Antitrombina Iii Immuno Fl10ml Antitrombina iii umana

Tipo prodotto: Farmaco solo uso ospedaliero
Principio Attivo: Antitrombina iii umana (6 equivalenti)
Prezzo: 165.00 EUR (IVA: 10%)
Classe: H
ATC: B01AB02 Antitrombina iii
Azienda: Baxalta Italy Srl (13039021004)
Ricetta: OSP - uso ospedaliero
SSN: Non concedibile
Forma: Polvere e solvente per soluzione per infusione
Contenitore: Flacone
Conservazione: Da +2 a +8 gradi
Scadenza: 36 mesi
Farmaco Ospedaliero: Si
Lattosio: No

Domande: qual è il nome commerciale di Antitrombina Iii Immuno?

ANTITROMBINA III BAXALTA, POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Antitrombina Iii Immuno?

Antitrombina derivata da plasma umano L’ANTITROMBINA III BAXALTA si presenta come polvere e solvente per soluzione per infusione contenente:
  ANTITROMBINA III BAXALTA

500 UI/10 ml
ANTITROMBINA III BAXALTA

1000 UI/20 ml
Antitrombina da plasma umano 500 UI/flaconcino 1000 UI/flaconcino
Antitrombina da plasma umano ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili 50 UI/ml (500 UI/10 ml) 50 UI/ ml (1000 UI/20 ml)
volume solvente 10 ml 20 ml
L’attività (UI) è determinata usando il metodo cromogenico della Farmacopea Europea. L’attività specifica dell’ANTITROMBINA III BAXALTA è circa 3,0 UI/mg di proteine plasmatiche. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. Questo medicinale contiene circa 3,77 mg di sodio per ml.

Domande: Quali eccipienti contiene Antitrombina Iii Immuno? Antitrombina Iii Immuno contiene lattosio o glutine?

Glucosio Sodio cloruro Sodio citrato 2 H2O Tris(idrossimetil)aminometano Acqua per preparazioni iniettabili (solvente)

Domande: a cosa serve Antitrombina Iii Immuno? Per quali malattie si prende Antitrombina Iii Immuno?

La carenza di antitrombina III, congenita o acquisita, è legata ad un rischio aumentato di complicanze tromboemboliche e ad una ridotta o assente reazione all’eparina. Per questo motivo la somministrazione dell’antitrombina III è indicata per la profilassi e la terapia dei fenomeni tromboembolici dovuti a:

1. Carenza congenita, in particolare in caso di intervento chirurgico, gravidanza o parto

2. Carenza acquisita, in particolare in caso di: – Rischio o esistenza di coagulazione intravascolare disseminata (DIC) associata a: politrauma, complicazioni settiche, shock, preeclampsia ed altri stati patologici associati a coagulopatia da consumo acuta. – Trombosi o rischio di trombosi in pazienti con sindrome nefrotica o enteropatie. – Interventi chirurgici ed emorragie in pazienti con grave insufficienza epatica, soprattutto se questa richiede un trattamento sostitutivo con concentrati di fattori della coagulazione (complesso protrombinico).

Domande: quando non bisogna prendere Antitrombina Iii Immuno?

Ipersensibilità ad uno qualsiasi dei componenti. Anamnesi di trombocitopenia indotta da eparina.

Domande: come si prende Antitrombina Iii Immuno? qual è il dosaggio raccomandato di Antitrombina Iii Immuno? Quando va preso nella giornata Antitrombina Iii Immuno

Il trattamento deve essere iniziato sotto il controllo di un medico specializzato nel trattamento dei pazienti affetti da carenza di antitrombina.

Posologia Nelle deficienze congenite, il dosaggio deve essere individualizzato per ciascun paziente tenendo conto della storia familiare con particolare riguardo a eventi tromboembolici, agli effettivi fattori di rischio clinico ed agli accertamenti di laboratorio. Il dosaggio e la durata della terapia sostitutiva nelle deficienze acquisite dipendono dal livello plasmatico di antitrombina, dalla presenza di segni di aumentato turnover, dalla patologia di base e dalla gravità della condizione clinica. La quantità da somministrare e la frequenza delle somministrazioni devono essere sempre basate per ogni singolo caso sull’efficacia clinica e sugli accertamenti di laboratorio. La quantità di unità di antitrombina somministrata è espressa in Unità Internazionali (UI), le quali sono correlate allo standard attuale dell’OMS per l’antitrombina. L’attività dell’antitrombina nel plasma è espressa sia come percentuale (relativa al plasma umano normale), sia come Unità Internazionali (relative allo standard internazionale per l’antitrombina plasmatica).

1. Indicazioni specifiche per il dosaggio nella coagulopatia da consumo Premessa per un sufficiente dosaggio è la determinazione dell’attività dell’antitrombina III da effettuarsi prima di iniziare la terapia ed in seguito a brevi intervalli di circa 4–6 ore. Il livello plasmatico dovrebbe essere aumentato almeno all’80–100% del valore normale. Se l’attività si abbassa ad un livello inferiore al 70% è necessaria un’ulteriore somministrazione. Per il calcolo della dose si può applicare la seguente formula indicativa:

U.I. di AT III da infondere = ID x Kg di peso corporeo ID = Incremento Desiderato di Antitrombina III (differenza tra l’attività di AT III che si intende raggiungere e il suo valore basale) In caso si somministri contemporaneamente eparina, si deve tener presente che l’azione di quest’ultima viene potenziata dall’antitrombina III (vedere il paragrafo 4.5).

2. Indicazioni specifiche per il dosaggio negli altri stati carenziali di antitrombina III In generale può essere somministrata una dose iniziale di circa 1500 U.I. e successivamente la metà della dose iniziale ad intervalli di 8–24 ore. Per stabilire la dose esatta è indispensabile la determinazione dell’attività dell’antitrombina III. Per il calcolo della dose si può applicare la seguente formula indicativa:


U.I.di AT III da infondere =


ID x Kg di peso corporeo


2
L’attività iniziale di antitrombina che si vuole ottenere dipende dalla situazione clinica. Quando c’è l’indicazione per la sostituzione dell’antitrombina, il dosaggio deve essere sufficiente per raggiungere l’attività di antitrombina desiderata e per mantenere un livello efficace. Il dosaggio deve essere individuato e controllato sulla base delle determinazioni dell’attività antitrombinica in laboratorio; determinazioni che devono essere eseguite almeno due volte al giorno fino a che il paziente si sia stabilizzato, e poi una volta al giorno, preferibilmente immediatamente prima della successiva infusione. La correzione del dosaggio deve tenere in considerazione sia i segni di aumentato turnover dell’antitrombina, in accordo con i controlli di laboratorio, sia il decorso clinico. L’attività dell’antitrombina deve essere mantenuta sopra l’80% per tutta la durata del trattamento, a meno che caratteristiche cliniche non indichino un diverso livello effettivo. La dose iniziale usuale nelle deficienze congenite è di 30–50 UI/kg. Successivamente, la dose e la frequenza, così come la durata del trattamento, devono essere regolate sulla base dei dati biologici e della situazione clinica.

Popolazione pediatrica Non ci sono dati sufficienti per consigliare l’uso di ANTITROMBINA III BAXALTA nei bambini minori di 6 anni.

Modo di Somministrazione Sciogliere il liofilizzato come descritto al paragrafo 6.6. Il prodotto deve essere somministrato per via endovenosa. La velocità di somministrazione non deve superare 5 ml/min.

Domande: Antitrombina Iii Immuno va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Antitrombina Iii Immuno entro quanto tempo va consumato?

Conservare in frigorifero (2° C – 8° C). Non congelare. Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Antitrombina Iii Immuno? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Antitrombina Iii Immuno?

Come con qualunque prodotto proteico endovenoso, sono possibili reazioni di ipersensibilità di tipo allergico. I pazienti devono essere strettamente controllati ed attentamente osservati per qualunque sintomo durante il periodo di infusione. I pazienti devono essere informati sui primi segni di reazioni di ipersensibilità che comprendono orticaria, anche generalizzata, senso di costrizione toracica, dispnea, ipotensione e anafilassi. Se insorgono tali sintomi, i pazienti devono contattare il proprio medico. In caso di shock devono essere osservate le procedure mediche standard per il trattamento dello shock. Nel caso di reazioni allergiche o anafilattiche si deve interrompere immediatamente la somministrazione. Le reazioni lievi possono essere controllate con la somministrazione di antistaminici. La terapia delle reazioni ipotoniche gravi è quella del moderno trattamento dello shock.

Sicurezza virale Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per specifici indicatori di infezione e l’inclusione di passaggi di produzione efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere esclusa completamente. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti o altri agenti patogeni. Le misure standard intraprese sono considerate efficaci per l’inattivazione/rimozione dei virus con capside lipidico quali HIV, HBV e HCV e per i virus privi di capside lipidico HAV e parvovirus B19. Una vaccinazione appropriata (epatite A e B) deve essere presa in considerazione per i pazienti che regolarmente ricevono antitrombina umana. È fortemente consigliato che ogni volta che si somministra ANTITROMBINA III BAXALTA ad un paziente, siano registrati il nome del prodotto ed il numero di lotto, in modo tale da mantenere la tracciabilità tra il paziente ed il lotto del prodotto. Sorveglianza clinica e biologica quando l’antitrombina è usata insieme con l’eparina:
• per regolare il dosaggio dell’eparina e per evitare una eccessiva ipocoagulabilità, devono essere eseguiti regolarmente i controlli del grado dell’anticoagulazione (APPT e dove appropriato attività anti–FXa), a intervalli ravvicinati ed in particolare nei primi minuti/ore che seguono l’inizio della somministrazione di antitrombina;
• per regolare la dose individuale devono essere controllati quotidianamente i livelli di antitrombina, per il rischio di diminuzione dei livelli di antitrombina dovuto ad un prolungato trattamento con eparina non frazionata. Questo medicinale contiene circa 3,77 mg di sodio per ml. Bisogna tenerne conto in caso di pazienti sottoposti a dieta iposodica.

Popolazione pediatrica Sicurezza ed efficacia sull’uso di ANTITROMBINA III BAXALTA nei pazienti pediatrici non sono ancora state stabilite in studi clinici di Baxter.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Antitrombina Iii Immuno? Quali alimenti possono interferire con Antitrombina Iii Immuno?

Eparina: la terapia sostitutiva con antitrombina durante la somministrazione di eparina in dosi terapeutiche aumenta il rischio di emorragia. L’effetto dell’antitrombina è fortemente potenziato dall’eparina. L’emivita dell’antitrombina può essere considerevolmente ridotta da un concomitante trattamento con eparina a causa di un accelerato turnover dell’antitrombina. Quindi, la contemporanea somministrazione di eparina e antitrombina ad un paziente con aumentato rischio di sanguinamento deve essere controllata clinicamente e biologicamente. In linea di massima, per la terapia combinata con eparina, sono raccomandabili regolari controlli del PTT (tempo di tromboplastina parziale) e il corrispondente adeguamento del dosaggio di eparina. Inoltre, nei pazienti affetti da trombocitopenia, vi può essere una carenza del fattore trombocitario 4, la quale contribuisce a ridurre la neutralizzazione dell’eparina aumentando quindi la tendenza emorragica.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Antitrombina Iii Immuno? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Antitrombina Iii Immuno?

Raramente sono state osservate reazioni di ipersensibilità o di tipo allergico (che possono comprendere angioedema, bruciore ed irritazione nel sito di iniezione, brividi, rossore, orticaria generalizzata, mal di testa, orticaria, ipotensione, letargia, nausea, irrequietezza, tachicardia, senso di costrizione toracica, febbre, formicolio, vomito, dispnea), che possono portare in alcuni casi a grave anafilassi (incluso lo shock). In rare occasioni è stata osservata febbre. Trombocitopenia indotta da eparina immuno–mediata (tipo II) può verificarsi in rari casi. Si può osservare una conta piastrinica inferiore a 100.000/mcl o una diminuzione della conta piastrinica del 50%. Gli effetti indesiderati riportati più avanti si basano su dati ottenuti dalla sorveglianza post–marketing e sono stati elencati secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC, Classificazione per sistemi e organi) ed inoltre secondo i Preferred Term in ordine di gravità. La frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000) e molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Frequenza delle reazioni avverse


Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA (SOC)


Termine MedDRA

preferito


Categoria frequenza reazioni avverse
Patologie del sistema nervoso Tremore Non nota
Patologie vascolari Vampate Non nota
Per informazioni sulla sicurezza virale vedere il paragrafo 4.4.Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Antitrombina Iii Immuno? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Antitrombina Iii Immuno?

Non sono noti finora sintomi da sovradosaggio di antitrombina.

Domande: Antitrombina Iii Immuno si può prendere in gravidanza? Antitrombina Iii Immuno si può prendere durante l'allattamento?

L’esperienza sulla sicurezza dell’uso di prodotti a base di antitrombina somministrati durante la gravidanza o l’allattamento non è stata valutata in studi clinici controllati. L’uso delle soluzioni di antitrombina nelle donne in gravidanza è referenziato nella letteratura medica. ANTITROMBINA III BAXALTA deve essere somministrato durante la gravidanza e l’allattamento a donne con carenza di antitrombina soltanto se chiaramente indicato, tenendo conto che, in queste pazienti, durante la gravidanza si ha un aumento del rischio di eventi tromboembolici.