Addofix 30cpr Riv 10mg Scopolamina butilbromuro

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Scopolamina butilbromuro (5 equivalenti)
Prezzo: 6.70 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: A03BB01 Butilscopolamina
Azienda: Epifarma Srl (01135800769)
Ricetta: SOP - ricetta non richiesta
SSN: Non concedibile
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Addofix?

ADDOFIX 10 MG COMPRESSE RIVESTITE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Addofix?



Compresse rivestite Una compressa rivestita contiene: principio attivo: N–butilbromuro di joscina 10 mg. Eccipienti: saccarosio Per l’ elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

Domande: Quali eccipienti contiene Addofix? Addofix contiene lattosio o glutine?

Compresse rivestite:

Nucleo: calcio idrogeno fosfato anidro, amido di mais, amido pregelatinizzato, diossido di silice, acido tartarico, acido stearico.

Rivestimento: povidone,

saccarosio, talco, titanio diossido, macrogol 6000, cera carnauba, acacia spray–dried.

Domande: a cosa serve Addofix? Per quali malattie si prende Addofix?

Trattamento sintomatico delle manifestazioni spastico–dolorose del tratto gastroenterico e genito–urinario.

Domande: quando non bisogna prendere Addofix?

ADDOFIX compresse è controindicato in caso di: – Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. – Glaucoma ad angolo acuto. – Ipertrofia prostatica o altre cause di ritenzione urinaria. – Stenosi pilorica ed altre condizioni stenosanti il canale gastroenterico. – Ileo paralitico, colite ulcerosa, megacolon. – Esofagite da reflusso. – Atonia intestinale dell’anziano e dei soggetti debilitati. – Miastenia grave. – Tachiaritmie cardiache. – Bambini di età inferiore ai 6 anni.

Domande: come si prende Addofix? qual è il dosaggio raccomandato di Addofix? Quando va preso nella giornata Addofix

I seguenti dosaggi sono consigliati per adulti e ragazzi di età superiore ai 14 anni. 1–2 compresse rivestite 3 volte al giorno. Le dosi singole possono essere aumentate secondo il giudizio del medico. Nei bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni occorre consultare il medico e seguire esattamente le sue indicazioni.

Modo di somministrazione Le compresse devono essere assunte intere con una adeguata quantità di acqua.

Domande: Addofix va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Addofix entro quanto tempo va consumato?



Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Addofix? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Addofix?

In presenza di intenso dolore addominale di cui non è nota la causa, che persista o peggiori, o che si manifesti insieme ad altri sintomi quali febbre, nausea, vomito, alterazioni nel movimento intestinale, sensibilità addominale, diminuita pressione sanguigna, svenimento o sangue nelle feci, è necessario rivolgersi immediatamente al medico. Gli anticolinergici possono prolungare il tempo di svuotamento gastrico e determinare stasi dell’antro. La somministrazione di farmaci anticolinergici come ADDOFIX può provocare un aumento della pressione intraoculare in pazienti in cui non sia stato diagnosticato e quindi non sia stato trattato il glaucoma ad angolo acuto. Quindi, in caso i pazienti accusino dolore ed arrossamento oculare con perdita della visione dopo la somministrazione di ADDOFIX, essi si devono rivolgere urgentemente al medico oculista. Tutti gli antimuscarinici riducono il volume delle secrezioni bronchiali; di ciò bisogna tenere conto nel caso di soggetti con affezioni infiammatorie croniche ostruttive dell’apparato respiratorio. Gli anticolinergici devono essere usati con prudenza negli anziani, nei pazienti con turbe del sistema nervoso autonomo, nelle tachiaritmie cardiache, nell’ipertensione arteriosa, nell’insufficienza cardiaca congestizia, nell’ipertiroidismo e nei portatori di affezioni epatiche e renali

. Prudenza deve anche essere usata nei pazienti affetti da glaucoma ad angolo acuto così come nei pazienti suscettibili di stasi intestinale ed urinaria ed in quelli inclini a tachiaritmie. A causa della possibilità che gli anticolinergici possano ridurre la sudorazione, ADDOFIX deve essere somministrato con cautela nei pazienti con piressia. Il trattamento con dosi elevate non deve essere bruscamente interrotto. Gli effetti collaterali di minore entità possono essere controllati riducendo opportunamente la dose; la comparsa di importanti manifestazioni secondarie richiede l’interruzione della terapia. Il medicinale contiene saccarosio quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio– galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Addofix? Quali alimenti possono interferire con Addofix?

L’effetto anticolinergico di farmaci come gli antidepressivi tri– e tetraciclici, fenotiazine, butirrofenoni, antiistaminici, chinidina, antipsicotici, amantadina, diisopiramide e altri anticolinergici (per esempio tiotropio, ipratropio e composti simili all’atropina) può essere accentuato da ADDOFIX. Il trattamento concomitante con antagonisti della dopamina, come la metoclopramide, può determinare una riduzione dell’effetto di entrambi i farmaci sul tratto gastro–intestinale. La tachicardia indotta da farmaci β–adrenergici può essere accentuata da ADDOFIX. Non assumere alcool durante la terapia. Poichè gli antiacidi possono ridurre l’assorbimento intestinale degli anticolinergici, questi farmaci non debbono essere somministrati contemporaneamente.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Addofix? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Addofix?

Molti degli effetti indesiderati elencati possono essere attribuiti alle proprietà anticolinergiche di ADDOFIX. Gli effetti secondari anticolinergici di ADDOFIX sono generalmente di lieve entità ed autolimitanti.

Disturbi del sistema immunitario: Frequenza non comune: reazioni cutanee, orticaria, prurito. Frequenza non nota: shock anafilattico, reazioni anafilattiche, dispnea, rash cutaneo, eritema ed altre manifestazioni di ipersensibilità.

Patologie cardiache: Frequenza non comune: tachicardia.

Patologie gastrointestinali: Frequenza non comune: secchezza delle fauci. È stata osservata anche stipsi.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Frequenza non comune: alterazioni della sudorazione.

Patologie renali e urinarie: Frequenza rara: ritenzione urinaria.

Patologie dell’occhio: midriasi, turbe dell’accomodazione, aumento del tono oculare.

Patologie del sistema nervoso: sonnolenza. Dosi elevate possono determinare segni di stimolazione centrale e più gravi segni d’interferenza con il sistema nervoso, lo stato di coscienza e la funzione cardiorespiratoria.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Addofix? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Addofix?



Sintomi In caso di sovradosaggio si potrebbero manifestare effetti anticolinergici (come ritenzione urinaria, secchezza delle fauci, arrossamento della cute, tachicardia, inibizione della motilità gastrointestinale e disturbi visivi transitori).

Terapia Se necessario somministrare farmaci parasimpaticomimetici. In caso di glaucoma è necessario rivolgersi urgentemente ad uno specialista in oftalmologia. Complicazioni cardiovascolari devono essere trattate in accordo agli abituali principi terapeutici. In caso di paralisi respiratoria: valutare l’opportunità di ricorrere ad intubazione, respirazione artificiale. In caso di ipotensione ortostatica, è sufficiente che il paziente si distenda. Per la ritenzione urinaria può essere necessaria la cateterizzazione. Inoltre, se necessario, devono essere intraprese appropriate terapie di supporto.

Domande: Addofix si può prendere in gravidanza? Addofix si può prendere durante l'allattamento?

Sono disponibili dati limitati relativi all’uso di N–butilbromuro di joscina in donne in gravidanza. Come misura cautelativa, è preferibile evitare l’uso di ADDOFIX durante la gravidanza e l’allattamento. Non esistono informazioni sufficienti sull’escrezione di ADDOFIX e dei suoi metaboliti nel latte umano.
Categoria farmacoterapeutica: farmaci per disturbi funzionali gastrointestinali Codice ATC: A03BB01N–butilbromuro di joscina esercita un’azione spasmolitica sulla muscolatura liscia del tratto gastrointestinale, biliare e genito–urinario. Trattandosi di un derivato ammonico quaternario, alle dosi terapeutiche consigliate, N–butilbromuro di joscina non entra nel sistema nervoso centrale e quindi non si manifestano gli effetti indesiderati sul SNC dovuti agli anticolinergici. L’effetto anticolinergico periferico è dovuto sia al blocco dei gangli siti nella parete viscerale che all’attività antimuscarinica.
In qualità di ammonio quaternario, N–butilbromuro di joscina è molto polare e quindi viene assorbito solo parzialmente quando viene somministrato per via orale (8%). La biodisponibilità sistemica è inferiore all’1%. Nonostante i bassi livelli ematici siano misurabili solo per un breve periodo, sono state riscontrate, a livello locale, concentrazioni piuttosto alte ai siti di azione di N–butilbromuro di joscina e/o di suoi metaboliti marcati: nel tratto gastrointestinale, nella cistifellea, nel dotto epatobiliare, nel fegato e nel rene. N–butilbromuro di joscina non attraversa la barriera emato–encefalica ed è scarsamente legato alle proteine plasmatiche. La clearance totale, determinata per somministrazione endovena è 1.2 l/min., circa metà della clearance è renale. I principali metaboliti trovati nelle urine si legano scarsamente al recettore muscarinico.
In acuto, N–butilbromuro di joscina ha un basso indice di tossicità: i valori di DL50 per via orale sono pari a 1000–3000 mg/kg nel topo, a 1040–3300 mg/kg nel ratto e a 600 mg/kg nel cane. I sintomi di tossicità sono atassia e diminuzione del tono muscolare ed inoltre tremore e convulsioni nel topo, midriasi, secchezza delle mucose e tachicardia nel cane. I casi di morte per paralisi respiratoria si sono avuti entro 24 ore. Inoltre l’iniezione i.v. di soluzioni di N–butilbromuro di joscina (condizioni di massima biodisponibilità) ha dato valori di DL50 pari a 10–23 mg/kg nel topo e a 18 mg/kg nel ratto. Negli studi di tossicità a dosi ripetute della durata di 4 settimane per via orale, i ratti hanno tollerato un NOAEL (no observed adverse effect level) di 500 mg/kg. A dosi di 2000 mg/kg, a causa dell’attività di N–butilbromuro di joscina sui gangli parasimpatici della parete viscerale, il farmaco ha determinato paralisi gastrointestinale e la morte di 11 ratti su 50. I dati di laboratorio non hanno mostrato variazioni correlate alla dose. In studi a 26 settimane, i ratti hanno tollerato dosi di 200 mg/kg, mentre a 250 e 1000 mg/kg è stata depressa la funzionalità gastrointestinale ed è seguita la morte. Dosi ripetute di 1 mg/kg, per via endovenosa, sono state ben tollerate dai ratti per 4 settimane. Alla dose di 3 mg/kg, si sono verificate convulsioni subito dopo la somministrazione i.v. I ratti trattati con dosi di 9 mg/kg sono morti per paralisi respiratoria. Dopo somministrazione ripetuta per via intramuscolare, la dose di 10 mg/kg è stata ben tollerata a livello sistemico, ma sono state riscontrate a livello locale delle lesioni muscolari al sito di iniezione di entità maggiore nei ratti trattati rispetto ai controlli. A 60 e 120 mg/kg, la mortalità era alta e i danni osservati a livello locale aumentavano in funzione della dose somministrata. N–butilbromuro di joscina si è dimostrato non embriotossico nè teratogeno nel Segmento II a dosi orali fino a 200 mg/kg, assunte con la dieta (ratto) e con somministrazione forzata e a dosi sottocutanee fino a 50 mg/kg (coniglio NZW). Nel Segmento I, la fertilità non è stata alterata da dosi fino a 200 mg/kg. N–butilbromuro di joscina è stato ben tollerato quando iniettato nelle arterie e nelle vene dell’orecchio del coniglio. N–butilbromuro di joscina non ha mostrato potenziale mutageno nel test di Ames, nel test in–vitro di mutazione genetica su cellule di mammifero V79 (test HPRT) e nel test in–vitro di aberrazione cromosomica su linfociti umani periferici. Non sono disponibili studi di carcinogenesi in vivo, tuttavia N–butilbromuro di joscina non ha evidenziato alcun potenziale cancerogeno in due studi a 26 settimane condotti somministrando per via orale fino a 1000 mg/kg nel ratto.