Bamifix 30cpr Riv 600mg Bamifillina cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Bamifillina cloridrato (2 equivalenti)
Prezzo: 6.50 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: R03DA08 Bamifillina
Azienda: Chiesi Farmaceutici Spa info@chiesigroup.com (01513360345)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Non concedibile
Forma: Compresse rivestite
Contenitore: Blister opaco
Conservazione: A temperatura ambiente
Scadenza: 60 mesi
Lattosio: No
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Bamifix?

BAMIFIX 600 MG COMPRESSE RIVESTITE

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Bamifix?



BAMIFIX 600 mg compresse rivestite Una compressa rivestita contiene: Principio attivo: bamifillina cloridrato 600 mg. Eccipiente con effetti noti: saccarosio 107,80 mg. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

Domande: Quali eccipienti contiene Bamifix? Bamifix contiene lattosio o glutine?



Compresse rivestite da 600 mg: saccarosio, calcio carbonato, idrossipropilmetilcellulosa, metilcellulosa, magnesio stearato, talco, polivinilpirrolidone, titanio biossido, silice colloidale idrata, alluminio idrossido, cere naturali.

Domande: a cosa serve Bamifix? Per quali malattie si prende Bamifix?

Asma bronchiale, affezioni polmonari con componente spastica bronchiale.

Domande: quando non bisogna prendere Bamifix?

Infarto miocardico acuto. Ipersensibilità al principio attivo, ai derivati xantinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Domande: come si prende Bamifix? qual è il dosaggio raccomandato di Bamifix? Quando va preso nella giornata Bamifix



Adulti Per via orale: generalmente una compressa rivestita di BAMIFIX 600 mg al mattino o alla sera prima dei pasti. La posologia può variare da 900 a 1800 mg al giorno secondo prescrizione medica.

Domande: Bamifix va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Bamifix entro quanto tempo va consumato?

Compresse rivestite: Il prodotto va conservato alle normali condizioni ambientali.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Bamifix? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Bamifix?

La bamifillina va somministrata con cautela nei casi di insufficienza cardiaca avanzata, ipertensione arteriosa grave, insufficienza epatica e renale, ulcera gastrica e ipertiroidismo. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio–galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Bamifix? Quali alimenti possono interferire con Bamifix?

Non sono note interazioni con bamifillina, tenere comunque presenti quelle note per la teofillina. Eritromicina, TAO, lincomicina, clindamicina, allopurinolo, cimetidina, vaccino antinfluenzale, propranololo possono aumentare i tassi sierici di teofillina; fenitoina, altri anticonvulsivanti ed il fumo di sigaretta possono diminuire i tassi sierici di teofillina. Il prodotto non dovrebbe essere somministrato contemporaneamente ad altri preparati xantinici. Occorre usare cautela nel caso di associazione con efedrina o altri simpaticomimetici broncodilatatori.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Bamifix? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Bamifix?

In qualche raro caso sono stati segnalati cefalea e gastralgia. Dosi superiori a quelle terapeutiche possono indurre la comparsa di nausea e di fini tremori distali che scompaiono con la riduzione della posologia. Sono anche state segnalate reazioni allergiche quali orticaria, prurito, rash, dermatite.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Bamifix? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Bamifix?

Dosi superiori a quelle terapeutiche possono indurre la comparsa di nausea e di fini tremori distali che scompaiono con la riduzione della posologia. Non essendoci alcun antidoto specifico, in caso di sovradosaggio si deve ricorrere al trattamento sintomatico di collasso cardiovascolare.

Domande: Bamifix si può prendere in gravidanza? Bamifix si può prendere durante l'allattamento?

Le ricerche sul ciclo riproduttivo hanno evidenziato che la bamifillina non influenza la fertilità, la gestazione, l’allattamento e lo sviluppo embriofetale. Si consiglia comunque, per norma precauzionale, di evitare la somministrazione nei primi mesi di gravidanza. Con l’impiego di bamifillina durante la gravidanza non si sono mai osservati casi di tossicità neonatale. Per precauzione comunque se ne sconsiglia l’uso negli ultimi giorni di gravidanza e durante l’allattamento.


Categoria farmacoterapeutica: antiasmatico per uso sistemico.

Codice ATC: R03DA08. La bamifillina è un derivato metilxantinico con due catene laterali in posizione 7 e 8 che la distinguono nettamente dalla teofillina. La bamifillina esercita un’azione broncospasmolitica sulla muscolatura liscia e blocca anche l’azione dei mediatori della broncocostrizione. L’intensità della sua azione broncospasmolitica è equivalente a quella della teofillina. A differenza della teofillina, la bamifillina è di norma priva di effetti eccitanti sul sistema nervoso centrale. La bamifillina presenta, inoltre, un elevato indice terapeutico, grazie all’ampio intervallo fra i livelli plasmatici minimi attivi e massimi tollerati (0.18 e 20 mcg/ml).
La bamifillina è dotata di interessanti caratteristiche farmacocinetiche. L’assorbimento, sia per via orale che rettale, è rapido, con raggiungimento del picco plasmatico tra la 1a e la 2a ora. La diffusione nel compartimento extravascolare è elevata, con un volume di distribuzione pari a 1000 litri. La bamifillina è rapidamente metabolizzata per dare tre metaboliti anch’essi attivi e caratterizzati da livelli plasmatici sostenuti. La prolungata attività del farmaco consente due sole somministrazioni giornaliere. L’emivita di eliminazione finale della bamifillina è di 17,5 ore. L’escrezione è prevalentemente urinaria. La somministrazione bigiornaliera di bamifillina conduce entro 3–5 giorni a livelli plasmatici di steady–state, sia della bamifillina che dei metaboliti, che sono superiori alla soglia terapeutica.


Tossicità acuta DL50 (topo): per os 276 mg/Kg, per e.v. 70 mg/Kg. DL50 (ratto): per os 1086 mg/Kg, per e.v. 67 mg/Kg. DL50 (cane): per os 614 mg/Kg, per e.v. 28 mg/Kg.

Tossicità cronica Ratto per i.m. (1 mese): 50 mg/Kg. Ratto per os (6 mesi): 300 mg/Kg. Cane per e.v. (1 mese): 20 mg/Kg. Cane per os (6 mesi): 100 mg/Kg. Coniglio per via rettale (3 mesi): 270 mg/Kg. Le prove non hanno evidenziato alcun segno di tossicità generale o locale.

Teratogenesi

e

tossicità

fetale Dagli studi condotti in alcune specie animali (coniglio e ratto per os fino a 300 mg/Kg) è emersa l’assenza di tossicità embriofetale e teratogenesi e l’assenza di effetti su fertilità, funzionalità riproduttiva e gravidanza.

Mutagenesi Le prove di mutagenesi hanno evidenziato che la bamifillina è priva, sia come tale che dopo metabolizzazione, di attività mutagena.