Advate Fl 3000ui+fl Solv 5ml Octocog alfa (fattore viii di coagulazione, ricombinante)

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Octocog alfa (fattore viii di coagulazione, ricombinante) (4 equivalenti)
Prezzo: 3218.28 EUR (IVA: 10%)
Classe: A
ATC: B02BD02 Fattore viii di coagulazione
Azienda: Baxalta Italy Srl (13039021004)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Polvere e solvente per soluzione iniettabile
Contenitore: Flacone
Conservazione: Da +2 a +8 gradi
Scadenza: 24 mesi
Lattosio: No
Nota: A8 Nota CUF A8

Domande: qual è il nome commerciale di Advate?

ADVATE 3000 UI POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Advate?

Ciascun flaconcino contiene nominalmente 3000 UI fattore VIII della coagulazione umano (rDNA), octocog alfa. ADVATE contiene approssimativamente 600 UI per ml di fattore VIII della coagulazione umano (rDNA), octocog alfa, dopo ricostituzione. Il titolo (UI) viene determinato per mezzo del test cromogenico della Farmacopea europea. L’attività specifica di ADVATE è di circa 4.000–10.000 UI/mg di proteina. Octocog alfa (fattore VIII della coagulazione umano [rDNA]) è una proteina purificata composta da 2.332 aminoacidi. È ottenuto con la tecnologia del DNA ricombinante da cellule di ovaio di criceto cinese (CHO). Preparato senza l’aggiunta di alcuna proteina (esogena) umana o animale sia durante il processo della coltura cellulare, sia durante il processo di purificazione, sia nella formulazione finale. Eccipienti con effetti noti: 0,45 mmol di sodio (10 mg) per flaconcino. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Advate? Advate contiene lattosio o glutine?



Polvere Mannitolo Sodio cloruro Istidina Trealosio Calcio cloruro Trometamolo Polisorbato 80 Glutatione (ridotto).

Solvente Acqua per preparazioni iniettabili.

Domande: a cosa serve Advate? Per quali malattie si prende Advate?

Trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti affetti da emofilia A (deficit congenito di fattore VIII). ADVATE è indicato in tutte le fasce di età.

Domande: quando non bisogna prendere Advate?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o alle proteine murine o di criceto.

Domande: come si prende Advate? qual è il dosaggio raccomandato di Advate? Quando va preso nella giornata Advate

Il trattamento deve essere iniziato sotto il controllo di un medico specializzato nel trattamento dell’emofilia e con un supporto di rianimazione immediatamente disponibile in caso di anafilassi.

Posologia La dose e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità del deficit di fattore VIII, dalla sede e dall’entità dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente. Il numero di unità di fattore VIII viene espresso in Unità Internazionali (UI), riferite allo standard WHO per i concentrati di fattore VIII. L’attività plasmatica del fattore VIII è espressa sia in percentuale (riferita al plasma umano normale) sia in unità internazionali (riferite allo standard internazionale per il fattore VIII plasmatico). Una Unità Internazionale (UI) di attività di fattore VIII è equivalente alla quantità di fattore VIII contenuta in un ml di plasma umano normale.



Trattamento
La stima della dose richiesta di fattore VIII si basa sulla considerazione empirica che 1 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l’attività plasmatica di fattore VIII di 2 UI/dl. La dose necessaria viene determinata per mezzo della seguente formula: Unità (UI) richieste = peso corporeo (kg) x aumento di fattore VIII desiderato (%) x 0,5 Nell’eventualità dei seguenti episodi emorragici, l’attività di fattore VIII non deve scendere al di sotto dei livelli di attività plasmatica determinati (in % o in UI/dl) rispetto ai livelli normali nel periodo corrispondente. La seguente tabella 1 può essere utilizzata come riferimento per il dosaggio negli episodi emorragici ed in chirurgia:


Tabella 1 Guida per il dosaggio in episodi emorragici e in chirurgia


Gravità dell’emorragia/ tipo di intervento chirurgico


Livello di Fattore VIII

richiesto (%) o (UI/dl)


Frequenza delle somministrazioni

(h)/durata della terapia (gg)


Emorragie
   
Emartro in fase precoce, emorragie intramuscolari o del cavo orale. 20–40 Ripetere l’iniezione ogni 12–24 ore (8–24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) per almeno 1 giorno fino a che, a cessazione del dolore, l’episodio emorragico sia risolto o si sia giunti a guarigione.
Emartri più estesi, emorragie intramuscolari o ematomi. 30–60 Ripetere l’iniezione ogni 12–24 ore (8–24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) per 3–4 giorni o più, fino alla scomparsa del dolore e dell’invalidità acuta.
Emorragie a rischio per la vita. 60–100 Ripetere l’iniezione ogni 8–24 ore (6–12 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) fino alla risoluzione dell’evento.


Interventi chirurgici
   


Minori Incluse le estrazioni dentarie.
30–60 Ogni 24 ore (12–24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni), per almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione.


Maggiori
80–100 (pre– e post–intervento) Ripetere l’iniezione ogni 8–24 ore (6–24 ore per pazienti di età inferiore a 6 anni) fino al raggiungimento di una adeguata cicatrizzazione; successivamente continuare la terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere l’attività del fattore VIII a valori compresi tra il 30–60% (UI/dl).
La dose e la frequenza della somministrazione devono essere adattate alla risposta clinica per ogni singolo caso. In certe circostanze (ad esempio, presenza di un inibitore a basso titolo) possono essere necessarie dosi maggiori di quelle calcolate usando la formula. Durante il trattamento è consigliabile eseguire una adeguata determinazione dei livelli di fattore VIII plasmatico per stabilire la dose da somministrare e la frequenza delle iniezioni. In particolare, in caso di interventi chirurgici maggiori, è indispensabile eseguire un attento monitoraggio della terapia sostitutiva per mezzo della determinazione dell’attività plasmatica del fattore VIII. La risposta verso il fattore VIII può variare a seconda del singolo paziente, mostrando livelli differenti di recupero

in vivo e differente emivita.



Profilassi
Per la profilassi antiemorragica a lungo termine in pazienti affetti da emofilia A grave, le dosi usuali sono di 20–40 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo ad intervalli di 2–3 giorni.



Popolazione pediatrica
Per il trattamento, la dose nei pazienti pediatrici (da 0 a 18 anni di età) non differisce da quella dei pazienti adulti. Per la terapia profilattica nei pazienti al di sotto dei 6 anni di età, sono raccomandate dosi da 20–50 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo, 3–4 volte alla settimana.

Modo di somministrazione ADVATE deve essere somministrato per via endovenosa. In caso di somministrazione da parte di personale non sanitario è necessario un training appropriato. È necessario determinare la velocità di somministrazione, in modo da non creare disagio al paziente, fino ad un massimo di 10 ml/min. Dopo la ricostituzione, la soluzione è limpida, incolore, priva di corpi estranei e ha un pH da 6,7 a 7,3. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6

Domande: Advate va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Advate entro quanto tempo va consumato?

Conservare in frigorifero (2° C – 8° C). Non congelare. ADVATE con dispositivo BAXJECT II: tenere il flaconcino del prodotto nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce. ADVATE nel sistema BAXJECT III: tenere il blister sigillato nell’imballaggio esterno per proteggerlo dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Advate? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Advate?





Ipersensibilità
Sono state riportate reazioni di ipersensibilità di tipo allergico, tra cui l’anafilassi, con l’ADVATE. Il prodotto contiene tracce di proteine murine e di criceto. Se insorgono sintomi di ipersensibilità, i pazienti devono essere avvisati di interrompere immediatamente il trattamento e contattare il proprio medico. I pazienti devono essere informati circa i primi segni delle reazioni di ipersensibilità, che comprendono orticaria, orticaria generalizzata, costrizione toracica, sibilo, ipotensione e anafilassi. In caso di shock, deve essere instaurato il trattamento medico standard dello shock.



Inibitori
La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) verso il fattore VIII rappresenta una complicanza nota nel trattamento di soggetti affetti da emofilia A. Tali inibitori sono generalmente immunoglobuline IgG dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII, e sono quantificate in Unità Bethesda (UB) per ml di plasma per mezzo del test modificato. In pazienti che sviluppano inibitori del fattore VIII, le condizioni possono manifestarsi come un’insufficiente risposta clinica. In tali casi, è raccomandato che venga contattato un centro emofilia specializzato. Il rischio di sviluppare inibitori è correlato al tempo di esposizione al fattore VIII, essendo maggiore entro i primi 20 giorni di esposizione, e ad altri fattori genetici e ambientali. Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni dall’esposizione. Casi di comparsa di inibitore ricorrente (a basso titolo) sono stati osservati a seguito del passaggio da un prodotto a base di fattore VIII ad un altro, in pazienti già in precedenza trattati con più di 100 giorni di esposizione e con una storia precedente di sviluppo di inibitori. Si raccomanda pertanto di monitorare attentamente tutti i pazienti per la ricomparsa di inibitori dopo qualsiasi passaggio da un prodotto a un altro. In generale, tutti i pazienti trattati con fattore VIII della coagulazione devono essere sottoposti ad osservazioni cliniche e ad attento monitoraggio per evidenziare lo sviluppo di inibitori mediante adeguati test di laboratorio. Se non si ottengono i livelli plasmatici di attività del fattore VIII attesi, o se l’emorragia non è controllata con una dose adeguata, deve essere eseguito un test al fine di determinare se siano presenti inibitori del fattore VIII. Nei pazienti con livelli elevati di inibitore, la terapia sostitutiva con fattore VIII potrebbe non essere efficace e devono essere prese in considerazione altre soluzioni terapeutiche. La gestione di questi pazienti deve essere affidata a medici con esperienza nel trattamento di pazienti con emofilia e inibitori del fattore VIII.



Complicazioni correlate a catetere nel trattamento
Se è necessario il dispositivo per accesso venoso centrale (CVAD), si deve prendere in considerazione il rischio di complicazioni correlate al CVAD, tra cui infezioni locali, batteriemia e trombosi in sede di catetere.



Considerazioni correlate all’eccipiente
Dopo ricostituzione questo medicinale contiene 0,45 mmol di sodio (10 mg) per flaconcino. Bisogna tenerne conto in caso di pazienti sottoposti a dieta iposodica. Al fine di mantenere un collegamento tra il paziente e il numero di lotto del prodotto medicinale, si raccomanda vivamente di prendere nota del nome e del numero di lotto del prodotto a ogni somministrazione di ADVATE a un paziente.



Popolazione pediatrica
Le avvertenze e le precauzioni riportate si applicano sia agli adulti che ai bambini.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Advate? Quali alimenti possono interferire con Advate?

Non sono stati effettuati studi d’interazione con ADVATE.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Advate? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Advate?





Riassunto del profilo di sicurezza
Negli studi clinici con ADVATE sono stati inclusi 418 soggetti con almeno una esposizione ad ADVATE, per una segnalazione totale di 93 reazioni avverse da farmaco (ADR). Le ADR riportate con la maggiore frequenza sono state sviluppo di anticorpi neutralizzanti verso il fattore VIII (inibitori), cefalea e febbre. Sono state osservate raramente reazioni di ipersensibilità o allergiche (che possono comprendere angioedema, bruciore e sensazione urticante in sede di infusione, brividi, vampate, orticaria generalizzata, cefalea, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, costrizione toracica, formicolio, vomito, sibilo), che in alcuni casi potrebbero evolvere in grave anafilassi (incluso shock). Si può osservare lo sviluppo di anticorpi verso le proteine murine e/o di criceto con reazioni di ipersensibilità correlate. I pazienti affetti da emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) al fattore VIII. Se si sviluppano tali inibitori, la condizione si manifesterà come un’insufficiente risposta clinica. In tali casi, è raccomandato che venga contattato un centro emofilia specializzato.



Tabella delle reazioni avverse
La tabella 2 seguente riporta la frequenza delle reazioni avverse da farmaco in sperimentazioni cliniche e quelle riportate spontaneamente. La tabella segue la classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (classificazione per sistemi e organi e livello di termine preferito). La frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 fino a < 1/10), non comune (≥ 1/1.000 fino a < 1/100), rara (≥ 1/10.000 fino a < 1/1.000) e molto rara (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente.


Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA


Reazioni avverse


Frequenzaa
Infezioni ed infestazioni Influenza Non comune
Laringite Non comune
Patologie del sistema emolinfopoietico Inibizione del fattore VIIIc Comune
Linfangite Non comune
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica Non nota
Ipersensibilitàc Non nota
Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune
Capogiri Non comune
Compromissione della memoria Non comune
Sincope Non comune
Tremore Non comune
Emicrania Non comune
Disgeusia Non comune
Patologie dell’occhio Infiammazione oculare Non comune
Patologie cardiache Palpitazioni Non comune
Patologie vascolari Ematoma Non comune
Vampate Non comune
Pallore Non comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea Non comune
Patologie gastrointestinali Diarrea Non comune
Dolore addominale superiore Non comune
Nausea Non comune
Vomito Non comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito Non comune
Esantema Non comune
Iperidrosi Non comune
Orticaria Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia Comune
Edema periferico Non comune
Dolore toracico Non comune
Fastidio al torace Non comune
Brividi Non comune
Sensazione di anormalità Non comune
Ematoma in sede di puntura vasale Non comune
Affaticamento Non nota
Reazione in sede di iniezione Non nota
Malessere Non nota
Esami diagnostici Conta dei monociti aumentata Non comune
Abbassamento livello fattore VIII della coagulazioneb Non comune
Abbassamento dell’ematocrito Non comune
Test di laboratorio fuori norma Non comune
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Complicanza post intervento Non comune
Emorragia da post intervento Non comune
Reazione locale da intervento Non comune
a) Calcolati sulla base del numero totale di pazienti trattati con ADVATE (418). b) L’imprevista diminuzione dei livelli del fattore VIII della coagulazione si è verificata in un paziente durante l’infusione continua di ADVATE a seguito di un intervento chirurgico (10–14 giorni dopo l’intervento). L’emostasi è stata mantenuta sempre durante questo periodo e sia i livelli plasmatici di fattore VIII che le percentuali della clearance sono ritornati a livelli adeguati entro il 15 ° giorno post–operatorio. I test per l’inibitore del fattore VIII eseguiti dopo il completamento dell’infusione continua e al termine dello studio hanno dato risultati negativi. c) Le ADR sono spiegate nella sezione seguente.



Descrizione delle reazioni avverse selezionate




Sviluppo inibitori
È stato segnalato sviluppo di inibitori in pazienti trattati in precedenza (PTP) e in pazienti non trattati in precedenza (PUP). Per informazioni, vedere paragrafi 5.1 (Proprietà farmacologiche) e 4.4 (Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).



ADR specifiche per i residui del processo di produzione
Dei 229 pazienti trattati, testati per anticorpi della proteina cellulare di ovaio di criceto cinese (CHO), 3 hanno evidenziato una tendenza verso l’alto statisticamente significativa nei titoli, 4 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori e un paziente ha evidenziato entrambi ma senza sintomi clinici. Dei 229 pazienti trattati, testati per anticorpi della IgG murina, 10 hanno evidenziato una tendenza verso l’alto statisticamente significativa, 2 hanno evidenziato picchi costanti o picchi transitori e un paziente ha evidenziato entrambi. Quattro di questi pazienti hanno riportato casi isolati di orticaria, prurito, esantema e conta degli eosinofili leggermente elevata fra le esposizioni ripetute al prodotto di studio.



Ipersensibilità
Le reazioni di tipo allergico includono l’anafilassi e si sono manifestate con capogiro, parestesia, esantema, arrossamento, edema del viso, orticaria e prurito.



Popolazione pediatrica
A parte lo sviluppo di inibitori in pazienti pediatrici non trattati in precedenza (PUP) e le complicazioni correlate a catetere, negli studi clinici non si sono osservate differenze nelle ADR specifiche per l’età.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Advate? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Advate?

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio con il fattore VIII della coagulazione ricombinante.

Domande: Advate si può prendere in gravidanza? Advate si può prendere durante l'allattamento?

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con fattore VIII. A causa dei rari casi di emofilia A fra le donne, non sono disponibili dati riguardanti l’impiego di fattore VIII durante la gravidanza e l’allattamento. Pertanto durante la gravidanza e l’allattamento, il fattore VIII deve essere usato solo se chiaramente indicato.
Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici, fattore VIII della coagulazione del sangue. Codice ATC: B02BD02. Il complesso fattore VIII/Fattore di von Willebrand è formato da due molecole (fattore VIII e fattore von Willebrand) con differenti funzioni fisiologiche. ADVATE contiene il fattore VIII della coagulazione ricombinante (octocog alfa), una glicoproteina che è biologicamente equivalente alla glicoproteina del fattore VIII presente nel plasma umano. Octocog alfa è una glicoproteina composta da 2332 aminoacidi con un peso molecolare di circa 280 kD. A seguito di infusione in un paziente emofilico, l’octocog alfa si lega al fattore von Willebrand endogeno nella circolazione ematica del paziente. Il fattore VIII attivato agisce come Co–fattore per il Fattore IX attivato, accelerando la conversione del Fattore X in Fattore X attivato. Il Fattore X attivato converte la protrombina in trombina. La trombina a sua volta converte il fibrinogeno in fibrina dando luogo alla formazione di un coagulo. L’emofilia A è una malattia ereditaria legata al sesso caratterizzata da un disordine della coagulazione del sangue dovuto a riduzione dei livelli dell’attività del fattore VIII che causa emorragie massive a carico delle articolazioni, dei muscoli o di organi interni, sia spontaneamente o in conseguenza di traumi accidentali o chirurgici. I livelli di fattore VIII plasmatico vengono aumentati per mezzo della terapia sostitutiva, consentendo così la correzione temporanea della carenza di fattore VIII e della diatesi emorragica.

Sviluppo di inibitori L’immunogenicità di ADVATE è stata valutata in pazienti già trattati in precedenza. Nel corso di sperimentazioni cliniche con ADVATE in 233 pazienti pediatrici e adulti [pazienti pediatrici (età 0–6 anni) e pazienti adulti (età superiore ai 16 anni)] ai quali è stata diagnosticata emofilia A grave (fattore VIII < 1%) con precedente esposizione a concentrati di fattore VIII ≥ 150 giorni per gli adulti e i bambini più grandi e ≥ 50 giorni per i bambini di età < 6 anni, un paziente ha sviluppato un inibitore a basso titolo (2,4 UB nel saggio modificato Bethesda) dopo 26 giorni di esposizione ad ADVATE. In questo paziente, i test di follow–up su inibitori dopo il ritiro dallo studio sono risultati negativi. Complessivamente in tutti gli studi, l’esposizione mediana ad ADVATE è stata di 97,0 giorni di esposizione per soggetto (intervallo 1–709) per i pazienti già trattati in precedenza. L’incidenza globale di qualsiasi sviluppo di inibitori del fattore VIII (a basso o alto titolo) è stata dello 0,4% (1 su 233). Nello studio non controllato completato 060103, 16 dei 45 (35,6%) pazienti non trattati in precedenza, affetti da emofilia A grave (fattore VIII < 1%) e con almeno 25 giorni di esposizione al fattore VIII, hanno sviluppato inibitori del fattore VIII: 7 (15,6%) soggetti hanno sviluppato inibitori ad alto titolo e 9 (20%) soggetti hanno sviluppato inibitori a basso titolo, 1 dei quali è stato inoltre classificato come inibitore transitorio. I fattori di rischio correlati allo sviluppo di inibitori in questo studio comprendevano etnia non caucasica, anamnesi familiare di inibitori e trattamento intensivo a dose elevata entro i primi 20 giorni di esposizione. Nei 20 soggetti che non presentavano nessuno di questi fattori di rischio non si è verificato sviluppo di inibitori. Sono stati raccolti i dati sull’induzione della tolleranza immunologica (

Immune Tolerance Induction, ITI) in pazienti con inibitori. Sono stati documentati i trattamenti di ITI in 11 PUP all’interno di un sottostudio dello studio PUP 060103. Per 30 soggetti sottoposti a ITI (studio 060703) è stato condotto un esame retrospettivo delle cartelle ed è in corso la raccolta dei dati del Registro. Nello studio 060201 sono stati confrontati due schemi di trattamento profilattico a lungo termine su 53 pazienti trattati in precedenza (PTP): un regime di dosaggio personalizzato guidato da farmacocinetica (entro un intervallo di 20–80 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo a intervalli di 72 ±6 ore, n=23) e un regime di dosaggio profilattico standard (20–40 UI/kg ogni 48 ±6 ore, n=30). Il regime di dosaggio guidato da farmacocinetica (secondo una formula precisa) è stato mirato a mantenere i livelli del fattore VIII ≥1% nell’intervallo tra i dosaggi di 72 ore. I dati di questo studio dimostrano che i due regimi di dosaggio profilattico sono comparabili in termini di riduzione della frequenza di episodi emorragici. L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con ADVATE in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per l’emofilia A (deficit congenito di fattore VIII) in "Induzione della tolleranza immunologica (

Immune Tolerance Induction, ITI) in pazienti affetti da emofilia A (deficit congenito di fattore VIII) che hanno sviluppato inibitori al fattore VIII" e "Trattamento e profilassi di episodi emorragici in pazienti affetti da emofilia A (deficit congenito di fattore VIII)" (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
Tutti gli studi farmacocinetici con ADVATE sono stati condotti in pazienti precedentemente trattati con emofilia A grave o moderatamente grave (fattore VIII basale ≤ 2%). L’analisi dei campioni di plasma è stata condotta in un laboratorio centralizzato per mezzo di un test di coagulazione one stage. Un totale di 195 pazienti affetti da emofilia grave A (fattore VIII basale <1%) hanno fornito parametri PK che erano inclusi nel set di analisi PK per protocollo. Per riassumere i parametri PK sono state usate le categorie di queste analisi per lattanti (da 1 mese a <2 anni), bambini (da 2 anni a <5 anni), bambini più grandi (da 5 anni a <12 anni), adolescenti (da 12 anni a <18 anni) e adulti (a partire da 18 anni), dove l’età è stata definita come età al momento dell’infusione per l’analisi PK.


Tabella 3 Riassunto dei parametri farmacocinetici di ADVATE per gruppo di età in pazienti con emofilia A grave (fattore VIII basale < 1%)


Parametro (media

± deviazione standard)


Lattanti

(n=5)


Bambini

(n=30)


Bambini più grandi (n=18)


Adolescenti

(n=33)


Adulti

(n=109)
AUC totale (UI*h/dl) 1362,1 ± 311,8 1180,0 ± 432,7 1506,6 ± 530,0 1317,1 ± 438,6 1538,5 ± 519,1
Recupero incrementale aggiustato a Cmax (UI/dL per UI/kg)a 2,2 ± 0,6 1,8 ± 0,4 2,0 ± 0,5 2,1 ± 0,6 2,2 ± 0,6
Emivita (h) 9,0 ± 1,5 9,6 ± 1,7 11,8 ± 3,8 12,1 ± 3,2 12,9 ± 4,3
Concentrazione plasmatica massima post infusione (UI/dl) 110,5 ± 30,2 90,8 ± 19,1 100,5 ± 25,6 107,6 ± 27,6 111,3 ± 27,1
Tempo medio di permanenza (h) 11,0 ± 2,8 12,0 ± 2,7 15,1 ± 4,7 15,0 ± 5,0 16,2 ± 6,1
Volume di distribuzione allo stato stazionario (dl/kg) 0,4 ± 0,1 0,5 ± 0,1 0,5 ± 0,2 0,6 ± 0,2 0,5 ± 0,2
Clearance (ml/kg*h) 3,9 ± 0,9 4,8 ± 1,5 3,8 ± 1,5 4,1 ± 1,0 3,6 ± 1,2
a Calcolato come (Cmax – fattore VIII basale) diviso per la dose in UI/kg, dove Cmax è la misurazione massima del fattore VIII post infusione. La sicurezza e l’efficacia emostatica di ADVATE nella popolazione pediatrica sono simili a quelle negli adulti. Il recupero aggiustato e l’emivita (t½) sono risultati inferiori di circa il 20% nei bambini piccoli (età inferiore a 6 anni) rispetto agli adulti, il che potrebbe essere dovuto in parte al volume plasmatico per kg di peso corporeo notoriamente maggiore in pazienti più giovani. Attualmente non sono disponibili dati di farmacocinetica con ADVATE su pazienti precedentemente non trattati.
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi di

safety pharmacology, tossicologia acuta, tossicità a dosi ripetute, tossicità locale e genotossicità.