Beriate F 1000ui+solv+s Fattore viii di coagulazione del sangue umano liofilizzato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Fattore viii di coagulazione del sangue umano liofilizzato (4 equivalenti)
Prezzo: 628.19 EUR (IVA: 10%)
Classe: A
ATC: B02BD02 Fattore viii di coagulazione
Azienda: Csl Behring Gmbh impressum@cslbehring.com (DE811111679)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Polvere e solvente per soluzione per infusione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Da +2 a +8 e al riparo dalla luce
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No
Nota: A8 Nota CUF A8

Domande: qual è il nome commerciale di Beriate?

BERIATE POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INIEZIONE O INFUSIONE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Beriate?

Ciascun flaconcino contiene nominalmente: 250/500/1000/2000 UI del fattore VIII umano della coagulazione (FVIII). Dopo ricostituzione con 2,5/5/10 ml Beriate 250/500/1000 contiene 100 UI/ml di Fattore VIII. Beriate 2000 deve essere ricostituito con 10 ml di acqua per preparazioni iniettabili e contiene circa 200 UI/ml di fattore VIII. La potenza (UI) viene determinata utilizzando il test cromogenico della Farmacopea Europea. L’attività specifica media di Beriate è approssimativamente 270 UI/mg di proteina. Prodotto dal plasma di donatori umani Eccipienti con effetto noto: Sodio approssimativamente 100 mmol/l (2,3 mg/ml). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Beriate? Beriate contiene lattosio o glutine?

Glicina Calcio cloruro Sodio idrossido (in piccole quantità) per l’aggiustamento del pH Saccarosio Sodio cloruro.

Solvente fornito: Acqua per preparazioni iniettabili, rispettivamente da 2,5 ml, 5 ml e 10 ml.

Domande: a cosa serve Beriate? Per quali malattie si prende Beriate?

Trattamento e profilassi del sanguinamento in pazienti con emofilia A (deficienza congenita di fattore VIII). Questo prodotto può essere impiegato nel trattamento della deficienza acquisita di fattore VIII.

Domande: quando non bisogna prendere Beriate?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Domande: come si prende Beriate? qual è il dosaggio raccomandato di Beriate? Quando va preso nella giornata Beriate

Il trattamento deve essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dell’emofilia.



Posologia
: Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità della deficienza di fattore VIII, dalla localizzazione e dall’entità del sanguinamento nonché dalle condizioni cliniche del paziente. Il numero di unità di fattore VIII somministrate è espresso in Unità Internazionali (UI), correlate all’attuale standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) per i prodotti a base di fattore VIII. L’attività del fattore VIII nel plasma è espressa come percentuale (riferita al plasma umano normale) o come UI (riferita a uno Standard Internazionale per il fattore VIII nel plasma). Una UI di attività di fattore VIII è equivalente alla quantità di fattore VIII contenuta in 1 ml di plasma umano normale.

Trattamento su richiesta Il calcolo della dose necessaria di fattore VIII è basato sul dato empirico che 1 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l’attività di fattore VIII nel plasma di circa il 2% (2 UI/dl) dell’attività normale. La dose necessaria viene determinata usando la seguente formula: Unità necessarie = peso corporeo [kg] x aumento desiderato di fattore VIII [% o UI/dl] x 0,5 La dose da somministrare e la frequenza della somministrazione devono sempre essere guidate dall’efficacia clinica nel singolo caso. Nel caso dei seguenti episodi emorragici, l’attività del fattore VIII nel periodo corrispondente non deve scendere al di sotto del livello indicato di attività plasmatica (in % del valore normale o in UI/dl). La tabella seguente può essere impiegata come guida per il dosaggio nel caso di episodi di sanguinamento o di interventi chirurgici:
Gravità dell’emorragia / Tipo di intervento chirurgico Livello richiesto di fattore VIII (% o UI/dl) Frequenza delle dosi (ore) / Durata della terapia (giorni)
Emorragia
Emartro iniziale, sanguinamenti muscolari o sanguinamenti del cavo orale 20 – 40 Ripetere l’infusione ogni 12 – 24 ore. Almeno 1 giorno, fino alla risoluzione dell’episodio di sanguinamento, come indicato dal dolore, o al raggiungimento della guarigione.
Emartro più esteso, sanguinamento muscolare o ematoma 30 – 60 Ripetere l’infusione ogni 12–24 ore per 3–4 giorni o più fino alla risoluzione del dolore e dell’invalidità acuta.
Emorragie con pericolo di vita 60 – 100 Ripetere l’infusione ogni 8 – 24 ore, fino alla risoluzione del pericolo.
Chirurgia
Chirurgia minore, estrazioni dentarie incluse 30 – 60 Ogni 24 ore, almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione.
Chirurgia maggiore 80 – 100 (pre– e postoperatorio) Ripetere l’infusione ogni 8–24 ore fino al raggiungimento di adeguata guarigione della ferita; in seguito terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere una attività di fattore VIII del 30–60% (UI/dl)


Profilassi Per la profilassi a lungo termine di sanguinamenti in pazienti con emofilia A grave, le dosi usuali sono da 20 a 40 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo ad intervalli di 2–3 giorni. In alcuni casi, soprattutto nei pazienti più giovani, possono rendersi necessari intervalli più brevi o dosi più elevate. Nel corso del trattamento, si consiglia un’appropriata determinazione dei livelli di fattore VIII per individuare la dose da somministrare e la frequenza alla quale ripetere le infusioni. In particolare, in caso di interventi di chirurgia maggiore è indispensabile un preciso monitoraggio della terapia sostitutiva attraverso il controllo dei parametri della coagulazione (attività plasmatica del fattore VIII). Singoli pazienti possono presentare variabilità nella propria risposta al fattore VIII, raggiungendo differenti livelli di recupero in vivo e manifestando differenti emivite. I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di inibitori del fattore VIII. Vedere anche il paragrafo 4.4. Pazienti precedentemente non trattati La sicurezza e l’efficacia di Beriate, in pazienti precedentemente non trattati, non sono ancora state stabilite. Popolazione pediatrica Nei bambini la dose è correlata al peso corporeo e quindi si basa generalmente sulle stesse linee–guida indicate per i pazienti adulti. La frequenza di somministrazione deve sempre essere orientata in base all’efficacia clinica riscontrata nel singolo caso. Sono disponibili esperienze sul trattamento di bambini di età inferiore a 6 anni (vedere il paragrafo 5.1).

Modo di somministrazione: Per uso endovenoso. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Prima della somministrazione la preparazione deve essere riscaldata a temperatura ambiente o corporea. Iniettare o infondere lentamente per via endovenosa ad una velocità confortevole per il paziente. La velocità di iniezione o di infusione non deve eccedere 2 ml/minuto. Tenere sotto osservazione il paziente per la comparsa di qualsiasi reazione immediata. Nel caso abbia luogo qualsiasi reazione che possa essere correlata con la somministrazione di Beriate, ridurre la velocità di infusione o interrompere l’infusione a seconda delle condizioni cliniche del paziente (vedere anche il paragrafo 4.4).

Domande: Beriate va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Beriate entro quanto tempo va consumato?

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare. Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce. Nel periodo di validità, Beriate, può essere conservato fino ad una temperatura di 25°C per un periodo cumulativo non superiore ad 1 mese. I singoli periodi a temperatura ambiente devono essere annotati affinché si rimanga entro il tempo limite complessivo di 1 mese. Non esporre il flaconcino in prossimità di una fonte di calore. I flaconcini non devono essere portati ad una temperatura superiore a quella corporea (37°C). Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Beriate? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Beriate?



Ipersensibilità Sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere informati che, in caso di comparsa di questi sintomi, devono interrompere immediatamente l’utilizzo del prodotto e rivolgersi al medico. I pazienti devono essere informati di quali siano i primi segni di ipersensibilità, compresi: orticaria, orticaria generalizzata, senso di costrizione toracica, dispnea, ipotensione ed anafilassi. In caso di shock devono essere osservate le procedure mediche standard per il trattamento dello shock.

Inibitori La formazione di anticorpi neutralizzanti (inibitori) il fattore VIII è una complicanza nota nel trattamento di soggetti affetti da emofilia A. Questi inibitori sono generalmente immunoglobuline IgG, dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII e sono misurati in Unità Bethesda (BU) per ml di plasma utilizzando il test modificato. Il rischio di sviluppare inibitori è correlato all’esposizione al fattore VIII ed è più elevato entro i primi 20 giorni di esposizione. Raramente gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni di esposizione. Casi di ricorrenza di inibitori (a basso titolo) sono stati osservati dopo il passaggio da un prodotto con FVIII ad un altro, in pazienti precedentemente trattati, con più di 100 giorni di esposizione e con anamnesi positiva allo sviluppo di inibitori. Pertanto, tutti i pazienti devono essere monitorati attentamente per la comparsa di inibitori a seguito di un cambio di prodotto. In generale, tutti i pazienti trattati con il fattore VIII umano della coagulazione devono essere attentamente monitorati, mediante appropriate osservazioni cliniche e indagini di laboratorio, per lo sviluppo di inibitori. Se non vengono raggiunti i livelli plasmatici attesi di attività di Fattore VIII o se l’emorragia non è controllata con una dose adeguata, bisogna testare l’eventuale presenza di inibitori del FVIII. Nei pazienti con elevati livelli di inibitore, la terapia con FVIII può rivelarsi non efficace per cui devono essere prese in considerazione altre misure terapeutiche. Il trattamento di questi pazienti deve essere effettuato sotto la direzione di medici esperti nella cura di pazienti con emofilia A e con inibitori del fattore VIII. Vedere anche il paragrafo 4.8. Beriate contiene fino a 28 mg di sodio per 1000 UI, ciò va tenuto in considerazione dai pazienti che seguono una dieta controllata di sodio. Sicurezza virale Le misure standard per prevenire infezioni conseguenti all’uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, il controllo delle donazioni individuali e dei pool di plasma per specifici marcatori di infezione e l’adozione di procedure di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciò nonostante, quando si somministrano prodotti derivati da sangue o plasma umano, non può essere totalmente esclusa la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Tale concetto si applica anche a virus sconosciuti o emergenti e ad altri patogeni.Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus capsulati quali il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) e per i virus non–capsulati dell’epatite A (HAV)e il parvovirus B19. Per i pazienti che ricevono regolarmente/ripetutamente prodotti a base di fattore VIII derivato da plasma umano, deve essere presa in considerazione in generale un’appropriata vaccinazione (epatite A ed epatite B). Si raccomanda vivamente che, ogni qualvolta venga somministrato Beriate ad un paziente, sia registrato il nome e il numero di lotto del prodotto allo scopo di mantenere una correlazione tra il paziente ed il lotto del prodotto.

Popolazione pediatrica Le avvertenze e le precauzioni indicate si applicano sia agli adulti che ai bambini.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Beriate? Quali alimenti possono interferire con Beriate?

Non sono state riportate interazioni di prodotti a base di fattore VIII umano della coagulazione con altri prodotti medicinali.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Beriate? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Beriate?



Riassunto del profilo di sicurezza Ipersensibilità o reazioni allergiche (che possono includere angioedema, bruciore e dolore nel sito di infusione, brividi, vampate, orticaria generalizzata, cefalea, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, senso di costrizione toracica, formicolio, vomito, dispnea) sono state osservate molto raramente, e in alcuni casi possono evolvere in anafilassi grave (incluso lo shock anafilattico). I pazienti affetti da emofilia A possono raramente sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) il fattore VIII. Se si sviluppano tali inibitori, si manifesteranno sotto forma di risposta clinica insufficiente. In tal caso, si raccomanda un centro emofilia specializzato.

Tabella delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono basate sull’esperienza post–marketing e sulla letteratura scientifica. La tabella presentata di seguito è stata elaborata secondo la classificazione per sistemi ed organi MedDRA. Le frequenze sono state valutate in base alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 a <1/10), non comune (≥ 1/1.000 a <1/100), raro (≥ 1/10.000 a <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).


Classificazione sistemica organica MedDRA


Reazione avversa


Frequenza
Patologie del sistema emolinfopoietico Inibizione FVIII Molto raro
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Febbre Molto raro
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità (reazioni allergiche) Molto raro
Per informazioni sulla sicurezza virale vedere il paragrafo 4.4.

Popolazione pediatrica E’ atteso che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini siano le stesse degli adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Beriate? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Beriate?

Finora non sono noti sintomi di sovradosaggio con il fattore VIII della coagulazione da plasma umano.

Domande: Beriate si può prendere in gravidanza? Beriate si può prendere durante l'allattamento?

Non sono stati condotti studi con fattore VIII sulla riproduzione animale.

Gravidanza ed allattamento In considerazione della rarità del verificarsi dell’emofilia A nella donna, non vi è esperienza nell’impiego di fattore VIII in gravidanza e nell’allattamento. Pertanto, il fattore VIII deve essere impiegato durante la gravidanza e l’allattamento solo se chiaramente indicato.

Fertilità Non sono disponibili dati sulla fertilità.
Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici: Fattori della coagulazione del sangue. Codice ATC: B02BD02 Il complesso fattore VIII/von Willebrand è formato da due molecole (fattore VIII e fattore di von Willebrand) con diverse funzioni fisiologiche. Quando infuso in un paziente emofilico, il fattore VIII lega il fattore di von Willebrand nel sistema circolatorio del paziente.Il fattore VIII attivato agisce come cofattore del fattore IX attivato, accelerando la conversione del fattore X in fattore X attivato. Il fattore X attivato converte la protrombina in trombina. La trombina a sua volta converte il fibrinogeno in fibrina con formazione di un coagulo. L’emofilia A è un disturbo ereditario della coagulazione del sangue, legato al sesso, dovuto a ridotti livelli di fattore VIII:C che comporta rilevanti sanguinamenti nelle articolazioni, nei muscoli o negli organi interni, sia spontanee sia dovute a traumi accidentali o chirurgici. Con la terapia di sostituzione i livelli plasmatici di fattore VIII vengono aumentati permettendo così una temporanea correzione della deficienza del fattore e della tendenza al sanguinamento. Il fattore von Willebrand oltre ad avere una funzione di proteina protettiva del fattore VIII, media l’adesione delle piastrine nei siti di danno vascolare e gioca un ruolo nell’aggregazione piastrinica. Sono disponibili i dati risultanti dal trattamento di 16 bambini di età inferiore ai 6 anni e i risultati di efficacia e sicurezza clinica ottenuti sono analoghi a quelli ottenuti nel trattamento di pazienti più anziani.
Dopo iniezione endovenosa del prodotto, l’attività del fattore VIII decade mono o bi–esponenzialmente. L’emivita terminale varia fra 5 e 22 ore, con un valore medio di approssimativamente 12 ore. L’aumento in attività di fattore VIII a seguito della somministrazione di 1 UI di fattore VIII/kg di peso corporeo (recupero incrementale) è stato di circa il 2% con variabilità interindividuale (1,5–3%). Il tempo medio di residenza (MRT) è stato trovato essere di 17 ore (deviazione standard 5,5 ore); l’area media sotto i dati completati per estrapolazione (AUDC) è stata di 0,4 h x Kg/ml (deviazione standard 0,2), la clearance media 3 ml/h/Kg (deviazione standard 1,5 ml/h/Kg).

Popolazione pediatrica Sono disponibili dati limitati di farmacocinetica nella popolazione pediatrica.




Tossicità generale
: Gli studi tossicologici con somministrazione ripetuta non sono stati eseguiti a causa dello sviluppo di anticorpi contro le proteine eterologhe. Anche dosi notevolmente superiori a quella raccomandata nell’uomo per kg di peso corporeo non evidenziano effetti tossici negli animali da laboratorio. Il preparato di FVIII trattato al calore sottoposto al test con anticorpi policlonali precipitanti (coniglio) nel saggio di Ouchterlony e al test di anafilassi passiva cutanea nella cavia non ha evidenziato cambiamenti nelle reazioni immunologiche in confronto alla proteina non trattata.



Mutagenicità
: Poiché l’esperienza clinica non mostra indizi di effetti cancerogeni o mutageni del fattore VIII della coagulazione del plasma umano, studi sperimentali, soprattutto in specie eterologhe, non sono considerati significativi.