Acido Tricloroacetico 50% 10ml Acido tricloracetico

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Acido tricloracetico
Prezzo: 3.90 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: D11AF Preparati per calli e verruche
Azienda: Zeta Farmaceutici Spa info@zetafarm.it (00330790247)
Ricetta: SOP - ricetta non richiesta
SSN: Non concedibile
Forma: Soluzione cutanea
Contenitore: Flacone
Conservazione: Al riparo dalla luce
Scadenza: 60 mesi
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Acido Tricloroacetico?

ACIDO TRICLOROACETICO ZETA 50% SOLUZIONE CUTANEA

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Acido Tricloroacetico?

100 g di soluzione contengono Principio attivo: acido tricloroacetico 50 g Per elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Acido Tricloroacetico? Acido Tricloroacetico contiene lattosio o glutine?

Acqua depurata

Domande: a cosa serve Acido Tricloroacetico? Per quali malattie si prende Acido Tricloroacetico?

L’acido tricloroacetico è utilizzato per il trattamento di verruche.

Domande: quando non bisogna prendere Acido Tricloroacetico?

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti e a sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

Domande: come si prende Acido Tricloroacetico? qual è il dosaggio raccomandato di Acido Tricloroacetico? Quando va preso nella giornata Acido Tricloroacetico

Applicare sulla parte interessata della cute, utilizzando un bastoncino ricoperto di cotone. Occorre usare particolare cautela per evitare il contatto con le zone circostanti all’area trattata, che devono essere opportunamente protette. Non ci sono indicazioni relative all’uso di acido tricloroacetico nei bambini.

Domande: Acido Tricloroacetico va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Acido Tricloroacetico entro quanto tempo va consumato?

Conservare nel contenitore ben chiuso e al riparo dalla luce.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Acido Tricloroacetico? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Acido Tricloroacetico?

L’acido tricloroacetico è un agente caustico e corrosivo che può causare danni irreversibili. In caso di contatto con gli occhi o la pelle, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua corrente. Se necessario consultare il medico. Evitare l’uso per periodi prolungati sulla stessa zona di pelle. A causa della corrosività del medicinale si possono verificare notevoli ustioni nelle zone di applicazione non controllate. Se applicato con batuffolo di cotone eliminare da questo l’eccesso di liquido su un materiale assorbente. Poiché l’acido tricloroacetico è fortemente caustico e corrosivo, è necessario usare la massima cautela nell’applicazione, evitando di inalare il medicinale e il suo contatto con occhi, mucose e cute integra. Non miscelare con basi forti, alcoolati o ammine (vedere paragrafo 4.5 e paragrafo 6.2). Occorre particolare cautela nel somministrare acido tricloroacetico in donne in gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Acido Tricloroacetico? Quali alimenti possono interferire con Acido Tricloroacetico?

Non usare con basi forti, alcoolati e ammine perché si può sviluppare un forte calore.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Acido Tricloroacetico? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Acido Tricloroacetico?

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati dell’acido tricloroacetico secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione A causa della corrosività del medicinale si possono verificare notevoli ustioni nelle zone di applicazione.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Acido Tricloroacetico? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Acido Tricloroacetico?

L’eccessiva applicazione del medicinale può provocare gravi ustioni.

Esposizione acuta L’ingestione accidentale può provocare irritazione e corrosione gastrointestinale, con forti dolori alla bocca, gola e addome, vomito violento, ematemesi e diarrea. Un’inalazione acuta può causare tosse, soffocamento, capogiri e debolezza seguiti da dispnea, edema polmonare, espettorato schiumoso, cianosi, ipotensione, tachicardia e aumento dei globuli rossi e dell’ematocrito.

Esposizione cronica L’inalazione cronica può causare erosione dello smalto dentale, necrosi della mandibola, irritazione bronchiale, tosse cronica, attacchi frequenti di polmonite e disturbi gastrointestinali. La formazione e l’accumulo di acido tricloroacetico può causare l’encefalopatia da solvente riscontrata in alcuni pazienti esposti cronicamente al tricloroetilene.

Domande: Acido Tricloroacetico si può prendere in gravidanza? Acido Tricloroacetico si può prendere durante l'allattamento?



Gravidanza Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso dell’acido tricloroacetico in donne in gravidanza. Il rischio potenziale per l’uomo non è noto. Se utilizzato secondo le modalità d’uso, il medicinale viene assorbito in modo trascurabile e quindi non determina effetti sistemici. Studi condotti su animali, in cui è stato somministrato acido tricloroacetico per via orale, hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Pertanto, è necessario usare cautela nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza.

Allattamento Non sono disponibili dati sull’utilizzo dell’acido tricloroacetico durante l’allattamento e non è noto se tale principio attivo venga escreto nel latte materno. Tuttavia, poiché l’assorbimento del farmaco può ritenersi trascurabile, è molto improbabile che quantità rilevanti raggiungano il latte materno. È necessario usare cautela nel prescrivere il medicinale durante l’allattamento.
Categoria farmacoterapeutica: preparati per calli e verruche Codice ATC: D11AF. L’acido tricloroacetico è un agente caustico che agisce per via topica consentendo la distruzione dei tessuti nel punto di applicazione. L’acido tricloroacetico determina la precipitazione di proteine cellulari e dell’essudato infiammatorio formando una cicatrice; per tale ragione tale sostanza viene definita cauterizzante (escarotico).
La soluzione ha un’azione localizzata distruttiva dei tessuti con ustioni e ulcerazioni senza particolari effetti sistemici.
La tossicità cronica è da considerare di bassa entità. Studi condotti su animali hanno evidenziato che la somministrazione orale di dosi elevate (330–1800 mg/kg/die) di acido tricloroacetico può causare un aumento del riassorbimento, riduzione di peso e malformazioni fetali. Le malformazioni possono interessare soprattutto i tessuti molli e l’apparato scheletrico. L’acido tricloroacetico, somministrato per via endovenosa in topi gravide, si è accumulato nel liquido amniotico raggiungendo così il feto. Tuttavia, non è noto se tali risultati possono essere rilevanti per l’uomo. Non ci sono evidenze che una sovraesposizione di acido tricloroacetico possa causare acidemia fetale. Studi su animali non hanno evidenziato un’attività cancerogena o mutagena dell’acido tricloroacetico.