Alfuzosina Eg 30cpr 10mg Rp Alfuzosina cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Alfuzosina cloridrato (13 equivalenti)
Prezzo: 8.78 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 8.78
Classe: A
ATC: G04CA01 Alfuzosina
Azienda: Eg Spa info@eglab.it (12432150154)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse rilascio prolungato
Contenitore: Blister
Conservazione: Non conservare al di sopra di +30 gradi
Scadenza: 60 mesi
Lattosio: Si

Domande: qual è il nome commerciale di Alfuzosina Eg?

ALFUZOSINA EG 10 MG COMPRESSE A RILASCIO PROLUNGATO

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Alfuzosina Eg?

Ogni compressa contiene 10 mg di alfuzosina cloridrato.

Eccipienti con effetto noto: ogni compressa contiene 8 mg di lattosio monoidrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Alfuzosina Eg? Alfuzosina Eg contiene lattosio o glutine?

Lattosio monoidrato Ipromellosa (E464) Povidone K25 Magnesio stearato (E 470b)

Domande: a cosa serve Alfuzosina Eg? Per quali malattie si prende Alfuzosina Eg?

Trattamento della sintomatologia funzionale di grado da moderato a grave dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB).

Domande: quando non bisogna prendere Alfuzosina Eg?

– Ipersensibilità all’alfuzosina, ad altri chinazolinici (per es. terazosina, doxazosin, prazosina) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. – Condizioni di ipotensione ortostatica. – Insufficienza epatica. – Associazione con altri farmaci che bloccano i recettori alfa–1.

Domande: come si prende Alfuzosina Eg? qual è il dosaggio raccomandato di Alfuzosina Eg? Quando va preso nella giornata Alfuzosina Eg

La compressa a rilascio prolungato deve essere ingerita intera con una quantità sufficiente di liquido. La compressa deve essere assunta ogni giorno immediatamente dopo lo stesso pasto.

Adulti: Una compressa a rilascio prolungato da 10 mg una volta al giorno. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi.

Anziani (di età superiore ai 65 anni) Una compressa a rilascio prolungato da 10 mg una volta al giorno se una dose iniziale più bassa di alfuzosina cloridrato è ben tollerata e se è richiesta un’efficacia supplementare. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi. I dati farmacocinetici e di sicurezza clinica dimostrano che i pazienti anziani non necessitano di una riduzione della dose.

Ridotta funzionalità renale Insufficienza renale da lieve a moderata: Se non è sufficiente una dose più bassa, la terapia può essere aggiustata a una compressa a rilascio prolungato da 10 mg/die in base alla risposta clinica. La prima dose deve essere assunta subito prima di coricarsi.

Grave insufficienza renale: Alfuzosina EG 10 mg non deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min) dato che non sono disponibili dati clinici sulla sicurezza per questo gruppo di pazienti (vedere paragrafo 4.4).

Insufficienza epatica Le compresse a rilascio prolungato da 10 mg di Alfuzosina EG sono controindicate in pazienti affetti da insufficienza epatica. Dopo attenta valutazione medica potrebbe essere considerato appropriato l’utilizzo di una preparazione contenente un dosaggio inferiore di alfuzosina cloridrato. Fare riferimento alle corrispondenti informazioni sul prodotto per le istruzioni posologiche.

Domande: Alfuzosina Eg va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Alfuzosina Eg entro quanto tempo va consumato?

Non conservare a temperatura superiore ai 30° C.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Alfuzosina Eg? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Alfuzosina Eg?

Alfuzosina 10mg non deve essere somministrata in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina <30ml/min) a causa della mancanza di dati clinici di sicurezza in questo gruppo di pazienti. Alfuzosina deve essere somministrata con cautela nei pazienti in terapia con antiipertensivi o nitrati. La pressione sanguigna deve essere regolarmente monitorata, soprattutto all’inizio del trattamento. In alcuni pazienti può manifestarsi, entro poche ore dalla somministrazione, un’ipotensione posturale con o senza sintomi (capogiri, stanchezza, astenia e sudorazione). In questi casi il paziente deve stare disteso sino alla completa risoluzione dei sintomi. Questi effetti sono solitamente transitori. Essi si manifestano all’inizio del trattamento e non pregiudicano solitamente la prosecuzione del trattamento. Il paziente deve essere informato sulla possibilità che si verifichino questi eventi. Nella sorveglianza post–marketing è stata riportata una marcata riduzione della pressione sanguigna in pazienti con fattori di rischio preesistenti (come sottostanti malattie cardiache e/o il trattamento concomitante con farmaci antiipertensivi). Il rischio di sviluppare ipotensione e reazioni avverse correlate può essere maggiore nelle persone anziane. Si raccomanda cautela quando si somministra l’alfuzosina a pazienti che hanno manifestato una pronunciata ipotensione al trattamento con altri bloccanti dei recettori alfa–1. Il trattamento deve essere iniziato gradualmente in pazienti con ipersensibilità agli altri bloccanti dei recettori alfa–1. Come nel caso di tutti i bloccanti dei recettori alfa–1, l’alfuzosina deve essere impiegata con prudenza in pazienti con insufficienza cardiaca acuta. Nel caso di pazienti con problemi cardiaci, il trattamento dell’insufficienza coronarica deve continuare, tenendo in considerazione che la somministrazione concomitante di nitrati e alfuzosina può aumentare il rischio che si manifesti ipotensione. Il trattamento con l’alfuzosina deve essere interrotto in caso di nuovi attacchi o nel caso di un peggioramento dell’angina pectoris. I pazienti con un prolungamento congenito dell’intervallo QTc, con una storia di prolungamento acquisito dell’intervallo QTc o che stanno prendendo medicinali noti per aumentare l’intervallo Qt c devono essere monitorati prima e durante la somministrazione di alfuzosina. Durante l’intervento chirurgico di cataratta, in alcuni pazienti, in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina, è stata osservata la sindrome dell’iride a bandiera (IFIS, una variante della sindrome della pupilla piccola). Sono stati anche riportati casi isolati con altri bloccanti dei recettori alfa–1 e non si può escludere la possibilità di un effetto di classe. Dato che IFIS può portare ad aumentare le complicazioni procedurali durante l’operazione di cataratta, il chirurgo oftalmico deve essere avvertito prima dell’intervento dell’uso concomitante o precedente di bloccanti dei recettori alfa–1 (vedere paragrafo 4.8). I pazienti devono essere avvertiti che le compresse devono essere inghiottite intere. Altri metodi di somministrazione che prevedano la rottura, la polverizzazione o la masticazione della compressa devono essere evitati. Un’incongrua somministrazione può causare un rilascio ed un assorbimento indesiderati del principio attivo, con il rischio di precoci effetti indesiderati. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp–lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Alfuzosina Eg? Quali alimenti possono interferire con Alfuzosina Eg?



Associazioni controindicate: Farmaci che bloccano i recettori alfa–1 (vedere paragrafo 4.3).

Associazioni che richiedono attenzione: – I livelli ematici di alfuzosina vengono aumentati da potenti inibitori del CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo e ritonavir. – Agenti antiipertensivi (vedere paragrafo 4.4). – Preparazioni contenenti nitrati (vedere paragrafo 4.4). L’assunzione contemporanea di medicinali contro l’ipertensione o nitrati comporta un potenziamento del rischio ipotensivo. Vedere anche paragrafo 4.4. La somministrazione di un anestetico in pazienti trattati con l’alfuzosina può portare a grave ipotensione. Si raccomanda di sospendere l’assunzione delle compresse 24 ore prima di un intervento chirurgico. In studi condotti su volontari sani non si è osservata alcuna interazione né di tipo farmacodinamico, né di tipo farmacocinetico fra l’alfuzosina e i seguenti farmaci: warfarin, digossina e idroclorotiazide.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Alfuzosina Eg? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Alfuzosina Eg?

L’effetto più comunemente riportato è il capogiro che si manifesta in circa il 5% dei pazienti trattati. Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate al trattamento sono elencate sotto per classe di organo e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100; <1/10); non comune (≥1/1000; <1/100); raro (≥1/10000; <1/1000); molto raro (<1/10.000); frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico Frequenza non nota: neutropenia, trombocitopenia.

Patologie del sistema nervoso: Comune: stanchezza, debolezza/capogiro, cefalea, vertigini. Non comune: sonnolenza.

Patologie dell’occhio Non comune: alterazioni della visione. Frequenza non nota: sindrome dell’iride a bandiera (IFIS) (vedere paragrafo 4.4)

Patologie cardiache Non comune: tachicardia, palpitazioni, sincope (inizialmente soprattutto con una dose troppo alta o se il trattamento è iniziato dopo una breve interruzione della terapia). Molto raro: aggravamento o recidiva di angina pectoris (vedere paragrafo 4.4), angina pectoris in pazienti con preesistente malattia coronarica. Frequenza non nota: fibrillazione atriale.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: rinite.

Patologie gastrointestinali Comune: dolore addominale, nausea, dispepsia, diarrea, bocca secca. Non comune: vomito.

Patologie epatobiliari Molto raro: epatotossicità. Frequenza non nota: danno epatocellulare, malattia epatica colestatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea (orticaria, esantema), prurito. Molto raro: angioedema.

Patologie vascolari Comune: ipotensione posturale (inizialmente, principalmente con dosi troppo alte o se il trattamento viene ripreso dopo una breve interruzione della terapia) (vedere paragrafo 4.4).

Patologie renali e urinarie Non comune: incontinenza urinaria Molto raro: sono stati segnalati casi isolati di priapismo.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, malessere. Non comune: edema, vampate di calore, dolore al torace.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Alfuzosina Eg? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Alfuzosina Eg?

In caso di sovradosaggio il paziente deve essere ospedalizzato e deve essere praticata una normale terapia per l’ipotensione. L’antidoto appropriato è rappresentato da un vasocostrittore che agisca direttamente sul muscolo liscio nei vasi sanguigni come ad esempio la noradrenalina. La lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone vegetale devono essere tenuti in considerazione. A causa dell’alto grado di legame alle proteine plasmatiche, l’alfuzosina è difficilmente dializzabile.

Domande: Alfuzosina Eg si può prendere in gravidanza? Alfuzosina Eg si può prendere durante l'allattamento?

Visto il tipo di indicazione questa sezione non è pertinente.
Categoria farmacoterapeutica: antagonisti dei recettori alfa–adrenergici. Codice ATC: G04C A01. L’alfuzosina, in qualità di racemato, è un derivato chinazolinico attivo per via orale, che blocca in modo selettivo i recettori alfa 1 post–sinaptici. Nei test

in vitro è stata dimostrata la selettività dell’alfuzosina per i recettori alfa1–adrenergici localizzati nel trigono vescicale, nell’uretra prostatica e nella prostata. Nell’ipertrofia prostatica benigna i sintomi clinici non sono correlati soltanto alla dimensione della prostata, ma anche agli impulsi nervosi simpaticomimetici che, per stimolazione dei recettori alfa post sinaptici, aumentano il tono della muscolatura liscia del tratto urinario inferiore. Il trattamento a base di alfuzosina rilassa questa muscolatura liscia migliorando così il flusso urinario. L’evidenza clinica di uroselettività è stata dimostrata dall’efficacia clinica e dal buon profilo di sicurezza in uomini trattati con l’alfuzosina, compresi gli anziani e i pazienti con ipertensione. L’ alfuzosina può causare moderati effetti antiipertensivi. Nell’uomo, l’alfuzosina migliora lo svuotamento idrico riducendo il tono muscolare dell’uretra, con la riduzione della resistenza al flusso di uscita dalla vescica, che rende più facile lo svuotamento della stessa. È stata osservata una minore frequenza di ritenzione urinaria acuta in pazienti trattati con alfuzosina rispetto a quelli non trattati. In studi controllati verso placebo condotti su pazienti con ipertrofia prostatica benigna l’alfuzosina: – ha aumentato considerevolmente, in media del 30%, il picco di flusso urinario (Q max) in pazienti con Qmax <15 ml/sec. Questo miglioramento è stato osservato fin dalla prima somministrazione; – ha ridotto significativamente la pressione detrusoriale e ha aumentato il volume vescicale di urina, associato ad un forte desiderio di urinare; – ha ridotto in modo significativo il volume urinario residuo. Questi effetti urodinamici hanno portato ad un miglioramento dei sintomi a carico delle basse vie urinarie, relativi sia al riempimento (di tipo irritativo) che allo svuotamento (di tipo ostruttivo), la qual cosa è stata ampiamente dimostrata.
L’alfuzosina possiede proprietà farmacocinetiche lineari entro l’intervallo terapeutico. Il picco di concentrazione plasmatica è raggiunto approssimativamente 5 ore dopo la somministrazione. Il profilo cinetico si caratterizza per un’ampia variabilità inter–individuale nelle concentrazioni plasmatiche. L’assorbimento è maggiore quando il medicinale è somministrato dopo un pasto.

Assorbimento Dopo la prima dose (a stomaco pieno) la concentrazione plasmatica media è 7,72 ng/ml, l’AUCinf è 127 ng x ora/ml (a stomaco pieno) ed il Tmax è 6,69 ore (a stomaco pieno). In condizioni di stato stazionario (a stomaco pieno) l’AUC media nell’intervallo tra le dosi (AUCτ) è 145 ng x ora/ml, la Cmax media è 10,6 ng/ml e la Cmin è 3,23 ng/ml.

Distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche è circa del 90%. Nei volontari sani il volume di distribuzione dell’alfuzosina equivale a 2,5 l/kg. È stato dimostrato che si distribuisce preferibilmente nella prostata rispetto al plasma.

Eliminazione L’emivita apparente di eliminazione dell’alfuzosina è di circa 8 ore. L’alfuzosina viene metabolizzata massivamente nel fegato (attraverso varie vie), i metaboliti vengono eliminati mediante escrezione renale e probabilmente anche mediante escrezione biliare. Il 75–91% di una dose orale viene escreto nelle feci, il 35% in forma immodificata ed il resto in forma di metaboliti, la qual cosa è indicativa di un certo grado di escrezione biliare. Circa il 10% della dose viene escreta nelle urine in forma immodificata. Nessuno dei metaboliti è farmacologicamente attivo.

Compromissione renale o epatica Il volume di distribuzione e la clearance dell’alfuzosina sono aumentati in caso di ridotta funzione renale, probabilmente a causa di una riduzione del grado di legame alle proteine plasmatiche. L’emivita rimane tuttavia invariata. In pazienti con grave insufficienza epatica, l’emivita è prolungata. Il picco della concentrazione massima plasmatica è raddoppiato e la biodisponibilità aumenta rispetto a quella osservata nei giovani volontari sani.

Pazienti anziani Nei soggetti anziani (> 75 anni) l’assorbimento per via orale è più rapido ed i valori dell’AUC sono più elevati rispetto ai soggetti più giovani. L’aumento della concentrazione plasmatica può essere spiegato con una riduzione della capacità di metabolizzare degli anziani. La biodisponibilità orale è in qualche modo maggiore rispetto ai soggetti più giovani. L’emivita di eliminazione resta invariata.
I dati preclinici non rivelano particolari pericoli per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, di tossicità a somministrazioni ripetute, di genotossicità, di potenziale cancerogeno, di tossicità riproduttiva.