Atenololo Clor Eg 28cpr100+25m Atenololo/Clortalidone

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Atenololo/Clortalidone (15 equivalenti)
Prezzo: 5.27 EUR (IVA: 10%) Rimborso del 4.33
Classe: A
ATC: C07CB03 Atenololo ed altri diuretici
Azienda: Eg Spa info@eglab.it (12432150154)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Compresse
Contenitore: Blister opaco
Conservazione: Nessuna particolare condizione di conservazione
Scadenza: 36 mesi
Doping: Si

Domande: qual è il nome commerciale di Atenololo Clor Eg?

ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 MG + 25 MG COMPRESSE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Atenololo Clor Eg?

Ogni compressa contiene:

Principi attivi Atenololo mg 100,0 Clortalidone mg 25,0 Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Atenololo Clor Eg? Atenololo Clor Eg contiene lattosio o glutine?

Amido di mais; Magnesio carbonato; Sodio laurilsolfato; Gelatina; Magnesio stearato

Domande: a cosa serve Atenololo Clor Eg? Per quali malattie si prende Atenololo Clor Eg?

Ipertensione arteriosa. ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse è indicato per il trattamento dell’ipertensione essenziale nei pazienti in cui la pressione arteriosa non è adeguatamente controllata dalla sola monoterapia con atenololo o clortalidone.

Domande: quando non bisogna prendere Atenololo Clor Eg?

ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg non deve essere somministrato a pazienti che presentano una qualsiasi delle seguenti condizioni:
• ipersensibilità all’atenololo e al clortalidone (o a derivati sulfamidici) o ad uno qualsiasi degli eccipienti
• blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado
• malattia del nodo del seno
• bradicardia (< 55 battiti/minuto)
• insufficienza cardiaca non controllata da una terapia adeguata
• shock cardiogeno
• ipotensione
• gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica
• grave insufficienza renale
• acidosi metabolica
• feocromocitoma non trattato
• gravidanza e allattamento e nei bambini (vedere Posologia e modo di somministrazione)
• gravi epatopatie
• gravi nefropatie
• gotta manifesta I beta–bloccanti non devono essere associati a terapia con verapamil.

Domande: come si prende Atenololo Clor Eg? qual è il dosaggio raccomandato di Atenololo Clor Eg? Quando va preso nella giornata Atenololo Clor Eg

Quando clinicamente appropriato, nei pazienti in cui la pressione arteriosa è insufficientemente controllata deve essere considerato il passaggio diretto dalla monoterapia all’associazione fissa.

Adulti La dose di mantenimento abituale è una compressa al giorno. La maggior parte dei pazienti con ipertensione arteriosa risponde adeguatamente alla somministrazione di una compressa al giorno di ATENOLOLOCLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse. Qualora la risposta non sia considerata soddisfacente, è necessario associare un altro antipertensivo quale un vasodilatatore, in quanto l’incremento del dosaggio di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse induce un modesto, se non nullo, effetto antipertensivo aggiuntivo. I pazienti già in trattamento con altri farmaci antipertensivi possono essere trasferiti direttamente alla somministrazione di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse, fatta eccezione per preparati a base di clonidina (vedere paragrafo 4.5).

Popolazioni speciali

Uso negli anziani In questo gruppo di pazienti il dosaggio di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse, necessario per esplicare l’azione terapeutica, è spesso più basso (ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 50 mg + 12,5 mg Compresse contenente atenololo 50 mg e clortalidone 12,5 mg).

Uso nei pazienti con compromissione della funzionalità renale A causa delle proprietà del clortalidone, ATENOLOLO CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse mostra una ridotta efficacia in presenza di insufficienza renale. Pertanto questa associazione a dose fissa non deve essere somministrata a pazienti con grave compromissione della funzione renale (vedere paragrafo 4.3).

Uso nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni) Non esistono esperienze cliniche relative all’impiego nei bambini e negli adolescenti dell’ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse; pertanto non deve essere somministrato ai bambini e agli adolescenti.

Uso nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica Non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti con compromissione della funzione epatica.

Domande: Atenololo Clor Eg va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Atenololo Clor Eg entro quanto tempo va consumato?

Questo medicinale non richiede alcuna precauzione particolare per la conservazione.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Atenololo Clor Eg? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Atenololo Clor Eg?

Dovute alla presenza del beta–bloccante atenololo:

Insufficienza cardiaca Sebbene ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg sia controindicato nello scompenso cardiaco non controllato da una terapia adeguata (vedere paragrafo 4.3), può essere somministrato a pazienti con insufficienza cardiaca purché controllata da una terapia adeguata e, con la dovuta cautela, a pazienti con una riserva cardiaca scarsa. Nei pazienti affetti da angina di Prinzmetal, ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg può aumentare il numero e la durata delle crisi anginose tramite vasocostrizione arteriosa coronarica mediata dagli alfa recettori. Tuttavia, seppur con la massima cautela, può essere considerato il suo impiego in questi pazienti, in quanto l’atenololo è un beta–bloccante beta–1 selettivo. Sebbene sia controindicato in caso di gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica (vedere paragrafo 4.3), ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg può indurre un aggravamento anche dei disordini vascolari periferici di modesta entità. Particolare cautela nella somministrazione di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg va rivolta ai pazienti con blocco atrioventricolare di 1° grado, a causa del suo effetto negativo sul tempo di conduzione. Può modificare i segnali di ipoglicemia, come tachicardia, palpitazioni e sudorazione. Può mascherare i segni cardiovascolari di tireotossicosi.

Ridotta frequenza cardiaca La riduzione della frequenza cardiaca è un’azione farmacologica indotta dall’atenololo. Dovrà essere considerata una riduzione del dosaggio nei rari casi in cui compaiono sintomi attribuibili all’eccessiva riduzione della frequenza cardiaca.

Sospensione È importante non interrompere bruscamente il trattamento nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica.

Affezioni respiratorie di tipo ostruttivo I pazienti affetti da malattia broncospastica non devono, in generale, ricevere beta– bloccanti, a causa di un aumento della resistenza delle vie aeree. L’atenololo è un beta–bloccante beta1 selettivo, tuttavia questa selettività non è assoluta. Pertanto in questi pazienti è necessaria la massima cautela, utilizzando eventualmente la più bassa dose possibile di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG. In caso di aumento della resistenza delle vie respiratorie, la somministrazione di ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg deve essere interrotta e, se necessario, deve essere instaurata una terapia con preparati broncodilatatori (come il salbutamolo e l’isoprenalina, ai dosaggi comunemente utilizzati).

Reazioni anafilattiche Nei pazienti in terapia con beta–bloccante e con una storia di reazioni anafilattiche a diversi allergeni, si può verificare un aggravamento delle reazioni allergiche in occasione di ripetuti stimoli da parte dell’allergene. Questi pazienti possono non rispondere adeguatamente alle dosi di adrenalina comunemente impiegate nel trattamento delle reazioni allergiche.

Anestesia È necessario esercitare cautela in caso di somministrazione concomitante di agenti anestetici e ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg. L’anestesista deve essere informato al riguardo e deve essere utilizzato un anestetico con la minore attività inotropa negativa possibile in quanto il blocco betaadrenergico può ridurre l’effetto inotropo richiesto da quegli anestetici che necessitano di un’adeguata mobilizzazione catecolaminica per il mantenimento della funzionalità cardiaca. L’uso di beta–bloccanti e farmaci anestetici può comportare una attenuazione della tachicardia riflessa ed aumentare il rischio di ipotensione. Deve essere evitato l’uso di anestetici che possono causare depressione miocardica. Gli effetti sistemici dei beta–bloccanti assunti per via orale possono essere potenziati dall’uso concomitante di beta–bloccanti oftalmici. Nei pazienti con feocromocitoma ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG deve essere somministrato solo dopo il blocco dei recettori alfa. La pressione arteriosa deve essere strettamente monitorata. Dovute alla presenza di clortalidone

Potassio È necessario determinare periodicamente e ad intervalli appropriati gli elettroliti plasmatici, in modo da individuare possibili squilibri elettrolitici, specialmente ipopotassiemia ed iposodiemia. Si possono verificare ipopotassiemia ed iposodiemia. In genere, è utile il controllo della potassiemia specialmente nei pazienti più anziani, in quelli con scompenso cardiaco che assumono preparati digitalici e nei soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di potassio o che presentano disturbi gastrointestinali. Nei pazienti che ricevono terapia digitalica l’ipopotassiemia può provocare aritmie.

Diabete e ipoglicemia È necessario porre particolare attenzione nei pazienti con nota predisposizione al diabete. Nei pazienti diabetici, in particolare in quelli affetti da diabete labile e in pazienti soggetti a ipoglicemia, ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg, a causa della propria attività bloccante betaadrenergica, può prevenire la comparsa di segni e sintomi premonitori dell’ipoglicemia acuta quali le modificazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Il clortalidone, contenuto nell’ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg, può ridurre la tolleranza al glucosio e quindi rendere manifesta una malattia diabetica latente o aggravarla se già conclamata. Poichè il clortalidone può compromettere la tolleranza al glucosio, i pazienti diabetici devono essere informati del possibile aumento dei livelli di glucosio. Si raccomanda un attento monitoraggio della glicemia nella fase iniziale della terapia ed il controllo della glucosuria ad intervalli regolari nel trattamento prolungato. Nei pazienti con funzionalità epatica compromessa o con epatopatia progressiva, alterazioni modeste dell’equilibrio idroelettrolitico possono indurre coma epatico.

Uricemia Può verificarsi iperuricemia. Solitamente si verifica solo un lieve aumento dell’acido urico ma in caso tali aumenti si protraessero nel tempo, la concomitante somministrazione di un agente uricosurico può riportare entro limiti normali i livelli di uricemia.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Atenololo Clor Eg? Quali alimenti possono interferire con Atenololo Clor Eg?



Diuretici tiazidici I diuretici tiazidici possono potenziare l’effetto ipotensivo di altri farmaci antipertensivi. Dovute all’atenololo: L’uso concomitante di beta–bloccanti e calcio–antagonisti con effetto inotropo negativo (es. verapamil, diltiazem) può causare un aumento di questi effetti, particolarmente nei pazienti con compromessa funzione ventricolare e/o anormalità della conduzione seno–atriale o atrio–ventricolare. Ciò può comportare ipotensione grave, bradicardia e insufficienza cardiaca. Né i beta–bloccanti né i calcio–antagonisti devono essere somministrati per via endovenosa nelle 48 ore successive alla sospensione di uno di questi farmaci prima di iniziare l’altra terapia. I farmaci antiaritmici appartenenti alla classe I di Vaugham Williams (es. disopiramide) e l’amiodarone possono potenziare l’effetto sul tempo di conduzione atriale e indurre un effetto inotropico negativo. I farmaci glicosidi – digitalici, associati ai beta–bloccanti, possono provocare un aumento del tempo di conduzione atrioventricolare. Nei pazienti che ricevono terapia digitalica una deplezione di potassio può essere pericolosa. I beta–bloccanti possono aggravare il brusco rialzo dei valori pressori che può verificarsi dopo la sospensione della clonidina. Se i due farmaci vengono somministrati contemporaneamente, il beta–bloccante deve essere sospeso parecchi giorni prima di interrompere la terapia con clonidina. Se la terapia con beta–bloccante deve sostituire quella con clonidina, è necessario che l’inizio del trattamento con beta–bloccante avvenga parecchi giorni dopo l’interruzione della terapia con clonidina. I farmaci simpaticomimetici, come l’adrenalina, possono contrapporsi all’effetto dei beta–bloccanti se usati contemporaneamente. L’uso concomitante di farmaci inibitori la sintetasi prostaglandinica (es. ibuprofene e indometacina) può ridurre gli effetti ipotensivi dei beta–bloccanti. Dovute al clortalidone: Il clortalidone può provocare una riduzione della clearance renale del litio, con conseguente aumento delle concentrazioni sieriche. Possono pertanto essere necessari degli aggiustamenti del dosaggio di litio. Dovute all’associazione dei due farmaci: La terapia concomitante con diidropiridine, per es. nifedipina, può aumentare il rischio di ipotensione, mentre nei pazienti con insufficienza cardiaca latente può manifestarsi scompenso cardiaco. L’uso concomitante di baclofene può potenziare l’effetto antiipertensivo, rendendo così necessari aggiustamenti posologici.

Agenti anestetici Vedere paragrafo "Avvertenze speciali e precauzioni di impiego".

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Atenololo Clor Eg? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Atenololo Clor Eg?

L’ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg Compresse è ben tollerato; gli effetti indesiderati non sono frequenti ed in genere sono di lieve entità. Negli studi clinici, i possibili eventi indesiderati riportati sono generalmente attribuibili alle azioni farmacologiche dei suoi componenti. I seguenti effetti indesiderati, classificati per sistema corporeo, sono stati riportati con le seguenti frequenze: molto comune (≥10%), comune (1–9,9%), non comune (0,1–0,9%), raro (0,01–0,09%) e molto raro (<0,01%), non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico Raro: porpora, trombocitopenia, leucopenia (correlata al clortalidone). Disturbi psichiatrici Non comune: disturbi del sonno similmente a quanto riportato con altri beta–bloccanti. Raro: cambiamenti dell’umore, incubi, confusione, psicosi e allucinazioni. Patologie del sistema nervoso Raro: capogiri, cefalea, parestesie. Patologie dell’occhio Raro: secchezza agli occhi, disturbi della vista. Patologie cardiache Comune: bradicardia. Raro: peggioramento dell’insufficienza cardiaca, precipitazione di blocco cardiaco. Patologie vascolari Comune: freddo alle estremità. Raro: ipotensione posturale che può essere associata a sincope, aggravamento della claudicazione intermittente se già presente, fenomeno di Raynaud nei pazienti suscettibili. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro: in pazienti con asma bronchiale o con una storia di problemi asmatici può verificarsi broncospasmo. Patologie gastrointestinali Comune: disturbi gastrointestinali (incluso nausea correlata al clortalidone). Raro: secchezza della bocca. Non nota: costipazione. Patologie epatobiliari Raro: tossicità epatica inclusa colestasi intraepatica, pancreatite (correlata al clortalidone). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: alopecia, reazioni cutanee psoriasiformi, aggravamento della psoriasi, rash cutaneo. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non nota: sindrome lupus–simile. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: affaticamento. Esami diagnostici Comune: correlate al clortalidone: iperuricemia, iponatriemia, ipopotassiemia, ridotta tolleranza al glucosio. Non comune: aumenti dei livelli di transaminasi. Molto raro: è stato osservato un incremento di anticorpi antinucleo di cui, tuttavia, non è chiara la rilevanza clinica. Qualora, secondo il giudizio clinico, la qualità di vita del paziente venisse negativamente interessata dalla presenza di un qualsiasi effetto indesiderato sopraelencato, deve essere considerata la sospensione del trattamento.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Atenololo Clor Eg? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Atenololo Clor Eg?

I sintomi di sovradosaggio possono manifestarsi con bradicardia, ipotensione, insufficienza cardiaca acuta e broncospasmo. Le misure di supporto generali devono comprendere: stretta sorveglianza medica, ricovero nel reparto di terapia intensiva, lavanda gastrica, impiego di carbone attivo e di un lassativo per prevenire l’assorbimento di qualsiasi farmaco ancora presente nel tratto gastrointestinale, impiego di plasma o sostituti del plasma per trattare l’ipotensione e lo shock. È da considerare la possibilità di utilizzare l’emodialisi o l’emoperfusione. Una spiccata bradicardia può essere corretta con 1–2 mg di atropina somministrata per via endovenosa e/o con un pace–maker cardiaco. Se necessario, a questa può far seguito una dose di 10 mg di glucagone in bolo per via endovenosa, che può essere ripetuta o seguita da 1–10 mg/h di glucagone per infusione endovenosa in funzione della risposta. Nel caso non vi fosse risposta al glucagone o questo non fosse disponibile, si ricorra a uno stimolante beta–adrenocettore come la dobutamina alla dose di 2,5 – 10 mcg /kg/min per infusione endovenosa. La dobutamina, per i suoi effetti inotropi positivi, può anche essere usata per trattare l’ipotensione e l’insufficienza cardiaca acuta. È probabile che queste dosi siano inadeguate per contrastare gli effetti cardiaci indotti dal beta–blocco in caso di ampio sovradosaggio. La dose di dobutamina deve essere quindi aumentata, se necessario, per ottenere la risposta desiderata sulla base delle condizioni cliniche del paziente. Il broncospasmo può generalmente essere risolto mediante la somministrazione di preparati broncodilatatori. Un’eccessiva diuresi deve essere contrastata mantenendo normale il bilancio tra fluido ed elettroliti.

Domande: Atenololo Clor Eg si può prendere in gravidanza? Atenololo Clor Eg si può prendere durante l'allattamento?

Gravidanza ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg non deve essere somministrato durante la gravidanza. Allattamento ATENOLOLO–CLORTALIDONE EG 100 mg + 25 mg non deve essere somministrato durante l’allattamento.
L’associazione di atenololo e clortalidone, presenta le caratteristiche antipertensive di entrambi i farmaci. L’atenololo è un inibitore dei recettori beta–adrenergici che agisce in modo preferenziale sui beta–1 recettori del cuore. Esso è quindi dotato di cardioselettività e, a differenza di altri farmaci inibitori i beta–recettori, è dal punto di vista farmacologico privo di attività simpaticomimetica intrinseca e di attività stabilizzante di membrana. Il clortalidone, saluretico di sintesi, esercita un’attività antipertensiva agendo essenzialmente a livello del primo tratto del tubulo distale mediante inibizione del riassorbimento degli elettroliti e con meccanismo diretto sui vasi periferici. Nella terapia antipertensiva, l’associazione di atenololo con un diuretico–tiazidico ha dimostrato di essere compatibile e generalmente più efficace rispetto ai singoli monocomponenti.
Le caratteristiche farmacocinetiche dell’atenololo e del clortalidone assicurano un effetto antipertensivo della durata di 24 ore. La somministrazione di atenololo e clortalidone in associazione ha scarsi effetti sul profilo farmacocinetico dei singoli farmaci. L’atenololo è assorbito attraverso il tratto gastro–intestinale, ha uno scarso legame alle proteine plasmatiche e una scarsa metabolizzazione epatica (assenza di first–pass effect che comporta tassi ematici prevedibili e con trascurabili variazioni individuali) e supera con difficoltà le barriere biologiche e lipidiche dell’organismo (scarsa diffusibilità a livello del SNC). Il picco ematico viene raggiunto dopo 2–4 ore e il farmaco viene escreto prevalentemente per via renale; il tempo di emivita è di 6–9 ore e non presenta modificazioni dopo somministrazione cronica. Il clortalidone è assorbito rapidamente attraverso il tratto gastro–intestinale, ha un legame alle proteine plasmatiche pari al 75% un tempo di picco di 12 ore e viene escreto principalmente per via renale con un’emivita di eliminazione di circa 50 ore.
Studi di tossicità acuta e cronica, condotti su varie specie animali, hanno evidenziato la bassa tossicità del preparato. Tossicità acuta: DL50 topo e ratto p.o. > 2500 mg/kg. Studi specifici condotti al fine di valutare un’eventuale attività teratogena sono risultati negativi.