che i FANS e gli ACE inibitori hanno un effetto additivo sull’incremento del potassio sierico, mentre la funzionalità renale potrebbe risultare ridotta. Questi effetti sono di solito reversibili e si verificano soprattutto nei pazienti con alterazione della funzionalità renale.

Resine che legano l’acido biliare La presenza di resine che legano l’acido biliare comporta una riduzione nell’assorbimento di idroclorotiazide. Una singola dose di colestiramina o colestipolo lega l’idrocorotiazide e riduce l’assorbimento da parte del tratto gastrointestinale di un massimo di 85% e 43%, rispettivamente.

Miscellanea In caso di concorrente assunzione di diuretici tiazidici, l’incidenza di reazioni di ipersensibilità all’allopurinolo potrebbe risultare aumentata, il rischio di effetti indesiderati da amantadina potrebbe risultare intensificato, l’effetto iperglicemico del diazossido potrebbe risultare incrementato, l’escrezione renale di farmaci citotossici (come ciclofosfamide, metotressato) potrebbe essere ridotta e l’effetto mielosoppressivo potrebbe essere aumentato.

Agenti anticolinergici La biodisponibilità de diuretici tiazidici potrebbe essere incrementata, in caso di assunzione contemporaena di agenti anticolinergici (come atropina, biperidene), ovviamente quale risultato di una riduzione della motilità gastrointestinale e del tempo di svuotamento gastrico.

Calcio/vitamina D La somministrazione di diuretici tiazidici contemporaneamente a vitamina D o sali di calcio potrebbe provocare l’incremento delle concentrazioni sieriche di calcio.

Ciclosporina Un trattamento concomitante con ciclosporina potrebbe aumentare il rischio di iperuricemia e di complicazioni di tipo gottoso.

Metildopa L’anemia emolitica è riportata in letteratura, nei casi in cui l’idroclorotiazide sia stato utilizzato insieme a metildopa.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Benazepril Id Sand? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Benazepril Id Sand?

Gli effetti indesiderati legati all’impiego di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ sono simili a quelli di benazepril e di idroclorotiazide. In associazione all’impiego di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni: > 1/10

Comuni: < 1/100 e < 1/10

Non comuni: > 1/1000 e < 1/100

Rari: > 1/10.000 e < 1/1000

Molto rari: < 1/10.000, compresi i casi isolati

Patologie cardiache Comuni: palpitazioni, sintomi ortostatici. Rari: ipotensione sintomatica, dolore toracico.

Patologie gastrointestinali Comuni: disturbi gastrointestinali non specifici. Rari: diarrea, stipsi, nausea, vomito, dolore addominale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comuni:esantema, arrossamento facciale, prurito, fotosensibilità.

Patologie renali e urinarie Comuni: minzione frequente. Rari: ipokaliemia, incremento dell’azotemia e della creatininemia. Tali sintomi sono risultati reversibili una volta interrotta la terapia. Queste alterazioni risultano più probabili in pazienti affetti da stenosi dell’arteria renale (vedere il paragrafo 4.4 “Speciali avvertenze e precauzioni d’impiego”). Molto rari: iponatriemia.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione Rari: incremento delle concentrazioni ematiche di acido urico.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comuni: tosse, difficoltà respiratorie.

Patologie del sistema nervoso Comuni: cefalea, vertigini, affaticamento. Rari: sonnolenza, insonnia, nervosismo, senso di disorientamento, ansia e  parestesia.

Organi di senso Molto rari: tinnito ed ageusia

Disturbi del sistema immunitario Rari: angioedema, edema delle labbra e/o facciale (vedere il paragrafo 4.4 “Speciali avvertenze e precuazioni d’impiego: reazioni anafilattoidi e simili”).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Rari: artralgia, artrite, mialgia, dolore muscolo-scheletrico.

Esami diagnostici Assumendo BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ a dosaggi elevati, è stato osservato aumento nelle concentrazioni di azoto sierico e creatinina sierica. Tali sintomi sono risultati reversibili, una volta interrotta la terapia (vedere il paragrafo 4.4. “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”). In studi clinici isolati, è stata osservata una leggera riduzione nelle concentrazioni medie di potassio sierico e una percentuale inferiore all’1% dei pazienti trattati con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ ha sviluppato ipokaliemia (più dello 0,5 mmol/l al di sotto dell’intervallo abituale). In pazienti che assumevano BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ si sono verificate iponatriemia, elevazione delle concentrazioni di acido urico e diminuzione delle concentrazioni di emoglobina. La maggior parte delle esperienze successive alla commercializzazione del prodotto riguardano la somministrazione di benazepril in monoterapia e /o gli ACE inibitori. In relazione ad esse, sono stati riportati i seguenti ulteriori effetti indesiderati: Rari: angina pectoris, aritmia cardiaca, epatite (soprattutto colestatica), ittero colestatico(vedere il paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”: epatiti ed insufficienza epatica) e pemfigo. Molto rari: infarto del miocardio, pancreatite, disfunzioni renali, trombocitopenia (vedere il paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego: agranulocitosi, neutropenia), sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, anemia emolitica. L’idroclorotiazide è stato prescritta per diversi anni, a volte a dosaggi più elevati, come nel caso di utilizzo del BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ. In pazienti trattati con un diuretico tiazidico (incluso l’idroclorotiazide) in monoterapia, sono stati osservati i seguenti effetti indesiderati:

Distrubi elettrolitici e metabolici Vedere il paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”.

Miscellanea Comuni: orticaria ed altre forme di eruzioni cutanee, perdita di appetito, leggera nausea e vomito, ipotensione ortostatica (che potrebbe essere esacerbata dal consumo di alcool, o dall’assunzione di anestetici o sedativi), impotenza. Rari: fotosensibilità, dolore addominale, stipsi, diarrea, sintomi soggettivi gastrointestinali, colestasi o ittero intraepatici, turbe cardiache, cefalea, vertigini o leggera sensazione di veritigini, turbe del sonno, depressione, parestesia, disturbi visivi (soprattutto nelle prime settimane di trattamento), trombocitopenia accompagnata da comparsa occasionale di porpora. Molto rari: vasculite necrotizzante e necrolisi epidermica tossica, reazioni tipo lupus eritematoso cutaneo, riattivazione di lupus eritematoso cutaneo, pancreatite, leucopenia, agranulocitosi, mielosoppressione, anemia emolitica, reazioni di ipersensibilità, difficoltà respiratorie incluse polmonite ed edema polmonare.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Benazepril Id Sand? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Benazepril Id Sand?



Segni e sintomi Anche se non sono disponibili esperienze di sovradosaggio con BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ, il segno principalmente atteso consiste in una marcata ipotensione. In caso di sovradosaggio da idroclorotiazide, potrebbero manifestarsi i seguenti sintomi: vertigini, nausea, sonnolenza, ipovolemia, ipotensione e disturbi dell’equilibrio elettrolitico associati a disaritmia cardiaca e miospasmo.

Trattamento Non sono disponibili specifici antidoti per il benazepril o l’idroclorotiazide. Per eliminare entrambe le sostanze, potrebbero essere tentati l’induzione del vomito o una lavanda gastrica. Per ridurre l’assorbimento, potrebbe essere somministrato carbone attivo. Il paziente va adagiato con le gambe sollevate, e vanno sostituiti i liquidi e gli elettroliti persi. Le funzioni renali vanno monitorate, finchè le condizioni del paziente non si siano normalizzate. Dopo assunzione di una dose eccessiva di farmaco, è auspicabile il ricovero presso un’unità di terapia intensiva, per risolvere l’ipotensione – che potrebbe protrarsi a lungo – attraverso somministrazione per via endovenosa di sostituti plasmatici o – in caso di risposta insoddifacente – attraverso catecolamine. È importante mantanere l’escrezione attraverso i reni.

Domande: Benazepril Id Sand si può prendere in gravidanza? Benazepril Id Sand si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Non vi è esperienza clinica riguardo all’uso di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ in gravidanza. BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ non deve essere impiegato durante il primo trimestre di gravidanza. Quando si stia programmando una gravidanza, o sia confermato che la stessa è in atto, la terapia in corso dovrà essere sostituita con un trattamento alternativo nel più breve tempo possibile. Non sono stati condotti studi controllati sugli ACE inibitori negli esseri umani, ma un limitato numero di casi di esposizione al farmaco durante il primo trimestre di gravidanza non ha dimostrato la comparsa di malformazioni. La somministrazione di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ è controindicata durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere anche il paragrafo 4.3, Controindicazioni). È noto che l’esposizione prolungata agli ACE inibitori durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza induce tossicità nel feto (riduzione della funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e nel neonato (insufficienza renale neonatale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere anche il paragrafo 5.3). L’idroclorotiazide può ridurre il volume plasmatico nonché il flusso ematico uroplacentare. Può inoltre indurre trombocitopenia neonatale. Se ci fosse stata esposizione al BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ dal secondo trimestre di gestazione, è raccomandata l’effettuazione di un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati dovranno essere sottoposti a monitoraggio per l’eventuale presenza di  ipotensione, oliguria ed iperkaliemia.

Allattamento Il benazepril e i suoi metaboliti – come pure l’idroclorotiazide – vengono escreti nel latte materno umano. A causa del rischio potenziale di effetti avversi per il lattante, la somministrazione di BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ è controindicata durante l’allattamento al seno (vedere anche il paragrafo 4.3, Controindicazioni). Se il trattamento si rende necessario, l’allattamento al seno dovrà essere interrotto.
Gruppo farmacoterapico: ACE inibitore e diuretico Codice ATC: C09B A07 BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ è una combinazione di un “ACE” inibitore, il benazepril, e di un diuretico, l’idroclorotiazide. L’efficacia antiipertensiva di entrambi i componenti presenta natura sinergica. Dopo assunzione orale, il benazepril cloridrato viene rapidamente assorbito e, quindi, idrolizzato in benazeprilato, inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE), che converte l’angiotensina I in angiotensina II. Le conseguenze di tale inibizione sono: - riduzione nella produzione di angiotensina II; - aumento dei precursori angiotensina I e renina; - ipotensione, principalmente dovuta alla vasodilatazione periferica; vasodilatazione, riduzione nella produzione di aldosterone, associata ad un incremento dell’escrezione renale di ioni sodio e di acqua e ad una diminuzione dell’escrezione renale di ioni di potassio. L’ACE risulta identico alla chininasi II. Come nel caso di altri ACE inibitori, il benazepril può inibire la degradazione del vasodilatatore bradichinina attraverso chininasi; tale inibizione potrebbe forse contribuire all’efficacia antiipertensiva. La somministrazione di benazepril in pazienti ipertesi comporta una riduzione della pressione arteriosa sia in posizione supina, sia in posizione eretta, in quest’ultimo caso, con ipotensione ortostatica generalmente lieve o inesistente. In seguito a somministrazione di una singola dose per via orale, l’effetto antiipertensivo si produce dopo circa un’ora; l’ipotensione risulta massima dopo che siano trascorse da due a quattro ore dall’assunzione. L’effetto antiipertensivo dura minimo 24 ore. Durante ripetute somministrazioni, la riduzione massima della pressione arteriosa viene generalmente raggiunta dopo una settimana e continua durante la terapia di mantenimento. L’efficacia antiipertensiva è indipendente da razza, età o attività di base della renina nel plasma. Una brusca interruzione dell’assunzione di benazepril non risulta associata ad un rapido incremento nella pressione arteriosa. In uno studio condotto su volontari sani, singoli dosaggi di benazepril hanno provocato un incremento nella perfusione renale, senza alcun effetto sul tasso di filtrazione glomerulare. I diuretici tiazidici svolgono la propria azione soprattutto nella parte distale del tubulo renale, attraverso inibizione del riassorbimento del NaCl  (attraverso antagonismo verso i trasportatoridell’NaCl). Una maggiore quantità di Na+ e di acqua nel tubo collettore e/o un incrementato del tasso di filtrazione, portano ad un incremento nella secrezione e nell’escrezione di K+ ed H+. Inoltre, risulta stimolato l’assorbimento di Ca2+ (in virtù di un meccanismo sconosciuto). In pazienti la cui funzionalità renale è normale, la diuresi risulta favorita già dopo somministrazione di 12,5 mg di idroclorotiazide. L’incremento nell’escrezione urinaria di sodio e di cloro ed il relativamente poco elevato incremento di potassio nelle urine derivanti, risultano dose-dipendente. Gli effetti diuretici e natriuretici diventano evidenti 1-2 ore dopo assunzione orale di idroclorotiazide, raggiungendo il massimo dopo 4-6 ore, e possono protrarsi per 10-12 ore.La diuresi indotta da tiazidi, inzialmente comporta una riduzione del volume plasmatico, dell’output cardiaco e della pressione arteriosa sistemica. Potrebbe essere attivato il sistema renina-angiotensina-aldosterone. L’effetto ipotensivo si mantiene attraverso terapia continuativa, probabilmente grazie alla riduzione delle resistenze periferiche; la gittata cardiaca torna ai valori iniziali, mentre il volume plasmatico rimane piuttosto basso.

Benazepril, idroclorotiazide L’inibizione del sistema renina-angiotensina dovuto al benazepril, si traduce in un’efficacia antiipertensiva sinergica con l’idroclorotiazide, contrastando l’effetto stimolante dell’idroclorotiazide. La stimolazione del sistema renina-angiotensina comporta la maggiore dipendenza della pressione arteriosa dalla concentrazione di angiotensina II, dal momento che l’efficacia del benazepril risulta potenziata.


Assorbimento e concentrazioni plasmatiche Non esistono interazioni di natura farmacocinetica tra i componenti del BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ (benazepril cloridrato e idroclorotiazide) e la biodisponibilità di entrambi i componenti non viene alterata dall’assunzione contemporanea. La somministrazione della combinazione BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ compresse risulta bioequivalente all’assunzione di entrambi i componenti in compresse separate per ciascun componente. Il 37% minimo della dose di benazepril cloridrato somministrata oralmente viene assorbito. Il "profarmaco" viene poi rapidamente converito nel metabolita farmacologicamente attivo benazeprilato. Dopo assunzione a stomaco vuoto, la concentrazione plasmatica massima di benazepril e benazeprilato viene raggiunta dopo 0,5 e 1-1, 5 ore, rispettivamente. L’idroclorotiazide viene assorbito per il 60-80% dopo somministrazione orale. I livelli plasmatici massimi vengono raggiunti entro 1,5-3 ore dall’assunzione. Differenze nell’assorbimento di benazepril cloridrato e idroclorotiazide, come risultato del digiuno, sono di rilevanza clinica minore. Nell’intervallo di dosaggio terapeutico, la biodisponibilità sistemica del benazepril, del benazeprilato e dell’idroclorotiazide è quasi direttamente proporzionale al dosaggio. Somministrazioni multiple non influenzano le proprietà farmacocinetiche del benazepril cloridrato e dell’idroclorotiazide.

Distribuzione Il benazepril e il benazeprilato si legano alle proteine del siero umano (soprattutto all’albumina) per circa il 95%. Il volume di distribuzione del benazeprilato allo stato stazionario è pari circa a 9 l. L’idroclorotiazide si accumula negli eritrociti. Nella fase di eliminazione, la concentrazione negli eritrociti è da 3 a 9 volte più elevata che nel plasma. Circa il 40-70% dell’idroclorotiazide si lega alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione nel corso della fase di eliminazione finale è stimato pari a 3-6 l/kg (corrispondenti a 210-420 l con un peso corporeo di 70 kg).

Bioconversione Il benazepril è metabolizzato in ampia percentuale; il metabolita principale è il benazeprilato. Due altri metaboliti sono i coniugati acil-glucuronide del benazepril e del benazeprilato. Una percentuale minima di idroclorotiazide risulta metabolizzata. Il solo metabolita che si rinviene (in tracce) è il 2-amino-4-cloro-

m-benzenedisulfonamide.

Eliminazione Il benazepril viene completamente eliminato dal plasma dopo 4 ore, principalmente attraverso bioconversione. L’eliminazione del benazepril è bifasica con un’emivita iniziale di circa 3 ore ed un’emivita finale di circa 22 ore. La fase terminale (di 24 ore) suggerisce un forte legame del benazepril con l’ACE. Il benazeprilato viene eliminato attraverso reni e bile; naturalmente, l’escrezione renale è la via principale in pazienti la cui funzionalità renale risulti normale. Solo l’1% della dose è escreto nelle urine come il benazepril in forma immodificata; il 20% della dose è escreto come benazeprilato. L’eliminazione dell’idroclorotiazide è bifasica, con un’emivita iniziale di circa 2 ore ed un’emivita finale (da 10 a 12 ore) di circa 10 ore. L’eliminazione ha luogo quasi esclusivamente attraverso i reni, in pazienti la cui funzionalità renale risulti normale. In media, il 50-75% di una dose orale viene rinvenuta nelle urine in forma immodificata.

Gruppi particolari di pazienti

Pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia Non risultano alterati l’assorbimento di benazepril e la conversione in benazeprilato. Dal momento che l’eliminazione è alquanto più lenta, la concentrazione allo stato stazionario risulta più elevata in questo gruppo, rispetto a volontari sani o a pazienti ipertesi.

Pazienti anziani o con disfunzioni renali Le proprietà farmacocinetiche del benazepril e del benazeprilato non sono influenzate in maniera significativa da un’età più avanzata o da una lieve o modesta disfunzione renale (clearance della creatinina 30-80 ml/min). Le proprietà farmacocinetiche dell’idroclorotiazide, invece, risultano marcatamente influenzate. L’eliminazione di questo diuretico risulta considerevolmente ridotta, con conseguente sostanziale incremento della concentrazione plasmatica. La ridotta eliminazione, nei pazienti anziani, è attribuibile all’alterazione della funzionalità renale. La dose efficace, nei pazienti anziani ed in quelli con ridotta funzionalità renale, potrebbe essere meno elevata rispetto a pazienti più giovani con funzionalità renale normale. BENAZEPRIL IDROCLOROTIAZIDE SANDOZ risulta controindicato in caso di pazienti con clearance della creatinina inferiore ai 30 ml/min.

Pazienti con disfunzioni epatiche Le proprietà cinetiche del benazeprilato e dell’idroclorotiazide non risultano influenzate dalla presenza di cirrosi epatica.
I dati preclinici ottenuti in base agli studi farmacologici convenzionali su tollerabilità, tossicologia in relazione a somministrazione di dosi ripetute, genotossicità e cancerogenicità non rivelano rischi specifici nell’uomo. Non sono invece stati condotti studi di tossicità riproduttiva riguardo alla combinazione di benazepril e di idroclorotiazide. Le sperimentazioni effettuate sul modello animale con il solo benazepril o con la sola idroclorotiazide inducevano embriotossicità (con benazepril) ma non effetti teratogeni in tre specie (sia con benazepril, sia con idroclorotiazide). Altri ACE inibitori inducevano effetti avversi di sviluppo fetale tardivo, risultante nella morte del feto, ed altri effetti congeniti, a carico principalmente dello sviluppo del cranio. Sono stati riportati anche fetotossicità, ritardo nella crescita intrauterina e dotto arterioso pervio. Si ritiene che tali anomalie dello sviluppo siano imputabili, in parte, ad una azione diretta degli ACE inibitori sul sistema renina-angiotensina del feto e, in parte, all’ischemia risultante dall’ipotensione della madre e dalle riduzioni del flusso ematico fetale-placentare e dal rilascio di ossigeno/nutrienti al feto. Negli studi condotti sul modello animale, l’idroclorotiazide attraversava la placenta.