Aminoacidi Ess Fl 250ml 5,3% Aminoacidi

Tipo prodotto: Farmaco generico
Principio Attivo: Aminoacidi (22 equivalenti)
Prezzo: 13.89 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: B05BA01 Aminoacidi
Azienda: Galenica Senese Srl info@galenicasenese.it (00050110527)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Non concedibile
Forma: Soluzione per infusione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Non superiore a +25 gradi e al riparo dalla luce
Scadenza: 18 mesi
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Aminoacidi Ess?

AMINOACIDI ESSENZIALI GALENICA SENESE 5,3 G/100 ML

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Aminoacidi Ess?

1000 ml di soluzione contengono: L–Fenilalanina g 8,8; L–Leucina g 8,8; L–Isoleucina g 5,6; L–Lisina acetato g 9,0 (pari a L–Lisina base g 6,4); L–Metionina g 8,8; L–Treonina g 4,0; L–Triptofano g 2,0; L–Valina g 6,4, L–Istidina g 2,6. pH: 5,8 – 6,8, aggiustato con acido acetico glaciale. Elettroliti (mEq/l): CH3COO– 44 (sono esclusi gli ioni aggiunti per la correzione del pH e quelli dello stabilizzante) (per il contenuto in sodio vedere p. 6.1.) Aminoacidi totali: 53,4 g/l; Azoto totale: 6,54 g/l; Osmolarità teorica: 429,5 mOsm/l.

Domande: Quali eccipienti contiene Aminoacidi Ess? Aminoacidi Ess contiene lattosio o glutine?

1000 ml di Soluzione contengono: Sodio metabisolfito g 0.1, acqua p.p.i.

Domande: a cosa serve Aminoacidi Ess? Per quali malattie si prende Aminoacidi Ess?

Apporto bilanciato di costituenti proteici nella insufficienza renale acuta e cronica, ed in caso di dialisi peritoneale o emodialisi.

Domande: quando non bisogna prendere Aminoacidi Ess?

Coma o encefalopatia epatici, errori congeniti del metabolismo degli aminoacidi, squilibrio elettrolitico o acido–base grave o non corretto, iperammoniemia o altri disordini caratterizzati da ridotta utilizzazione dell’azoto, ipovolemia, gravi malattie epatiche, ipersensibilità verso i componenti. Generalmente controindicato in gravidanza (vedi p.4.6).

Domande: come si prende Aminoacidi Ess? qual è il dosaggio raccomandato di Aminoacidi Ess? Quando va preso nella giornata Aminoacidi Ess

Per infusione con velocità di gocciolamento non superiore a 20 gtt/min. Fino a 0,5 g di aminoacidi /Kg/die (pari a 500 ml per un soggetto di 70 Kg) in caso di insufficienza renale acuta e cronica non in trattamento dialitico. Fino a 1 g di aminoacidi/Kg/die (pari a 1000 ml per un soggetto di 70 Kg) in caso di insufficienza renale acuta e cronica in trattamento emodialitico o dialisi peritoneale. Posologia massima fino a 1,5 g di aminoacidi/Kg/die (pari a 1500 ml/die per un soggetto di 70 Kg).

Domande: Aminoacidi Ess va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Aminoacidi Ess entro quanto tempo va consumato?

Conservare al riparo dalla luce e a temperatura non superiore a 25° C.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Aminoacidi Ess? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Aminoacidi Ess?

Il prodotto contiene sodio metabisolfito; nei soggetti sensibili, e più frequentemente negli asmatici, questa sostanza può causare reazioni di tipo allergico quali reazioni anafilattiche o crisi asmatiche anche gravi. Se la funzione renale è compromessa la somministrazione di soluzioni di aminoacidi può presentare problemi particolari connessi con lo squilibrio elettrolitico. La somministrazione di soluzioni di aminoacidi può determinare un incremento dell’azotemia (BUN), specialmente in presenza di compromissione della funzione epatorenale ed in caso di sanguinamento gastrointestinale. La somministrazione di aminoacidi senza carboidrati può causare un accumulo di corpi chetonici. La somministrazione di aminoacidi a pazienti con insufficienza epatica, in particolare di soluzioni che non siano state specificamente formulate per il trattamento di questi pazienti, può causare squilibrio degli aminoacidi plasmatici, alcalosi metabolica, iperammoniemia, iperazotemia prerenale, perdita di coscienza e coma. Ipocalcemia, ipofosfatemia o ipomagnesemia clinicamente significative possono verificarsi come risultato del trattamento con soluzioni iniettabili di aminoacidi al 5,2–5,3% (formulazione renale) e soluzioni ipertoniche di glucosio; in tali casi può essere necessario correggere il difetto somministrando elettroliti. La formulazione renale non sostituisce la dialisi e la convenzionale terapia di supporto nei pazienti con insufficienza renale. L’uso della formulazione renale dovrebbe essere limitato ai pazienti incapaci di alimentarsi. Nella insufficienza renale cronica non trattata mediante emodialisi o dialisi peritoneale, il prodotto può essere utilizzato fino a che è nuovamente possibile mettere in atto una sufficiente somministrazione orale di proteine. In caso di insufficienza renale acuta con diuresi conservata l’uso deve essere limitato a pochi giorni, con un massimo di due settimane. L’infusione eccessivamente rapida può aumentare il rischio di effetti indesiderati. L’uso efficace e sicuro del medicinale richiede esperienza nel riconoscere e trattare le complicanze associate alla nutrizione parenterale. Particolare cautela deve essere adottata nei pazienti con insufficienza renale (considerare in particolare che in questi pazienti l’iperglicemia può non trovare riflesso nella glucosuria) e nei pazienti pediatrici (per i quali l’efficacia e la sicurezza delle soluzioni iniettabili di aminoacidi non è sempre dimostrata). Particolare cautela deve inoltre essere adottata nei pazienti con patologie renali, polmonari o con insufficienza cardiaca così come occorre cautela al fine di evitare un eccessivo accumulo di liquidi. È necessario il controllo regolare dei parametri clinici e di laboratorio per monitorizzare, in particolare, l’equilibrio idroelettrolitico e acido–base. Nel caso di significative deviazioni dei valori normali (quali possono verificarsi ad esempio in caso di aspirazione nasogastrica prolungata, vomito, diarrea) adottare le opportune contromisure terapeutiche. In presenza di iperazotemia (di qualunque origine) non devono essere somministrate infusioni di aminoacidi senza prima valutare la quantità totale di azoto assunta dal paziente. Il carico di azoto deve essere attentamente monitorizzato nei pazienti con compromissione della funzione renale. L’iperammoniemia deve essere adeguatamente valutata, particolarmente nell’infanzia. Quando la somministrazione di aminoacidi richiede un contemporaneo apporto calorico, specialmente usando soluzioni di glucosio ad alta concentrazione, devono essere routinariamente controllate la glicemia e la glicosuria. Il rischio di iperglicemia deve essere attentamente valutato, specialmente nei diabetici e nei casi di ridotta tolleranza al glucosio. Quando si usano soluzioni concentrate di glucosio deve essere inoltre considerata la possibilità di iperinsulinemia conseguente alla brusca interruzione della somministrazione. L’interruzione della nutrizione parenterale deve avvenire gradualmente. Nei pazienti con insufficienza renale, al fine di promuovere la riutilizzazione dell’azoto ureico è essenziale ridurre il carico di azoto non essenziale e fornire un adeguato apporto calorico insieme a minime quantità di aminoacidi essenziali. Nei pazienti in nutrizione parenterale totale per lunghi periodi (più di 5 giorni) è frequente l’insorgenza di una deficienza di acidi grassi essenziali. L’uso di emulsioni lipidiche, contenenti ad esempio acido linoleico, che forniscano il 4–10% dell’apporto calorico totale può prevenire tale deficienza. Le soluzioni contenenti sodio devono essere usate con particolare cautela, e solo se del caso, nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, grave insufficienza renale e in presenza di edema con ritenzione di sodio. Le soluzioni contenenti acetato devono essere usate con particolare cautela nei pazienti con alcalosi respiratoria o metabolica e nelle condizioni in cui esistono aumentati livelli di questo ione o una sua ridotta utilizzazione, come ad esempio nell’insufficienza epatica grave. Il sito di venipuntura deve essere ispezionato frequentemente alla ricerca di segni di flebite o trombosi.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Aminoacidi Ess? Quali alimenti possono interferire con Aminoacidi Ess?

La contemporanea somministrazione di tetracicline, per la loro attività antianabolica, può ridurre l’effetto di risparmio proteico delle soluzioni di aminoacidi.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Aminoacidi Ess? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Aminoacidi Ess?

Gli effetti indesiderati possono essere dovuti alla soluzione o alla tecnica di somministrazione e comprendono effetti locali e generali.

Effetti locali Al sito di iniezione possono aversi: bruciore, eritema, flebite, trombosi.

Effetti generali Eritema generalizzato, febbre, nausea. Sono possibili squilibri metabolici, idroelettrici, acido–base (vedi p.4.4). Il sodio metabisolfito può causare gravi reazioni allergiche (vedi p.4.4). Se si verifica un effetto indesiderato interrompere la somministrazione, rivalutare il paziente, adottare le appropriate contromisure terapeutiche e conservare la soluzione rimanente per eventuali analisi

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Aminoacidi Ess? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Aminoacidi Ess?

Il sovradosaggio del medicinale può causare squilibri metabolici, idroelettrici, acido–base; in tal modo rivalutare il paziente e adottare le appropriate contromisure terapeutiche.

Domande: Aminoacidi Ess si può prendere in gravidanza? Aminoacidi Ess si può prendere durante l'allattamento?

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con soluzioni iniettabili di aminoacidi. Inoltre non è noto se possono causare un danno fetale quando somministrate durante la gravidanza o se possono compromettere la fertilità. Le soluzioni iniettabili di aminoacidi devono essere somministrate durante la gravidanza solo se assolutamente necessario.