Alphanate Inf 1f 1000ui+sir+ad Fattore viii umano di coagulazione/Fattore di von willebrand

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Fattore viii umano di coagulazione/Fattore di von willebrand (5 equivalenti)
Prezzo: 771.74 EUR (IVA: 10%)
Classe: A
ATC: B02BD06 Fattore di von willebrand e fattore viii di coag.in associaz
Azienda: Grifols Italia Spa italia@grifols.com (10852890150)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Polvere e solvente per soluzione per infusione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Non superiore a +30 gradi e al riparo dalla luce
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No
Nota: A8 Nota CUF A8

Domande: qual è il nome commerciale di Alphanate?

ALPHANATE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Alphanate?

Complesso di Fattore VIII umano della coagulazione e Fattore von Willebrand umano. Alphanate è una polvere liofilizzata per soluzione per infusione, che contiene nominalmente 250 UI, 500 UI, 1000 UI o 1500 UI di fattore VIII umano della coagulazione e 300 UI, 600 UI, 1200 UI o 1800 UI di fattore von Willebrand (VWF) umano per flaconcino. Il prodotto, dopo ricostituzione con 5 ml (per i formati da 250 UI e 500 UI) o 10 ml (per i formati da 1000 UI e 1500 UI) di acqua per preparazioni iniettabili, contiene approssimativamente: ALPHANATE 250 UI + 300 UI / 5ml: Contiene 50 UI di FVIII/ml e 60 UI di VWF/ml. ALPHANATE 500 UI + 600 UI / 5 ml: Contiene 100 UI di FVIII/ml e 120 UI di VWF/ml. ALPHANATE 1000 UI + 1200 UI / 10 ml: Contiene 100 UI di FVIII/ml e 120 UI di VWF/ml. ALPHANATE 1500 UI + 1800 UI / 10 ml: Contiene 150 UI di FVIII/ml e 180 UI di VWF/ml. L’attività del FVIII:C (UI) è determinata impiegando il test del tempo di tromboplastina parzialmente attivata, che fornisce dati comparabili al saggio cromogenico della Farmacopea Europea, nonché uno standard di riferimento calibrato in accordo allo Standard Internazionale dell’OMS (FVIII:C UI). L’attività specifica di Alphanate è non meno di 100 UI di FVIII/mg di proteina. L’attività specifica dopo separazione, mediante gel filtrazione, del FVIII:C dal VWF è 1000–3000 UI FVIII:C/mg proteine. L’attività specifica di Alphanate è compresa tra 2,5 e 10 UI di VWF: RCo/mg di proteine, a seconda della sua concentrazione (250, 500, 1000 o 1500 UI). L’attività del VWF (UI) è determinata con l’attività del cofattore della ristocetina (VWF:RCo) comparato allo Standard Internazionale per il fattore von Willebrand (OMS). Prodotto da plasma di donatori umani.

Eccipiente con effetti noti: Il contenuto di sodio in Alphanate non supera i 23 mg per flaconcino (4,6 mg/ml nelle presentazioni da 250 e 500 UI e 2,3 mg/ml nelle presentazioni da 1000 e 1500 UI). Da tenere in considerazione per i pazienti che seguono una dieta a regime sodico controllato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Alphanate? Alphanate contiene lattosio o glutine?

– Istidina – Albumina umana – Arginina – Acido cloridrico – Sodio idrossido – Acqua per preparazioni iniettabili (solvente)

Domande: a cosa serve Alphanate? Per quali malattie si prende Alphanate?


• Trattamento e profilassi delle emorragie in pazienti affetti da emofilia A (deficit congenito di fattore VIII). Alphanate può essere usato nel trattamento del deficit acquisito di fattore VIII.
• Trattamento degli emofilici A con anticorpi contro il fattore VIII (inibitori).
• Profilassi e trattamento delle emorragie o del sanguinamento chirurgico nella malattia di von Willebrand (VWD) quando il solo trattamento con desmopressina (DDAVP) è inefficace o controindicato.

Domande: quando non bisogna prendere Alphanate?

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Domande: come si prende Alphanate? qual è il dosaggio raccomandato di Alphanate? Quando va preso nella giornata Alphanate

Il trattamento deve essere intrapreso sotto la supervisione di un medico specializzato nel trattamento dell’emofilia.



Posologia


Carenza di fattore VIII Le dosi e la durata della terapia sostitutiva dipendono dalla gravità del deficit di fattore VIII, dalla localizzazione e dall’estensione dell’emorragia e dalle condizioni cliniche del paziente. Il numero di unità di fattore VIII somministrate viene espresso in Unità Internazionali (UI), che sono correlate agli attuali standard OMS per prodotti a base di fattore VIII. L’attività del fattore VIII nel plasma viene espressa o in percentuale (relativamente al plasma umano normale) o in Unità Internazionali (relativamente a uno Standard Internazionale per il fattore VIII plasmatico). L’attività di una Unità Internazionale (UI) di fattore VIII equivale alla quantità di fattore VIII contenuta in 1 ml di plasma umano normale.



Trattamento su richiesta
Il calcolo della dose richiesta di fattore VIII si basa sulla osservazione empirica che 1 Unità Internazionale (UI) di fattore VIII per kg di peso corporeo aumenta l’attività plasmatica del fattore VIII da 1,5 a 2% dell’attività normale (1,5 – 2 UI/dl). La dose necessaria si determina applicando la formula seguente:




Unità necessarie




(UI)




=




Peso corporeo




(kg)




x




Aumento desiderato di fattore VIII




(%) (UI/dl)




x




0,5
La quantità da somministrare e la frequenza delle somministrazioni devono sempre tendere al raggiungimento dell’efficacia clinica nel singolo caso. Nel caso dei seguenti eventi emorragici, l’attività del fattore VIII nel periodo corrispondente non deve scendere al di sotto del dato livello di attività plasmatica (in % del normale o UI/dl). La seguente tabella può essere usata per guidare il dosaggio negli episodi emorragici e in chirurgia:




Grado dell’emorragia.




Tipo di procedura chirurgica




Livelli di fattore VIII necessari




(%) (UI/dl)




Frequenza delle somministrazioni (ore).




Durata della terapia (giorni)




Emorragia
Emartro recente, emorragia intramuscolare o nel cavo orale. 20 – 40 Ripetere ogni 12 – 24 ore. Almeno 1 giorno, fino a quando l’episodio emorragico evidenziato dal dolore si è risolto, oppure si ha cicatrizzazione.
Emartro più esteso, emorragia intramuscolare o ematoma. 30 – 60 Ripetere l’infusione ogni 12 – 24 ore per 3–4 giorni o più, finché non si risolvono il dolore e lo stato acuto di disabilità.
Emorragie comportanti pericolo di vita. 60 – 100 Ripetere l’infusione ogni 8 – 24 ore, finché il pericolo non è stato sventato.




Chirurgia


Minore (incluse le estrazioni dentarie)
30 – 60 Ogni 24 ore, almeno 1 giorno, fino alla cicatrizzazione.


Maggiore
80 – 100 (pre– e postoperatorio) Ripetere l’infusione ogni 8 – 24 ore fino all’adeguata cicatrizzazione della ferita, poi terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere un’attività di fattore VIII da 30 a 60% (30 UI/dl – 60 UI/dl).




Profilassi
Per la profilassi a lungo termine delle emorragie in pazienti con emofilia A grave, le dosi usuali vanno da 20 a 40 UI di fattore VIII per kg di peso corporeo, ad intervalli di 2 – 3 giorni. In alcuni casi, specialmente nei soggetti più giovani, può essere necessario ridurre gli intervalli tra una dose e l’altra o somministrare dosi più elevate. Durante il corso del trattamento, si consiglia di determinare accuratamente i livelli di fattore VIII, per aggiustare la dose da somministrare e la frequenza delle infusioni ripetute. Nel caso di interventi chirurgici maggiori, in particolare, è indispensabile un preciso monitoraggio della terapia di sostituzione per mezzo di test della coagulazione (attività plasmatica del fattore VIII). I singoli pazienti possono dare risposte diverse per il fattore VIII, raggiungendo differenti livelli di recupero in vivo e mostrando emivite diverse. I pazienti devono essere monitorati per lo sviluppo di inibitori del fattore VIII. Se i livelli di attività plasmatica attesi per il fattore VIII non sono raggiunti, o se l’emorragia non è controllata con una dose appropriata, deve essere effettuato un test per determinare se è presente un inibitore del fattore VIII. In pazienti con alti livelli di inibitore, la terapia con fattore VIII potrebbe non essere efficace e bisognerà considerare altre opzioni terapeutiche. La gestione di tali pazienti va effettuata da medici con esperienza nella cura degli emofilici. Vedere anche il paragrafo 4.4.



Pazienti mai trattati in precedenza
La sicurezza e l’efficacia di Alphanate in pazienti mai trattati in precedenza non sono ancora state stabilite.

Malattia di Von Willebrand Generalmente, 1 UI/kg di VWF:RCo aumenta il titolo in circolo di VWF:RCo di 0,02 UI/ml (2%). Devono essere raggiunti dei livelli di VWF:RCo > 0,6 UI/ml (60%) e di FVIII:C > 0,4 UI/ml (40%). Di norma, per conseguire l’emostasi si raccomanda di somministrare 40–80 UI/kg di fattore von Willebrand (VWF:RCo) e 20–40 UI/kg di FVIII:C. Una dose iniziale di 80 UI/kg di fattore von Willebrand può essere necessaria, soprattutto per pazienti con malattia di von Willebrand del tipo 3, dove il mantenimento di titoli adeguati può richiedere dosi più elevate rispetto agli altri tipi di malattia di von Willebrand. Dosi adeguate devono essere somministrate successivamente ogni 12–24 ore. La dose e la durata del trattamento dipendono dalla situazione clinica del paziente, dal tipo e dalla gravità dell’emorragia e dai livelli di VWF:RCo e di FVIII:C.Quando si usano preparati di fattore von Willebrand contenenti FVIII, il medico deve considerare che un trattamento protratto può determinare un aumento eccessivo del titolo di FVIII:C. Dopo 24–48 ore di trattamento, per evitare un aumento eccessivo del titolo di FVIII:C, deve essere tenuta in considerazione la riduzione della dose e /o l’aumento dell’intervallo di tempo tra le somministrazioni o l’impiego di un prodotto di VWF contenente un basso titolo di FVIII.



Popolazione pediatrica
Dal momento che la posologia è adeguata sulla base del risultato clinico delle condizioni sopra menzionate, la posologia nei bambini, per peso corporeo, non è considerata diversa da quella degli adulti. Non ci sono dati sufficienti, provenienti dagli studi clinici, per raccomandare l’uso di Alphanate nei bambini di età inferiore a 6 anni.

Modo di somministrazione Alphanate va somministrato per via endovenosa. Alphanate deve essere somministrato ad una velocità non superiore a 10 ml/minuto. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

Domande: Alphanate va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Alphanate entro quanto tempo va consumato?

Non conservare a temperatura superiore a 30° C. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione, vedere il paragrafo 6.3.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Alphanate? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Alphanate?



Ipersensibilità Sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico con Alphanate. Il prodotto contiene tracce di proteine umane diverse dal fattore VIII. Se si manifestano sintomi di ipersensibilità, i pazienti devono essere avvisati che devono interrompere immediatamente l’uso del prodotto e contattare il loro medico. I pazienti devono essere informati sui primi segni delle reazioni di ipersensibilità, ovvero: orticaria, orticaria generalizzata, senso di costrizione toracica, respiro sibilante, ipotensione e anafilassi. In caso di shock, si devono seguire le attuali linee guida per il trattamento dello shock.

Inibitori La formazione di anticorpi neutralizzanti il fattore VIII (inibitori) è una complicanza nota nel trattamento dei soggetti con emofilia A. Tali inibitori sono tipicamente immunoglobuline G dirette contro l’attività procoagulante del fattore VIII e sono quantificati in Unità Bethesda (UB) per ml di plasma, usando il saggio modificato di Nijmegen. Il rischio di sviluppare inibitori è correlato all’esposizione al fattore VIII, con un rischio massimo entro i primi 20 giorni di esposizione. Raramente, gli inibitori possono svilupparsi dopo i primi 100 giorni di esposizione. Dopo il passaggio da un prodotto a base di fattore VIII ad un altro sono stati osservati casi di inibitori ricorrenti (a basso titolo) in pazienti precedentemente trattati con più di 100 giorni di esposizione e con una anamnesi pregressa di sviluppo di inibitori. Quindi, si raccomanda di controllare attentamente tutti i pazienti per il manifestarsi di inibitori a seguito di qualsiasi cambio di prodotto. In generale, tutti i pazienti trattati con fattore VIII di coagulazione umano devono essere attentamente monitorati per lo sviluppo di inibitori tramite adeguate analisi cliniche e test di laboratorio. Se i livelli di attività plasmatica di fattore VIII attesi non sono raggiunti, o se l’emorragia non è controllata con una dose appropriata, deve essere eseguito un esame per la presenza di inibitori del fattore VIII. In pazienti con alti livelli di inibitore, la terapia con fattore VIII può non essere efficace ed altre opzioni terapeutiche devono essere prese in considerazione. Il trattamento di tali pazienti deve essere diretto da un medico con esperienza nel trattamento dell’emofilia e degli inibitori del fattore VIII.

Episodi trombotici Quando si usa questo prodotto per i pazienti con malattia di von Willebrand, esiste il rischio che si verifichino episodi trombotici, soprattutto in quei pazienti in cui siano noti fattori di rischio clinico o di laboratorio. Pertanto, i pazienti a rischio vanno monitorati per accertare l’insorgenza dei primi segni di trombosi. Deve essere intrapresa una profilassi contro il tromboembolismo venoso, secondo le raccomandazioni vigenti. In caso di impiego di prodotti di VWF contenenti FVIII, il medico curante deve tener presente che un trattamento protratto può determinare un aumento eccessivo del livello di FVIII:C. I pazienti che ricevono prodotti di VWF contenenti FVIII devono essere attentamente monitorati per evitare un eccessivo aumento dei livelli plasmatici di FVIII:C, con conseguente aumento del rischio di eventi trombotici. I pazienti con malattia di von Willebrand, specialmente di tipo 3, possono sviluppare anticorpi neutralizzanti il fattore di von Willebrand (inibitori). Se non vengono raggiunti i livelli attesi di attività di VWF:RCo nel plasma o se la dose necessaria somministrata non è in grado di controllare efficacemente l’emorragia, deve essere effettuato un test appropriato per accertare l’eventuale presenza di inibitori del fattore di von Willebrand. Nei pazienti con un alto titolo di inibitori, la terapia con fattore di von Willebrand può rivelarsi inefficace e devono essere prese in considerazione altre opzioni terapeutiche.

Sicurezza virale Le misure standard atte a prevenire infezioni conseguenti all’uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, il controllo delle donazioni individuali e dei pool di plasma per specifici marcatori d’infezione e l’inclusione di step di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Nonostante ciò, quando si somministrano prodotti derivati da sangue o plasma umano, non si può escludere totalmente la possibilità di trasmettere agenti infettivi. Tale principio si applica anche a virus sconosciuti o emergenti e ad altri patogeni. Le misure prese sono considerate efficaci per i virus con involucro lipidico, quali il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) ed il virus dell’epatite C (HCV). Le misure adottate possono essere di valore limitato verso virus senza involucro lipidico come il virus dell’epatite A (HAV) ed il parvovirus B19. Le infezioni da parvovirus B19 possono essere gravi per le donne in gravidanza (infezione fetale) e per gli individui con immunodeficienza o aumentata eritropoiesi (per esempio: anemia emolitica). Una vaccinazione appropriata contro l’epatite A e B deve essere presa in considerazione per i pazienti che devono ricevere regolarmente/ripetutamente fattore VIII della coagulazione derivato dal plasma umano. Si raccomanda, ogni volta che viene somministrato Alphanate ad un paziente, di registrare il nome e il numero di lotto del prodotto, per mantenere una tracciabilità tra il paziente e il lotto del medicinale.

Contenuto di sodio Il contenuto di sodio in Alphanate non supera i 23 mg per flaconcino (4,6 mg/ml nelle presentazioni da 250 e 500 UI e 2,3 mg/ml nelle presentazioni da 1000 e 1500 UI). Tuttavia, a seconda del peso corporeo del paziente e della posologia, il paziente potrebbe ricevere più di un flaconcino. Da tenere in considerazione per i pazienti che seguono una dieta a regime sodico controllato.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Alphanate? Quali alimenti possono interferire con Alphanate?

Non si conoscono interazioni dei prodotti a base di complesso FVIII/VWF umano con altri medicinali.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Alphanate? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Alphanate?



Riassunto del profilo di sicurezza Nei pazienti trattati con prodotti contenenti fattore VIII e fattore di von Willebrand, raramente sono state osservate reazioni di ipersensibilità o allergiche (che possono includere angioedema, sensazione di bruciore e dolore acuto nel sito d’infusione, brividi, rossore, orticaria generalizzata, cefalea, pomfi, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, costrizione toracica, parestesia, vomito, respiro sibilante) che possono in alcuni casi progredire in anafilassi acuta (incluso lo shock). Raramente, è stata osservata febbre. Pazienti con emofilia A possono sviluppare anticorpi neutralizzanti verso il fattore VIII (inibitori). Se si presentano tali inibitori, questa condizione si manifesta come una insufficiente risposta clinica. In tali casi, si raccomanda di contattare un centro specializzato nel trattamento dell’emofilia. I pazienti con malattia di von Willebrand, specialmente di tipo 3, possono sviluppare anticorpi neutralizzanti verso il fattore di von Willebrand (inibitori). Se si presentano tali inibitori, la condizione si manifesta come una risposta clinica non adeguata. Lo sviluppo di inibitori si può manifestare anche con reazioni anafilattiche. Pertanto, nei pazienti che vanno incontro a reazioni anafilattiche, deve essere valutata anche la presenza di inibitori. In tutti questi casi, si raccomanda di contattare un centro specializzato nel trattamento dell’emofilia. Quando si usa questo prodotto per i pazienti con malattia di von Willebrand, possono verificarsi eventi trombotici, specialmente nei pazienti con fattori di rischio noti, a livello clinico o di laboratorio. Nei pazienti che ricevono prodotti con VWF contenenti FVIII, titoli plasmatici elevati di FVIII:C possono aumentare il rischio di fare insorgere eventi trombotici. Per le informazioni sulla sicurezza virale, vedere il paragrafo 4.4.

Elenco delle reazioni avverse La tabella seguente è stata stilata in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC) e livello termine preferito (PT). Le frequenze sono state valutate secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 to <1/10); non comune (≥1/1,000 to <1/100); rara (≥1/10,000 to <1/1000); molto rara (<1/10,000), non nota (non si può stimare dai dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente.


MedDRA Standard System Organ Class www.ema.europa.eu/htms/human/qrd/docs/HappendixII.doc
Reazioni avverse Frequenza
Patologie del sistema emolinfopoietico Inibizione di fattore VIII Comune
Patologie gastrointestinali Nausea Comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Dolore; Edema del viso; Brividi Comune
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Mal di schiena Comune
Patologie del sistema nervoso Vertigini; Parestesia; Cefalea Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Stress respiratorio Comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito; Orticaria; Eruzione cutanea Comune
Patologie vascolari Vasodilatazione; Comune
Ipotensione ortostatica Non nota


Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazione avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Alphanate? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Alphanate?

Non sono stati riportati casi da sovradosaggio con l’uso di complesso umano FVIII/VWF. In caso di sovradosaggio, possono verificarsi eventi tromboembolici.

Domande: Alphanate si può prendere in gravidanza? Alphanate si può prendere durante l'allattamento?

Non sono stati condotti studi col complesso FVIII/VWF sulla riproduzione animale. Dato che l’emofilia A si verifica raramente nelle donne, non c’è esperienza riguardo l’uso di FVIII/VWF durante la gravidanza e l’allattamento. Pertanto, il complesso FVIII/VWF deve essere usato durante la gravidanza e l’allattamento solo se chiaramente indicato.
Categoria farmacoterapeutica: antiemorragici: fattori della coagulazione del sangue: fattore VIII e fattore von Willebrand in combinazione. Codice ATC:B02BD06. In Alphanate, il fattore VIII si presenta associato al fattore di von Willebrand. Il complesso fattore VIII/fattore von Willebrand è formato da due molecole (FVIII e VWF) con funzioni fisiologiche diverse.

Carenza di fattore VIII Quando viene somministrato ad un paziente emofilico, il fattore VIII si lega al fattore Von Willebrand in circolo. Il fattore VIII attivato agisce come cofattore per il fattore IX attivato, accelerando la conversione del fattore X a fattore X attivato, che converte la protrombina in trombina. La trombina a sua volta converte il fibrinogeno in fibrina consentendo la formazione di un coagulo. L’emofilia A è una malattia ereditaria della coagulazione del sangue, legata al sesso, dovuta a diminuiti livelli di fattore VIII e si manifesta con abbondanti emorragie nelle articolazioni, nei muscoli o negli organi interni, sia spontaneamente che a seguito di traumi accidentali o interventi chirurgici. Tramite la terapia sostitutiva, i livelli plasmatici di fattore VIII vengono aumentati, permettendo dunque una correzione temporanea della carenza del fattore e della tendenza alle emorragie.

Malattia di Von Willebrand Alphanate si comporta come il fattore von Willebrand endogeno. La somministrazione di fattore von Willebrand permette di correggere le anomalie dell’emostasi mostrate dai soggetti affetti da carenza di fattore von Willebrand (malattia di von Willebrand), a due livelli: – Il fattore von Willebrand promuove l’adesione delle piastrine al subendotelio vascolare nel vaso danneggiato (poiché si lega sia al subendotelio vascolare, sia alla membrana piastrinica), promuovendo l’emostasi primaria, come dimostrato dalla riduzione del tempo di sanguinamento. Tale effetto si verifica immediatamente ed è fortemente dipendente dal grado di polimerizzazione della proteina. – Il fattore Von Willebrand produce un effetto ritardato di correzione della carenza di fattore VIII. Il fattore von Willebrand somministrato per endovena si lega al fattore VIII endogeno (che è normalmente prodotto dal paziente) e, stabilizzando tale fattore, ne evita la rapida degradazione. La somministrazione di un preparato di FVIII:C contenente VWF ristabilisce il titolo normale di FVIII:C immediatamente dopo la prima infusione.

Popolazione pediatrica Non ci sono dati sufficienti, provenienti dagli studi clinici, per raccomandare l’uso di Alphanate nei bambini di età inferiore a 6 anni. I

nduzione dell’ImmunoTolleranza (ITI) Sono stati raccolti dati sull’Induzione dell’ImmunoTolleranza (ITI) in pazienti pediatrici e adulti affetti da emofilia A che hanno sviluppato inibitori del Fattore VIII. Sono stati analizzati 33 pazienti provenienti da uno studio retrospettivo, affetti da emofilia A con inibitori del Fattore VIII e prognosi diversa per il raggiungimento della tolleranza immunitaria, trattati con Alphanate per indurre la tolleranza immunitaria. Nei pazienti che hanno raggiunto la tolleranza, i sanguinamenti possono essere prevenuti o controllati con un concentrato di Fattore VIII in profilassi o al bisogno.
Dopo somministrazione del prodotto, restano in circolo da 2/3 a ¾ circa del FVIII. Il livello di attività di FVIII:C raggiunto nel plasma varia dall’ 80% al 120% dell’attività di FVIII predetta. Il decadimento dell’attività del fattore VIII nel plasma segue una cinetica esponenziale a due fasi. Nella fase iniziale avviene una distribuzione tra il compartimento intravascolare ed altri compartimenti (fluidi corporei) con una emivita di eliminazione dal plasma di 3–6 ore; nella fase successiva, più lenta (che probabilmente riflette il consumo di fattore VIII), l’emivita varia tra 8 e 20 ore, con una media di 12 ore. Questi valori sembrano corrispondere all’effettiva emivita biologica. In pazienti con emofilia A, trattati con Alphanate, l’emivita del fattore VIII è stata stimata in 12 ± 2,3 ore. Il recupero medio dell’attività del fattore VIII per questi pazienti è circa del 87%. Nei pazienti con malattia di Von Willebrand, infusi con 40 – 60 UI VWF:RCo/kg, l’attività del fattore VIII e del VWF:RCo, un’ora dopo l’infusione, eccede del 50% i livelli normali. Si osserva inoltre una completa o parziale correzione del tempo di sanguinamento.
Il fattore VIII umano della coagulazione e il fattore von Willebrand plasmatico umano (che costituiscono Alphanate) sono dei normali costituenti del plasma umano ed agiscono analogamente alle proteine endogene. I test di tossicità dopo somministrazione di singola dose sono privi di significato perché le dosi elevate risultano solamente in un sovraccarico volumetrico. I test di tossicità dopo somministrazione di dosi ripetute negli animali non sono applicabili dato lo sviluppo di anticorpi verso proteine eterologhe.