Alfospas 30cps 200mg Rm Tiropramide cloridrato

Tipo prodotto: Farmaco etico
Principio Attivo: Tiropramide cloridrato
Prezzo: 13.70 EUR (IVA: 10%)
Classe: C
ATC: A03AC05 Tiropramide
Azienda: Rottapharm Spa info@rottapharm.com (04472830159)
Ricetta: RR - ricetta ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSN: Non concedibile
Forma: Capsule rilascio modificato
Contenitore: Blister
Conservazione: Inferiore a +30 gradi
Scadenza: 36 mesi
Lattosio: No
Glutine: No

Domande: qual è il nome commerciale di Alfospas?

ALFOSPAS

Domande: quali sostanze e principi attivi contiene Alfospas?

Ogni compressa da 100 mg contiene:

PRINCIPIO ATTIVO Tiropramide cloridrato 100 mg Ogni capsula a cessione regolata da 200 mg contiene:

PRINCIPIO ATTIVO Tiropramide cloridrato 200 mg Ogni fiala da 50 mg contiene:

PRINCIPIO ATTIVO Tiropramide cloridrato 50 mg

Domande: Quali eccipienti contiene Alfospas? Alfospas contiene lattosio o glutine?

Ogni compressa da 100 mg contiene: Amido, Carbossimetilcellulosa sale sodico, Polivinilpirrolidone mg, Silice precipitata, Magnesio stearato, Talco, Polietilenglicole 4000, E 171 (titanio biossido), Resina acrilica (Eudragit E)Ogni capsula a cessione regolata da 200 mg contiene: Saccarosio, Amido, Acido stearico, Gommalacca, Talco, E 171 (titanio biossido), E 172 (ossido di ferro giallo), E 172 (ossido di ferro rosso), Gelatina Ogni fiala da 50 mg contiene: Mannitolo, Alcool F.U., Acqua per preparazioni iniettabili

Domande: a cosa serve Alfospas? Per quali malattie si prende Alfospas?

Sindromi spastico-dolorose acute per esempio coliche epatobiliari, addominali di diversa natura, renali o ureterali. Spasmi e dolori addominali originati da discinesie gastrointestinali, litiasi biliare, colecistite, aderenze post-operatorie.

Domande: quando non bisogna prendere Alfospas?

Stenosi di origine meccanica del tratto gastroenterico. Megacolon. Collasso. Ipersensibilità individuale accertata verso la tiropramide. Grave insufficienza epatica.

Domande: come si prende Alfospas? qual è il dosaggio raccomandato di Alfospas? Quando va preso nella giornata Alfospas



Nelle coliche e per i trattamenti acuti: 1 fiala per via endovenosa o intramuscolare, seguita se necessario da una seconda fiala a distanza di 1 ora.

Terapia di mantenimento o trattamento subacuto: 1 compressa 2-3 volte al dì; oppure 1 capsula 2 volte al dì; oppure 1 fiala 1-2 volte al dì. Compresse, capsule e fiale possono essere utilmente associate.

Domande: Alfospas va conservato in frigo o a temperatura ambiente? Una volta aperto Alfospas entro quanto tempo va consumato?

Nessuna.

Domande: a cosa bisogna stare attenti quando si prende Alfospas? Quali sono le precauzioni da osservare durante la terapia con Alfospas?

ALFOSPAS non svolge apprezzabili azioni anticolinergiche. Tuttavia è da usare con cautela nei pazienti con glaucoma e con ipertrofia prostatica. Nei pazienti ipotesi in cui sia indicata la via venosa ALFOSPAS deve essere iniettato lentamente. Dosi molto elevate di tiropramide devono essere somministrate con cautela in pazienti trattati con farmaci ipotensivi perché potrebbe esserci sommazione degli effetti. Nel caso dei disturbi a carico dell'apparato digerente il trattamento può essere continuato, se necessario, intervallando maggiormente le somministrazioni o assumendo il farmaco a stomaco pieno. Nel caso di fenomeni allergici (prurito, eritemi) il trattamento deve essere sospeso. Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Domande: Quali farmaci non vanno presi insieme a Alfospas? Quali alimenti possono interferire con Alfospas?

Non sono note interazioni su base farmacocinetica. Dato l'effetto ipotensivo di dosi molto elevate di Tiropramide, potrebbero essere possibili sommazioni di effetti con farmaci aventi azione ipotensiva.

Domande: Quali sono gli effetti collaterali di Alfospas? Devo sospendere la terapia se ho degli effetti collaterali dovuti a Alfospas?

Molto raramente ALFOSPAS può provocare secchezza delle fauci, nausea, vomito, stipsi, manifestazioni allergiche.

Domande: Cosa devo fare se per sbaglio ho preso una dose eccessiva di Alfospas? Quali sintomi dà una dose eccessiva di Alfospas?

Non sono noti casi di sovradosaggio accidentali o intenzionali nell'uomo con comparsa di sintomi tossici. Nell'animale la somministrazione di dosi tossiche dà luogo a ipotensione e ad una sintomatologia a carico del sistema nervoso centrale (tremori, scialorrea, spasmi muscolari, convulsioni). Pertanto in caso di sovradosaggio accidentale nell'uomo (per via orale) si dovrà ricorrere alle normali manovre per allontanare il farmaco dal tubo digerente, sorreggere il circolo con farmaci cardiotonici, dare, all'occorrenza, sedativi del sistema nervoso centrale (per es. benzodiazepine).

Domande: Alfospas si può prendere in gravidanza? Alfospas si può prendere durante l'allattamento?

Sebbene le prove eseguite sugli animali abbiano dimostrato che ALFOSPAS non ha effetti sulla gravidanza e sul feto, come per tutti i farmaci il suo uso in donne gravide deve essere limitato ai casi di riconosciuta necessità e sotto controllo diretto del medico.
La tiropramide esercita un effetto regolatore sul tono della muscolatura liscia, associato ad un aumento intracellulare di AMP ciclico e ad un aumento della capacità di legare i Ca-ioni da parte dei microsomi del reticolo sarcoplasmatico. L' azione della tiropramide è diretta sulle cellule muscolari liscie e non mediata tramite neurotrasmissione o neurotrasmettitori, sostanze colinergiche, adrenergiche, dopaminergiche e istaminosimili. L' attività regolatrice in senso antispastico è stata dimostrata in vitro su numerosi preparati ed organi isolati (stomaco, ileo, colon, utero, vena mesenterica, arteria caudale) e in vivo su diversi modelli (velocità di transito intestinale, contrazioni gastro-intestinali, motilità spontanea dello stomaco, tono dello sfintere pilorico, dello sfintere di Oddi, della vescica urinaria, contrazioni dell'utero di ratto).Solo per dosi elevate, specialmente per via endovenosa, e maggiori di quelle attive in senso antispastico sui distretti gastrointestinale, biliare e genito-urinario, si notano fenomeni ipotensivi transitori, legati a una vasodilatazione periferica. Non si rilevano effetti degni di nota sul sistema nervoso centrale o vegetativo. La tiropramide non esercita effetti analgesici diretti, antiinfiammatori, pro-antisecretivi.
La farmacocinetica è stata studiata nel cane, nel ratto e nell'uomo con risultati concordanti, somministrando la tiropramide per via orale, rettale e venosa. I risultati qui riportati si riferiscono a quelli ottenuti negli studi sull'uomo, perchè più rilevanti sotto il profilo clinico. Sono state studiate nell'uomo le vie endovenosa, intramuscolare, rettale e la via orale con le forme a pronto rilascio e a cessione regolata. Dopo somministrazione endovenosa di tiropramide essa scompare dal plasma, secondo una cinetica non lineare, con un t½  di eliminazione di 2-3 ore. Dopo somministrazione orale della forma a pronto rilascio il picco plasmatico è osservato circa 1 ora dopo la somministrazione e la velocità di scomparsa, anch'essa non lineare, ha un t½  di 2 - 2,5 ore. Dopo somministrazione orale della forma a cessione regolata il picco plasmatico è osservato dopo 3 ore e la velocità di scomparsa  ha un t½  di circa 5 ore. Dopo somministrazione intramuscolare il picco plasmatico è osservato dopo 9 minuti e la velocità di scomparsa ha un t½  di 3 ore. Dopo somministrazione rettale il picco plasmatico è osservato 2 ore dopo la somministrazione con una cinetica di scomparsa avente t½  di 3-3,5 ore. Nel plasma, accanto alla tiropramide, si trovano anche dei metaboliti, identificabili come prodotti di dealchilazione e idrossilazione della sostanza. Essi sono particolarmente abbondanti dopo somministrazione orale. Dopo somministrazione orale, nel plasma si  riscontra per 1/3 tiropramide e per i 2/3 metaboliti. I metaboliti plasmatici sono meno abbondanti dopo somministrazione endovenosa o rettale. Nel sistema intestino - porta - epatico sembra quindi esserci un "effetto di primo passaggio". La tiropramide, indipendentemente dalla via di somministrazione, viene escreta per un quinto circa della dose somministrata con le urine. Nelle urine, accanto alla tiropramide sono stati identificati almeno 7 metaboliti.
DL50 PER SOMMINISTRAZIONI SINGOLE (mg/kg)
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Specie


Orale


Intra-

peritoneale


Endovenosa (bolus)


Rettale


Intra-

muscolare
Topo (CD1) m e f 639 119 28 165  
Ratto (SD) m e f 1074 106 32 167 185
Coniglio (NZ) m e f 464   8,6 184  
Cane (Beagle) m e f ~ 480   >12,5 > 60  
PER SOMMINISTRAZIONI RIPETUTE

Per via orale, per 26 settimane, nel ratto S.D.: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 15 - 45 e 67,5 mg/kg. Il minimo dosaggio tossico era attorno ai 45 mg/kg. Nei maschi del gruppo della dose alta si è osservato qualche danno istologico al fegato, comunque reversibile.

Per via orale, per 26 settimane, nel cane Beagle: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 12 - 24  e 48 mg/kg. Si é osservato qualche  effetto sfavorevole a 24 mg/kg .

Per via intramuscolare, per 6 settimane, nel ratto S.D.: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 3 - 9 e 27 mg/kg. La soglia per la tossicità locale è 3-9 mg/kg. La soglia per la tossicità sistemica è 9-27 mg/kg.

Per via intramuscolare, per 6 settimane, nel cane Beagle: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 2 - 6  e 18 mg/kg.  La soglia per la tossicità locale è attorno a 6 mg/kg. Evidenti ma reversibili effetti tossici sistemici a 18 mg/kg.

Per via endovenosa, per 6 settimane, nel ratto S.D.: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 2 - 6 - 18 mg/kg. Il minimo dosaggio tossico è 6 - 18 mg/kg.

Per via endovenosa, per 6 settimane, nel cane Beagle: sono state somministrate dosi giornaliere di 0 (controlli) - 2 - 6 - 18 mg/kg.  Sono state osservate alcune reazioni tossiche locali e sistemiche a 18 mg/kg. TOSSICITA' SULLE FUNZIONI RIPRODUTTIVE

Embriotossicità (teratogenesi)

Nella ratta S.D.: sono state somministrate dosi orali di 0 (controlli) - 20 - 60  e 180 mg/kg tra il 6° e il 15° giorno di gravidanza. La minima dose tossica per i feti era 60 mg/kg.

Nella coniglia White Russian: sono state somministrate dosi orali di 0 (controlli) - 15 - 60 e 240 mg/kg tra il 6° e il 18° giorno di gravidanza. La minima dose tossica per i feti è tra 60 e 240 mg/kg.

Nella ratta S.D.: sono state somministrate dosi endovenose di 0 (controlli) - 2 - 6 e 18 mg/kg tra il 6° e il 15° giorno di gravidanza. La dose tossica per i feti può essere fissata fra 6 e 18 mg/kg.

Nella coniglia White Russian: sono state somministrate dosi endovenose di 0 (controlli) - 1 - 3  e 9 mg/kg tra il 6° e il 18° giorno di gravidanza. La tollerabilità della sostanza può essere fissata a circa 9 mg/kg. In tutte le specie animali e a tutte le dosi somministrate il prodotto è risultato privo di effetti teratogeni.

Fertilità

Nel ratto S.D. orale: 0 (controlli) - 15 - 45  mg/kg somministrati per 10 settimane prima dell'accoppiamento ai maschi e per 2 settimane prima dell'accoppiamento alle femmine non hanno avuto effetti negativi sulla fertilità, studiata per due generazioni successive. 135 mg/kg hanno alterato la capacità di procreazione e la fertilità a causa della tossicità generale di questa dose. A nessuna delle dosi somministrate sono comparsi effetti teratogeni.

Tossicità sullo sviluppo peri- e post-natale

Nel ratto S.D. orale: 0 (controlli) - 20 - 60 - 180 mg/kg dal 16° giorno di gestazione al 21° di allattamento. Le dosi fino a 60 mg/kg non hanno mostrato effetti tossici. La dose maggiore è vicina a quella letale. POTENZIALE MUTAGENO Sono risultati negativi: Il test di Ames su Salmonella typhimurium TA 1537, TA 1538, TA 98, TA 1535 e TA  100, con e senza attivazione metabolica e in concentrazioni tra 0 e 10 mg/piastra. Il test su Schizosaccharomyces pombe P1, con e senza attivazione metabolica, e con concentrazioni da 0 a 1 mg/ml. Il test di conversione genica effettuato su Saccharomyces cerevisiae D4, con e senza attivazione metabolica e con concentrazioni da 0 a 1,6 mg/ml. Il "Host mediated assay" con Saccharomyces cerevisiae D4  intraperitoneale nel topo e con dosi orali di 200 e 400 mg/kg di tiropramide. Il test del micronucleo nel topo, con dosi di 200 e 400 mg/kg per via orale. Il test di mutagenesi sulle cellule del midollo osseo  di Chinese Hamsters, con dosi di 500 - 1000 -  1500 mg/kg per via orale. Il test di mutagenesi sul linfoma di topo, con e senza attivazione metabolica e in concentrazioni da 0.125 fino a 1 mg/ml. CANCEROGENESI La tiropramide non ha mostrato effetti cancerogeni sul ratto S.D. trattato con dosi di 0 - 9 - 18 - 36 mg/Kg per 104  settimane