Alpha D3 30cps 1mcg Alfacalcidolo

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Alfacalcidolo (8 equivalenti)
Prezzo: 13.54 EUR (IVA: 10%)
Classe: A
ATC: A11CC03 Alfacalcidolo
Azienda: Teva Italia Srl info@tevaitalia.it (11654150157)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Concedibile esente
Forma: Capsule molli
Contenitore: Blister
Conservazione: Inferiore a +25 gradi
Scadenza: 36 mesi
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Alpha D3?

ALPHA D3

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Alpha D3?



ALPHA D3 0,25 mcg capsule molli Ogni capsula contiene:

Principio attivo: 1–alfa–idrossicolecalciferolo mcg 0,25 Eccipienti con effetti noti: sorbitolo, alcool etilico

ALPHA D3 1 mcg capsule molli Ogni capsula contiene:

Principio attivo: 1–alfa–idrossicolecalciferolo mcg 1,0 Eccipienti con effetti noti: sorbitolo, alcool etilico

ALPHA D3 2 mcg /ml gocce orali, soluzione Ogni ml (40 gocce) contiene:

Principio attivo: 1–alfa–idrossicolecalciferolo mcg 2,0 (Ogni goccia contiene 0,05 mcg di 1–alfa–idrossicolecalciferolo). Eccipienti con effetti noti: metile para–idrossibenzoato, sorbitolo, alcool etilico Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Alpha D3? Alpha D3 contiene lattosio o glutine?





Capsule molli 0,25 mcg
Etanolo anidro, acido citrico anidro, propile gallato, d,l–alfa–tocoferolo, olio di arachidi.

Composizione dell’involucro: gelatina, glicerolo 85%, sorbitolo soluzione speciale (Anidrisorb 85/70), ferro ossido rosso (E172), inchiostro nero. Capsule molli 1 mcg Etanolo anidro, acido citrico anidro, propile gallato, d,l–alfa–tocoferolo, olio di arachidi.

Composizione dell’involucro: gelatina, glicerolo 85%, sorbitolo soluzione speciale (Anidrisorb 85/70), ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171), inchiostro nero. Gocce orali, soluzione Olio di ricino idrogenato poliossilato, acido citrico anidro, sodio citrato biidrato, d,l–alfa–tocoferolo, metile p–idrossibenzoato, etanolo, sorbitolo soluzione 70% non cristallizzabile, acqua depurata.

Domande: a cosa serve Alpha D3? Per quali malattie si prende Alpha D3?

Osteodistrofia da insufficienza renale in dialisi o meno. Ipoparatiroidismo. Rachitismo ed osteomalacia D–resistente o D–dipendente (pseudo–deficitaria). Rachitismo ed osteomalacia da alterazioni renali dovute al metabolismo della vitamina D. Osteoporosi post–menopausale.

Domande: quando non bisogna prendere Alpha D3?

Ipersensibilità individuale accertata verso alfacalcidolo, vitamina D (colecalciferolo, ergo calciferolo), o altri metaboliti della vitamina D (calcitriolo, calciferolo, calcipotriolo) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 Stati di ipercalcemia Tossicità da vitamina D/ipervitaminosi accertata

Domande: come si prende Alpha D3? qual è il dosaggio raccomandato di Alpha D3? Quando va preso nella giornata Alpha D3

Dosaggio iniziale suggerito per tutte le indicazioni: Adulti e ragazzi sopra i 20 kg di peso corporeo: 1 microgrammo al giorno. Bambini sotto i 20 kg di peso corporeo: 0,05 mcg /kg/die Successivamente la dose può essere aggiustata secondo la risposta e secondo le necessità e il peso dei pazienti. Ogni goccia corrisponde a 0,05 mcg di 1–alfa–idrossicolecalciferolo.

Domande: Alpha D3 va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Alpha D3 entro quanto tempo va consumato?





Per le capsule
Conservare a temperatura inferiore a 25°C.



Per le gocce
Non conservare a temperatura superiore ai 25°C, nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Alpha D3? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Alpha D3?

1–alfa–idrossicolecalciferolo non deve essere somministrato a pazienti con ipercalcemia. Deve essere usato con cautela nei lattanti, i quali possono avere un aumento della sensibilità ai suoi effetti, e in pazienti con compromissione renale o calcoli, o malattia cardiaca, che sono a maggior rischio di danno d’organo se dovesse manifestarsi ipercalcemia. L’iperdosaggio di qualsiasi forma di vitamina D determina manifestazioni anche gravi. L’ipercalcemia provocata da un eccesso di dose di vitamina D o suoi metaboliti può anche richiedere terapie di emergenza. L’ipercalcemia, se cronicizzata, potrebbe infatti provocare calcificazioni vascolari generalizzate, nefrocalcinosi e calcificazioni di altri tessuti molli. E’ perciò necessario accertarsi che la cifra ottenuta moltiplicando il valore della calcemia per quello della fosfatemia (Ca×P) non superi 70. L’esame radiografico delle regioni anatomiche, sede di possibili calcificazioni, può risultare utile per una diagnosi precoce.

Poiché l’iperdosaggio di ALPHA D3 può provocare ipercalcemia ed in certi casi ipercalciuria, la calcemia va dosata almeno due volte la settimana nella fase di aggiustamento della posologia. Una volta stabilita la dose giornaliera ottimale, è sufficiente un controllo mensile della calcemia, che va comunque controllata tempestivamente se si manifestano sintomi che suggeriscono tossicità. Un monitoraggio simile è raccomandato ai lattanti che sono allattati al seno da madri che ricevevano dosi farmacologiche di 1–alfa–idrossicolecalciferolo.

Durante il trattamento con 1–alfa–idrossicolecalciferolo, le concentrazioni plasmatiche di fosfato devono essere controllate, per ridurre il rischio di calcificazioni ectopiche.

La caduta dei valori della fosfatasi alcalina anticipa in genere la comparsa dell’ipercalcemia e può essere un sintomo premonitore di quest’ultima. Qualora si instaurasse una ipercalcemia, il farmaco ed eventuale supplemento di calcio dovranno essere temporaneamente interrotti fino alla rinormalizzazione generalmente rapida della calcemia. Il trattamento potrà quindi essere ripreso ad un dosaggio inferiore.

Poiché ALPHA D3 influenza il trasporto dei fosfati nell’intestino, nel rene e nelle ossa, la contemporanea somministrazione di sostanze fosforofissatrici va adattata ai valori della fosfatemia (tassi normali: 2–5 mg/100 ml).

Il supplemento di vitamina D alla dieta può essere dannoso in persone che ricevono già un apporto adeguato attraverso la dieta e l’esposizione al sole, poiché la differenza tra le concentrazioni terapeutiche e tossiche è relativamente piccola.

Poiché 1–alfa–idrossicolecalciferolo è la forma più potente di vitamina D, potrebbe essere ragionevole aspettarsi un maggior rischio di tossicità; tuttavia, i suoi effetti sono rapidamente reversibili dopo sospensione del trattamento. Le gocce contengono metile para–idrossibenzoato che può provocare reazioni allergiche (anche ritardate). Le capsule e le gocce contengono sorbitolo: pertanto, pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale. Il medicinale, infine, contiene piccole quantità di etanolo (alcool), inferiori a 100 mg per dose.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Alpha D3? Quali alimenti possono interferire con Alpha D3?



Vitamina D o suoi analoghi Dosi farmacologiche di vitamina D o dei suoi analoghi non devono essere somministrate durante il trattamento con 1–alfa–idrossicolecalciferolo a causa della possibilità dell’effetto additivo e dell’aumento del rischio di ipercalcemia. Warfarin Studi sugli animali hanno suggerito un possibile potenziamento dell’azione del warfarin quando somministrato con calciferolo. Sebbene non vi siano simili evidenze con l’impiego dell’1–alfa–OHD3 è opportuno usare cautela quando i due farmaci vengono usati contemporaneamente. Digitale L’ipercalcemia in pazienti che assumono preparazioni contenenti digitale può aggravare una aritmia cardiaca. Pazienti che assumono contemporaneamente digitale con 1–alfa–idrossicolecalciferolo devono essere attentamente monitorati.Anti epilettici Alcuni antiepilettici possono aumentare le richieste dell’1–alfa–idrossicolecalciferolo (come carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina e primidone). Colestiramina, colestipolo, sucralfato, antiacidi a base di alluminio L’assorbimento di 1–alfa–idrossicolecalciferolo può essere compromesso dall’uso concomitante di agenti leganti gli acidi biliari (Colestiramina, colestipolo), sucralfato o antiacidi a base di alluminio. Antiacidi contenenti magnesio e lassativi Deve essere prestata attenzione all’utilizzo di antiacidi contenenti magnesio o lassativi in pazienti che assumono 1–alfa–idrossicolecalciferolo, in particolare in quelli con dialisi cronica renale. Può manifestarsi ipermagnesemia.Preparati contenenti calcio o fosfato o diuretici tiazidici Il rischio di ipercalcemia è aumentato in pazienti che assumono preparati contenenti calcio o fosfato o diuretici tiazidici in concomitanza con 1–alfa–idrossicolecalciferolo. In queste situazioni, le concentrazioni plasmatiche di calcio devono essere monitorate. Rifampicina e isoniazide Rifampicina e isoniazide possono ridurre l’efficacia della vitamina D. Corticosteroidi I corticosteroidi possono contrastare l’effetto della vitamina D.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Alpha D3? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Alpha D3?

Le frequenze delle reazioni avverse sono classificate secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario Non nota: Ipersensibilità Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: Ipercalcemia*, ipercalciuria Raro: Iperfosfatemia *Effetti associati all’ipercalcemia includono ipercalciuria, calcificazioni ectopiche, danni renali e cardiovascolari, debolezza, cefalea, sonnolenza, nausea, vomito, secchezza delle fauci, stipsi, dolori ossei e muscolari, in fase successiva possono comparire disturbi della minzione, congiuntivite (da calcificazione), fotofobia, pancreatite, rinorrea, pruriti, ipertermia, diminuzione della libido, albuminuria, ipercolesterolemia, aumento della SGOT e SGPT, calcificazioni ectopiche, ipertensione, aritmie cardiache e raramente psicosi. Poiché il tempo di emivita del calcitriolo è breve, la normalizzazione di una eventuale ipercalcemia avviene in pochi giorni dalla sospensione del trattamento con ALPHA D3, comunque più rapidamente che non nel corso della terapia con vitamina D o suoi metaboliti. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Alpha D3? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Alpha D3?

L’eccessivo apporto di vitamina D porta allo sviluppo di ipercalcemia. Sintomi da sovradosaggio includono anoressia, stanchezza, nausea e vomito, costipazione o diarrea, poliuria, nicturia, sudorazione, cefalea, sete, sonnolenza e vertigini. La tolleranza interindividuale alla vitamina D varia in maniera considerevole; lattanti e bambini sono generalmente più suscettibili al suo effetto tossico. Se si manifesta tossicità la vitamina deve essere sospesa. Nel sovradosaggio acuto, il trattamento precoce con lavanda gastrica e/o la somministrazione di oli minerali può ridurre l’ assorbimento e promuove l’eliminazione fecale.

Domande: Alpha D3 si può prendere in gravidanza? Alpha D3 si può prendere durante l'allattamento?

Non ci sono evidenze sufficienti sulla sicurezza dell’utilizzo dell’alfacalcidolo durante la gravidanza, sebbene sia stato ampiamente usato senza effetti avversi apparenti. L’alfacalcidolo deve essere utilizzato in gravidanza solo se non sono disponibili trattamenti alternativi, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio–beneficio. Livelli aumentati di calcitriolo si possono ritrovare nel latte materno di donne in trattamento con alfacalcidolo. Questo potrebbe influenzare il metabolismo del calcio nei bambini allattati al seno (vedere 4.4). L’alfacalcidolo deve essere utilizzato durante l’allattamento solo se non sono disponibili trattamenti alternativi, dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio–beneficio.
Categoria farmacoterapeutica: Vitamina D ed analoghi, codice ATC:A11CC03 L’l–alfa–idrossicolecalciferolo (1–alfa–OHD3) è un prodotto ottenuto per sintesi ed è nell’organismo prontamente convertito nel fegato a 1,25 (OH)2D3 che rappresenta il metabolita attivo attraverso il quale la vitamina D esplica il suo effetto sull’omeostasi fosfo–calcica. Nell’organismo il metabolismo della vitamina D è caratterizzato da una prima idrossilazione che avviene nel fegato con la formazione di 25 (OH)D3 e da una seconda idrossilazione renale che determina la formazione dell’1,25 (OH)2D3. La somministrazione dell’1–alfa–idrossicolecalciferolo pertanto permette di eludere la fase metabolica a livello renale della trasformazione della vitamina D e ottenere ugualmente la produzione del suo metabolita attivo. La sua attività farmacologica e clinica quindi si esplica nei casi in cui l’1–alfa -idrossilazione renale è assente o diminuita sia per un danno renale, sia per una carenza dei fattori extrarenali che regolano la conversione del 25 (OH)D3 a 1,25 (OH)2D3. Il trattamento con 1–alfa–OHD3 è caratterizzato da bassi dosaggi e da una notevole rapidità di azione con cui determina aumenti dell’assorbimento intestinale del calcio e innalzamento delle concentrazioni del calcio nel siero. I rischi di ipercalcemia sono minimizzati anche per la brevità della durata dell’azione di ALPHA D3 e dal fatto che la conversione dell’1–alfa–(OH)D3 a 1,25 (OH)2D3 è regolata con un meccanismo di feedback dal composto diidrossilato stesso.
1–alfa–(OH)D3 (ALPHA D3) possiede le seguenti caratteristiche farmacocinetiche:
• viene assorbito a livello del piccolo intestino;
• si distribuisce primariamente nel fegato e solo in piccola percentuale nella mucosa intestinale;
• a livello del fegato viene metabolizzato a 1,25(OH)2D3 con estrema rapidità;
• viene eliminato sotto forma di 1,25 (OH)2D3 con le feci. L’eliminazione avviene in parte anche per via urinaria sotto forma di un composto più polare dell’1–alfa– OHD3.


Tossicità acuta DL50 nel topo, nel ratto e nel cane p.o. (maschi e femmine): 476–440 mcg /kg; 340–720 mcg /kg; >500 mcg /kg. DL50 nel topo e nel cane e.v.: 71–56 mcg /kg; >200 mcg /kg.

Tossicità subacuta In ratti Wistar sono state somministrate dosi comprese tra 0,5 e 50 mcg /kg al giorno per un mese. Sono stati presi in considerazione parametri clinici e di laboratorio ed è stata eseguita l’autopsia dopo il sacrificio. L’azione principale dell’1–alfa–(OH)D3 (ALPHA D3) si è estrinsecata sotto forma di necrosi delle arteriole a livello del miocardio, del tratto gastroenterico e dei muscoli volontari con degenerazione e fibrosi muscolare.

Tossicità cronica 1–alfa–OHD3 (ALPHA D3) è stato somministrato ai ratti per 6 mesi a dosaggi compresi tra 0,02 e 2,5 mcg /kg al giorno. Alterazioni istologiche sono state rinvenute a livello del rene, del cuore, dell’aorta, dei testicoli, del timo, e della mucosa intestinale. Gli effetti principali sono risultati dipendenti dall’ipercalcemia. La somministrazione orale quotidiana di 0,02 mcg /kg per 6 mesi si è dimostrata priva di tossicità. La stessa dose si è dimostrata non tossica nel cane dopo somministrazione ripetuta per un anno.